Guardatevi dalla “democrazia” antifascista, non da chi la mette in discussione

Guardatevi dalla “democrazia” antifascista, non da chi la mette in discussione

Trovo veramente inquietante che un’ampia fetta della popolazione italiana, chiaramente plagiata dai media di regime, ritenga possa esservi una “emergenza neofascismo” e non, piuttosto, un’emergenza legata al dilagare dell’immigrazione, della criminalità e del terrorismo ad essa connessi, che è soprattutto un’emergenza relativa ai devastanti effetti dell’agenda mondialista. Infatti, le stesse ipotetiche intemperanze “razziste” che potrebbero palesarsi tra il popolo non sarebbero altro che il frutto di questa nefanda guerra tra poveri scatenata dalle sciagurate scelte dei governi (non eletti) di marca piddina, ma che comunque, intendiamoci, non si  discostano poi di molto dai governi di quegl’altri, che si lanciano in virtuosismi patriottici solo quando sono all’opposizione…

Da quando il membro del Partito Democratico Fiano ha avuto la brillante idea di inventare una nuova leggina liberticida per sanzionare i comportamenti in odore di neofascismo (ma, è ovvio, questo è il pretesto, è facile intuire come le vere intenzioni del Fiano vadano ben oltre le solite beghe fuori tempo massimo tra neri e rossi…) abbiamo assistito ad uno stillicidio di strumentalizzazioni politiche, da parte antifascista, di tutta una serie di baggianate balzate agli onori della cronaca, baggianate vendute come “preoccupanti rigurgiti di squadrismo fascista”.

Giusto per citare qualche episodio, come non ricordare il casus belli della “spiaggia fascista” di Punta Canna (Venezia), risoltosi in un nulla di fatto perché nessun magistrato si è sognato di condannare il gestore, un vecchio pittoresco involontariamente comico? Oppure la gazzarra inscenata dalla comunità ebraica di Roma per quattro figurine laziali ritraenti Anna Frank con la casacca romanista? O ancora il giovane calciatore bolognese che, dopo aver segnato alla squadra di Marzabotto, si è sollevato la maglia da giuoco mostrando il vessillo della RSI con tanto di saluto romano? Per concludere con l’azione polemica di alcuni skin comaschi irrotti in uno stanzino durante una riunione di panciafichisti arcobalenati del Lario…

L’ultima chicca è, comunque, giunta ieri sera, con la notizia (?) di una bandiera “neonazista” appesa in una caserma toscana dei Carabinieri. Ho virgolettato perché il neonazismo non c’entra assolutamente nulla, essendo quel vessillo l’insegna ottocentesca (molto bella) della marina da guerra prussiana, e il fatto che talvolta possa essere sventolata da gruppi neonazisti non fa di essa una bandiera neonazista. Oltretutto, potrebbe anche trattarsi del frutto di un sequestro. Però lo capite da voi, amici, queste scempiaggini vengono abilmente strumentalizzate dalla stampa, dai politici, dagli antifa, da centri sociali e dintorni e dai vari sputasentenze da salotto televisivo che vogliono a tutti i costi creare il caso della settimana sbattendo in prima pagina il (fantomatico) ritorno del nazifascismo.

Si chiamano armi di distrazione di massa, poiché sapendo bene che ogni volta che si discetta di roba di più di 70 anni fa su fascismo, nazismo, Shoah, partigiani, Duce ecc. ecc., in Italia, si solleva un polverone che dura per giorni e giorni (oscurando i veri fatti di cronaca e politica), i professionisti dell’antifascismo (in assenza di fascismo, ricordiamocelo) gettano benzina sul fuoco finendo per ingigantire delle fesserie che, altrimenti, rimarrebbero nel ristrettissimo ambito del paese o, al massimo, della provincia. E questo a che pro? Semplice: creare ad arte il ritorno del fascismo, dare a bere al popolaccio che stanno tornando le bastonate e le sorsate coatte di olio di ricino, lo squadrismo, i gerarchi in orbace, le leggi razziali e, perché no, pure una bella guerra civile, affinché tutto quel che riguarda la VERA emergenza che l’Italia, come il resto dell’Europa, sta vivendo passi in secondo o terzo piano, ma venga anche nascosto sotto il tappeto. E quale sarebbe questa emergenza? Quella ricordata in apertura: i devastanti effetti del mondialismo, tra cui l’invasione dei novelli barbari.

Soggetti politici come la Lega di Salvini, CasaPound, Forza Nuova e altri movimenti minori semisconosciuti, anche se spacciati per compagini di razzisti, di fascisti, di nazisti, di suprematisti e chi più ne ha più ne metta, non sono in nessun modo pericolosi per la tanto amata democrazia, e sapete perché? Perché la tanto amata democrazia è la novella forma di totalitarismo sotto il segno dell’antifascismo, dove abbondano reati d’opinione sempre nuovi per terrorizzare e mettere a tacere le persone. La democraticissima Repubblica Italiana è tenuta in pugno dai poteri forti globali basati sui danari dei banchieri e sulle armi dell’occupante americano, e nonostante questo vorreste venirci a dire che il pericolo per l’Italia sono Salvini, Di Stefano e Fiore, e magari pure la Meloni?!

E vi dirò di più, tutti questi personaggi citati, se rappresentassero davvero un pericolo per lo status quo sarebbero già stati fatti sparire da un pezzo, nel senso che i loro soggetti politici si sarebbero presto sciolti come neve al sole. Io elogio tutti coloro che si danno da fare nel concreto, e non solo a chiacchiere, per essere militanti identitari e patriottici, ma i quadri dirigenziali dei partiti non vanno mai incensati, perché la storia politica italiana ci insegna benissimo come il voltafaccia sia dietro l’angolo, vuoi per convenienza, vuoi per paura, vuoi per omologazione. La parabola della Lega Nord è lì che parla da sola, ed è inutile che ora Bossi faccia la voce grossa contro Salvini, considerando che la Lega si è ridotta al rango di cagnolino di stato proprio per colpa sua e dei suoi scandali “troteschi” e tanzaniani. Anzi, si può dire che Salvini, quel partito, lo abbia un minimo rivitalizzato, altrimenti si sarebbero liquefatti immediatamente dopo le peripezie della primavera 2012. Non fatevi dunque delle illusioni su chi aspira a comandare senza mettere in discussione la Costituzione e la natura partigiana e filo-atlantica di questa repubblichetta: i problemi vanno risolti alla radice, inutile limitarsi a ciò che si vede in superficie, altrimenti la testa della bestia, inutilmente mozzata ogni volta, ricrescerà puntualmente.

In Italia, indi, non esiste alcuna emergenza neofascista perché i tempi delle camicie nere sono tramontati da un bel pezzo, e in un certo senso è un bene perché al Paese non servono idee, rituali e concetti del passato ma progetti volti al presente e al futuro che riescano a coniugare l’identità e la tradizione dei popoli d’Italia e d’Europa con la necessità di non rimanere fermi e fossilizzati, poiché il mondialismo si combatte e si può vincere solo affinando le proprie armi, svecchiandosi dove serve e mantenendosi sempre pronti, dinamici, intraprendenti e ricchi di idee vieppiù luminose, destinate a trapassare e sconfiggere le tenebre dell’oscurantismo globalista che domina le nostre terre da, ormai, sin troppo tempo.

Quello che, invece, deve rimanere per sempre principio fermo e irrinunciabile riguarda la difesa assoluta di Sangue, Suolo, Spirito, senza di cui non esisterebbe alcuna identità, alcun popolo, alcuna nazione, alcun futuro, poiché verrebbero triturati dal fagocitante nulla che avanza con l’avanzare dell’occidentalizzazione all’americana dell’Europa e del mondo intero. Ma per difendere i più alti e nobili ideali che dobbiamo avere serve molta intelligenza, molta furbizia e molta saggezza, che vanno uniti alla coerenza, alla tenacia e alla sana cattiveria agonistica, per così dire, derivanti dall’amore irriducibile per le nostre radici etniche, per il nostro territorio e per la nostra millenaria cultura forgiata nei secoli dalle menti indoeuropee.

Guardatevi dagli affabulatori in giacca e cravatta, che si riempiono la bocca della parolina magica “democrazia”, e che vedono complotti neofascisti in qualsiasi cosa possano essi immaginare, e non dai fantomatici squadristi 2.0, mostri di carta creati a tavolino da chi collabora zelantemente con l’auto-genocidio dei popoli europei. L’Europa dopo oltre 70 anni di propaganda antifascista ne esce con le ossa rotte e la riscossa è in buona parte compromessa da una quasi totale assuefazione alle infamie anti-identitarie diffuse dai nostri nemici; tuttavia, una volta compreso come il vero pericolo sia il totale annichilimento dell’orgoglio etnico europeo, e non certo 4 nazistelli, si potrà cominciare a rialzare la testa senza più prestare, inutilmente, il fianco a chi non aspetta altro che la benché minima inezia per affossare definitivamente le sacrosante istanze etnonazionaliste e tradizionaliste. Noi siamo coloro che non si arrendono di fronte all’odierna temperie omologatrice, e per quanto minoranza abbiamo il diritto e il dovere di non appiattirci sulla linea dell’orizzonte unipolare, perché il compito è svegliare dal coma post 1945 il più alto numero possibile di nostri simili.

Ave Italia!

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Categorie: Etnonazionalismo

Pubblicato da Paolo Sizzi il 3 dicembre 2017

Paolo Sizzi

Lombardo orobico, Italiano, Europeo, classe 1984. Letterato, sulla Rete dal 2006, da sempre cultore di valori identitari e tradizionali. Senza rinnegare la formazione völkisch evolve il pensiero nell’Italianesimo Sangue e Suolo, coerente con un disegno etnonazionale federalista. Appassionato di antro-genetica, si definisce Nordomediterranide, fusione di elementi ario-italici/celtici con il sostrato ligure. E la Lombardia è proprio questo: una terra ligure e alpina arianizzata da Celti e Italico-Romani, e con un benefico tocco germanico.

Commenti

  1. Ombretta

    Dici bene Paolo quando scrivi che la ” democrazia è la novella forma di totalitarismo”.
    Bisogna infatti essere ben creduloni per ancorarsi a una forma di governo le cui regole valgono usate solo a proprio vantaggio: detta democrazia, in tutte le sue sfumature, non è altro che un ottimo strumento impiegato per immobilizzare l’ avversario e spianare la strada alle proprie ambizioni.

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