L’Anello Mancante – Gabriele Adinolfi

L’Anello Mancante – Gabriele Adinolfi

Si avverte una mancanza, c’è un vuoto che va riempito. Quando la Globalizzazione e le varie forme di Mondialismo (e di protesta nei confronti dell’una e dell’altro) dominano la scena, quando nulla è ripetibile della politica che conoscevamo, quando la democrazia come rituale è morta e come anima impura è invece tiranna, bisogna cambiare restando sé stessi.

Ciò avviene raramente perché le sollecitazioni quotidiane attirano troppa gente e la spingono a mutare dna (dissoluzione) o a erigere barricate psicorigide (fossilizzazione).

Le due tentazioni si equivalgono e si annullano senza una sintesi vincente. O si pensa, si scrive, si dibatte, si teorizza (suggestione intellettuale) oppure si pretende di cavalcare il micio elettorale perché, si dice, è con quegli strumenti che si cambia tutto (suggestione partitica).

I due piani s’incontrano con diffidenza e sufficienza reciproche e restano, così, astratto il primo e arido il secondo. Perché le teorie hanno bisogno di gambe ma queste devono sapere dove andare. E ci rendiamo conto che coloro che fanno lo jogging elettorale non si sono ancora accorti di come siano cambiati il potere e gli scenari e non possono ancora incidere altro che per il proprio portafogli.

Anche sul pensiero assistiamo a due posizioni contrapposte. Una ha fretta di scrollarsi di dosso ogni peso, ogni marchio, e la fretta lo travolge al punto di voltare le spalle ai Miti e agli insegnamenti di cui dovrebbe essere erede, così liquida ogni formazione storica e ideale perché gli è d’impaccio, ansioso di essere accettato da qualcuno e di essere protagonista dello show (tentazione dissolutoria). L’altra si rinchiude a riccio, rabbiosa ed astiosa, ed erige una serie infinita di barriere e un rosario fitto di motivi di scomunica al fine di vivacchiare ai margini ma sentendosi importante (tentazione fossile). Così sembra che l’alternativa sia solo fra traditori e ottusi. Anche se troppi traditori ottusi dimostrano che le possibilità non si esauriscono lì e che, magari, si può essere coerenti ed intelligenti, basta provarci.

Tra tante miserie umane si fanno strada in diversi Paesi d’Europa dei Centri Studi di alto livello, delle organizzazioni militanti disciplinate e radicate, dei partiti con differente capacità di radicamento territoriale e di consenso elettorale (che non vanno sempre assieme e di cui il primo è di gran lunga più importante del secondo).

Possiamo dire che ci troviamo in un momento di “evoluzione”.

Eppure manca qualcosa. Ebbene, noi riteniamo di poter rappresentare l’Anello Mancante che consentirà a tutti coloro che lo vogliano di procedere senza nulla rinnegare e nulla dimenticare.

Il sistema di energie che sto animando svolge esattamente quella funzione: collegare, formare, organizzare, fornire strumenti. Dall’aspetto intellettuale che si coniuga con il pratico, offrendo strategie ma anche contatti pratici e strategici a movimenti, circoli e partiti (Polaris, EurHope), a quelli formativi che producono osmosi generazionale e internazionale (Lanzichenecchi, Corsi quadri), a quelli economico-lobbistici (Lambda, Stake Holders).

Il compito che assolviamo è proprio quello.

Possiamo definire questo insieme di iniziative coordinate come il sistema nervoso per un progetto vincente, trasversale, comune, antico e futuro, perenne. In avanti senza rinnegare niente, portando avanti tutto quello che ci appartiene e a cui apparteniamo.

Noi faremo in modo che l’Anello Mancante sia affinato al più presto e che sia anello dei signori!

Nota:

Editoriale di Svegliati Europa, supplemento al n° 17 della rivista Polaris

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Categorie: Politica

Pubblicato da Ereticamente il 19 maggio 2017

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Autore come sempre preciso, puntuale ed opportuno, unico forse a cogliere la dimensione vera degli eventi.
    Purtroppo però viene ormai da pensare che, considerando il livello antropologico dei soggetti in atto, sia necessario a questo punto un prontuario giornaliero delle azioni pratiche da intraprendere, passo passo, dettagliatamente. Diciamo ciò con rammarico, perchè non avremmo mai voluto considerare il nostro popolo come un insieme di handicappati o di bambini non autosufficienti, ma se un popolo è ormai ridotto ad una massa di larve, rimane da fare soltanto quanto suddetto. Ammesso che sia possibile suggerire e normare azioni e gesti concreti nella quotidianità.

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