La democrazia e i suoi inganni – Antonio Filippini

La democrazia e i suoi inganni – Antonio Filippini

La democrazia, come pure tutti i movimenti rivoluzionari moderni, è un determinismo sociale, il quale è in tutto simile a un meccanismo, che a sua volta è un automatismo, nel senso che un meccanismo realizza automaticamente gli scopi per i quali è stato realizzato. La democrazia come determinismo e quindi automatismo sociale, contraddice se stessa o perlomeno ciò che è fatto credere che sia: un sistema dove tutti hanno voce in capitolo e possono influenzare la realtà sociale e autogovernarsi, mentre il motore della tua automobile, per fare un esempio, se ne infischia delle tue opinioni politiche, esso è sensibile solo alla logica del funzionamento e del non funzionamento, se lo fai funzionare, realizzerà automaticamente gli scopi per i quali è stato realizzato. Tale è il motore della tua automobile e tale è il meccanismo democratico: così come là ci si serve di un meccanismo per farci condurre dove vogliamo noi, qua qualcuno, agendo dietro le quinte, si serve del meccanismo democratico, rivoluzionario, sociale e collettivo per condurre l’uomo e la società dove vogliono loro. Fin dall’inizio non è mai stata questione di libertà, ma di un nuovo tipo di strumentalizzazione; la cosiddetta libertà democratica è soltanto una suggestione mentale, e un povero suggestionato tutto potrà dire di essere, tranne che di essere libero, perché il suggestionato è completamente in potere di colui che lo suggestiona.

Per difendersi dagli inganni sottili impliciti nella democrazia, occorre ricercare ciò che in essa c’è di meccanico e di automatico, perché è proprio questo che si realizza all’insaputa del povero peone democratico e indipendentemente dalla sua volontà e dalla sua presunta “libera scelta”. Il primo automatismo insito nel gioco democratico è estremamente raffinato poiché estremamente semplice e pur’esso è a base suggestiva. Si è fatto in modo che, per il semplice fatto che tutti possono esprimere liberamente la propria opinione, ogni opinione deve per questo essere uguale a qualsiasi altra opinione possibile, perciò devono avere tutte lo stesso peso politico e sociale. Questa sembra una cosa normale e accettabile, mentre in realtà è un errore e un inganno che, tra l’altro, realizza automaticamente un livellamento verso il basso e quindi anche una fatale “selezione a rovescio”. Il livellamento verso il basso fa saltare anche un’altra stupida credenza democratica, anch’essa a base suggestiva, consistente nel far credere che la democrazia sia un sistema giusto che non privilegia nessuno e offra a tutti le stesse possibilità. Invece il livellamento verso il basso significa che il sistema si polarizza automaticamente sul minimo valore qualitativo presente nel sistema (minimo comun denominatore di tipo qualitativo),  e obbliga tutti coloro che sono caratterizzati da fattori qualitativi più elevati a adeguarsi e subire l’imperio di questo minimo qualitativo messo sul trono; quindi non è affatto vero che il regime democratico non privilegia nessuno, in realtà privilegia l’elemento inferiore; questo elemento inferiore non deve essere interpretato come il meno abbiente, ma come il più rozzo, grossolano, insensibile, ruffiano, miope, ignorante, stupido degli individui che esistono nella società, tale tipo di individuo è privilegiato, è l’unico che non subisce danno dal regime democratico, tutti gli altri  sono danneggiati!

Questo inganno è basato sulla solita inversione o pervertimento incrociato, perché in questo caso i fattori sono due: c’è la possibilità di esprimere la propria opinione, che è uguale per tutti, nel senso che tutti possono esprimere liberamente la propria opinione, poi c’è la natura dell’opinione espressa che non può essere “uguale”, perché le persone hanno un grado di maturità, di intelligenza, di saggezza e di sensibilità diversa, e un regime che non tiene conto di questo non può essere giusto. Loro invece hanno applicato l’uguaglianza alla natura delle opinioni, che devono essere tutte uguali (negazione della differenziazione qualitativa), realizzando involontariamente e automaticamente un contraccolpo opposto: il diritto di esprimere liberamente la propria opinione non è uguale per tutti, alcuni hanno più “diritto” degli altri (affermazione della differenziazione quantitativa) e questi “alcuni”  corrispondono all’oligarchia politica democratica e ai rappresentanti democraticamente eletti. Si tratta del classico caso dell’applicare il fattore giusto alla cosa sbagliata, solo che qui tutto è stato voluto e calcolato in anticipo, si tratta di una frode e di un inganno volontariamente perseguiti. L’uguaglianza riguarda solo il diritto di esprimere le proprie opinioni, ma non deve essere applicata alle opinioni espresse, le quali hanno un peso qualitativo diverso e un regime politico che non tiene conto di questo non è affatto giusto.

L’automatismo così stabilito, secondo il quale: “per il fatto che tutti hanno l’uguale diritto di esprimere le proprie opinioni, allora ogni opinione deve essere uguale a qualsiasi altra e perciò devono avere tutte lo stesso peso politico e sociale”, può anche essere definito come: “la parificazione delle opinioni”, poiché tutte le opinioni sono messe allo stesso livello. La cosa è furba e intelligente come il sostenere che per il semplice fatto che tutti possono tenere la penna in mano, ogni cosa scritta deve essere uguale a quella di qualsiasi altra; o che per il semplice fatto che tutti possono tenere un pennello in mano, tutte le pitture si equivalgono, un’evidente assurdità. Se si considera poi che l’opinione non è che una banale opinione, semplice espressione di un io individuale, conferire un potere decisionale all’opinione equivale a mettere la condizione individuale sul trono, che a sua volta significa negare che al di là della condizione individuale possano esistere fattori, livelli, essenze, ordini di realtà, sovraindividuali.

Siccome l’opinione deriva dal punto di vista e questo può essere dislocato anche in verticale, allora il regime democratico stabilisce il principio, rigorosamente democratico, che l’opinione che deriva dall’aver collocato il proprio punto di vista sulla cima di una montagna, deve essere rigorosamente uguale all’opinione che deriva dall’aver collocato il proprio punto di vista sotto la suola delle proprie scarpe e devono entrambi avere un uguale peso politico e sociale! Questo rapporto “democratico” danneggia solo il punto di vista più elevato e questa è “selezione a rovescio” e “livellamento verso il basso”, col conseguente conferimento automatico di privilegi al meno qualificato e al più inferiore. La fatale conseguenza sarà il rendere superfluo e inutile ogni sforzo e sacrificio fatto per elevarsi sulla cima della montagna, perché da questo non deriverà alcun beneficio né gratifica sociale, anzi, si verrà additati come poveri tontoloni antiquati che vivono fuori dal tempo! Evidentemente gustarsi il panorama al livello delle suole delle scarpe, significa essere civili, moderni, democratici ed evoluti, e pure antifascisti!

 I democratici si giustificano tirando in ballo la legge del numero bruto: se questi elementi meno qualificati sono moltitudine, è giusto che siano privilegiati e comandino loro! Argomentazione stupida, che non tiene conto che la qualità non è la quantità, difatti se potesse esistere una bilancia in grado di pesare l’elemento qualitativo, si scoprirebbe con stupore che una moltitudine non qualificata avrebbe difficoltà a compensare con il suo peso qualitativo poche persone veramente dotate di qualifiche superiori; quando c’è di mezzo la qualità o il grado gerarchico, il numero non ha alcuna importanza e non può influire sulla qualità. La democrazia impone l’imperio della quantità sulla qualità, questo, oltre ad essere un’ingiustizia, è una perversione basata sul capovolgimento dei ruoli: si pretende che sia la quantità ad essere il fattore determinante e informante, un assurdo logico e un’impossibilità di fatto. La quantità è un semplice supporto, serve solo a rendere evidente in un certo ordine di realtà ciò che altri hanno concepito e voluto, naturalmente questi “altri” albergano nel mondo della qualità.

Se invece dell’opinione ci riferiamo al contenuto, è più facile ancora comprendere l’inganno democratico. Esaltare il sistema che permette a tutti di esprimere liberamente le proprie opinioni e poi fermarsi lì, la cosa è furba e intelligente come entrare in contemplazione mistica di una bottiglia perché ha la portentosa capacità di contenere qualsiasi cosa: appunto, qualsiasi cosa, può contenere tanto l’acido nitrico o il liquame di maiale quanto latte, miele, vino ecc. La persona intelligente vuole sapere che tipo di contenuto è quello della bottiglia, mentre l’automatismo innestato nella democrazia induce a credere che, per il semplice fatto che la bottiglia può contenere qualsiasi liquido, ogni elemento contenuto o possibile è uguale a qualsiasi altro, è la stessa cosa ed ha lo stesso valore di qualsiasi altro, quindi l’acido nitrico sarebbe la stessa cosa del miele e il liquame di maiale è tale e quale il vino spumante! Affermando l’uguaglianza di tutti i contenuti possibili, è come se li si rimescolassero tutti, e non potendo, è ovvio, il liquame di maiale o l’acido nitrico elevarsi al livello del latte, del vino, del miele, per contro, sono altamente suscettibili di degradare questi al loro livello, questo è di nuovo “livellamento verso il basso” col conseguente danneggiamento degli elementi più positivi e qualificati.

Anche qui noi vediamo che hanno applicato l’uguaglianza alla cosa sbagliata, l’hanno applicata al contenuto invece che al volume del contenente. Ora, se l’uguaglianza del volume può valere solo per bottiglie fabbricate in serie, i contenitori umani non sono stati affatto fabbricati in serie (questo è ciò che si vuole ottenere con la clonazione e l’omologazione), i contenitori umani hanno una diversa capacità, perciò se l’uguaglianza non può esserci se ci si riferisce alla qualità, non c’è nemmeno per quanto riguarda la quantità, in funzione della diversa capacità dei contenitori umani; certo, siamo tutti uomini, ma ogni uomo è dotato di capacità e qualità diverse rispetto a quelle di qualsiasi altro, un sistema politico che non tiene conto di questo è ingiusto e in errore.

Ciò che sembra il postulato di partenza della democrazia, il principio d’uguaglianza, mentre in realtà si tratta della “parificazione delle opinioni”, è invece lo scopo finale da raggiungere, che è raggiunto facendo semplicemente “funzionare” la democrazia; qui noi vediamo di nuovo il regime democratico come un meccanismo volto a realizzare automaticamente certi scopi inconfessabili, come la parificazione delle opinioni, l’uguaglianza delle opinioni e delle persone, rendere tutti gli individui contenitori di uguale capacità, naturalmente la più limitata possibile, obbligarli tutti al minimo qualitativo e assoggettarli al suo imperio,  tutto questo non esisteva e non era per niente vero prima, ma lo sarà poi, se si accetta e si fa funzionare il meccanismo democratico! Non è che la democrazia sia un sistema valido e giusto perché tutti gli uomini sono uguali, no, è il contrario: scopo della democrazia è di rendere gli uomini tutti uguali e per ottenere questo, basta farla funzionare; ciò che non era vero prima, lo diverrà poi se non si percepisce l’inganno e si cade nella trappola, non è un caso che la democrazia sia stata resa obbligatoria e esportata con la violenza delle armi!

Ci sono altre considerazioni da fare sul regime democratico, riguardanti sempre automatismi che come tali si realizzano meccanicamente e perciò indipendentemente dal volere degli associati, una di queste mostra che il gioco democratico, per il semplice fatto che “accade” e “funziona”, provvede da se stesso a suddividere il tutto sociale in due classi soltanto: da una parte c’è  una piccola cerchia di “eletti”, di “differenziati”, che però non è tale per forza propria e superiore dignità e qualifica, ma è tale solo perché dall’altra parte il sistema ha provveduto a rendere la restante massa “uguale” e “indifferenziata”. È la solita questione di chi si trova un passo più avanti dei suoi simili perché ha fatto da sé stesso un passo in avanti, e di chi invece si trova ugualmente un passo in avanti, ma solo perché ha costretto tutti gli altri a fare un passo indietro. Nel primo caso la massa è trainata in avanti e quindi avanza, nel secondo è spinta indietro e quindi indietreggia. Nel primo caso si tratta di un dato di fatto incontrovertibile che esclude ogni forma di parassitismo esercitato sulla massa, esercitato di solito con la suggestione, nel secondo caso la massa può essere convinta a fare un passo indietro da sé stessa solo con la suggestione; la presenza o no della suggestione è la cartina di tornasole che ci dice se chi è un passo più avanti è vera autorità e autorità giusta o pseudo autorità invertita. La suggestione è una pratica disonesta, è un modo di prevalere sugli altri usando la menzogna e l’inganno, è da escludere che una vera autorità possa mai usare la suggestione allo scopo di legittimare se stessa.

Un altro fattore da considerare, riguarda ciò che appare quasi come il “sacro rito” della religione democratica: le “pubbliche votazioni”, anche questo rito è sede di un automatismo sconosciuto al pubblico votante. Oltre al fatto che quando entri nel seggio a votare, entri dentro che sei ancora un essere umano, ma ne esci che sei una semplice entità numerica, ben pochi hanno intuito il doppio senso di quella croce fatta nel seggio. Quella croce fatta su quel pezzo di carta ha lo stesso significato di quella che un analfabeta fa su di un contratto o su un rogito notarile; affinché essa sia valida, deve essere fatta in presenza di testimoni che devono attestare, con la loro firma, che con quella croce l’analfabeta ha accettato il contratto; i rappresentanti dei vari partiti o altri burocrati presenti nel seggio svolgono una funzione simile: attestano che l’analfabeta dello spirito ha firmato il contratto sociale! Quella croce su quel pezzo di carta ha lo stesso significato di una firma fatta su di una cambiale in bianco, ed è anche l’accettazione del (loro) contratto sociale di cui il firmatario ignora praticamente tutto, sia le clausole palesi, e a maggior ragione quelle segrete e occulte, perciò tale firma e tale contratto sono da considerare giuridicamente nulli.

Il senso e il significato. Questi inganni sottili presenti nei regimi democratici sono basati sulla logica del “senso” e del “significato”; ciò che conta e incide il reale è il “ciò che significa”, è il senso del proprio volere e delle proprie azioni, e il meccanismo concepito ha lo scopo di realizzare automaticamente questo senso. Il motore della tua automobile, per esempio, è stato concepito allo scopo di generare una forte rotazione dell’albero motore, questo è il suo senso che giustifica la sua esistenza, la quale, se si attiva, realizza automaticamente il suo scopo. Il macchinismo democratico è stato concepito allo scopo di parificare tutte le opinioni espresse, così da rendere oggettivamente uguali anche gli esseri umani che le hanno espresse, in modo da asservirli tutti al minimo qualitativo presente nel sistema e al massimo quantitativo; questo è il suo vero senso e la sua vera ragione d’essere, tutto il resto è meschina copertura e vile suggestione ingannatrice.

In campo economico è la stessa cosa, ciò che conta è il “senso” e il “significato”, è per questo che non vogliono assolutamente mollare la presa dal denaro, hanno fatto in modo che giuridicamente il denaro risultasse loro, che significa appunto privilegiare la logica del senso e del significato. Non ha molta importanza che il denaro sia virtuale o reale, o che l’intero sistema monetario, finanziario e economico sia completamente fuori controllo o no, ciò che conta è il dato di fatto basato sul senso e sul significato, questo ci dice che il denaro, la finanza, il sistema economico, sono dei semplici mezzi e strumenti, ciò che conta è la logica del senso e del significato, che alla fine rimanda sempre alla legge di sempre: la legge del più forte.

I giornali economici e le pagine economiche degli altri giornali hanno il solo scopo di dare un aspetto decente e credibile a un gioco perverso manipolato da squali, avvoltoi e usurai, quando non da farabutti. La pretesa scienza economica e le sue leggi che tali giornali mirano a spacciare, è e sarà sempre un pretesto e un paravento, quand’anche esistesse, il suo ruolo sarebbe sempre secondario rispetto al volere di chi comanda realmente, il quale agisce sempre secondo la logica del “senso” e del “significato” e quindi piega l’economia e le sue leggi al suo volere e ai suoi interessi, si tratta di nuovo della legge del più forte, e non delle leggi dell’economia.

Volgendo lo sguardo alla presunta Europa unita, la musica non cambia, qui troviamo, oltre che a una burocrazia asfissiante, un notevole numero di trattati fatti firmare tutti dietro la schiena ai vari popoli; purtroppo tutti hanno un’impostazione giuridica, che significa che sono basati tutti sulla logica del “senso” e del “significato” e sono tutti “contratti” o “atti notarili” ufficiali, e in questo caso, per i vari popoli, il senso è stato la rinuncia alla propria autonomia e alla propria sovranità, non in favore dell’unità dell’Europa, ma in favore della gerarchia rovescia massonica, che ha sempre agito secondo la logica del “senso” e del “significato”, allo scopo di asservire l’intera Europa, e, possibilmente, l’intero pianeta! Anche in questo caso tutti i vari accordi e trattati fatti firmare tutti dietro la schiena, sono giuridicamente nulli, si tratta di imposizioni arbitrarie basate sull’inganno e sulla legge del più forte.

Abbiamo una gerarchia rovescia che ha partorito un mondo materialista, edonista, utilitarista, profano e antitradizionale, la quale però è stata costretta, per poter realizzare questi suoi fini, ad agire secondo la logica metafisica del “senso” e del “significato”, questo per certi versi è paradossale, ma non troppo, perché è funzionale alla logica del male. Il “senso” e il “significato” non possono essere trovati per strada, né essere prodotti dal caso, possono solamente discendere dall’alto, sono possibilità e prodotti dello Spirito, allora usare questa prerogativa dello Spirito per fini maligni e malvagi, questo esprime il massimo disprezzo verso lo Spirito stesso!

 

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Categorie: Tradizione

Pubblicato da Ereticamente il 16 maggio 2017

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Maria Elena Cataluccio

    Lode massimo al coraggio della Verità!

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