L’Umanismo – Antonio Filippini

L’Umanismo – Antonio Filippini

Causa, tesi, “fare”, mentale, anima, uomo, queste sono le corrispondenze e mettendo sul trono un elemento, anche tutti gli altri finiranno sul trono. La rivolta del mentale contro lo spirituale, è la stessa cosa della rivolta dell’Anima contro lo Spirito, e della rivolta dell’uomo contro Dio.

L’umanismo massonico così come qualsiasi altro tipo di umanismo, è letteralmente la religione dell’uomo. I massoni, alla religione di Dio, hanno voluto contrapporre la religione dell’uomo, se si trova assurda l’una, sarà doppiamente assurda anche l’altra. L’uomo messo al posto di Dio, così come là l’Anima (che è anche il mentale) è stata messa al posto dello Spirito, e il “fare” o tesi o causa, e stato messo al posto di quel Principio che ha il potere di “fare” e di “non fare”. Scambi e contrapposizioni assurde, che spezzano l’armonia interna dell’Essere, suscitando in esso velenose contraddizioni. Negando un Dio immaginato come esterno, si finirà fatalmente per negare anche il proprio principio divino, e se si nega lo Spirito, non si potrà più tollerare nemmeno l’immagine o l’idea di Dio. Certe furbate sono appunto tali, demenziali e autolesioniste.

L’umanismo è l’esaltazione dell’umano e del soltanto umano, è mettere l’uomo al centro e al di sopra di tutto, azione apparentemente producente e gratificante (per l’uomo), ma in realtà stupida poiché autolimitante e perfino antiumana, perché esalta e mette sul trono una semplice condizione esistenziale, una delle tante che possono esistere. Non si può certo dire di volere il bene dell’uomo distaccandolo o addirittura contrapponendolo al suo principio superiore di natura divina, che è la sua causa e la sua ragion d’essere, né si può dire di esaltarlo riducendolo a semplice animale biologico o a semplice contenitore di bassi istinti e appetiti.

Non dimentichiamo che l’uomo è simbolismo vivente, la sua stessa forma fisica, che interagisce con l’ambiente, è modellata analogicamente su realtà planetarie e cosmiche, ed è simbolo e proiezione di principî metafisici. È ovvio che distaccandolo da tutto questo, l’uomo diventa una cosa priva di senso, un semplice ammasso ambulante di cellule, non si capisce quindi con quale pretesa si continui a fondare cenacoli umanistici che esaltano l’uomo in sé, cioè la semplice condizione esistenziale umana, l’uomo separato dalle sue istanze superiori, tale umanismo è in realtà antiumano.

Una condizione esistenziale implica sempre l’esistenza di un qualcosa che la agisce, che deve essere superiore a quella, altrimenti come potrebbe agirla e sostenerla? Appunto per questo si parla di “Essere umano”, dove l’Essere è il sostantivo e l’umano è l’aggettivo. L’Essere è anche umano ma non è soltanto umano, là dove l’umano è solo questo senza essere l’Essere. Il sovversivismo massonico, essendo caratterizzato dall’inversione gerarchica, ha capovolto anche l’ordine gerarchico implicito in questa definizione, facendo dell’umano il sostantivo e riducendo l’essere a semplice aggettivo. Mettendo l’uomo sul trono, un uomo che in realtà è un intermediario ed ha una natura media poiché collocato fra il sovraumano e l’infraumano, in questo modo il sovraumano è stato spazzato via, poiché è negato e così diventa inaccessibile e perciò ci si aprirà sempre di più all’infraumano, o meglio, non più orientati verso l’alto e attratti da questo, si finirà per subire l’attrazione opposta e si rischierà di diventare re dei porci, e questo nel senso quasi letterale.

 In tutto questo si può vedere un pericoloso equivoco in cui cadono molti: vedendo che l’elemento intermedio sta lì in mezzo, si crede che tale elemento sia padrone dei due estremi, in realtà è padrone solo dell’elemento che gli è inferiore, questo è sempre vero quando c’è di mezzo il “verticale”, cioè quando la collocazione è gerarchica. Questo equivoco è anche la conseguenza di una certa impostazione cabalistica che fa partire tutto da una “causa” o un “attivo” iniziale, dove la sintesi unitaria è finale, invece di essere potenzialmente già presente nel principio iniziale. Sempre quando c’è di mezzo l’elemento gerarchico, non deve essere sottovalutata la logica del “riflesso perverso”, che scatta quando si è infedeli al proprio livello o ordine gerarchico. Esempio: se tu che sei uomo ti identifichi completamente con un cane, in questo è già implicita la negazione di ciò che sei: uomo, che si tradurrà nella negazione della propria realtà in favore di quella canina.

È così creato uno strano ibrido che non è né uomo né cane ma è un aborto della natura, che avrà l’intelligenza dell’uomo ma la natura inferiore del cane, e non trovando corrispondenti nella realtà, mirerà a fare abortire l’intero universo, se la cosa fosse possibile. Questo aborto della natura è sempre caratterizzato da un odio feroce verso l’elemento gerarchico superiore, poiché è stato la sua causa, e la cosa va da sé, perché abbiamo visto che nell’infedeltà al proprio ordine di appartenenza è già contenuto tutto intero il rinnegamento di ciò che si è, che si manifesterà e diverrà operativo tramite il “riflesso perverso”, con il conseguente odio verso tutto quanto è superiore, poiché vi è stata inversione gerarchica. Il tipico odio dei rivoluzionari, per esempio, che è il carburante delle rivoluzioni moderne, è di tale fatta, poiché tali rivoluzioni sono state causate dall’inversione e dal crollo della catena gerarchica. Prima c’è stato il nobile che ha abiurato se stesso in favore del mercante, che a sua volta ha abiurato in favore del proletario, che a sua volta ha abiurato in favore dell’infraumano. A questo punto si è giunti al capolinea, perché l’infraumano è fuori dalla realtà umana, come il sovraumano, del resto, ed è il sovraumano che può cogliere il destro di intervenire, restaurando il giusto ordine gerarchico, poiché abiurare in favore di ciò che non è più umano, significa trasferire l’autonomia e il potere decisionale al non umano, allora è il principio che conta, anche il sovraumano è non umano e quindi si riterrà autorizzato a intervenire!

L’infraumano non deve necessariamente essere visto come una realtà negativa e maligna, né tantomeno come una realtà antiumana, a patto però che sia gestito e interpretato per ciò che è, infraumano appunto, e lasciato a se stesso; i guai insorgono quando qualcosa di superiore all’infraumano si identifica con esso, trasformandolo così nel riflesso perverso che si rivolta contro ciò che gli è superioree tende a distruggerlo. Da docile e fedele compagno che conferma e esalta per semplice contrasto, si trasforma così in un cane rabbioso che nega, degrada e distrugge; l’infraumano si è trasformato nell’antiumano, ma la colpa è principalmente dell’elemento superiore che non ha rispettato il suo codice etico e la sua natura.

L’infraumano non può nemmeno essere visto nel senso di una sempre più accentuata materializzazione e finitezza, perché, come è accaduto nella fisica atomica, superato un certo limite, pare che la materia stessa si smaterializzi, ma questa non è “spiritualizzazione”, illusione di certi “spiritualisti” moderni, ma è più che altro dissoluzione, lo svanire della forma materiale, senza che questo possa portare ad altro di superiore; è il passaggio dalla condizione formale alla condizione aformale, senza che ci si sia portati nel sovra formale. Perciò eventuali manifestazioni di superomismo, magari con tanto di poteri paranormali, non devono trarre in inganno, si deve vedere se questi poteri sono ottenuti per mezzo di ciò che sta al di sopra o al di sotto dell’uomo e della realtà formale. Si riceve netta l’impressione, osservando certi fenomeni di magismo sempre più frequenti, così come lo stimolare sempre di più l’interesse verso il paranormale, il magico, il fenomeno inconsueto, che tutto questo abbia lo scopo di canalizzare l’attenzione verso ciò che sta al di sotto, verso l’aformale più che verso l’informale, verso ciò che aggira la realtà formale dal basso invece che verso ciò che la trascende. C’è anche della dissimulazione, si recita la parte di esseri superiori e più evoluti quando in realtà si è degli alieni, cioè esseri spiritualmente ciechi e esistenzialmente derapati. La funzione di tutti questi fenomeni è la stessa di quella dei ninnoli e della cianfrusaglia che i primi esploratori mostravano ai “selvaggi” allo scopo di incantarli, così da potere poi, oltre a recitare la parte di esseri più inciviliti e evoluti, scambiare questa cianfrusaglia con dei monili effettivamente d’oro!

L’esaltazione dell’umano e del soltanto umano, cioè l’uomo messo sul trono, ha avuto come conseguenza la glorificazione dei diritti umani, concepiti ed esaltati fine a se stessi e trasformati in una entità autonoma. Tutto questo è molto logico, perché l’uomo collocato al vertice supremo non ha più nulla sopra di sé, perciò ha solo diritti senza avere alcun dovere! Questo è logico ma è anche paradossale, perché il reclamare dei diritti, questa è già una rivendicazione, la quale, come tale, non ha senso se rivolta verso ciò che è inferiore all’uomo (sarebbe come contendere le ghiande ai porci!) ha senso solo se è rivolta a ciò che è superiore all’uomo, che così è confermato nella sua esistenza. In questo modo l’umanista conferma involontariamente l’esistenza di una realtà che è superiore a quella umana, una realtà sovraumana e quindi divina, che a sua volta rende ridicolo e assurdo l’umanismo, perché se esiste una realtà superiore a quella umana caratterizzata da istanze esistenziali e realizzative di tipo divino, a che pro rivoltarsi contro di essa, poiché l’uomo può trarre solo beneficio dall’influenza esercitata da queste essenze superiori.

Gira e rigira si ritrova sempre la stessa musica, caratterizzata dalla stessa logica: il livellamento verso il basso, l’oscuramento spirituale, il sovversivismo massonico, l’inversione gerarchica.

 

 Antonio Filippini

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Categorie: Filosofia

Pubblicato da Ereticamente il 18 aprile 2017

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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