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La messa “in sonno” del Tradizionalismo e la Nuova Destra 2.0 – Massimo Salvatori

La messa “in sonno” del Tradizionalismo e la Nuova Destra 2.0 – Massimo Salvatori

Nota per i tradizionalisti, per chi segue le vicende dell’area politica della destra, e chi si interessa di studi tradizionali ed esoterismo. Descriviamo un processo che avverrà in un prossimo futuro, ma i cui prodromi sono già nell’aria, per creare un nuovo cambio di paradigma nel milieu della Droite italiana. Nei prossimi anni osserverete un defilarsi dalla figura di Evola, che sarà progressivamente marginalizzato e visto come fenomeno isolabile, dopo che fu invece paradigmatico per più di una generazione della Destra, e non solo italiana. Cosa avverrà, e perché? È come se fosse stato segnato che debbano allontanarsi gli effetti di richiamo che questa figura può esercitare sulla prossima generazione, cioè il modello “antropologico” che questa richiama. Già oggi vediamo, presso alcuni influencer o enfant prodige di area, un certo ammaestramento alle nuove generazioni, per separare l’Evola “politico” o dei “suggerimenti esistenziali” dall’Evola esoterico, portatore di fumisterie occultistiche, “pipparde” e “tradizional-tarde” (ed altri sintagmi che sono stati usati al riguardo da qualche giovane superficiale)… così come delle manovre su alcuni concetti tipicamente esoterici: la convergenza delle fonti dottrinali (che i tradizionalisti chiamano “Tradizione primordiale” (1) etc.), tutte declassificati a fumisterie. Contemporaneamente si osserverà la ripresa del materialistico Nietzsche, e di altri autori meno “ingombranti” sul fronte spirituale. 

Non vogliamo sopravvalutare la figura di Evola come “esoterista”, del resto egli non fu mai veramente un iniziato in nessuna delle tradizioni su cui ha esercitato la sua riflessione nei suoi testi (2) (buddhismo, tantrismo, cavalleria, muratoria, ermetismo) ma solo un esegeta, per quanto dotato anche a livello puramente psichico, questo va detto ( “Evola era un mago nato” disse di lui Filippani-Ronconi), ma riconoscere il ruolo che per suo tramite, la ri-scoperta della tradizione esoterica e di uno spiritualismo operativo e trasmutatorio hanno avuto in un’area che altrimenti sarebbe stata unicamente “politica” e quindi “orizzontale”. Evola fu, se non altro idealmente, e questo è il suo merito storico (al di là degli esisti, non sempre all’altezza delle aspettative che poi si sono osservati presso certi contesti) l’ispiratore della riscoperta “magica” della dimensione politica, soprattutto della Destra e del tradizionalismo, che ha permesso ad almeno due generazioni di combattenti dello Spirito di non ridursi ad una mera militanza, o peggio ancora ad un semplice attivismo politico, ma ad avvicinarsi alle pratiche operative occidentali ed orientali (ermetismo, vajrayana, dzogchen) “attive” e percorribili in quello spazio-tempo e in molti casi a verticalizzarsi in questa ricerca. L’ambiente della destra radicale per quasi tutto il dopoguerra, anche se a fasi non sempre continue, è stato una palestra o un laboratorio dove sono nati ricercatori spirituali e dove hanno agito anche formazioni che sotto vari indirizzi seguivano vie operative (Figli Del Sole, Dioscuri, rinascenze dell’operatività del gruppo di Ur, Corpo dei Pari etc..) e molte figure storiche dell’ambiente sono stati anche esoteristi conosciuti (Placido Procesi, lo stesso De Rachewiltz, genero di Ezra Pound, Filippani-Ronconi con la sua via personale via para-antroposofica etc. e la lista potrebbe proseguire con tanti nomi noti e meno noti al mainstream). Senza indulgere in celebrazioni o panegirici fuori luogo verso l’uno o l’altro personaggio, ci limitiamo a dire che questo fu un fenomeno storico di importanza notevole, una sorta piccolo “risveglio collettivo”, sia pure relativo ad un settore limitato della compagine nazionale, che ha anche permesso ad alcuni di trascendere la politica, o di comprendere che era solo uno strumento momentaneo per portarsi oltre la propria personalità… molti in questo modo si sono avvicinati a tradizioni esoteriche o religioni orientali, alle vie marziali tradizionali, o a sentieri più o meno “regolari” dello Spirito (3). Questo ha anche fatto sì che ci fosse un rifiorire, presso più di una generazione di italiani, delle tradizioni esoteriche di cui l’Italia è ricca sia per numero che per qualità come nessun altro nazione europea, un attingere di nuove generazioni ad Ordini, fratrìe, accademie, cerchi e obbedienze della Tradizione occidentale, soprattutto della corrente ermetica e mediterranea che è propria alla nostra storia, ma anche di altri “filoni”.

Tale fenomeno sopravvisse in parte alla caduta di potenziale degli anni ‘80, che dopo il deflusso dei ’70, ha portato all’edonismo totale, all’individualismo e al disinteresse politico (fenomeno in realtà programmato e controllato dal Sistema per disinnescare la spinta rivoluzionaria precedente), perché le strutture tradizionali hanno seguito il loro destino, buono o meno buono, relativamente isolate, e non hanno subìto immediatamente il tracollo dei mondi “politici” (di destra e di sinistra) che invece fu più immediato. Tuttavia si profilò un cambiamento antropologico di massa (via via sempre maggiore) e soprattutto si creò un’inflazione quali-quantitativa nella militanza politica. Soprattutto si stava disgregando più l’humus della militanza politica da cui si era selezionata, attraverso la prova “simbolica” della vita come lotta, più di una generazione di ricercatori spirituali. Dopo le travagliate vicende che, dallo scioglimento del Fronte della Gioventù, hanno visto implodere tutti i tentativi di organizzare qualche formazione nella destra radicale, oggi si assiste ad una sorta di riarrangiamento “critico”. Si è ad un punto di svolta: che è una ripresa, momentanea e apparente, dove però gli attori e le forze in gioco sono mutati. La dimensione che attraverso la figura di Evola, e tutta una serie di Autori fatti conoscere in Italia grazie a lui (tutta la scuola “tradizionalista”, ma anche Eliade) e nomi legati allo spiritualismo di area romana (i Giovanni Colazza, Massimo Scaligero etc.) generalmente noti ai militanti o a certi ricercatori sempre tramite la letteratura evoliana, dimensione che univa: 1) weltanschauung politica, 2) visione tradizionalista, e 3) “senso magico” [espressione forse poco definita ma dal chiaro significato], sembra ormai compromessa…e probabilmente verrà definitivamente destrutturata. L’associazione di Destra + Tradizionalismo viene ormai contestata, l’idea stessa di una Tradizione primordiale (che tanta parte ha in Rivolta contro il mondo moderno, e che ha un preciso fondamento nelle tradizioni sapienziali), vista come anti-scientifica, fumosa e infondata.

Anche la concezione della “razza dello Spirito” (4) (in realtà non proprio del tutto valida) di Evola è anche questa messa fuori gioco: ben pochi sono gli autori che seguono e approfondiscono questo filone (eppure l’ottimo Caste e Razze di Schuon indicherebbe un solco interessante dal punto di vista del “metodo tradizionale”), mentre prevalgono studi razziologici e razzisti di ordine fisico-biologico, come in Luca L. Rimbotti o nel Günther, approccio che dualisticamente si contrapponeva a quello già dai tempi di Rosenberg e che sembra eliminare dal discorso razziologico il riferimento alla dimensione sottile e al trascendente. Il discorso sulla razza come fattore spirituale (una visione che partiva dalla Blavatsky e arriva ad Evola e Scaligero (5) (La Razza di Roma) appare oggi un filone quasi del tutto abbandonato dagli autori che vengono maggiormente seguiti, considerati e letti, meditati e “consigliati” nelle sezioni, nei circoli e nei contesti di riferimento. Parimenti si assiste ad una forte “scetticismo” verso tutti gli argomenti dell’opera evoliana che hanno attinenza con l’esoterismo. Noi stessi abbiamo osservato come una sorta di auto-censura, in certi ambienti giovanili, a scindere quasi la sezione politica di Evola da quella spirituale, operazione in realtà destinata a produrre aborti, poiché quella discende da questa, nel pensiero evoliano, e dunque qui ormai si procede ad un’operazione cesoria arbitraria e sciagurata. Ma tant’è, in definitiva molti oggi sono stati educati, a non guardare se non con diffidenza, sospetto, in certi casi incredulità, a tre quarti della produzione saggistica di Julius Evola. Questo fenomeno avrebbe radici lontane, quando un Gianfranco Fini, dopo Fiuggi, non fece più esporre i testi della Libreria Europa alle manifestazioni di partito, e contemporaneamente Evola non fu più annoverato ufficialmente fra gli “intellettuali di riferimento”. Viene quasi da chiedersi se dunque certi processi non sia anche il risultato di scelte volute.

Ad ogni modo quello che osserviamo non è un annacquarsi della radicalità di pensiero negli ambienti e nei movimenti della Destra, anche fuori dalle formazioni “parlamentari”, ma un definitivo taglio di cordone con una componente che invece ha caratterizzato lo spirito della destra italiana, gli ha dato una base ideale, un terza dimensione in “profondità” e un fermento per il trascendimento stesso della dimensione meramente politica. A questo si associa una tendenza generalmente materialistica, che percepisce la dimensione del “Mito” non più come epifania del divino (Eliade) ma al massimo come corroborante meramente “psicologico” alla propria azione temporale, dunque lo scivolamento dal piano di oggettività spirituale a quella di valore sentimentale, psicologico e morale, attribuito al Mito. Da verità impersonale, oggettiva e trascendente a semplice escamotage ideologico o emozionale, o a mero richiamo estetico. Difficile dire quanto vi sia di spontaneo, e di “fatale” in ciò e quanto vi sia di programmato. Di fatto sembra come se la base per il “rifiorire” di un ricambio generazionale valido, anche in senso spirituale, nel senso molto concreto di selezione di una generazione attiva “operativamente”, sia stata definitivamente fatta saltare. Contemporaneamente abbiamo visto il nascere di un tradizionalismo “farlocco”, detto cattolico, che ha stornato buona parte dell’interesse di sinceri aspiranti alla ricerca esoterica verso lidi più confacenti alle strutture canonicamente presenti nella società italiana. Sarà anche interessante riflettere sul fatto che buona parte di questo cosiddetto “tradizionalismo cattolico” (che non è un volgare fondamentalismo cristiano, ma un raffinato tentativo di recuperare alla dimensione religiosa, quanti si sarebbero dati a ricerche e vie operative differenti, di natura essenzialmente esoterica, giocando anche sulla facile sponda offerta da Guénon tramite la sua idea di “exoterismo tradizionale”) è stato fatto da autori alcuni dei quali vicini ad un’organizzazione, il Gruppo Tebe (6), che ebbe il ruolo di una sorta “inquisizione moderna”e che in Italia, ma anche in Francia, ha effettivamente agito infiltrando gruppi esoterici, ordini tradizionali, acquisendo documenti riservati etc. Senza entrare troppo in dettagli che ci porterebbero lontano, ci pare però curioso osservare che una parte del deflusso dall’interesse per l’esoterismo sia stato incanalato attraverso tali vie… Piuttosto singolare è anche il fatto che una delle figure più in vista del “tradizionalismo cattolico” abbia di recente fondato un’associazione dal nome Paneuropa, dichiaratamente ispirata alle idee di Kalergi!

Ad oggi, delle due formazioni militanti dell’area, la prima si dimostra essere creazione neo-guelfa, forse non scopertamente “clericale”, ma piuttosto fondamentalista cattolica e vicina, per esempio, ai proclami di un don Nitoglia, e alle sue invettive anti-esoteriche, in cui Evola è presentato come “massonico” (sic!), “gnostico” ed un “sulfureo satanista” (cit. “Un satanista italiano”). Ci basta questo per capire la deriva presa sin dall’inizio e la funzione storica di tale organizzazione ed è perfettamente il linea con il quadro che abbiamo introdotto.
La seconda, è sin dall’inizio una forza “laica” cosa che apparentemente la contrappone alla prima, ma in maniera complementare. Si riproduce lo schema generale della società italiana in merito alla resistenza alle tradizioni esoteriche: da un lato la repressione cattolica verso un pensiero “eretico”, dall’altro lo scetticismo scientista di una cultura moderna, atea e materialista. Gli uni e gli altri, in apparente opposizione, ma senza mai farsi la guerra realmente, piuttosto dividendosi campi di influenza sociale, cooperano al fine comune di aumentare il controllo sociale e contrastare la diffusione di dottrine e sistemi esoterici, operanti per il risveglio individuale e l’evoluzione degli esseri. Si osserva e osserverete negli anni, in quest’altro “campo”, lo strutturarsi di un movimento della destra “radicale”, dichiaratamente laico, ad orientamento di fatto volutamente scientista e scientificista, anche con toni pervasivi e censori, che assumerà anzi il culto della Scienza (de facto sostituita alla Tradizione come “centro di riferimento”), acquisendo la funzione collettiva e i temi del “debunking” ambientale, medico, e scientifico: qualcosa di storicamente sempre estraneo alla cultura della destra, ed anzi oggetto specifico di formazioni come il CICAP (7). Vedremo così nella divulgazione, nelle conferenze, nella pubblicistica, un allineamento su posizione anti-novax, ultravacciniste, contro le divulgazioni circa la geo-ingegneria clandestina, l’ingegneria sociale e i progetti di controllo di massa, e con argomentazioni generali contro il “complottismo” come paradigma (sebbene le dottrine cospirazioniste nascano storicamente dalla destra reazionaria (8) ). Tutto questo – in un contesto dove l’indottrinamento è la quasi naturale modalità di rapporto fra vecchie e nuove generazioni così come la scarsa attitudine alla critica personale – farà automaticamente il resto. Si creerà e consoliderà facilmente una destra radicale con posizioni anti-ambientaliste, ultra-tecnologiste e tecnocratiche (altro tradimento rispetto alla precedente cultura dei Campi hobbit, ma più in generale all’ecologismo di destra), convenzionaliste e a favore dell’establishment industriale, e medico-sanitario. Sarà quindi facile chiedersi se una tale destra radicale non sia radicale solo in apparenza, e non costituisca invece l’ennesimo fenomeno di opposizione controllata, a cui il Sistema lascia alcuni pochi temi “di bandiera” e tutto sommato accettabili, perché sostanzialmente non nocivi (anche data la limitata consistenza elettorale di tali organizzazioni), mentre garantisca un vero e proprio silenziamento su altre tematiche, forse quasi ad impedire che in certe aeree dilaghi, anche lì, una vera mentalità anti-Sistema su temi specifici.

Un altro tema su cui probabilmente avverrà un riposizionamento, potrebbe essere quello in favore di una creazione europeista o altro-europeista, addirittura verso creazioni federali come degli “Stati Uniti d’Europa”. Tale riposizionamento potrebbe apparire come in contrasto con le attuali tendenze “sovraniste” e anti-globaliste che stanno riemergendo in vari Stati, non solo europei, oppure come un tentativo di dirigerle e incanalarle. Tuttavia non siamo assolutamente sicuri di questa tendenza: ciò dipenderà molto dal destino del progetto europeista attuale, in discussione in questi anni critici. Probabilmente, se l’impianto della UE dovesse cadere, un tale riposizionamento strategico rimarrebbe velleitario, venendo a perdere la sua ragion d’essere vera. Difficilmente quindi, in caso di un fallimento della UE, osserveremo veramente il perpetuarsi di tale posizione dottrinale di “Nazionalismo europeo”. Sarebbe anzi interessante tenere d’occhio lo sviluppo di un eventuale evoluzione del pensiero geopolitico in funzione degli scenari futuri di politica internazionale…

Il quadro comunque che emergerà sarà quello che qui profetizziamo – sia permesso ai folli visionari, agli ingenui creduloni dell’occulto, credere alle “profezie” a cui i moderni e civilizzati scientisti non credono – quello di una radicale modifica sotto l’apparente continuità, l’eliminazione degli elementi della cultura esoterica, ermetico-magica e la sensibilità reale, non di cliché, verso quello che Eliade chiamava “Tempo mitico”. Tutto questo avrà l’effetto – che sia fatale o voluto, per noi è indifferente: ognuno si farà la sua particolare idea in proposito – di eliminare dalla società italiana uno dei principali bacini, ristretti come è normale che sia, dove si sono sviluppati e sono nati ricercatori spirituali vivi, retti, e indipendenti (un altro essendo quello, opposto dell’estrema sinistra, ma in misura molto minore numericamente e con esiti non sempre felici). Ciò non ci stupisce: la tradizione esoterica, per sua natura gnostica, combatte il suo secolare scontro con i poteri di Questo Mondo, e ciclicamente viene necessitata ad adombrarsi, incalzata sotto le persecuzioni che tali forze metteranno in atto di volta in volta, per quindi conservarsi nei modi più confacenti, e poi rimanifestarsi quando le condizioni secondarie lo renderanno possibile. Così è sempre stato, in questo ciclo storico. Non ci stupiamo troppo di questo indirizzo, ma rabbrividiamo all’idea che questa oscurità si appressa per le nuove generazioni, e sappiamo che ciò avrà effetti tristissimi sulla società italiana, perché ciò che si esercita per il bene, come per il male, su questi piani, ha riverbero collettivo. Resta comunque, per quanti si facessero cooperatori o magari ispiratori di certe derive, il detto evangelico che ricorda quale sia il destino di “scribi e farisei ipocriti:

Ma guai a voi, perché serrate il regno de’ cieli dinanzi alla gente; poiché, né vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare.

Note bibliografiche:

1. Rivolta contro il mondo moderno, in particolare tutta la Parte Prima. Il concetto di Tradizione Primordiale, non nasce con Evola, né con Guénon, fu già esplicitato nella letteratura ermetico-platonica del nostro Rinascimento italiano nella sua riscoperta del Corpus hermeticum come prisca theologia, e fu anche riconsiderato da Leibniz.
2. Circa le tradizioni qui citate rimandiamo a La Dottrina del Risverglio per il Buddhismo, Lo Yoga della Potenza per il tantrismo, a La Tradizione ermetica per alcune vedute su certe correnti dell’ermetismo occidentale e a Il Mistero del Graal per la via cavalleresca ed anche per la muratoria (vedasi soprattutto in particolare l’Epilogo, pagg. 213-225, Ed. Mediterranee). Altri riferimenti meno “monografici” sono sparsi in tutta l’opera evoliana.
3. Circa il ruolo che certe esperienze e fasi “esistenziali” nella biografia degli individui possono esercitare in genere e creare rotture, necessarie per dedicarsi ad una via di ricerca spirituale reale, si rimanda a Introduzione alla Magia del Gruppo di Ur, (vol.1, Introduzione).
4. Per la concezione razziologica di Evola, i testi di riferimento più specifici (oltre ai non trascurabili riferimenti nel già citato Rivolta contro il mondo moderno) sono: Sintesi di dottrina della razza, ed. Ar, dove sono maggiormente espresse le differenze rispetto a formulazioni più biologiche della dottrina razziale, come quelle del Rosenberg, e il Mito del Sangue, ed. Ar, dove questa concezione viene valutata come base per un’azione “politica” per invertire parzialmente la “regressione delle caste”. Un altro testo essenziale per la concezione della questione della razza, secondo il metodo tradizionale, è in F. Schuon, Caste e Razze, ed. All’insegna del Veltro, cfr. infra.
5. Con un certo imbarazzo per gli “antroposofi” contemporanei, specie quelli più inclini alla cultura dominante imposta dopo la sconfitta della Seconda Guerra Mondiale, Massimo Scaligero fu autore di un La Razza di Roma (ed. Mantero, 1939, attualmente non più stampato) in cui il concetto di razza veniva sviluppato secondo una prospettiva simile a quella evoliana.
6. Sulla funzione del Gruppo Tebe consigliamo ad esempio le informazioni rese disponibili da tempo su alcuni siti: http://www.kelebekler.com/cesnur/txt/adista.htm
7. Rimandiamo a questo intelligente e documentato articolo: https://gianpaoloforni.blogspot.com/2017/07/radici-ideologiche-del-cicap-aurora.html
Vi si fa riferimento alla natura ideologica del CICAP, e al suo ruolo all’interno di un network internazionale di altre organizzazioni, il Committee for Skeptical Inquiry, e CSICOP, nati per contrastare il diffondersi di teorie alternative all’ufficialità del mainstream, ma anche la credenza nei fenomeni paranormali. Tra i fondatori di queste organizzazioni vi sono stati diversi membri dell’IHEU (International Humanist and Ethical Union ) associazione dichiaratamente ateo-razionalistica, laica ed agnostica. Nell’articolo vi sono anche indicati i rapporti di questo network con alcune organizzazioni mondialiste come l’UNESCO. Interessante anche il riferimento all’origine del termine “cospirazionismo”, nominato in alcuni documenti della sezione di Guerra Psicologica (PSYOP) della CIA.
8. Fondamentale a questo riguardo l’opera di Malinsky e De Poncins, La Guerra Occulta, ed. Ar. Onde evitare riferimenti inappropriati e facili banalizzazioni, a volte volutamente fuorvianti, su tesi e documenti solitamente considerati “cospirazionisti”, vorremmo rimandare alle non ingenue ed equilibrate riflessioni di Evola sulla veridicità dei Protocolli, nella sua introduzione all’edizione italiana del 1938: https://protocollisavision.files.wordpress.com/2012/07/protocolli-dei-savi-anziani-di-sion-anastatica-originale-1938.pdf

Massimo Salvatori

 

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Categorie: Tradizione

Pubblicato da Ereticamente il 2 dicembre 2018

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Palingenius

    Anche se non condivido al 100% l’impostazione dell’articolo devo dire che i prodromi di quanto giustamente affermato sono già visibili nell’Area a cui facciamo riferimento…. Quindi questo è un articolo molto interessante su cui riflettere e che forse ci trasporta direttamente ad una situazione ancora più post-ideologica, post-politica e più che fluida direi quasi più “vaporosa” rispetto quella che viviamo al momento. Comunque la Tradizione è opera di trasmissione, e finchè ci sarà anche un solo testimone di essa, finchè ci sarà qualcuno che rimarrà in piedi fra le rovine la trasmissione avverrà, forse saremo ancora meno di quanti siamo ora, ma questo non sarà un problema, sappiamo che la porta è stretta e che l’esoterismo inteso come Scienza Sacra non può essere perseguito dai molti, per giunta con la discesa sempre più veloce nei bassifondi del manvatara e dell’Essere.

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