Malleus Maleficarum. Un successo non solo editoriale

Malleus Maleficarum. Un successo non solo editoriale
di Gianluca Padovan

 

Un azzeccato manuale.

 

Nel XV secolo esce il trattato Malleus maleficarum, ovvero il «Martello dei malefici», meglio noto come «Martello delle streghe». Si tratta di un vero e proprio manuale per coloro i quali desiderino affrontare con efficacia e senza rischi i processi contro eretici, streghe, stregoni, negromanti assortiti e chiunque pratichi la cosiddetta «magia». Gli autori sono Heinrich Krämer (latinizzato in Henricus Institor) e Jakob Sprenger. Krämer è tedesco, domenicano e teologo; nel 1479 papa Sisto IV lo nomina inquisitore su tutta la Germania Superiore, mentre nel 1500 papa Alessandro VI lo assurge a nunzio e inquisitore in Boemia e Moravia. Nella Città di Colonia Sprenger è priore del convento domenicano nonché professore universitario; nel 1484 diviene inquisitore generale per le diocesi di Colonia, Magonza e Treviri.

Conoscitori di vari testi, tra cui spiccano quelli scritti dai padri e dai dottori della chiesa, così benevolmente i nostri due inquisitori affermano: «C’è da notare che un tempo le streghe erano colpite da una duplice pena: la pena capitale e il laceramento di tutto il corpo per mezzo di unghie ferrate, oppure venivano gettate in pasto alle belve. Oggi vengono bruciate, forse per il loro sesso femminile» (Krämer H., Sprenger J., Il martello delle streghe, Buia F., Caetani E., Castelli R., La Via V., Mori F., Perrella E. -trad. dal latino di-, Marsilio, Venezia 1977, p. 36, I, I).

 

Antefatti demoniaci.

Facciamo un passo indietro. Nel 1208 la chiesa di Roma indice la crociata contro gli Albigesi, frazione della setta dei Catari, presente nella Francia del Sud e particolarmente ad Albi nell’Albigeois. Lo scontro assumerà poi connotati prettamente politici portando alla crisi la cultura della Langue d’Oc (Linguadoca) e concludendosi con la presa di Avignone nel 1226 e, nel 1229, con il trattato di Parigi a favore del re di Francia. Nel 1231 papa Gregorio IX ha una bella pensata: «alleggerì i vescovi dal compito di perseguire l’eresia, affidando i tribunali d’inquisizione ai domenicani» (Enciclopedia Rizzoli Larousse, Enciclopedia, vol. 10, Milano 2003, p. 788). Nel 1252 papa Innocenzo IV emana la bolla Ad Extirpanda, con la quale ingiunge ai tribunali della Santa Inquisizione di eseguire entro pochi giorni ogni sentenza nei confronti di quanti dichiarati eretici dalla chiesa di Roma. Nel 1484 papa Innocenzo VIII fa di meglio: promulga la bolla Summis desiderantes affectibus (oggi scaricabile da Internet). Con essa rinnova la necessità di dare la caccia alle cosiddette streghe, incaricando Krämer e Spengler di rimboccarsi le maniche ed estirpare, innanzitutto dalla Germania, ogni pensiero religioso differente dal conclamato cristianesimo cattolico. Nel 1487 esce a Strasburgo la prima edizione del Malleus maleficarum, a cui fanno seguito numerose altre edizioni e in ogni parte d’Europa, fino a tutto il XVIII secolo. Si tratta di un vero successo editoriale. Il piano dell’opera vede il manuale strutturato in tre parti, per un totale di quattrocentocinquantadue capitoli. Recentemente un’edizione è stata ristampata: Henrici Institoris Kramer, Iacobo Sprengero, Malleus Maleficarum in tres divisus partes: Concurrentia ad maleficia, Maleficiorum effectus, Remedia adversus maleficia, Francofurti ad Moenum apud Nicolaum Bassaeum, MDLXXX, riproduzione digitale a cura del Gruppo Editoriale Castel Negrino, Aicurzio (Monza Brianza) 2007.

 

Esiste la stregoneria?

In apertura di libro il titolo della Prima Parte è sotto forma di domanda: «Esiste la stregoneria?». Gli autori pongono la risposta indirettamente, sotto forma di quesiti e risposte. In sostanza tutto dipende dal dio supremo (quello della Bibbia), il quale si serve di vari mezzi per indurre l’essere umano alla comprensione. Streghe e stregoni esistono, affermare il contrario è eretico, tanto quanto sostenere che per effetto della stregoneria si possano mutare le cose animate. Quindi chi pratica la magia esiste e lo fa con il concorso del diavolo. Ma la magia parrebbe non avere effetti reali, o almeno non sempre, ma qui i nostri due inquisitori divengono vaghi. L’unica cosa che sostengono è che se si pratica la magia in seno e comunque sotto l’egida della chiesa di Roma lo si può fare tranquillamente. Possiamo quindi utilmente leggere: «Per questo gli effetti della stregoneria sono detti miracolosi in quanto avvengono per una causa a noi ignota e al di fuori dell’ordine della natura creata a noi nota (…). Va da sé che in un certo qual modo gli effetti della stregoneria possono essere detti miracoli, in quanto oltrepassano ciò che è umanamente noto perché non avvengono secondo natura (…). Perciò si dice che i buoni cristiani facciano miracoli per pubblica giustizia in quanto fanno miracoli per giustizia divina. Il mago, invece, che opera per un patto stretto con il diavolo, si dice che operi per un contratto privato: opera infatti attraverso il Diavolo che per sua capacità naturale può fare qualcosa al di fuori dell’ordine della natura creata a noi nota in virtù di una creatura a noi ignota» (Krämer H., Sprenger J., op. cit., pp. 80-81, I, V).

 

Vietato consultare gli astri.

Nel Malleus Maleficarum si delinea il crimine di consultare le stelle e una prima spiegazione è la seguente: «i diavoli sono sottomessi alla capacità delle stelle, e questo risulta dal fatto che certi maghi osservano determinate costellazioni per invocare i diavoli: dunque né diavoli né tantomeno le streghe hanno la capacità d’influire in alcun modo sui corpi» (Ibidem, p. 32, I, I).

In pratica il manuale spiega che gli inquisitori sono semplicemente uno degli strumenti con il quale il dio supremo (sempre e solo quello della Bibbia) punisce, ma per educare gli esseri umani. E apparentemente la faccenda sulla stregoneria è conclusa nella quinta frase del libro, che così recita: «Inoltre non c’è nel mondo alcun effetto di stregoneria. Eccone la prova: se ci fosse, si verificherebbe per opera dei diavoli. Ma non sembra cattolico affermare che i diavoli possano impedire o effettuare trasformazioni corporee poiché, se così fosse, essi potrebbero distruggere il mondo intero» (Ibidem, p. 31, I, I). Si delineano quindi i primi tre fondamentali errori degli eretici:

-1. nel mondo non esiste la stregoneria se non nella credenza degli «uomini» (ma esiste la magia se permessa dal dio della Bibbia);

-2. gli «stregoni» esistono, ma immaginano gli effetti delle loro pratiche stregonesche le quali, di fatto, non sono reali (fatta salva l’affermazione dei nostri inquisitori, sopra riportata: «gli effetti della stregoneria sono detti miracolosi»);

-3. gli effetti della stregoneria non sono reali, ma il diavolo collabora realmente con la «strega».

La questione è momentaneamente chiusa con l’affermazione: «vengono condannate quelle donne che credono di cavalcare nottetempo con Diana e con Erodiade», in quanto queste cose «avvengono spesso soltanto nella fantasia o nell’immaginazione» (Ibidem, p. 33, I, I). Qualche pagina dopo, ecco la spiegazione della cavalcata, ma senza dire chi siano Diana ed Erodiade: «cavalcare con Diana e Erodiade equivale a viaggiare con il Diavolo (che assume tali sembianze e tale nome)» (Ibidem, p. 38, I, I). Pertanto: «è peggio di un infedele e di un pagano colui che crede o che afferma che una creatura possa essere tramutata in meglio o in peggio o trasformata in una specie o apparenza diversa da quella conferitale dallo stesso creatore di tutte le cose» (Ibidem, p. 32, I, I).

 

La missione di Diana ed Erodiade.

A proposito di «streghe», mi torna alla mente un simpatico libretto che in apertura riporta un passo degno di essere ricordato, dal titolo «Come Diana diede vita ad Aradia (Herodias)». Fa parte del cosiddetto Vangelo delle Streghe, una curiosa raccolta di riti, canzoni e invocazioni di chiara matrice pagana, tramandata nei secoli e messa nero su bianco nel 1899 da Charles Leland.

«I ricchi rendevano schiavi i poveri. A quel tempo c’erano molti schiavi, trattati con crudeltà: in ogni palazzo torture, in ogni castello prigionieri. Molti schiavi fuggirono. Scappavano in campagna: così divennero ladri e malfattori. Invece di dormire, la notte, tramavano la fuga e derubavano i loro padroni, poi li ammazzavano. Così si nascosero nelle montagne e nelle foreste, rapinando e uccidendo, per evitare la schiavitù. Diana disse un giorno a sua figlia Aradia:

È vero che tu sei uno spirito,

ma tu sei nata per divenire ancora

mortale: tu devi scendere sulla terra

per insegnare alle donne e agli uomini

desiderosi di apprendere la stregoneria nella tua scuola.

Ma non dovrai mai essere come la figlia di Caino

né come la razza che alla fine è diventata

terribile e infame per i maltrattamenti,

al modo degli ebrei e degli zingari vagabondi,

che sono tutti ladri e briganti: come loro

tu non sarai…

E tu sarai la più nota delle streghe;

e tu sarai la prima di tutte nel mondo;

e tu sarai maestra nell’arte di avvelenare,

di avvelenare i più grandi signori;

si, tu li farai morire nei loro palazzi;

e tu avrai il potere di legare l’anima dell’oppressore» (Leland C.G., Il vangelo delle streghe, Giovannini F. (a cura di), Stampa Alternativa, Viterbo 2008, pp. 25-26).

 

Chi commette peccato?

Alla domanda «chi pecca?», la risposta di Krämer e Sprenger è inequivocabile: «pecca più gravemente colui che non mantiene quanto ha promesso di colui che non mantiene quanto non ha mai promesso. Perciò gli eretici, che professano la fede del Vangelo e tuttavia oppongono resistenza a essa e la guastano, peccano più gravemente per infedeltà degli ebrei e dei pagani» (Krämer H., Sprenger J., op. cit., p. 143. I, XIV). In ogni caso, chiunque non si conformi commette peccato; chiunque sia stato battezzato ed esca dal seminato diviene inequivocabilmente un eretico. Ma non è tutto, difatti manca la figura femminile per eccellenza, la quale si guadagna un paragrafo tutto suo: «Perché le streghe meritano pene gravissime, peggiori di quelle inflitte a tutti gl’infami del mondo». Tale paragrafo così spiega: «Infine si afferma che le infamie delle streghe superano tutti i peccati degli altri per quanto riguarda la colpa e la pena. E lo si spiega considerando in primo luogo la pena che si deve infliggere agli eretici, in secondo luogo quella cui vanno sottoposti gli apostati» (Ibidem, pp. 145-146. I, XIV).

Dopo la lunga elencazione di quel che debbono patire sia gli eretici, sia la loro discendenza, ecco che si torna al punto principale, affermando che tali punizioni non sono bastanti per le streghe, le quali «non sono semplici eretiche, ma apostati e anche peggio, dato che nell’apostasia non rinnegano la fede di fronte agli uomini per paura o per gli allettamenti della carne, come si è detto sopra, ma oltre a rinnegare la fede si danno addirittura ai diavoli offrendo loro in omaggio il corpo e l’anima. » (Ibidem, p. 146. I, XIV).

 

Superstizione, divinazione e prodigio.

La superstizione è l’insieme delle credenze e delle pratiche che «nella valutazione della cultura e delle religioni superiori, ufficiali e dominanti, sono ritenute frutto di errore e d’ignoranza, di convinzioni e istituzioni inferiori e sorpassate» (Istituto della Enciclopedia Italiana, Vocabolario della Lingua Italiana, vol. IV, cit., p. 682). Attenzione, perché anche in questo caso, o forse è meglio dire “soprattutto in questo caso”, chi detiene il potere, ovvero chi di fatto comanda, impone le proprie regole. La divinazione è genericamente intesa come il presentimento o l’intuizione che ti permette di avere un sentore sul tuo futuro prossimo e talvolta persino sull’immediato. Generalmente l’immediato è quello che più tardi ti fa dire di averla scampata bella, oppure di esserti salvato per un pelo. Più nello specifico, la divinazione è la capacità vera o presunta d’indovinare il futuro da segni e simboli esterni, quali la posizione degli astri, il volo degli uccelli, la forma delle viscere degli animali sacrificati, ecc. (Padovan G., XV. Un secolo prima dei fatti trioresi: la pubblicazione del Malleus Maleficarum, in Breda M.A., Ferrario I.E., Padovan G., I segreti di Triora. Il potere del luogo, le streghe e l’ombra del boia, Mursia Editore, p. 353).

Il Malleus maleficarum c’informa che ci sono ben quattordici tipi di superstizione nei tre generi di divinazione: «di cui il primo si esercita con un’esplicita invocazione dei diavoli, il secondo con la tacita considerazione della disposizione o del moto di qualcosa, come le stelle, i giorni, le ore, e così via, il terzo con la considerazione di qualche atto umano nell’intento di scoprirvi qualcosa di occulto: tutti e tre portano il nome di sortilegi» (Krämer H., Sprenger J., op. cit., p. 151, I, XVI). Con la parola sortilegio si indica la divinazione attraverso le arti magiche. Alla prima specie è ascritto: «Le specie del primo genere di divinazione, quella che si fa con un’esplicita invocazione dei diavoli, sono il prodigio, la divinazione attraverso i sogni, la negromanzia, la divinazione pitonica, la geomanzia, l’idromanzia, l’aeromanzia, la piromanzia e il culto degli indovini» (Ibidem, p.151, I, XVI). Alla seconda specie appartengono «i facitori di oroscopi, gli aruspici, gli auguri, gli osservatori di presagi, i chiromanti» (Ibidem, p. 152, I, XVI). Quando andate dalla cartomante sappiate che se il manualetto dei due tedeschi torna in auge, voi e lei finite sulla «ruota» o sul cosiddetto «cavalletto», che sono stati usatissimi strumenti di tortura. Documentatevi!

 

La Donna, questa incantatrice.

Come al solito, la dose è rincarata sulle donne: «Tuttavia le opere deplorevoli delle streghe superano tutti questi crimini: lo si deduce a proposito delle specie principali per cui si possono tralasciare le specie minori» (Ibidem, p. 152, I, XVI). Ed ecco le quattro specie principali con le quali le donne, pardon, le streghe, raggiungono la summa di ogni maleficio:

– prima specie, si ingannano i sensi umani e si fanno apparire cose che non esistono; in particolare tolgono la capacità a procreare, procurano aborti e fanno sparire, seppure solo apparentemente, il membro virile: «senza dubbio certe streghe operano prodigi sui membri virili come molti hanno visto e sentito dire, anzi è cosa di dominio pubblico, in quanto la verità di questo membro era nota attraverso la vista e il tatto», concludendo poi così: «Si può quindi dire che l’ablazione del membro virile è vera rispetto all’immaginazione del paziente, anche se non è tale rispetto alla realtà»;

– seconda specie, si pratica della negromanzia spargendo sangue umano o animale «ma accade che, mentre costoro pensano di chiamare i morti degli inferi perché rispondano alle loro domande, sono invece i diavoli a fare questo, apparendo sotto quelle sembianze»;

– terza specie, ovvero la divinazione attraverso i sogni: «essa viene praticata in due modi: sia quando ci si serve dei sogni per indagare su qualcosa di occulto mediante la rivelazione degli spiriti maligni invocati a tale scopo e con cui si stringono espliciti patti; sia quando ci si serve dei sogni per conoscere il futuro in quanto essi procedono da una rivelazione divina o da una causa naturale intrinseca o estrinseca: per quanto estesa possa essere tale capacità, in questo caso secondo san Tommaso [Summa theologiae, II-II, 174,5,4] la divinazione non sarà mai illecita»;

– quarta specie, la divinazione esercitata dal pitone o dalla pitonessa: «non attraverso i sogni o il discorrere dei morti, ma per mezzo dei vivi come negli arreptitii che sono posseduti dai diavoli o per loro volontà o contro la loro volontà, ma solamente per predire il futuro e non per perpetrare cose deplorevoli» (Ibidem, pp. 152-155, I, XVI).

 

L’unico vero miracolo quotidiano.

Certamente è sfuggito nel tempo, e soprattutto agli inquisitori, il fatto che l’unico miracolo a cui quotidianamente si assiste sia quello della nascita di una nuova creatura. Per il genere umano il prodigio è compiuto dalla Donna. Lei, la Donna, è l’unica a compiere il miracolo della creazione di una nuova creatura umana. Non è che gli inquisitori erano invidiosi inconfessi? Sarà forse che gli inquisitori, non essendo riusciti a divenire procreatori, si siano incarogniti in primis nei confronti della classe femminile? Religiosi di nome ma non di fatto, misogini, repressi sessuali, sadici criminali, pervertiti e quant’altro, pare si siano coalizzati contro la classe femminile per poter conclamare il loro potere assoluto sul genere umano. Si sono arricchiti alle spalle dei poveri di spirito, degli ignoranti e di quanti coloro si ribellavano. Questi ultimi potevano così essere impunemente ammazzati e i loro beni confiscati. Quanta gente è stata inquisita, processata e condannata alla tortura, al carcere, al rogo dacché la cosiddetta «religione cristiana» ha preso potere? Ditemelo voi. Intanto che ci meditate vi riporto un ultimo passo dei due nostri freschi autori su chi dice bugie: «Se poi, dopo che l’imputato ha aspettato convenientemente per una congrua proroga e ha ricevuto molteplici istruzioni, il giudice reputi in buona fede che l’imputato sta negando la verità e lo interroghino con moderate torture, per esempio senza spargimento di sangue, pur sapendo che questi interrogatori sono fallaci e spesso, come si è accennato, inefficaci. Il modo di dare inizio è quello di spogliarlo mentre i ministri si dispongono all’interrogatorio …» (Ibidem, p. 383, III, XIV). Il resto ve lo risparmio, ma solo per farvi capire che occorre conoscere, per poter vivere da esseri senzienti e liberi. Quindi, cercatevi il libro e leggetevelo da cima a fondo, per poter trarre voi le vostre debite valutazioni.

 

Rinascimento e recrudescenza nelle repressioni.

Il Rinascimento è il fenomeno culturale che nasce in Italia e si sviluppa oltre i confini. Ma tale fiorire culturale è anche represso in partenza. Ecco il mio pensiero, espresso non molto tempo fa: «L’emblema, il manifesto, il caposaldo del Rinascimento è italiano. Misogini, retrogradi, accidiosi, sodomiti, pedofili, profeti e mediatori di religioni del deserto e derivazioni di queste si rendono conto che il popolino, quello ignorante in lettere e in matematica, ma perfettamente adatto alla vita quotidiana in quanto conoscitore della natura, dei suoi cicli e dei suoi frutti, prende coscienza. E pure nella classe benestante, tra borghesi e nobili, c’è chi male sopporta la situazione. Forse sarebbe meglio dire che la gente è stufa delle imposizioni arbitrarie, delle tasse per sostenere i lussi dei nobili e della chiesa, delle guerre che portano solo lutti e pestilenze, di un credo in cui non crede. A tutto ciò si aggiunge pure una Terra rotonda, seppure un po’ schiacciata sui poli, che la chiesa mantiene fermamente piatta» (Padovan G., XVIII. Minoranze scomode, in Breda M.A., Ferrario I.E., Padovan G., I segreti di Triora. Il potere del luogo, le streghe e l’ombra del boia, Mursia Editore, p. 404).

In pieno Rinascimento il Malleus Maleficarum è la negazione del Diritto Romano, nella sua forma più antica e salvaguardante l’essere umano: «Se non vorrà confessare la verità né con le minacce né con tali promesse, allora i ministri eseguono la sentenza data e l’interrogatorio con tortura si faccia nei modi consueti, non nuovi o raffinati né troppo leggeri o troppo pesanti, ma secondo quel che esige il crimine del delinquente. E mentre viene interrogato con incalzante frequenza su certi articoli propri dell’interrogatorio, s’incominci da quelli più lievi perché ammette più in fretta cose lievi che non cose gravi (…). In quarto luogo l’atto sta nel porre chi è sotto interrogatorio dinanzi ad altri generi di tormenti qualora non abbia voluto confessare la verità come si conviene, e nel dirgli che dovrà subirli se non la confessa» (Krämer H., Sprenger J., op. cit., p. 384, III, XIV). Poi, ci si continui a lavare la bocca con le solite frasi, che a pappagallo ripetono: «… quelli erano tempi volenti!». Quelli erano tempi resi violenti dalla «religione di stato».

 

L’altro «miracolo» quotidiano.

Purtroppo il Malleus Maleficarum è il sottoprodotto culturale di quelle escrescenze nate e cresciute a sud del Mediterraneo, in una terra che è stata desertificata innanzitutto dall’ignoranza e dalla negligenza di chi vi abitava. Escrescenze che, al pari delle muffe e dei funghi, sono organismi di non facile comprensione. Essi, per crescere, hanno necessità di attaccarsi a corpi e menti non propri. La totale mancanza di un qualcosa di proprio ha favorito in alternativa lo sviluppo di una visione di mondo parassitaria e fraudolenta. L’imposizione si è avuta con la violenza e la coercizione, così bene dimostrati in questo abominio di libro. Se il miracolo è qualcosa che esula dalla nostra umana comprensione, anche in questo caso si può parlare di miracolo. Ritengo che sia un vero e proprio miracolo il fatto che la gente non si sia ribellata e si sia tolta dai piedi, una volta per tutte, questi individui. Ritengo sia una magia oscura quella che ha mantenuto sulla Madre Terra simili delinquenti. Tali individui andavano, e vanno, processati e allontanati improrogabilmente e definitivamente dalla nostra società. Tali individui, assolutamente ben noti, hanno saputo organizzare nel tempo un apparato di illusione, di menzogna e di violenza portata avanti ad ogni livello. Se è vero che ancor’oggi la legge è uguale per tutti, ma per alcuni è più uguale che per altri, cosa ci riserverà il futuro? Non solo: un domani il Malleus Maleficarum poterebbe tornare in auge? Già, perché se la chiesa di Roma ha riabilitato Galileo Galilei solo dopo secoli (nonché a seguito di forti pressioni laiche), il Malleus Maleficarum non lo ha mai dichiarato in disuso, né ha mai chiesto perdono sulla serie infinita di crimini commessi anche con il suo utilizzo. C’è chi ancora spera in un miracolo: poter tornare ad usare il manuale di Krämer & Sprenger per eliminare ogni contraddittorio e dominare le genti una volta per tutte. Noi cosa faremo?

 

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Categorie: Approfondimento, Padovan

Pubblicato da admin il 24 Aprile 2012

Commenti

  1. Anonymous

    Inquietante l’articolo,ben scritto, di Gianluca Padovan per gli interrogativi,tetri ma possibili,che prospetta.Il cosmopolitismo,mondialismo,internazionalismo,ugualitarismo del Cristianesimo e Comunismo sono identici,come identici furono -mentre governavano,ora entrambi sono agnellinni dolcissimi!…- i metodi per far tacere nel sangue chi,con Onore,si rifiutava di diventare Cristiano o Comunista.Le stragi comuniste e cristiane sono scritte dalla Storia sulle Pagine della Vergogna.Senza dimenticare che dal Cristanesimo sorse il Comunismo.E Jean Cau nel libro “LE SCUDERIE DELL’OCCIDENTE” dipinse con le parole una realtà che “Ereticamente” ha fatto sua;”Il Comunismo è una vicenda del Cristianesimo”.In altri tempi,Jean Cau avrebbe fatto la fine dell’immenso Maestro Pagano GIORDANO BRUNO, rapsodo dei Grandi Architetti dell’Universo,gli Dei. Steno Lamonica steno@aryo.it

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