Ereticamente intervista Hans Thomas Hakl a cura di Luca Valentini

Ereticamente intervista Hans Thomas Hakl a cura di Luca Valentini

Note biografiche dell’intervistato

Hans Thomas Hakl (Graz, 27 febbraio 1947) è un editore, saggista e traduttore austriaco. Ha pubblicato anche firmandosi H. T. Hakl o H.T.H., o con lo pseudonimo di H.T. Hansen. ha fondato insieme a due amici tedeschi un’altra casa editrice d’esoterismo e nel 1996 ha fondato la rivista esoterica e universitaria Gnostika[1], di cui è tuttora co-direttore. Ha contribuito a vari dizionari e riviste internazionali sui temi dell’esoterismo, tra cui Politica hermetica, dove pubblica regolarmente delle recensioni. Ha pubblicato un volume sui «Colloqui Eranos», animati da Carl Gustav Jung e frequentati in particolare da Mircea Eliade ed altri esperti di esoterismo e religioni. Ha tradotto in tedesco varie opere di Julius Evola, autore di cui è un esperto internazionalmente riconosciuto.

Ultimamente, nei volumi OCTAGON, in diverse lingue europee, ha raccolto diversi contributi dei maggiori studiosi d’esoterismo del continente.

Ereticamente intervista Hans Thomas Hakl
a cura di Luca Valentini

1 – Lei è un affermato saggista ed editore nell’ambito dell’esoterismo europeo, molto apprezzato anche in Italia: quali differenze di approccio al tema avverte in Italia rispetto al resto d’Europa?

Non posso dare una risposta che copre tutta l’Europa e perciò mi restringo a parlare di tendenze che vedo nell’ambito dell’ ESSWE (European Society for the Study of Western Esotericism) che si possono seguire nella loro rivista ARIES. Bisogna però dire che anche l’Italia appartiene a questa società ma senza essere molto vistosa. Nella rivista si vede quel che loro chiamano una progressiva “professionalizzazione” delle ricerche adoperando nuove tecniche analitiche che hanno origine in altri rami della scienza contemporanea. Cerco, inoltre, di tenermi al corrente degli sviluppi in Italia, non potendo però seguire tutto e anche qui dovendo restringermi a pochi settori che si rispecchiano nel campo editoriale. In Italia ho la netta sensazione che ci si concentri ancora di più sugli studi soprattutto storici dell’esoterismo, ma c’è anche un grande numero di piccoli editori, magari anche artigianali, che pubblica testi dove conta la propria esperienza esoterica senza scivolare nel New Age americano. E poi ci sono pubblicazioni di piccoli editori che cercano di richiamarsi al mondo classico europeo e a quello propriamente romano.
In altre parole e chiaramente sto generalizzando troppo: gli sviluppi “europei” sono piuttosto scientifici cioè puramente mentali mentre “in Italia” vedo ancora (e ne sono ben lieto) l’esoterismo classico che cerca di occuparsi dell’uomo intero comprendente anche le facoltà “trascendenti”.

2 – Abbiamo notato come in Europa vi sia una proficua collaborazione tra ricercatori tradizionalisti ed ambienti universitari nello studio delle materie spiritualistiche: ritiene che in tal senso in Italia si debba ancora maturare un rapporto simile in tale senso?

Se Lei definisce ricercatore tradizionalista uno che si richiama alla tradizione guénoniana o addirittura evoliana vedo piuttosto il contrario, dato che fuori dell’Italia e forse della Francia ci sono pochissimi ricercatori in tal senso. Un volume come quello che esce prossimamente presso le Mediterranee sull’Evola studioso delle religioni mi sembra quasi inconcepibile fuori l’Italia. Ciò è vero anche per certi congressi tenutisi a Roma dove parteciparono professori d’università discorrendo di tematiche tradizionaliste.

3 – Quali le tematiche che suscitano più interesse della sua investigazione esoterica?

Il campo dove ho la reputazione d’essere specialista è il campo tradizionalista, ma m’interesso anche moltissimo di gruppi magici del novecento in tutta l’Europa inclusa la Germania. Un altro campo è quello della tanatologia. Un terzo campo preferito è l’incontro tra scienza di religioni ed esoterismo. Per questo ho scritto un grosso volume sugli incontri di Eranos ad Ascona.

4 – Lei è anche conosciuto per essere uno stimato studioso delle opere e della vita di Julius Evola: in Europa vi sono gli stessi pregiudizi ideologici esistenti in Italia rispetto al pensatore romano?

Ho l’impressione che soprattutto in Germania ce ne sono ancora di più. La menzione di Evola in un discorso al Vaticano fatta dal così detto “ideologo” di Donald Trump, Steve Bannon, ha suscitato furiosi commenti contro Evola perfino nel rinomato giornale tedesco Die Zeit.

5 – Quale la percezione dell’opera evoliana e l’importanza ad essa attribuita in Europa?

Evola li è conosciuto soprattutto per le sue relazioni con Mussolini e col nazionalsocialismo. Adesso è in preparazione un contributo su di lui in un volume collettivo della Oxford University Press che si occupa quasi esclusivamente del suo lato politico. Le straordinarie capacità intuitive di Evola nel campo esoterico e religioso interessano solo pochissimi individui purtroppo.

6 – Passeggiando per le strade di Baden Baden, ci è capitato di scoprire in una libreria del centro, la versione in tedesco de “La Tradizione Ermetica” di Evola? Ritiene anche Lei, come Piero Fenili, che sia uno dei migliori testi di approccio alla dottrina ermetico – alchimica?

Per me “La Tradizione Ermetica” è uno dei testi più importanti per capire la tradizione ermetica ed alchimistica. Per questo ho tradotto io in tedesco questo testo evoliano aggiungendo una prefazione. Ho inoltre partecipato ad un volume collettivo presso le rinomate edizioni Brill dove ho scritto sul simbolismo alchimico presso Evola.

7 – Oltre a Evola, sappiamo del suo interesse per Giuliano Kremmerz e la Scuola Napoletana: ci conferma non essere un tema di primario di interesse di molti studiosi in tutta Europa? E perché?

Purtroppo Kremmerz è totalmente sconosciuto nel resto dell’Europa con l’eccezione della Francia. Non ci sono traduzioni e quelle che sanno l’italiano sono pochissimi.

8 – A proposito di tali personalità, ritiene vi sia realtà una dicotomia tra una tradizione nord – europea ed una tradizione più italica e mediterranea?

In teoria non dovrebbe esistere, però vedo che in pratica esiste. Forse è dovuto alla tradizione romana. E nel Nord la lingua latina purtroppo quasi non viene più insegnata. Così spariscono anche la cultura classica e la cosiddetta tradizione mediterranea. Ne sono molto spiacente.

9 – Le grandi correnti esoteriche d’Europa, che nei secoli scorsi comunicavano proficuamente tra di loro, ritiene abbiano lasciato un segno anche nel nuovo millennio?

Un segno si, ma poco di più. Spero che persista, perché sono convinto che l’Uomo moderno può anzi deve imparare tanto dalle grandi correnti esoteriche.

10 – Infine, abbiamo apprezzato molto le edizioni in inglese e tedesco di OCTAGON, una raccolta di saggi, da Lei curata, e col contribuito dei maggiori ricercatori delle rispettive nazioni. Sappiamo che a breve sarà data alle stampe anche un’edizione in italiano: che indiscrezioni può fare in merito ai lettori di EreticaMente? La ringraziamo per la cortese disponibilità nei confronti della nostra Redazione.

Non ci sono indiscrezioni in tal riguardo. Il volume deve uscire in primavera e se Vi interessa posso anche dare l’indice totale dei contributi come segue:

000      Hakl – Introduzione;
001      Hakl – C’era una volta … (Storia della biblioteca Octagon);
002      Giovanni Casadio: Lo sguardo della storia delle religioni sull’antropologia e l’archeologia;
003      Giovanni Monastra: La concezione della natura – nelle grandi tradizioni culturali;
004      Nuccio D’Anna: Caccia rituale e modelli iniziatici nella Grecia arcaica;
005      Edi Minguzzi: Lo schema neoplatonico e la struttura della „Divina Commedia“;
006      Giovanni Sorge: La Table Ronde o del „Centro“ di Eranos. Da uno scambio epistolare tra Olga Froebe e   Mircea Eliade;
007      Grazia Marchianó: Zolla esoterico;
008      Marco Toti: Un capitolo delle relazioni tra cristianesimo e „orientamento tradizionale“;
009      Massimo Introvigne: Gilbert Durand, l’esploratore dell’immaginario…;
010      Fabrizio Frigerio: Bobi Bazlen e l’astrologia;
011      Luca Siniscalco: Ernst Jünger: un’ontologia delle forme mitiche;
012      Marco Pucciarini: Il contributo di Evolino Leonardi all’idea della Atlantide-Tirrenia-Italia;
013      Marco Pasi: Antonio Fogazzaro e la teosofia – Una ricognizione solla base di nuovi documenti inediti;
014      Luca Valentini: Palingenesi ed opus magicum: l’ascesi ermetica della trasmutazione;
015      Gaetano Lo Monaco: Giuliano Kremmerz e l’occultismo francese della seconda metà del XIX secolo;
016      Oscar Maganza: Senso e significato dell’„eredita“ kremmerziana;
017      Ezio Albrile: Fluidità ermetiche;
018      Francesco Baroni: Riviste italiane  e perennialismo (1970–90); permanenze, evoluzioni e continuazioni;
019      Marco Rossi: Metapolitica, Tradizione ed esoterismo: l’influenza di Julius Evola nella cultura italana;
020      Renato Del Ponte: Ritorno a Shambala – J. Evola e il mistero del tempo e della decadenza;
021      Stefano Arcella: Il rapporto Evola – Steiner e la contemplazione del „Sole di Mezzanotte“ …;
022      Michele Olzi: Per una storia dell’amore magico, uno studio bio-bibliografico su Maria de Naglowska;
023      Vittorio Fincati: Lo Specchio di Diana – metodi per l’incubato e il succubato.

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Categorie: Esoterismo, Intervista

Pubblicato da Ereticamente il 4 marzo 2017

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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