Orfica estrema – Cristian Davide Carletti ©

Orfica estrema – Cristian Davide Carletti ©

Orfeo è l’archetipo del Poeta – Sciamano, che conduce con la sua musicalità in versi in direzione di un percorso volto al risveglio estatico dell’anima, alla sua identificazione con la Natura Divina. La Poesia del Carletti riprende dell’Orfismo la capacità magica di rappresentare la Physis, quale momento dialettico in cui Tutto ed Uno ritrovano la loro similitudine nell’anagogia simbolica e misterica. I versi che seguiranno hanno in tal modo esaltato il nostro sentire e speriamo possano risultare altrettanto galvanizzati per i nostri lettori.

Luca Valentini per la Redazione

_______________________________

Persiste il gelo ch’assilla le carni
e di lambire cerca anche i comparti
di natura già freddi e senza vene,
scendendo, infatti, fra giunture di ossa;
ma sfido l’aere, a ciò che mi scarni
e, se gli riesca, financo che squarti,
mentre gli ruggio incontro certe pene
di cui non so che superi la possa.
Quindi all’omero tolgo quanto indossa
nudo restando, esposto
in mezzo alle intemperie
che non ricordo così deleterie
come una fiamma che giammai discosto
e sta nel cuore, ’ntro cui s’accese
per volontà bruciante d’alte imprese.

Se vinca, tra gli affanni, ’sto disio
ch’orienta il corpo verso lo sfacelo,
tentando di condurlo a sé dappresso,
quantunque lo sovrasti tanto e stacchi
quant’è d’un’ombra superiore il dio;
se, invece, a tale giunga grado il gelo
da sopraffare quel desire stesso
e con più forza gli spiriti fiacchi;
micidiali saranno quali attacchi
quando che fia consunta
l’ultima fibra inquieta
d’un uomo cui la vita non allieta:
su ciò la testa inferve e vi s’impunta,
demandandone ai nerbi la verifica
per via che strazia il senso e lo mortifica.

Ordunque vanno insieme ed indivisi
fra strida e poi sospiri i miei pensieri,
confluendo in un unico decorso
che la acque valica dell’Acheronte;
s’internano quindi (di morte intrisi)
cotanto addentro ai torbidi sentieri
tramite cui lo Stige fu percorso
da rinvenire un’ulteriore fonte.
A quest’attingono le anime pronte
a smemorare i mali
ed a smarrirne il pondo
per le virtù ch’offersero ad un mondo
cui non riusciva esprimerne altrettali:
dico il Lete, ch’avendolo raggiunto,
lava i pensieri da ogni impuro assunto.

I dubbi tracimanti l’intelletto
risolvono in superne acquisizioni
e quelle, che parevano bramiti,
grida vibranti per l’aura del verno
adesso prendono tutt’altro aspetto,
ricalcando, sul ritmo dei peoni,
gli inni dal Delio nume stituiti
di Febo, la cui lira quasi scerno.
Lo zefiro finanche avverto eterno
degli Elisi beati
ove la mente siede,
sebbene resti in superficie il piede
e la stagione gli uccelletti sfiati
che stando privi d’un rifugio ancora
insieme a me morranno ’n neanche un’ora.

Spinge avverso il suolo le calcagna,
che intanto il corpo tengono alla terra,
l’ultima spinta vaga d’attizzare
le salme ch’appropinquino al collasso:
quando negli organi il cruore stagna,
un lampo invero scuote e mi rinserra
le membra dalla cervice al plantare,
tale che ritto certamente passo.
Non meno splende un qualche grande spasso
sugli occhi ancor che spenti
dell’agghiacciata spoglia,
come in chi vada dove più l’invoglia
canto d’Orfeo, che ogni anima allenti.
Proprio laggiuso, donde ha udito il Trace,
va l’alma mia, ch’a lui s’accorda in pace.

Vasta le penne sopra i vivi oscure,
tu sali strenua a dire,
canzone, qual mi fossi,
nel tempo in cui non vinto me ne mossi,
nel tempo in cui mi volsi, pien d’ardire,
a rimirar la gloria in seno all’Ade
e spensi il mio tormento con pietade.

Cristian Davide Carletti
Tutti i diritti riservati ©

Print Friendly, PDF & Email
Categorie: Poesia

Pubblicato da Ereticamente il 6 ottobre 2017

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Lascia un commento

    sosteneteci&cresciamo


  • solstizio pietas

  • libreria ibis bologna

  • evola

  • a dominique venner

  • Ultimi commenti
    • DAmod1 in L'eterna polveriera mediorientale e il ruolo dell'Europa

      ... dietro l’occupazione militare sionista della... Leggi commento »

    • Daniele Bettini in Etica, politica, religione – Fabio Calabrese

      C'è ancora molto da svelare sul vero significato ... Leggi commento »

    • GiulioF in Aveva ragione Marx, dopotutto... - Roberto Pecchioli

      https://youtu.be/N7Lt-kHqVIw Lo dice con franch... Leggi commento »

    • DAmod1 in Minniti: il ruggito del coniglio – Michele Rallo

      ... quanta ipocrisia c'è dietro il diritto umanit... Leggi commento »

    • DAmod1 in Aveva ragione Marx, dopotutto... - Roberto Pecchioli

      Se sapessi scrivere quello che penso, scriverei es... Leggi commento »

  • post Popolari

    archivio ereticamente

    Statistiche

    Tag

    Newsletter

  • a. dugin

    Uscire dal XX secolo. Un’idea nuova per il Terzo Millennio.  Per una Quarta teoria politica. – Roberto Pecchioli (5^ ed ultima parte)

    di Il Picchio

    “Chi ha rinunciato alla sua terra, ha rinunciato anche al suo Dio” (Fedor Dostoevskij- L’idiota) Capitolo IX Andare oltre Centro e periferia Il [...]

  • populismo

    Osservazioni sul populismo – Fabio Calabrese

    di Fabio Calabrese

    NOTA: L’articolo che segue l’avevo redatto diverso tempo fa, subito dopo “Loro avevano le idee chiare”, del quale è in un cer[...]

  • il soledì

    L’eterna polveriera mediorientale e il ruolo dell’Europa

    di Paolo Sizzi

    Se non fosse che dietro l’occupazione militare sionista della Palestina ci sono tutti gli sporchi interessi turbo-capitalistici dell’imper[...]

  • eretico

    Minniti: il ruggito del coniglio – Michele Rallo

    di Ereticamente

    Dove eravamo rimasti? Ah, si… Ai migranti che erano una risorsa e che stavano lavorando per noi: per fare i lavori che gli italiani non vogliono[...]

  • controstoria

    Il 18 Settembre 1943 nasceva la Repubblica Sociale Italiana. Le Brigate Nere di Alessandro Pavolini ne saranno l’anima popolare, idealistica e rivoluzionaria – Maurizio Rossi

    di Ereticamente

    La rilettura storica dell’esperienza della Repubblica Sociale Italiana – la cui nascita venne annunciata da Benito Mussolini il 18 Settembre 1943 [...]