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La guerra contro la conoscenza – 3^ parte

di Fabio Calabrese
Un sistema totalitario (e la democrazia lo è, si veda sempre sul sito del Centro Studi La Runa il mio testo La tirannide democratica) ha due tipi di strumenti per plagiare le coscienze dei propri sudditi: la censura e la propaganda. La prima consiste nell’impedire l’accesso ad informazioni essenziali, la seconda nel far credere ai sudditi informazioni false e utili al potere. Abbiamo visto l’aspetto censorio della guerra democratica alla conoscenza, vediamo ora quello propagandistico.
 Se avete letto il mio articolo L’altra faccia della stupidità, forse vi sarete chiesti quale è la prima faccia. Ammetto di essere stato alquanto cattivo nella mia affermazione.
La stupidità a cui alludevo era l’errata identificazione dei concetti di evoluzione e di progresso, equivoco che sta alla base della repulsione che esiste “a destra” verso l’evoluzionismo darwiniano, pessima scelta che alla fine non lascia altra alternativa che quella di ricadere nel creazionismo, e questo è un motivo importante che può spiegare la conversione di molti tradizionalisti da evoliani a cattolici, e costituisce un vero “buco” nella dottrina.

Forse sarebbe stato più giusto parlare semplicemente di ingenuità, perché non bisogna dimenticare che le persone della nostra “area” si trovano a dover controbattere un imponente sistema mediatico-culturale-politico schierato contro di noi. Nell’articolo di cui sopra, ho adottato una tattica diversa: invece di polemizzare coi camerati, era più saggio mostrare a quali contorcimenti intellettuali sono costretti, quante stupidaggini sono costretti a dire gli evoluzionisti democratici per evitare di arrivare alle ovvie conclusioni insite nella teoria darwiniana della selezione naturale, selezione dei più adatti che è, in poche parole, la negazione della legge democratica del numero.

Tuttavia, tra l’antievoluzionismo di destra e l’evoluzionismo democratico, esiste anche una terza faccia della stupidità, che in verità è la prima e la più diffusa, ossia l’affermazione pura e semplice del creazionismo, dell’autorità di per sé del testo biblico, del fanatismo religioso in spregio alla logica, al buon senso, alle prove scientifiche.

Noi in Europa, soprattutto nei Paesi cattolici abbiamo un’idea del cristianesimo strettamente legata alla Chiesa cattolica, un’istituzione rigida, lenta a reagire, ponderata fino alla pesantezza, stentiamo ad avere idea di quanto possa essere virulento e aggressivo il fondamentalismo religioso nell’ambiente puritano-protestante, soprattutto americano. In realtà costoro, con a disposizione quantità enormi di denaro, sedicenti università e ogni sorta di mezzi per avallare il punto di vista biblico, stanno conducendo una vera e propria controffensiva contro la cultura laica.

Pretendere dopo tremila anni di trovare tracce, ad esempio del passaggio degli Ebrei guidati da Mosè nel Sinai, è semplicemente ridicolo, anche perché chissà quanti accampamenti di beduini si saranno sovrapposti nella zona nell’arco di tre millenni. Oppure, sappiamo che sulle pendici del monte Ararat in Armenia c’è una formazione rocciosa che può vagamente ricordare la prua di un’imbarcazione, ed è stata prontamente identificata con quel che rimarrebbe dell’arca di Noè (Non c’è da stupirsi che il monte Ararat sia citato nella bibbia; è probabile che quella formazione abbia dato origine alla leggenda, più vecchia della bibbia stessa, di origine sumerica e riportata nel ciclo di Gilgamesh). Alcuni anni fa, dei “ricercatori” creazionisti riportarono dei frammenti di legno della zona. La risposta del carbonio 14 è stata implacabile: erano di età bizantina, forse parte della capanna di qualche eremita.

Ma c’è di peggio. Immagino che non molti di voi conoscano la sigla OOPArts. Si tratta, come è facile capire, di un acronimo inglese che sta per “Out of Place Artifcts”, letteralmente “oggetti fuori posto”, o se vogliamo anacronismi, cioè oggetti che appaiono estranei al contesto storico nel quale sono stati ritrovati. La categoria è molto vasta, e comprenderebbe ad esempio ossa (umane o animali) preistoriche con segni di arma da fuoco, oggetti a elevata tecnologia nell’antichità, e via dicendo.

Ora, si comprende bene che qualora fosse dimostrata l’esistenza di veri OOPArts, le spiegazioni per essi potrebbero essere diverse. Tra i 50-100.000 anni da cui si suppone esista la nostra specie e i cinque millenni di storia documentata, sarebbero potuti esistere più di un ciclo di evoluzione della civiltà e ricaduta nella barbarie. Volendo, si potrebbero anche ipotizzare contatti con extraterrestri o viaggi nel tempo. I creazionisti però hanno confiscato e svilito questa tematica per contestare la cronologia della scienza laica dei miliardi di anni, e ridurla ai pochi millenni della narrazione biblica, il che non lascerebbe il tempo per lo svolgersi dei processi evolutivi. E’ difficile coniugare meglio di così arroganza, dogmatismo e mancanza d’immaginazione. I creazionisti sembrano davvero avere il dono contrario a quello di re Mida, di svilire e trasformare in immondizia tutto quello che toccano.

A tutt’oggi noi non conosciamo alcun OOPArt che non rientri in una di queste tre categorie: a) oggetti ritenuti “fuori posto” perché abbiamo sottovalutato il livello tecnico dei nostri predecessori, b) oggetti male datati o male interpretati, c) falsi.

Alla prima categoria appartengono ad esempio il meccanismo di Anticitera, un congegno a ingranaggi che funzionava come un complesso astrolabio in grado di determinare le posizioni del sole, della luna, dei pianeti sulla volta celeste, utilizzato per la navigazione, ritrovato fra i resti di una nave greca di età ellenistica naufragata; oppure le pile di Baghdad, antiche pile, rudimentali ma funzionanti, che erano probabilmente usate per dorare oggetti mediante elettrolisi.

Un caso lampante di OOPArt del secondo tipo è il cosiddetto “oggetto di Coso” (o sbrigativamente in italiano il “coso di Coso”), un oggetto metallico ritrovato a Coso in California negli anni ’60 all’interno di quello che pareva un geode. Poiché queste formazioni minerali di struttura globulare cava con all’interno concrezioni cristalline impiegano milioni di anni a formarsi, sembrava sconvolgere tutta l’impostazione della geologia o della storia, o di entrambe, fu salutato dai creazionisti con ululati di gioia quasi fosse stato il ritrovamento del Santo Graal. In realtà il geode si è rivelato non essere altro che una palla di fango essiccato, e l’oggetto una vecchia candela per automobili di un tipo usato negli anni ’20.

La terza categoria, quella dei falsi, è probabilmente la più vasta. Citiamo due esempi plateali: i teschi di cristallo, che sono stati fonte d’ispirazione anche per Stephen Spielberg, e le pietre di Ica.

Il “capostipite” dei teschi di cristallo, il “Mitchell-Hedges”, fu fatto ritrovare dall’archeologo Frederick Mitchell-Hedges dalla figlia tredicenne fra le rovine di una città maya nel Belize il giorno del suo compleanno, in modo che la ragazzina fosse convinta di aver fatto un’importante scoperta archeologica, e purtroppo l’inganno riuscì ben oltre le benevole intenzioni, ma era un oggetto di fattura moderna, prodotto – pare in Germania – alcuni decenni prima; gli altri sono “saltati fuori” per imitazione, e nessuno è stato mai trovato in un contesto archeologico purchessia.

Le pietre di Ica sono delle pietre provenienti dal Perù, incise con raffigurazioni di animali preistorici e di uomini con strumenti di fattura moderna, e tutta una serie di anacronismi; se fossero davvero di fattura incaica, ci sarebbe di che sconvolgere le fondamenta della storia umana e di quella naturale. E’ risultato che sono state prodotte da due contadini, che hanno confessato di esserne gli autori: hanno cominciato per scherzo, poi sono andati avanti perché la cosa era diventata un interessante business.

Gli unici veri OOPArts, oggetti “fuori posto” rispetto alla “conoscenza” accademica e paludata (ma non servono alla causa del creazionismo yankee, semmai tutt’altro) sono le tavolette di Tartaria, l’ascia di rame dell’uomo del Similaun di mezzo millennio più antica di analoghi strumenti mediorientali, per non parlare di Stonehenge, di Newgrange, dei templi megalitici maltesi, tutte le prove chiare ed evidenti che dimostrano che l’Europa antica era molto più civile di quanto ci viene raccontato, e relegano lo schema storico di derivazione biblica nel limbo delle falsità e delle chimere.

Gli OOPArts, sebbene interessino tantissimo i fondamentalisti americani, non paiono interessare più di tanto il mondo cattolico anche perché quest’ultimo in genere preferisce evitare l’attacco frontale contro la teoria evoluzionista; tuttavia anche il cattolicesimo ha il suo OOPArt favorito, è l’oggetto che conosciamo come sacra sindone. Che questo “sacro lenzuolo” abbia veramente avvolto il corpo di Cristo nel sepolcro, ci vuole una discreta dose di credulità per ritenerlo possibile. Prima di tutto, il vangelo non parla di un lenzuolo ma di bende, poi l’immagine anteriore e quella posteriore del sudario sono sfalsate, come se chi l’ha realizzata avesse messo a contatto la parte anteriore e quella posteriore del lenzuolo con il corpo (o la statua) impregnato di aloe che doveva fare da modello, imprimersi sul lenzuolo, in due momenti diversi, il che tra l’altro spiegherebbe perché mai la doppia immagine sulla sindone non presenti le deformazioni che normalmente si formerebbero ripiegando il lenzuolo stesso per avvolgere il corpo; infine, la mano sinistra è nettamente più lunga della destra; o “l’uomo della sindone” era affetto da un’anomalia rarissima, oppure si tratta di un errore dell’artista che ha realizzato la statua o il manichino servito da modello alla sindone stessa.

Tuttavia, la prova decisiva viene dai test col carbonio 14 che hanno dimostrato che le sindone risale al XIII secolo, guarda caso, non prima che le cronache medievali comincino a parlarne. I “sindonologi” cattolici, invece di arrendersi all’evidenza, sono passati al contrattacco contestando la validità scientifica del metodo del radiocarbonio. Ora, guarda caso, in Spagna, a Oviedo, si conserva una benda che sarebbe invece il sudario che avrebbe avvolto il viso di Gesù durante la deposizione; in realtà si tratta di un grande fazzoletto macchiato di sangue, nient’altro. Anche il sudario di Oviedo è stato sottoposto all’esame del carbonio 14 che ha dato come risultato il VII secolo; più vecchio della sindone, ma siamo comunque lontani dall’età di Cristo. Anche questo risultato è stato vivacemente contestato dagli “studiosi” cattolici. Che strano, non è vero? Il metodo del carbonio 14 si dimostra affidabile in tutti gli altri casi, per datare oggetti di origine organica, ma perde del tutto la sua attendibilità quando si tratta di datare reliquie o altri oggetti religiosi!

Cerchiamo di capire una cosa: per secoli, durante l’età medievale ma soprattutto all’epoca delle crociate, si sono trovati faccia a faccia da una parte i cristiani, fanatici, ignoranti e creduli, dall’altra gli Arabi mussulmani, sicuramente allora come oggi astuti e affaristi. Che questi ultimi abbiano venduto ai primi – e fabbricato appositamente – paccottiglia di ogni genere in quantità enormi, spacciandola per reliquie della vicenda evangelica, è l’ultima cosa che possa stupire; è stato calcolato che se si mettessero insieme tutti i frammenti di legno della “vera croce” sparsi per l’Europa, si potrebbe costruire un’imbarcazione di discrete dimensioni, e non parliamo delle fiale di latte della madonna, delle penne delle ali dell’arcangelo Gabriele, dei santi di cui si conservano due o tre teschi per ciascuno. Per la legge dei grandi numeri, in mezzo a tutta questa massa di presunte reliquie, qualcuna fabbricata in modo più convincente, in grado di resistere più a lungo a indagini condotte con un minimo di acume critico, ci doveva pur essere!

Se un tempo la gente era ignorante perché tenuta lontana da qualsiasi fonte di conoscenza, oggi lo è perché subissata da un sistema mediatico che fa spesso e volentieri leva sul sensazionalismo, e “il sacro” al riguardo non fa certo eccezione.

La censura e la propaganda sono le armi della guerra contro la conoscenza di un sistema totalitario, e il demo-progressismo-cristianesimo lo è. Non si può obiettivamente negare che in alcuni momenti di una storia bimillenaria il cristianesimo abbia avuto anche effetti positivi, ad esempio quando è stato un punto di coagulo della resistenza europea contro le aggressioni islamiche, prima quella araba, poi quella ottomana, ma oggi non è più così: da un lato le chiese cristiane vorrebbero indurci a spalancare le porte all’invasione extracomunitaria, dall’altro l’ideologia giudeo-cristiana o cristiano-sionista che dir si voglia è in maniera sempre più marcata l’ideologia auto-referenziale del “nuovo Israele”, dei nostri dominatori a stelle e strisce, che dovrebbe giustificare ai loro ma anche ai nostri occhi la loro egemonia.

 Lottare per la verità non è mai stato tanto come oggi lottare per la nostra sopravvivenza.
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Categorie: Saggio, Senza categoria

Pubblicato da Fabio Calabrese il 17 Gennaio 2012

Fabio Calabrese

Nato a Trieste il 12 novembre 1952, coniugato, due figli. Laureato in filosofia, docente di scuola superiore. Scrittore di letteratura fantastica con all'attivo numerose pubblicazioni, tra cui alcune in Gran Bretagna, Polonia, Francia. Studioso di neopaganesimo e di neoceltismo. Attivo da molti anni come opinionista politico dell'Area, ha collaborato con “Rinascita”, “Ciaoeuropa”, “Italia sociale”, “L'uomo libero”, il Centro Studi La Runa e negli ultimi anni soprattutto con “Ereticamente”, dove è una delle firme maggiormente rappresentate.

Commenti

  1. Anonymous

    il libro la Tirannide democratica dove lo posso reperire? grazie Luigi Piva

  2. Ci sono altre soluzioni possibili alternative a evoluzionismo e creazionismo e sono la teoria della nicchia ecologica del grande biologo Torinese Croizat e la Teoria dell’Involuzione del grande Sermonti.Tutte si accordano benissimo con la tradizione Induista e con quella Ellenica,non portano certo all’uguaglianza democratica e si possono coniugare benissimo con la metafisica!!!!
    Qui potete scaricarne il riassunto ad opera di S.Lorenzoni
    http://ilselvaggio.jimdo.com/

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