L’Ermete e la Monade – ATP anno VIII n° 12

L’Ermete e la Monade – ATP anno VIII n° 12

Come nasce l’universo? Da dove viene la sua materia? E come mai tende allo sviluppo? Esiste solo la materia visibile o vi è anche della materia invisibile nel Cosmo?

La Cosmologia moderna ha provato a dare delle risposte ai quesiti che sempre hanno generato interesse nell’umanità: chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?

L’antica sapienza teologica dei Greci e dei Romani ha ipotizzato delle risposte, la scienza moderna sta mano a mano facendo scoperte che si conciliano con esse.

Nel mondo antico non esiste infatti una distinzione tra scienza e religione, semmai esse si incontrano quasi in un unico filone. Le scienze dei popoli più lontani erano studiate proprio dai sacerdoti, e grazie ai cleri antichi l’umanità aveva sviluppato un’eccezionale sapienza che purtroppo è andata poi occultandosi col medioevo. Dalle ziqqurat babilonesi agli osservatori di Alessandria, i sacerdoti antichi scrutavano il cielo, entravano in contatto con esso e tramite ciò studiavano questo loro immenso interlocutore per comprenderlo. La presa di coscienza dell’uomo ad elemento partecipe del Pan gli fece comprendere tutto ciò che ancora oggi ci sfugge. I dogmi delle religioni moderne ci hanno infatti rallentati nell’evoluzione spirituale, impedendoci la relazione diretta con quel mondo delle idee che Socrate studia e Platone definisce con perfezione. Ed è proprio Platone che ci insegna, tramite le parole ch’egli attribuisce a Socrate, la necessità di una lettura approfondita (esoterica) del mito e della Natura per comprenderne i misteriosi meccanismi. Ma chi ha pensato tali regole che gestiscono il cosmo? Chi ha pensato le idee prime cui gli uomini attingono continuamente? Il pensiero divino, il Nous.

E perché esiste tale pensiero divino? Da dove proviene? L’uomo può comprenderlo? Poiché tutto proviene dall’unità basta ritornare ad essa (la Monade) per “ricordare” tutto ciò che l’anima immortale ha dimenticato.

Dalla dottrina platonica, all’ermetismo, per mezzo del pitagorismo, fino alla teologia greca, il presente testo analizza lo sviluppo dell’Uno in un universo infinito, dimostrando, attraverso le ultime scoperte scientifiche, che suddette dottrine avevano ragione.PIETAS 12

Il sapere degli antichi era una verità ancora oggi attuale ed il loro pensiero va oggi riconquistato, affinché il processo evolutivo dell’umanità riparta da principi più alti di quelli attuali.

Pietas 12 – L’ermete e la Monade – € 15,00 incluso spese di spedizione
per ordinarlo scrivere a info@tradizioneromana.org

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Categorie: Tradizione, Tradizione Romana

Pubblicato da Ereticamente il 25 luglio 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Ave!

    Potete consigliarmi libri sui vari riti di iniziazione presenti nella Società Romana?

    grazie

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