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Lettera al Sindaco di Roma Alemanno

Sindaco,


sono un cittadino romano, nato nell’Urbe ma residente da tempo fuori dal Pomerio. Ho letto nel numero del 20 settembre di quest’anno della falsa cronologia, l’articolo pubblicato da “Repubblica” a pagina 4,che ti riguarda.


Vi leggo infatti (tralascio molte giuste osservazioni dell’autore come “l’idea di patacca che la destra italiana ha della romanità e dell’antichità classica… il mondo dei figli degenerati dei gladiatori di cartapesta, che almeno si limitino a molestare i turisti al Colosseo…”) che tu il 27 e 28 ottobre prossimo, hai in animo di celebrare la battaglia di Ponte Milvio e il presunto miracolo di Costantino, “festa celebrativa dell’identità cristiana di Roma”. Che a Saxa Rubra verrà ricostruito un accampamento militare romano con annesse comparse di soldati e macchinari dell’epoca e che verrà messa in scena la battaglia, e che al tramonto farai proiettare nel cielo con dei potentissimi fari la scritta IN HOC SIGNO VINCES, mentre la controfigura dell’usurpatore Costantino alzerà il alto la croce con il famoso monogramma.


Ora, è bene che tu sappia che quello che ti accingi a fare è indegno di un rappresentante dell’Urbe. Tu celebri solo il trionfo dei veri nemici di Roma e dei profeti di sventura che allignano da troppo tempo su entrambe le sponde del Tevere. Tu dovresti celebrare piuttosto la salutare discesa dei Lanzichenecchi, o la Presa di Porta Pia, o il vittorioso evento di Porta San Paolo, non la vittoria di viri lucifugi e di nemici del genere umano.

Sindaco Alemanno, tu alimenti la collera dei Cives Romani.


Remo Mangialupi
miles Mithrae
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Categorie: Alemanno, Costantino, Roma

Pubblicato da admin il 20 Settembre 2012

Commenti

  1. Completamente d’accordo! Anche noi siamo romani e, operando nella cultura, editoria e teatro, non abbiamo mai avuto nessuna attenzione dalla giunta Alemanno, nelle graduatorie dei bandi noi in coda mentre compagni e cristiani in testa, malgrado l’evidente divario qualitativo a nostro favore .L’esperienza Alemanno dal punto di vista della cultura è stata disastrosa.POllice verso!

  2. A Franci, allora impara se no, non ti meravigliare che nei bandi non vinci mai: il pollice verso è una errata traduzione del “pollex versus” che invece era il vero simbolo che si faceva nelle arene, a trarre tutti in inganno il famoso dipinto “pollice verso” dell”800 che però di storico non ha nulla… Leggiamo i libri e poi parliamo…
    Giorgio Franchetti
    Vincitore del bando IN HOC SIGNO VINCES per le celebrazioni di Ponte Milvio

    Ah, fra le righe: la battaglia non ebbe alcun risvolto RELIGIOSO, leggete e studiate! La svolta religiosa se ci fu, e io non credo, si ebbe l’anno successivo, nel 313… Quella di Ponte Milvio fu solo una battaglia della politica, la fine della Tetrarchia… Niente altro che politica. E io figurerò tra i massenziani nella rievocazione, con l’effige di Mitra sullo scudo, ok?
    Saluti…

  3. Anonymous

    e sull’editto di Costantino cosa ci dici? Roberto

  4. Il signor Franchetti dice che la battaglia non ebbe alcun risvolto religioso? Ma io sostengo che il risvolto religioso (e cristiano) glielo da il Sindaco Alemanno, con l’idea di proiettare nel cielo la scritta in hoc signo vinces, il ché è tutto dire…

  5. Anonymous

    “Soli superpositum”…
    “ […] una figura di croce si sovrapponeva, c o n t r o l u c e, al Sole: […] precludendo alla civiltà europea, forse in maniera irrevocabile, la via della luce”

    B.M. di Dario, Il Sole Invincibile, Ed. di Ar, p. 114

    Dictum sapienti sat est

  6. La Romanitas di un Sindaco si deduce da pochi gesti simbolici. Tra tante battaglie, proprio quella iniziata a Saxa Rubra e conclusasi a Ponte Milvio? Non è che si vuole lappare il fondoschiena del Vicariato a scopo elettorale? Qualche dispettuccio ai Galilei lo poteva anche fare il Sindaco… che sò: una via a Flavio Claudio Giuliano… qualche bel recupero archeologico: lo sapete che i battenti della porta del Senato di Roma, proprio quelli veri, adesso chiudono la basilica di S. Giovanni in Laterano? Alemanno poteva anche chiedere che fossero rimessi al loro posto. Dispetti simbolici, neanche tanto!

  7. Luigi

    Alemanno neo rabbino di Roma. Luigi piva

  8. Anonymous

    Spero che il commento sia aperto anche ai non romani.
    Avendo conosciuto Pino Rauti a Milano ,quando veniva a parlarci,e cercando di leggergli nel pensiero,,mi sembrava di scorgere in fondo al cuore l’infelità per avere avuto un genero non all’altezza Sua,anche se poi è diventto sindaco ed amico dei pacifici. rinus

  9. Alemanno, da buon sindaco, dà un colpo al cerchio e un colpo alla botte: il 20 settembre ha presenziato a Porta Pia (non mi sembra che sorridesse)mentre stamane ha presenziato alla Sinagoga di Roma ad un altro evento, assieme alla Polverini e Napolitano, accolto con gran piacere dai membri del locale Sinedrio. Ha fatto bene, poiché si commemorava l’omicidio di un bambino ebreo vittima di un attentato terroristico; e poi sappiamo bene che Alemanno non è l’imperatore Tiberio. Riporto da da Dione Cassio Cocceiano (Storia Romana LVII, 18-5): “dal momento che molti giudei si erano trasferiti in massa a Roma e stavano convertendo ai loro usi e costumi un gran numero di Romani, Tiberio cacciò la maggior parte di loro”.

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