Il Tramonto dell’Occidente e della Razza Bianca

Il Tramonto dell’Occidente e della Razza Bianca
RIFLESSIONI SPARSE A PARTIRE DALL’ULTIMO LIBRO DI IDA MAGLI.
Veramente secondo la celebre espressione di Eraclito, <guerra è di tutte le cose padre, di tutte re; e gli uni proclama dei, gli altri uomini, gli uni fa schiavi, gli altri liberi>. Non solo essa è uno degli indispensabili fondamenti della compagine umana e di tutte le nostre formazioni politiche e sociali, ma è altresì uno dei fattori della nostra vita spirituale, perché molte delle idee madri, molti degli elementi costitutivi che divengono in questa predominanti e determinati, Lo possono divenire, da ultimo e sia pure in lontananza, solo mediante la guerra: sono in larghissimo misura la visuale imposta dalla vittoria, dalla forza, dall’autorità che ne consegue.”.
Giuseppe Rensi “Filosofia dell’Autorità” Sandron, Palermo, 1920 pag.204
Chi scrive confessa innanzi tutto che questo ultimo uscito è il primo libro di Ida Magli che ha letto, riducendosi fino ad oggi la sua conoscenza di questa autrice solo a qualche articolo.  Su tratta di “Dopo l’Occidente” edito da Rizzoli; non si vuole qui <recensire> codesto libro, ci sarebbe da discutere sulla ricostruzione che fa l’Autrice della figura di Cristo(1) e della condizione della donna in alcune società. Non mi soffermo neppure sulle pagine dedicate alla Russia e al suo futuro, sono meno ottimista della Magli, la demografia russa come quella di tutti i popoli bianchi è in discesa e gli asiatici avanzano, l’Asia gialla punta agli Urali. (per ora, intanto le comunità cinesi si espandono anche in Italia).

 Si può fare un cenno alle pagine che l’Autrice dedica agli Stati Uniti d’America, visti come in preda alla decadenza, (vi si tratta soprattutto del mondo del cinema d’oltre Atlantico, senza, peraltro, mettere nel dovuto rilievo il dominio che vi esercita l’ebraismo) limitandosi a coglierne qualche spunto. Leggiamo alle pagg.153-154 “Il predominio delle caratteristiche fondamentali dei popoli africani è evidentissimo (negli USA), eppure non riconosciuto se non negli aspetti che sembrano marginali: la ritualità della danza e del canto, che accompagnano quasi tutte le manifestazioni festive delle varie <chiese>, il bisogno mistico e visionario che predicatori di tutti i tipi e profetesse fai da te alimentano quotidiane mante con sempre nuovi avvertimenti profetici…Di fatto la forma mentis americana non è difficile da apprendere e da mettere in pratica, almeno per quei popoli, come gli Africani, che non hanno tradizione di pensiero filosofico, meditazione teologica, dubbio sistematico della scienza. Il risultato dell’incontro, però, è stato, con il passare dei secoli, la formazione di una personalità fondamentalmente <africana> nella maggioranza degli Americani, tanto più caratterizzata in  questo senso quanto più, sono diminuiti i <bianchi> che oggi sono fisicamente in minoranza.”Codesta considerazioni ci ricordano quelle espresse a suo tempo da Julius Evola, i lettori ricorderanno certamente il suo saggio “America negrizzata” nel volume “L’Arco e la Clava” (Mediterranee, Roma, 2000, pagg.39-461).
Comunque, pag.154 “…quello che porterà a un sempre maggiore declino americano mano a mano che aumenterà la differenza numerica in rapporto ai bianchi, sarà l’atteggiamento di lentezza e d’inerzia, tipico degli africani e musulmani”. Inoltre (pag.158) “….con la presenza dominante degli africani nel territorio europeo e il declino dei bianchi, non giungeranno più in America le intelligenze scientifiche e artistiche che hanno arricchito, fin dall’inizio della sua storia,la produzione americana in tutti i campi; e andrà perduto anche il prestigio che ha implicitamente sostanziato, con la presenza della civiltà europea, il cosiddetto <Occidente>”. La fine dell’Europa bianca potrebbe dunque significare la fine di ogni possibilità di civiltà.

Sempre riguardo agli USA, (pag.149-150. ) “Dalla parte di qua dell’Oceano … non si possono analizzare le cause della morte dell’Europa senza inserire nel bilancio negativo l’enorme influenza che l’America ha avuto sui comportamenti dei politici e delle classi dirigenti, ma soprattutto sul costume e sugli ideali delle masse europee. Inutile ricordare, poi, che gli esiti delle due grandi guerre del Novecento sarebbero stati quasi certamente molto diversi se non vi fosse intervenuta l’America. Per quanto appaia quasi impossibile, infatti, calcolare il peso effettivo della presenza americana in Europa in tutti i campi, bisognerebbe cominciare da quello che ha avuto nel trattato di pace della Prima guerra mondiale, terribilmente ingiusto nei confronti della Germania,….e che è stato causa in buona parte delle tragedie che si sono susseguite in Europa fino alla Seconda Guerra Mondiale. Per farsene però almeno un’idea si può riflettere sulla forza del mercato con il quale l’America ha imposto i suoi oggetti di vita comune, i suoi prodotti culturali e militari ai poveri Stati europei sbigottiti di fronte alla sua ricchezza e soprattutto di fronte alla sua certezza non di creare, ma di essere il meglio.” Si può qui ricordare che il grande F.P.Yockey giunse a ritenere che una conquista sovietica avrebbe avuto effetti alla lunga meno disastrosi per l’Europa del dominio statunitense.

Nel complesso, una prima lettura del testo della Magli ci fa pensare che vi sia silenziosamente presente un fattore di cui non è opportuno fare il nome nelle compagnie “per bene”, fattore che forse, non è ben definibile scientificamente tanto che alcuni arrivano a negarne l’importanza e talvolta, la stessa esistenza: la razza!
Come non pensare in effetti, ai fattori razziali quando si legge: (Pag.64) “..malgrado gli sforzi fatti per negarlo: tutte le teorie sull’ugualitarismo sono state soltanto frutto del <desiderio>, ma non si possono chiudere gli occhi di fronte al fatto che il carattere distintivo di ogni popolo si manifesta sempre, quale sia la situazione da affrontare o il problema da risolvere.”
Pag. 180 “Lo svolgimento della storia è sempre legato per prima cosa al comportamento precipuo dei popoli, alla loro psicofisicità, al loro <temperamento> o <carattere>….” Poi a pag.187 “..i tratti culturali di base possono essere, o per meglio dire, siano quasi certamente ereditari.”
Pag.197 “Al di là del significato letterale delle parole, la lingua è il contenitore creato e creante di un determinato modello culturale; rispecchia perciò la forma mentis del popolo che la parla, la struttura della società in cui vive, il suo temperamento, le sue passioni, la sua sensibilità all’ambiente che lo circonda e il modo con il quale lo utilizza a livello materiale tanto quanto a livello simbolico.” Ancora pag.224 “Le religioni sono lo specchio più lucido e trasparente (la proiezione) del carattere dei popoli.”

 Riassumendo ( Pag.143) “Sono gli uomini che creano le culture: quella europea è stata creata dai bianchi. L’Europa sarà abitata da una grande maggioranza di popoli di colore: africani o mediorientali.”Pag.144 “Con una <personalità>, una cultura, una storia, totalmente diverse da quelle degli Europei, i popoli che s’impadroniranno del territorio dell’Europa non produrranno né filosofia, né scienza, né arte, né musica, come afferma chiaramente la religione che hanno adottato. Anche la consapevolezza della storia, fattore principale della civiltà europea, sparirà.”…… Nessuno piange sulla fine dei <bianchi>, sebbene siano in tanti a piangere per la fine dei panda o di qualsiasi altra specie animale, perché questa fine è stata ossessivamente voluta e perseguita dai governanti e da tutti i leader europei …. Dell’Europa rimarrà soltanto il nome del territorio geografico. Il resto sarà Africa.”

In precedenti articoli si è fatto cenno alle differenze intellettuali che vi sarebbero tra bianchi e negri, è un problema da tener costantemente presente e da approfondire visto che la più parte degli immigrati che si riversano sull’Europa sono negri negroidi o, in varia misura, negrizzati .(2)
Possiamo qui citare: “Non sono le bombe né le azioni militari che abbattono i popoli. E’ la sommersione etnica. Le bombe e la violenza, al contrario, possono risvegliarli. L’arma di guerra più letale, in ogni tempo, sono state l’infiltrazioni di popolazioni straniere, le naturalizzazioni, i graduali prese di potere da parte degli stranieri” G.Faye <Avant-Guerre> (L’Aencre , Paris, 2002, pag.44)
<…nei lunghi tempi della storia le uniche vittorie che contano sono quelle demografiche> Carlo Jean <Geopolitica> Laterza, Bari, 1995, pag. 81 In particolare :“Una cosa è sicura: l’Islam è una marea montante, che da almeno trent’anni sta invadendo il Vecchio Continente, e che nei prossimi trenta potrebbe addirittura sommergerlo” Massimo Jevolella <Nell’attesa del diluvio islamico>in<Il Giornale>6 V 1992.

Nell’ambito dell’invasione dell’Occidente da parte delle altre popolazioni, l’Islam rappresenta, infatti, per la Nostra, la minaccia principale (pag.23) “Una volta padroni dell’Europa…i musulmani…ne distruggeranno l’<europeità>, come è sempre successo quando una cultura è subentrata a un’altra. I cristiani non hanno forse raso al suolo tutti in templi, tutti gli edifici della Roma pagana, appena sono diventati abbastanza forti per poterlo fare? Hanno distrutto perfino ciò che i Romani, con il realismo e la sapienza ingegneristica che li contraddistingueva, avevano costruito al servizio e per il benessere dei popoli sottomessi al loro impero. Strade, mura, ponti acquedotti, fontane cloache, terme giardini, anfiteatri: tutto é stato abbattuto, rifiutandone con l’irrazionalità dell’odio la meravigliosa funzionalità. Quel poco che sarebbe stato troppo faticoso o che non si era in grado di distruggere (non esistevano le bombe allora: per questo il Colosseo è ancora in piedi) è stato abbandonato alla sicura consumazione del tempo. Le misere condizioni di vita dell’Europa medioevale, la spaventosa mortalità infantile, la violenza delle malattie contagiose sono da attribuirsi in gran parte alla mancanza di ogni regola d’igiene, all’assenza di fognature, alla scarsità d’acqua, alla condanna del suo uso da parte della Chiesa che aveva spronato a eliminare le opere idrauliche dei Romani ritenute strumento di libidine e di corruzione”. (3)

Così per la Nostra non vi sono dubbi (pag.37) “Se, come dicevamo, i cristiani hanno distrutto tutto della civiltà romana, sicuramente almeno altrettanto faranno i musulmani. Inutile dunque, farsi illusioni: di noi non rimarrà nulla”. Il buon Celine aveva profetato che sarebbe stata gran cosa se di noi di fosse salvata almeno la parola del Generale Cambronne, la Magli sembra ancor più pessimista.
In effetti, ancor oggi assistiamo alla distruzione di opere d’arte riferibili ad altre fedi da parte degli Islamici (notissimo caso delle grandi statue del Buddha distrutte dalla barbarie dei Talebani, in Iran, alla caduta della Monarchia dello Scià “Luce degli Ariani” vi fu chi pensò di radere al suolo le rovine pagane della gloriosa, Persepoli, mentre in Egitto vi sarebbe persino chi mediterebbe di far saltare le pagane piramidi! Non si potrebbe peraltro escludere che la crisi che attualmente colpisce tutte le religioni non tardi a colpire anche quella del Profeta della Mecca. Inutile poi ripetere che se l’Islam minaccia l’Europa non si vede come questa possa essere difesa sostenendo la folle impresa del sionismo!
Riguardo all’Islam militante possiamo qui citare quanto scriveva Walter Laqueur in “Fascismi, Passato, presente, futuro”(Tropea,Milano,2008,pag.198) “Il ricorso  all’aggressività dipende probabilmente anche da (vari) motivi : se non la si distrugge,la civiltà occidentale, con la sua scienza, col suo laicismo e razionalismo, coi suoi divertimenti finirà per distruggere l’islam e trascinarlo nella dannazione. Siccome la costruzione di un muro per tenere lontani gli influssi culturali occidentali non è praticabile.,e sarebbe inutile,l’unica maniera per arrestare l’imputridimento consiste nel distruggere la sorgente del male, di qui la necessità di islamizzare Spagna e Francia, cui seguirebbe il resto d’Europa e l’intero pianeta.”….”
In complesso, se si considera la storia dell’Europa come quella  di una “fortezza bianca” assediata e  assalita fin dall’antichità dalle popolazioni asiatiche ed africane ,si vede come la maggior parte di codesti assalti al nostro continente vennero attuati da genti di fede islamica (cfr tra i tanti, Arthur Kemp “Jihad Islam’s 1..300 year war on Western Civilisation”Ostara,USA,2008 e Gonzague de Reynold “La Cittadella Assediata” Idee in Movimento, Genova, s.i.d, utili elementi si trovano anche nel discusso,e discutibile testo di S,P.Huntington “Lo Scontro delle Civiltà. E il nuovo ordine mondiale”Garzanti,Milano,1997)

Vi sono indubbiamente elementi che fanno ritenere che nel mondo islamico vi sia chi voglia riprendere antichi disegni espansionistici Dante Martelli <Riprendiamoci il maltolto> in <L’Espresso>25.2.1994 scriveva che gli Iman delle moschee algerine “ora che è il Ramadan…disegnano scenari oscuri; indicano negli Europei i nemici dell’islam.. e, tra le altre cose, invitano i fedeli <a riprendere il maltolto> armi alla mano: tutti i paesi della conquista musulmana intorno all’anno 1000, Andalusia, Sicilia, Provenza incluse” Sul n .216 1/15 maggio 2006 la rivista Faits et Documents pubblicava un estratto del discorso pronunciato il 10 Aprile a Timbuctu dal defunto presidente libico Gheddafi: “Tutto il mondo deve diventare musulmano. Oggi, qui a Timbuctu, noi ridefiniamo la storia. Noi abbiamo 50 milioni di musulmani in Europa. Vi sono segni che attestano che Allah ci accorderà una grande vittoria in Europa: senza spade, senza fucili,….I 50 milioni di musulmani dell’ Europa ne faranno un continente islamico. Allah mobilita la Turchia, nazione musulmana, e permetterà il suo ingresso nell’Unione Europea. Vi saranno allora 100 milioni di musulmani in Europa. L’ Europa è oggetto del nostro proselitismo come l´America. Essa ha la scelta tra il diventare musulmana e dichiarare la guerra ai musulmani” Ancora una volta: ducunt volentem fata nolenten trahunt?

Per noi, ripetiamolo, la “minaccia islamica” non è che un aspetto della invasione immigratoria che sta travolgendo l’Occidente bianco, tuttavia possiamo chiederci se sarà essa a risvegliare le ultime volontà di resistenza dell’Uomo Bianca Europeo costringendolo alla lotta non solo contro codesta “minaccia” ma anche contro il pericolo di venire sommerso dalle razze di colore in genere.
A differenza di quanto sembra ritenere la Magli, chi scrive continua a ritenere, o a illudersi, che, nonostante il continuo lavaggio dei cervelli e il propagarsi anche in Europa di ogni tipo di meticciato, la sommersione della Razza Bianca da parte dei popoli “di colore” probabilmente non potrà effettuarsi in modo del tutto  “indolore”., Chi potrebbe oggi escludere che il sangue possa scorrere in Europa in un futuro più o meno prossimo con operazioni di “pulizia etnica”(con contorno di “stupri etnici”), pogrom, tentativi di espulsioni di massa e via elencando? Il “Sole 24 Ore radiocr in data 24 maggio 2011 citava Giulio Tremonti allora ministro dell’economia che avrebbe detto “Occorre cercare una soluzione ai problemi innescati dall’immigrazione per evitare di finire tutti nazisti”. Evidentemente il noto uomo politico non esclude che i difensori dell’Europa e della sua identità etnica possano diventare, in futuro, un importante forza politica! Forse nei giorni scorsi sullo sfondo di un orizzonte sempre più oscuro abbiamo visto accendersi le prime luci di una “Alba Dorata”!
Chi abbia avuto la pazienza di seguire i contributi del sottoscritto avrà capito che lo scopo di questi modesti scritti è quello di trovare delle motivazioni per continuare a rimanere, a resistere, su posizioni che oggi possono apparire “perdute” e la prospettiva di future lotte etniche favorite da un clima di disastri ambientali economici etc. con il fallimento dei sistemi democratici non può che incitare a “tenere duro”. Di fronte ad un estremo pericolo potrebbero ridestarsi fattori che si credono ormai estinti da tempo (4)
Silvano Lorenzoni in <Contro il monoteismo> (Ghenos, Ferrara, 2006 pag53 e segg.) Traccia le “linee di catastrofe” che minaccerebbero il mondo attuale. Ci limitiamo, qui, alle prime due:
A.    <L’incombente catastrofe ecologica, con le sue tre casistiche di punta che sono l’effetto serra, la deforestazione dei tropici (con importanti conseguenze per la disponibilità idrica globale) e la contaminazione generalizzata della biosfera, nonché quella contaminazione umana causata dall’aumento pullulante e canceroso delle popolazioni terzomondiali. I suoi effetti, già ampiamente percepibili, raggiungeranno un andamento vorticoso al più tardi verso il 2020>:
B.    <I montanti problemi razziali. Le masse di colore sono state edotte, da utopisti e buonisti, da missionari monoteisti, confessionali e laici, sul fatto che esse sono sempre state “sfruttate” dai colonialisti europei e ora, galvanizzate anche dall’islam, vogliono la loro vendetta. Ormai ampiamente inserite nel nostro tessuto sociale, lo stanno conducendo ad un generalizzato impoverimento. Siamo di fronte alla complessiva terzomondizzazione della stessa Europa. Questi fenomeni già pienamente in atto, si aggraveranno nell’immediato futuro ad un ritmo vorticoso e irrefrenabile sino all’implosione.>(5)
 Anche a costo di ripeterci, riprendiamo i pareri di alcuni autori di vario orientamento :
“..l’eterna guerra tra le razze è la legge della storia mentre la pace perpetua non è che il sogno degli idealisti” Luis Gumplowicz <La Lucha de Razas> La Espana Moderna,.Madrid,s.i.d.pag.284
Lo studio della storia “suggerisce  che il genocidio- come la guerra ,il massacro, lo stupro di massa e altre simili atrocità- non sia niente di nuovo e che difficilmente possa essere considerato un fenomeno nato nel XX secolo. Che tali orrori si sono sempre verificati nel corso dei secoli e in tutte le regioni del pianeta” R.Gellately,B.Kiernan <Il secolo del genocidio> Longanesi Milano 2006 pag.16
 “Nell’impossibilità di selezionare o bloccare l’immigrazione non vi è altra prospettiva che quella di uno scontro etnico interno” Carlo Jean<Geopolitica> Laterza, Bari, 1995 pag. 100.
“Nei conflitti tra civiltà a differenza di quanto avviene con quelli ideologici,si sta sempre dalla parte della propria razza.”(Samuel Huntington <Lo Scontro delle Civiltà e il Nuovo Ordine Mondiale> Garzanti, Milano, 1997 pag.319
“Non esiste un solo esempio storico di società plurietnica non conflittuale e che non sia stata crudelmente gerarchizzata e oppressiva” G. Faye <Archeofuturismo> SEB, Milano, 1999 pag. 160.
<Noi veniamo aggrediti, la guerra ci è stata dichiarata, il nostro sangue tramonta o viene corrotto. E tutta l’opera del sistema consiste nel persuaderci che questo formidabile avvenimento non esiste.>Guillaume Faye <Avant-Guerre Chronique d’un catastrophe annoncè” L’Aencre, Paris, 2002,pag.341.
Thomas W.Chittum <Civil War Two The Coming Breakup of America> (American Eagle Publications, USA, 1996,pag. 77 ) “..più differenti sono le forze nemiche come razza, nazionalità, religione, lingua e cultura, di norma più feroce è la lotta tra di loro”.
“Per tentare di trarre in inganno, i governi europei evocano i benefici della società multiculturale, ma senza tener conto del fatto che la guerra civile è…il destino della maggior parte degli Stati plurietnici e/o multiconfessionali” Eric Werner <L’Anteguerra Civile> Il Settimo Sigillo, Roma, 2004, pag. 60.
Lo storico Walter Laqueur scrive nel già citato libro sui Fascismi (pagg.172)” L’odio etnico è  un fenomeno globale. Se tutsi ed hutu, induisti e musulmani, greci e turchi, tamil e cingalesi, arabi ed ebrei, serbi e bosniaci, armeni e azeri, irlandesi e irlandesi, non riescono a convivere in pace, è irrealistico pensare che solo l’Europa, fra tutti i continenti, possa essere l’eccezione.”
Da parte sua Pierre Krebs nel suo “Combat pour l’essentiel” (PanEuropa, Madrid, 2002, pag102) scriveva “La società multirazziale crea di fatto le condizioni di una situazione conflittuale permanente dato che i vari gruppi etno culturali si danno a una competizione (cosa peraltro legittima) riguardo ai loro interessi, i loro bisogni e le loro aspirazioni, e sono naturalmente portati ad affermare la propria identità per sfuggire al suicidio culturale o etnico rappresentato dall’assimilazione, lo stato di pace di siffatte  società è ineluttabilmente destinato a  mutarsi in uno stato di crisi provocato dalla rivalità tra le etnie”.
D’ altra parte se il meticciato stesso, almeno in certe proporzioni, non porta alla abolizioni di certe stratificazioni a base etnica(6)esso non porterebbe  neppure alla scomparsa delle rivalità tra diverse etnie costrette a coabitare sullo stesso suolo,      Scriveva, infatti, Robert Paxton “Il Fascismo in azione” (Mondadori,Milano2005 pag.209) “In Bosnia n,regione iugoslava dalla più alta intergrazione,ricca di quartieri mescidati(sic!) e dove erano frequenti i matrimoni misti,l’epurazione etnica fu ancora più raccapricciante.”
Possiamo citare dall’articoletto <Le diversità riducono la fiducia> pubblicato su <Il Correre della Sera> del 4 Settembre 2007: “Le differenze sociali ed etniche abbassano la fiducia reciproca: lo sostiene il ricercatore americano Robert Putman dell’Università di Harvard, al termine di uno studio, cominciato nel 2000, basato su un campione rappresentativo di circa 30mila americani raccolto dalla Social Capital Community Benchmark Survey. La ricerca indica che il livello di fiducia è inferiore tra i popoli provenienti da diverse etnie….L’alto livello di immigrazione nei Paesi industrializzati….(non sarebbe una buona cosa) dal punto di vista sociale: la diversità che produce mancanza di fiducia rende difficoltoso il rafforzamento comunitario” (cfr anche <L’Espresso > del 6-sett.2007 <Terrore multietnico La provocazione di un sociologo USA di sinistra: l’immigrazione minaccia la solidarietà sociale. Colloquio con Robert Putnam di Enrico Pedemonte>
Considerato tutto ciò non sarebbe certo da escludersi che avesse ragione G.F.Freda a sostenere “E’finita l’epoca delle guerre civile europee, sta per cominciare quella delle guerre razziali. Sotto l’urto di imponenti immigrazioni extraeuropee, gli Stati nazionali su dissolveranno. Il futuro sarà teatro di scontri razziali…”Franco G. Freda 1992 cfr.<Monologhi (a due voci)>AR, Padova, 2007.pag.79

Ci si può chiedere peraltro come mai, nonostante certe previsioni fatte in passato, non divampino ancora negli Strati Uniti d’America sanguinose lotte fra le varie razze, mentre vi dilaga ogni tipo di meticciato e si sia giunti all’elezione di un presidente di colore. Chi scrive ritiene che tale situazione potrebbe cambiare quando nei prossimi anni i “bianchi” (o almeno coloro che passano per tali)verranno a trovarsi in minoranza. Si può ,comunque,citare dall’articolo di Alessandro Farkas “La Strage dei neri che scuote l’America”in “Il Corriere della Sera”del 10 IV2012 “In un sondaggio pubblicato tre giorni fa  da Newsweek/Daily Beast,il 72%dei bianchi e l’89% dei neri pensa che il Paese sia spaccato in due sul tema della razza E a quasi 4 anni dall’elezione del primo presidente afroamericano della storia,la maggioranza degli americani(neri e bianchi)ritiene che i rapporti inter-razziali non siano migliorati o siano addirittura peggiorati .E se il 51% dei bianchi boccia il modo in cui Barack Obana ha gestito i rapporti inter-razziali,l’84%dei neri lo applaude.”

Parrebbe inoltre che anche  causa dei mutamenti demografici in corso,a tutto svantaggio dei “bianchi” e soprattutto a partire dall’elezione di Obama vadano riprendendo vigore negli USA i gruppi bianchi ritenuti di “estrema destra”.Analogamente in Europa non mancano le periodiche grida di allarme da parte dei mass media riguardo alle parziali e più o meno effimere affermazioni elettorali in varie paesi di partiti miranti a difendere l’identità dei popoli europei chiedendo una limitazione dei fenomeni migratori.
Tutto ciò può a giudizio di chi scrive, legittimare l’ipotesi di futuri conflitti anche nel “nostro”(per ora)continente. Si è già scritto che per i popoli,come per gli individui,sarebbe in ogni caso preferibile perire sul campo di battaglia che sprofondando nella putrefazione. Lotte sanguinose potrebbero costituire non solo l’ultima possibilità di sopravvivenza per l’uomo bianco europeo ma anche l’occasione per effettuare quel rovesciamento del corso della storia che pare sempre più necessaria per la salvezza stessa del  pianeta.
Vorremmo che i lettori iniziassero a meditare su tutto ciò. In attesa di ritornare su codesti argomenti concludiamo con quanto scrive Luca Lionello Rimbotti nel suo “La Profezia del Terzo Regno:dalla Rivoluzione Conservatrice al Nazionalsocialismo”(Ritter,Milano,2011,pag.39) “All’uomo spetta….non di osservare o subire la catastrofe cui la modernità sta conducendo la civiltà,ma di spingerla fino all’estremo limite,individuando il punto di rottura e provocando il collasso totale e,con esso,il primo insorgere aurorale del ricominciamento del nuovo ciclo.”
ALFONSO DE FILIPPI

 

 

 

 

Note
(1)          Interessante quanto la Magli scrive a proposito della “civiltà”israelita all’epoca in cui sarebbe vissuto il Cristo (pag.137) “…..malgrado le infinite , appassionate ricerche fatte dagli archeologi per trovare dei ruderi,degli utensili,una qualsiasi traccia del tempo di Gesù,non si è trovato nulla. E non si è trovato nulla perché gli ebrei non fabbricavano nulla. Qualche amo per la pesca, qualche ciotola o brocca per l’acqua,qualche monile d’argento e basta. Non si sono trovati neanche i resti di una sinagoga e di qualcuno dei paesi o villaggi dove secondo i Vangeli Gesù andava spesso:Cafarnao, Magdala, Nazaret, Cana…. nulla.” Julius Evola”I Testi de <La Stampa>”AR, Padova,2004” scriveva “…assurda l’idea che  l’antica civiltà ebraica abbia rappresentato qualcosa di privilegiato e di superiore, tanto modesta appare la statura di Israele di fronte all’etica e alla spiritualità comune alle antiche stirpi ario-elleniche ,indo-arie, ario-romane, ario-iraniche.” Riguardo poi alle origini del cristianesimo a pag.129 si legge “Il costruttore della teologia è stato Paolo,che ebreo e rabbino-fariseo era prima della conversione e ugualmente ebreo-rabbino e fariseo è rimasto dopo.”
(2)          “Una delle tesi difensive più care alla sinistra-che i pessimi risultati scolastici dei negri siano da imputare a fattori sociali, al grado cioè di ricchezza familiare- è smentita da precise rilevazioni. Gli studenti negri appartenenti a famiglie con reddito annuo tra i 50 e i 60 mila dollari non riescono a tenere negli studi il passo dei colleghi asiatici<poveri>, appartenenti a famiglie con reddito tra i 10 e i 20 mila dollari annui. E il dato negativo per i colorati, trova conferma bei test di intelligenza raccolti negli orfanotrofi. Tra gli ospiti delle varie razze, allevati tutti, come è ovvio, in condizioni di assoluta uguaglianza per i punteggi conseguiti i neri occupano saldamente la coda della classifica.” Così Piero Sella <Genesi e funzione del “pregiudizio”nella cultura democratica> in <L’Uomo Libero>n. 39 Gennaio 1995. In realtà: “nessuno contesta nel mondo scientifico americano, o in quello politico, che i neri abbiano quozienti medi di intelligenza più bassi dei bianchi” ammetteva Arturo Zampaglione: <Sei nero?Allora sei stupido.>in <La Repubblica>10 X 1984. “Statisticamente, la media della popolazione negra appare meno intelligente della media della popolazione bianca” così Maurizio Blondet <Sei cretino? E’colpa di papà>in <Il Settimanale>12 XI 1975. Inoltre, sempre negli USA, “il colore della pelle si schiarisce presso i negri man mano che si sale verso categorie di più alto livello sociale, il che conferma che fattori genetici intervengono in un modo o nell’altro, nella determinazione di questo livello.”Arthur Jensen <Genetica, educabilità e differenze tra le popolazioni> in <L’Uomo Libero> n 8, Ottobre 1981.Giuseppe Sermonti <Il Mondo è cretino?> in <L’Italia> 23 novembre 1994 scriveva: “Dai tempi di Darwin, c’ è sempre qualcuno che ha misurato l’intelligenza umana e sempre è arrivato alla stessa conclusione, l’inferiorità negra. Uno dei primi esperti di IQ (Coefficiente di Intelligenza, W. Dubois non esitò a concludere che i negri rano<Absolutely beyond the possibility of civilization> assolutamente al di là di ogni possibilità di civilizzazione ).Il recente libro di Herrnstein e Murray “La Curva a Campana”, che ha risollevato il caso, si guarda bene dall’usare quelle espressioni di tono così razzista, ma afferma che, all’estremo inferiore della curva di distribuzione dell’intelligenza, c’è una sottoclasse con basso coefficiente e propensione al crimine. Sono i negri. Le obiezioni che si sollevano a queste conclusioni sono di tre tipi. La prima, più franca e sbrigativa, è questa: “questo è razzismo”. La seconda, sociologica, è che l’ inferiorità negra dipende dall’ ambiente misero della gente di colore. La terza è che i test, di intelligenza (l’IQ) valutano attitudini marginali, cioè sono poco intelligenti. Queste obiezioni sono state superate. La Scienza non può evitare la conclusione della bassa attitudine dei negri, perché non può permettersi di scartare una realtà per il solo fatto che è scomoda, né può concedersi di rinunciare alla massima efficienza produttiva. Il razzismo è l’inevitabile esito delle statistiche biologiche.” Ancor prima che negli USA dilagassero i rapporti sessuali tra appartenenti a Razze diverse e il conseguente meticciato, i negri del Nord America avrebbero goduto di una certa qual superiorità nei confronti di quelli africani grazie agli incroci avvenuti al tempo dello schiavismo. “La proporzione dei geni provenienti dalla popolazione bianca e facenti parte del genotipo dei negri americani ‘ del 31%. Da ciò proviene la riconosciuta superiorità del negro americano rispetto agli altri componenti della stessa razza.”B.B.P. <Complement>a <Metaphisique du Sang>in <Totalitè>N23 Automne 1985.”..”
3)           H..S Chamberlain ebbe a scrivere riguardo all’intolleranza semitica “Accadde dunque che, poco prima della morte di Ezechiele, il nobile Re dei Persiani, Ciro conquistò i territori babilonesi, e con la magnanimità dell’indoeuropeo, che di sua natura non è sospettosa, autorizzò il ritorno degli ebrei ed accordò loro il suo aiuto per la ricostruzione del tempio. Sotto la protezione della tolleranza ariana, si eresse il focolaio da cui l’intolleranza semitica si sarebbe diffusa come un veleno sulla Terra, per la sventura di tutto ciò che si sarebbe creato di più nobile e per la vergogna eterna del cristianesimo” <La Genese du XX Siecle>Payot, Paris, 1913, vol. I pag. 581
4)           M.F. Canella in <Principi di psicologia razziale>Sansoni, Firenze, 1941.pag.103  scriveva“ …è un vecchio luogo comune che sono soltanto le situazioni difficili o disperate che possono rivelate tutte le energie, le risorse, le possibilità innate di un individuo, come di una collettività.”: Più recentemente Renè Freund <La Magia e la Svastica-Occultismo, New Age e Nazionalsocialismo>(/Lindau, Torino, 2006, pag. 154)<Quando la società attraversa una crisi, riemergono per lo più il paganesimo sepolto o altre correnti magiche o di religione naturale, sempre presenti a livello sotterraneo. Ciò che vale per gli uomini vale anche per le società umane …..Ciò che è stato rimosso e bandito torna di nuovo in superficie.”  Soprattutto “..il più alto strumento di risveglio interno della razza è la lotta,e la guerra sua più alta espressione” Julius Evola <I testi de  La Difesa della Razza>Ar,Padova,2001,pag.765
5)           “La nostra milizia “in partibus infidelium”non si presenta …disperata per due presupposti per noi incrollabili: Il primo è che il sistema plutocratico che si è impossessato del mondo contiene in sé insanabili assurdità e contraddizioni da porre in breve l’umanità intera davanti ad una tremenda crisi di sopravvivenza; il secondo è che, in quel momento, una minoranza agguerrita con idee chiare e spietato realismo, nutrita di una saggezza millenaria, rappresenterà l’unica alternativa di salvezza.” Rutilio Sermonti<Manuale del Militante Nazional Popolare> M.N.P. Roma, 2004, pagg 10-11. “I problemi razziali e quelli ecologici ormai configurano le due ganasce di una immane tenaglia che, irreversibilmente a quanto sembra, sta stritolando il mondo della modernità contemporanea”Silvio Waldner <La Deformazione della Natura>AR, Padova, 1998, pag. 11
6)           Scriveva Rutilio Sermonti <L’Equivoco razzista> in <Rinascita> 13 Ottobre 2005- “La storia insegna anche che l’integrazione razziale non produce mai una fusione paritetica, bensì il dominio di una razza-padrona di serie A (come in America i famosi WASP) su razze di serie B (come latini, asiatici e negri) costretti ad adattarsi al letto di Procuste di una civilizzazione non creata dai loro padri e a cui non sono portati. La parola “libero”, per chi non lo sapesse, significa per etimologia millenaria “appartenente alla stirpe dominante “Silvio Waldner <La Deformazione della Natura>Ar, Padova, 1997.pag.28, sosteneva: “Il problema razziale non viene eliminato neppure dal meticciato, contrariamente alle fantasie morbose di tanti utopisti egualitari. Nelle terre e nelle società a meticciato diffuso-……si incomincia a formare una stratificazione sociale nel cui ambito l’<aristocrazia> è formata da coloro che hanno un massimo di sangue degli antichi padroni.”
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Categorie: De Filippi

Pubblicato da admin il 15 Maggio 2012

Commenti

  1. Anonymous

    Complimenti Alfonso, posso contattarti via e:mail?
    Grazie
    Peppo

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