Tantra quale via della trasformazione – 4^ parte – Luca Violini

Tantra quale via della trasformazione – 4^ parte – Luca Violini

La Cerimonia del Lancio del Fiore

Terminata la prima purificazione all’iniziando verrà chiesto di togliere per un attimo la benda e di descrivere le proprie esperienze visive. il Karma Vajra, a seguito della risposta risposta ,lo condurrà compiendo una circombulazione, di fronte ad un Mandala bidimensionale; lì il candidato dovrà lanciare all’interno del Mandala stesso un fiore precedentemente donato dal maestro. A seconda di dove andrà a cadere gli verrà assegnata una famiglia Tantrica e conferito il suo nome tantrico segreto.

La Cerimonia della Rimozione della Benda

Fino adesso il candidato ha sempre proceduto rimanendo bendato. Ora il Maestro effettuerà una specifica pratica di purificazione per la vista che darà al candidato la capacità di contemplare il Mandala. Seguirà una dettagliata spiegazione del Mandala e dei suoi simboli. La cerimonia fin qui svolta è la parte più lunga e complicata ma non rappresenta in realtà che una fase preparatoria e purificatoria.

Le Iniziazioni effettive

Le iniziazioni effettive sono quattro :

1. “l’iniziazione del vaso”;
2. “l’iniziazione segreta”;
3. “l’iniziazione della saggezza”;
4. “l’iniziazione della parola”.

L’iniziazione del Vaso

La prima è «l’iniziazione del vaso» che è associata ai cinque Dhyani Buddha in cui vengono usati, quali oggetti iniziatici, l’acqua, la corona, il Vajra, la campana ed il nome segreto. «L’iniziazione del vaso» consiste nel trasformare le attività ordinarie e purificarle insieme ai nostri aggregati. L’acqua simbolizza la chiarezza e la purezza della mente rappresentata da Buddha Aksobhya blu. Ricevendo l’acqua del vaso, il discepolo immagina che ogni sua negatività ed ostacolo, venga purificato e sorge in lui la consapevolezza di simultanea beatitudine e vacuità; egli si libera dalla aggressività sviluppando l’intelligenza che riconosce la realtà delle cose. Quando la corona, associata a Buddha Ratnasambhava giallo, tocca il suo capo, il discepolo, purificato, sperimenta la beatitudine e la vacuità, con il senso della «sicurezza regale» che gli permette di eliminare l’avarizia e l’orgoglio ordinario. In questa fase dell’iniziazione, l’aggregato di sensazione viene trasformato nell’intelligenza che riconosce la fondamentale uguaglianza dei fenomeni.
Il Vajra è lo scettro indistruttibile, associato a Buddha Amithàba rosso, che, quando tocca le mani del discepolo, gli conferisce la qualità di purificarsi dall’attaccamento e dalla bramosia permettendogli di sperimentare la beatitudine inseparabile dalla comprensione della vacuità. In questo modo viene trasformato l’aggregato (skanda) della discriminazione. La campana, in relazione a Buddha Amoghasiddhi verde, quando viene fatta impugnare e suonare dal discepolo, provoca in lui la beatitudine simultanea alla comprensione della vacuità purificando l’aggregato dei fattori composti, e risvegliando l’intelligenza che
intraprende le varie attività e rimuovendo la gelosia e l’invidia. La campana ed il suo suono sono simbolici della vacuità dei fenomeni e della loro interdipendenza.

Nell’ultima fase dell’«iniziazione del vaso», quella detta del «nome», il maestro pronuncerà conferirà in modo solenne al discepolo il nome tantrico in precedenza ottenuto attraverso la cerimonia del fiore. che questi deve portare con dignità divina. In questa parte dell’iniziazione non viene usato alcun strumento rituale ad indicare che non occorre nulla d’esterno all’essere per completarlo. Udendo quel nome, il discepolo purifica il suo aspetto fisico, generando la beatitudine simultanea alla vacuità e rimuove la confusione sviluppando l’intelligenza chiara come lo specchio. «L’iniziazione del nome» è associata a Buddha Vairocana bianco, tramite essa il tantrika giunge gradualmente al riconoscimento del proprio potere dovuto alle qualità innate della mente.

«L’iniziazione del vaso», che comprende le cinque iniziazioni sopra citate, ha la funzione di purificare le azioni negative del discepolo quali uccidere, rubare avere una condotta sessuale scorretta e conferirci la potenzialità per l’ottenimento del Nirmanakàya o l’essere visibile nel mondo caratteristico di un Buddha. Con l’iniziazione del vaso otteniamo l’autorizzazione alla pratica di generazione grossolana e sottile e tutti i rituali magici legati a questo ciclo Tantrico. Seguono poi le iniziazioni superiori impartite tramite lo scambio dei fluidi sessuali con i maestri. Il Tantra Buddhista rimane fedele al terreno concreto del Tantra che resta costituito dai fluidi sessuali umani e dai loro correlati simbolici: la forza cha attiva e pone in atto ogni aspetto della pratica tantrica passa attraverso ogni anello della catena della trasmissione da maestro e discepolo mediante la trasformazione yogica e tramite i canali che attivano i diagrammi mistici non è altro che una corrente o un flusso di fluido sessuale. La vita e la struttura di un lignaggio tantrico è definita da un flusso datore di vita e di immortalità che viene trasmessa concretamente e nella forma di fluidi sessuali e da una donna.

L’iniziazione segreta

La prima iniziazione superiore è “l’Iniziazione segreta” che crea la potenzialità a realizzare il Sambhogakàya, o l’autentica comunicatività propria di un Buddha, purificando le negatività della parola. In questa iniziazione, innanzi tutto, il discepolo deve offrire un mandala al Maestro. In seguito dovrà offrire al maestro una bella giovinetta, priva dei difetti di essere spaurita, confusa e via dicendo. La giovinetta dovrà essere già esperta nei quattro stadi del Tantra del completamento. Al discepolo verrà posta una benda in modo da non vedere l’unione tra il Guru e la giovinetta. Questa unione (ricordiamo che tutto questo nel contesto monastico viene solo immaginato) avviene rispettando due condizioni. La prima è che sia il Maestro sia la Consorte siano inseparabili con la Divinità e la seconda è che l’unione avvenga nella posizione detta la posizione del Vajra dei canali di Energia. Attraverso questa pratica il Guru riesce a risvegliare e sciogliere la Bodhicitta bianca, posta alla cima del capo, sua e della sua consorte. Mano a mano che la Bodhicitta Bianca discende il canale centrale e attraversa il chakra della gola ,del cuore , dell’ombelico, e quello segreto i due consorti sperimentano le quattro gioie:

•Gioia
•Gioia Immensa
•Gioia Eminente
•Gioia innata o simultanea

Al fine le due gocce s’incontrano sulla cima del gioiello del guru e la posizione prende il nome “ la posizione del vajra delle gocce di energia”. Al termine le due gocce ripercorrono il tragitto in senso inverso e i due consorti sperimentano di nuovo le quattro gioie L’ultima la percepiranno al chakra del capo e loro posizione sarà chiamata la posizione di “Beatitudine e vuoto”. Mentre il Maestro rimane in estasi al discepolo viene data da assaggiare il Bodhicitta rimasto nel punta del vajra del maestro (nelle iniziazioni monastiche viene dato dello Yogurt o latte fitto) attraverso cui il discepolo esperisce un estasi profonda. Seguono alcune preghiere al termine delle quali al discepolo viene offerto la sostanza rossa della consorte di saggezza (alcol o te rosso in contesto monastico) anche in questo caso il discepolo proverà la grande estasi di beatitudine e Vacuità. Al termine il Guru mostrerà il loto della consorte (la vulva). E con ciò viene compiuta l’iniziazione delle parti segrete, appunto con queste due cose, cioè la gustazione bodhicitta bianca e rossa e lo sguardo Questa iniziazione è chiamata segreta perché viene data con le sostanze segrete e purifica l’attaccamento all’illusione e getta i semi della realizzazione del Sambhogakaya.

Nell’iniziazione della conoscenza della saggezza

Anche in questo caso il discepolo offrirà una mandala preliminare. Al termine il maestro offrirà la mudrà (la donna) al discepolo. Istruirà il discepolo sulla posizione da tenere e su come esperire le quattro gioie. Inoltre spiegherà al discepolo la natura delle quattro gioie e a come distinguerle. Attraverso questa iniziazione il discepolo vedrà chiaramente come tutto sorga da questa beatitudine e vacuità e attraverso questo otterrà i semi per realizzare il risveglio. Le prime tre iniziazioni sono considerate mondane perché pur elevendo il discepolo verso stati spirituali superiori quest’ultimi non sono ancora la meta finale ma aspetti puri della realtà manifesta.

La quarta iniziazione, «l’iniziazione della parola»

Nella quarta iniziazione non ci sono sostanze segrete da assaggiare o consorti con le quali unirsi. Ma vi è una spiegazione sulla Beatitudine e vacuità e sulla natura della mente. Ogni scuola ha un modo di diverso di spiegare a seconda della scuola filosofica a cui aderisce. Nelle scuole Bon e Nyngmapa in questa fase dell’ iniziazione vi è la trasmissione della natura della mente secondo lo Dzogchen (questo metodo rituali è solo uno dei tanti modi di trasmettere lo Dzogchen), purificando simultanea mente corpo, parola e mente, crea la potenzialità per l’ottenimento dello Svabhavikakàya o natura ultima sostegno del Dharmakàya.

Luca Violini

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Categorie: Sapienza Orientale

Pubblicato da Ereticamente il 12 ottobre 2018

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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