La costituzione dell’Uomo secondo Giuliano Kremmerz e la Metafisica Egizia – Viviana Donato

La costituzione dell’Uomo secondo Giuliano Kremmerz e la Metafisica Egizia – Viviana Donato

Giuliano Kremmerz

Secondo il pensiero kremmerziano, l’uomo contiene in sé i quattro elementi che costituiscono l’Universo, e che danno vita ai quattro corpi in cui egli è suddiviso, ovvero:

 

  • un corpo materiale, fatto di ossa, carne e tessuti, che prende il nome di Corpo Saturniano (Terra);
  • un corpo più sottile che emana dal primo, costituendone la sensibilità più grave, e che comprende nervi, centri nervosi e cervello. Esso è chiamato Corpo Lunareo Astrale(Acqua), per la sua mutevolezza, analoga a quella della Luna;
  • un’ individualità promanante dai due corpi precedenti e costituente la sua mentalità o uomo mentale, ovvero il Corpo Mercuriale (Aria);
  • infine, un principio luminoso, intellettivo, che partecipa della vita universale, eche viene detto Corpo Solare (Fuoco).

Bisogna però precisare che questa suddivisione quaternaria è puramente “didattica”, in realtà l’uomo è unitario poiché questi quattro corpi sono compenetrati tra di loro in modo tale che ogni cellula, ogni atomo di cui egli è costituito, contiene in sé gli altri tre, ed essi si manifestano nel suo Io in base alla loro influenza, a seconda di quale corpo egli è più o meno dominato.

Ognuno di essi rappresenta la sublimazione del più basso.

All’interno dei “Testi delle Piramidi”, ed in particolare nel corridoio della piramide di Unas ed in quella di Pepi I a Saqqara, si trova un elenco dei vari corpi di cui è costituito l’uomo. Vediamo quindi questa suddivisione secondo la metafisica egizia, rapportandola a quella kremmerziana.

Xat è il corpo fisico. Esso è semplicemente il “contenitore” dei corpi superiori, ovvero il Corpo Saturniano. Esso è formato da elementi presi in prestito dal nostro pianeta, le forze ed i materiali che lo costituiscono sono puramente terrestri.

Il Ka è il corpo energetico, il cui geroglifico è rappresentato dalle braccia protese verso l’alto. Il Ka viene anche detto il “doppio” dell’uomo, poiché ne riproduce fedelmente le fattezze. Ma il Ka, secondo la metafisica egizia, è anche il corpo indistruttibile, il “Corpo di Gloria” che ogni uomo si costruisce in vita, e che permane dopo la morte, quale frutto delle esperienze fatte nelle varie incarnazioni.

Per quanto riguarda il corpo astrale, gli egizi ne distinguevano una parte superiore (l’ IB) ed una inferiore (il BA).

Il Ba è l’Anima sensitiva (o astrale inferiore), raffigurata sotto forma di un uccello con testa umana, “l’Uccello-Anima”.

Il Ba rappresenta lo Spirito animatore, esso porta il fluido vitale e la sua caratteristica è la volatilità, la non fissità, per questo ha bisogno di un supporto, offertogli dal Ka.

L’Ib , il cui geroglifico è il vaso, bilittero composto dalla piuma usata per scrivere e dalla gamba , è uno dei termini usati per designare il cuore, in senso metafisico, che, appunto, “versa in terra” (attraverso la scrittura, la piuma) ciò che proviene dai piani superiori, permettendone il movimento sul piano fisico (gamba), e rappresentando così l’Anima sensitiva superiore (o astrale superiore).

Il Ka, il Ba e l’Ib possono essere considerati come diverse sfumature del Corpo Lunare kremmerziano.

Nel Mago, il corpo lunare può allontanarsi in modo cosciente dal corpo fisico, mentre nei medium questa separazione avviene in modo incosciente.

Al momento della morte il lunare, come il Ba egizio, si allontana definitivamente dal corpo fisico. Esso rappresenta il limite tra la coscienza presente (uomo moderno, simboleggiato dal duo Saturno/Luna) e l’entità storica che si è reincarnata (uomo storico, occulto, Mercurio/Sole, l’essenza che non muta mai nell’adattamento al mondo esteriore).

“Nell’incertezza nebulosa del corpo lunare o astro della notte, di dubbia luce, vagante e mobile, crepuscolare e indefinita, sede dell’astrale dei Magi, zona priva di chiarezza, le immagini si arrestano, si formano, si deformano, si trasformano, si affacciano irriconoscibili alla coscienza o simboliche all’intelligenza.” (La Scienza dei Magi, III vol., pag. 56)

Khu è il corpo mentale inferiore. Esso è la sede del pensiero, il campo in cui nascono l’immaginazione e la memoria. Inoltre vi risiedono facoltà come l’intuizione e la concentrazione. Anche la meditazione si svolge su questo piano.

Sekem, l’Intelligenza superiore, rappresenta la parte inferiore dello spirito che trasmette gli ordini della ragione al centro volitivo dell’Anemos.

Questi due corpi sono ulteriori suddivisioni del Corpo Mercuriale.

“Il corpo mercuriale (o mercurio) della coscienza delle cose, viventi sull’estremo margine del centro di luce divina dell’uomo e del mondo, compendia l’essere eterno che si riproduce e continua.” (La Scienza dei Magi, III vol., pag. 56)

Ren, è il Nome, l’Individualità, ed è magistralmente rappresentato dal geroglifico formato dalla bocca che parla, emettendo un suono, una vibrazione, indicato dalla superficie delle acque. Esso rappresenta quindi la vibrazione propria di ogni individuo.

Infine abbiamo Sah, l’involucro spirituale che circonda la scintilla divina che sta per incarnarsi, o corpo spirituale, e che rappresenta la vera parte immortale dell’uomo.

Ren e Sah sono analoghi al Corpo Solare, “la stella di splendore delle forze divine e della Eterna luce.” (La Scienza dei Magi, III vol., pag. 56)

Quindi, riepilogando:

XAT – CORPO SATURNIANO – Terra

KA/BA/IB – CORPO LUNARE – Acqua

KHU/SEKEM – CORPO MERCURIALE – Aria

REN/SAH – CORPO SOLARE – Fuoco

Nella maggior parte dei casi, però, come ci dice il Kremmerz, l’uomo ha coscienza esclusivamente del suo corpo saturniano. Il Mago, il Maa-Kheru egizio (il “giusto di voce”, il saggio) invece, è colui che trae i suoi poteri dallo sviluppo della coscienza degli altri tre corpi, ovvero:

“la modalità lunare (coscienza del proprio corpo astrale), la modalità mercuriale (coscienza del proprio mercuriale o IBI) e la modalità solare (coscienza del proprio corpo igneo) per la sua finale trasformazione ammonea (igne natura renovatur integra). In conseguenza di queste tre modalità di essere, trasmutatorie della sua unità psichica, egli potrebbe (cum grano salis) separare la sua forma, cioè tutto quanto di lui fa avvertire a lui e agli altri la sua realtà (separando lunare); muovere e proiettare a distanza la sua forma (separando mercuriale o IBI); irradiare la sua forma (separando solare).” (La Scienza dei Magi, III vol., pag. 658)

La Redazione ringrazia l’autrice Viviana Donato ed il nuovo sito web “I Riti di Giuliano Kremmerz” (www.ritikremmerz.it) per la collaborazione.

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Categorie: Ermetismo

Pubblicato da Ereticamente il 4 aprile 2017

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. roberta

    Ringrazio per la pubblicazione di una parte della filosofia kremmerziana a me sconosciuta

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