Alche’ – Alessandro Caredda ©

Alche’ – Alessandro Caredda ©

L’allievo disse al maestro
“Come faccio a controllare l’ira,
Le pulsioni
e le emozioni che mi annegano
Nel turbine mondano?”
L’anziano,
senza partorire acciglio,
con un mezzo sorriso rispose:
“Mia giovane ampolla,
O nascituro pargolo,
Ancora livido di impellenza
Frettoloso e spedito
senza meditazione.
Il tuo tempio è il tuo corpo
Un forno nel quale ribolle
Quel fiume lunare di veemenza;
Distillalo, non dominarlo,
A fuoco lento, paziente
Attendi la cottura delle melasse
Che ti albergano,
Falle sublimare nell’alambicco
Quel fardello ormonale che trascini
Nei tuoi meandri,
Fanne un volo leggero,
Quella grande pulsione
Che tramuta in saggezza.
Fa così e sarai amico di te stesso.”
Alessandro Caredda Copyright 2016 All rights reserved, tutti i diritti riservati

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Categorie: Ermetismo, Poesia

Pubblicato da Ereticamente il 28 dicembre 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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