Le vere radici d’Europa contro l’aliena menzogna monoteista

Le vere radici d’Europa contro l’aliena menzogna monoteista

Di tanto in tanto nasce una polemica, tra identitari, circa le fedi religiose professate dagli Europei, soprattutto per quanto concerne la diatriba tra soggetti paganeggianti e cristianeggianti (o pagani e cristiani). Terrei a precisare che, al di là delle dispute, una cosa dovrebbe essere chiara e presente a tutti: l’esempio di Costantinopoli dimostra ancor oggi come il rischio di discettare di sesso degli angeli finisca per fare il gioco del nemico di tutti, pagani, cristiani, atei, agnostici ma concordi sulla buona battaglia patriottica da intraprendere.

A mio modesto parere l’argomento religioso è un tema secondario rispetto a ben più importanti tematiche come quelle etno-razziali, sociali, economiche, culturali e non possiamo prenderci il lusso di dividerci per questioni di tale tipo se si concorda su tutto il resto. Un minimo di laicità su certe questioni (laicità, ossia razionalismo, non laicismo e cioè materialismo ateo) sarebbe cosa buona e giusta, e ragionevole, proprio per evitare tracolli deleteri per tutti i patrioti europei.

Però, è sempre bene mettere i puntini sulle i e precisare che il cristianesimo, al di là delle sue varianti, per quanto presente in Europa da 2000 anni rimane quel che è: eresia dell’ebraismo e religione sorella maggiore dell’islam che come queste appartiene al monoteismo abramitico plasmatosi nei deserti del Vicino Oriente e che pertanto risulta anch’essa intrisa di mentalità mediorientale estranea al contesto europeo, basta guardare alla dottrina. Come Italiani a noi riguarda da vicino, ovviamente, il cattolicesimo e anche se questo presenta innumerevoli aspetti di origine gentile, parassitati per farsi strada nella Penisola e nel resto d’Europa, fondamentalmente è la primeva forma di cristianesimo romano, fratello del giudaismo, parimenti sbarcato a Roma in epoca imperiale.

So benissimo che molti crociati contemporanei facciano i salti mortali per de-semitizzare la propria religione ed esorcizzarne la sua natura estranea, aliena, ma adorano lo stesso dio di Ebrei e musulmani, praticano una dottrina abramitica e monoteista, condividono (quasi) gli stessi libri e il culto per gli stessi personaggi semitici, hanno la medesima mentalità pecoronica e massificata del fedele succube di una divinità assoluta e arcigna che vive nel terrore del castigo eterno e naturalmente hanno anche similari paranoie in materia di temi come sesso e morte. Ovviamente all’insegna delle tinte fosche, del nero imperante, delle fobie più ridicole e grottesche tipiche dell’ignoranza crassa che oggi vediamo nel fanatismo islamico. Tutto ciò rappresenta l’altra faccia della medaglia estremistica, ove troviamo il libertinaggio, mentre noi Europei dovremmo saper sempre privilegiare la strada dell’equilibrio e della razionalità, che ci caratterizza, con un occhio di riguardo per la solare mentalità indoeuropea.

Ed è proprio questa solarità ariana che invece, culturalmente e spiritualmente, ci appartiene e che dobbiamo recuperare e difendere come insieme di culti per davvero tradizionali, rispetto all’eresia ebraica che ha colonizzato e attossicato l’Europa con tutte le sue storie allegoriche tratte dalla Bibbia. Io mi ritengo abbastanza laico, non religioso, prediligo il razionalismo, ma proprio in virtù di questo razionalismo non posso che impegnarmi per preservare le vere radici, anche culturali, del nostro continente che ovviamente non riguardano i credi monoteistici importati dalle desertiche lande mediorientali. Dagli ambienti pagani, oltretutto, è sgorgata la filosofia e il culto della Ragione, mentre in quelli cristiani è andato formandosi l’oscurantismo genocida della teologia con cui la Chiesa s’è fatta spazio in Europa: massacri, crociate interne, inquisizione, persecuzioni, roghi, torture diaboliche, corruzione, e chi più ne ha più ne metta. Fenomeni che hanno ben poco a che vedere col Vangelo stesso, ma lo sappiamo bene: fino al Concilio Vaticano II la Chiesa non è stata per nulla coerente coi dettami del suo Cristo (e pensiamo anche agli scandali, alla corruzione, alla lussuria, ai vizi, ai cattivi maestri e ai loro cattivissimi esempi) salvo svegliarsi magicamente dal quasi bimillenario coma con Giovanni XXIII.

Chi oggi è identitario e credente o con simpatie cristiane ha questa bizzarra nostalgia della Chiesa con gli spadoni, dimentico di come essa abbia per prima rivolto la cieca violenza missionaria contro la stessa Europa, naufragata nel dogmatismo papista, impegnandosi accanitamente per sradicare con tutte le sue forze la cultura pagana bollata come demoniaca, finendo così anche per armare la mano di folli che hanno sterminato interi popoli per evangelizzarli. Ma poi questo è stato fatto anche in terre come quelle sudamericane, ed è risaputo, solo che ci si dimentica sempre di come queste mostruose pratiche siano innanzitutto nate in seno alle nostre terre.

Va bene, Poitiers, Lepanto, Vienna… Ma signori miei, quella era solo politica e sete di egemonia cattolica, la stessa che poi dilaniò l’Europa con le guerre di religione aggiungendo al cattolicesimo la “deviazione” protestante, non meno agguerrita. Quel che di buono la Chiesa può aver fatto è da accreditare agli spiriti, europei, illuminati che hanno saputo davvero combattere per il benessere dell’Europa ma non certo per onorare il Vangelo, bensì le glorie e i fasti ad esempio del mondo classico greco-romano. Nel Medioevo i dotti erano giusto i chierici, perciò solo essi potevano occuparsi del patrimonio culturale superstite.

Ma la Chiesa, al di là della politica e della convenienza del momento, è da sempre un corpo estraneo espressione di una religione aliena, oscura, parassitaria che quando viveva nel periodo preconciliare tanto amato dai cattolici da combattimento nostrani prendeva a calci nel sedere e opprimeva la plebe mentre leccava sedere e piedi ai ricchi, ai nobili, ai regnanti. In barba agli evangeli. Evangeli che però oggi tornano di moda e che paiono funzionare a pieno regime solo con gli allogeni, preziosissime pedine che possono portare moltissimi denari nelle casse clericali, se sfruttate come si deve.

Ebraismo e islam sono due corpi estranei, anche perché legati primariamente a popoli estranei all’Europa, ma il cristianesimo ancorché in parte emendato dalla componente semitica mediante il filtro greco-romano è loro fratello, allo stesso modo alloctono e quindi come più e più volte visto nella storia nemico della nostra Terra e della nostra genuina Identità. Condannare l’islamizzazione o la giudaizzazione sorvolando sulla Chiesa fa spanciare dalle risate, anche perché intrinsecamente la religione cristiana, coerente, è per la pace, l’amore, il perdono, le ammucchiate che rasentano il sincretismo così come per l’esaltazione di ciò che è debole e marcio, fragile e castrato, perdente, umiliante. Dove credete di andare con un simile biglietto da visita, se pretendete di salvare l’Europa dall’immigrazione di massa, dal meticciamento e dall’autogenocida società multirazziale, quando si legge tra le righe dei testi sacri cristiani che bisogna tollerare ed accogliere, così come riconoscersi figli di un unico dio semitico e tutti fratelli nel nome di Gesù Cristo? Pensate forse che in nome del crocifisso potete difendere le sorti d’Europa da ciò che il crocifisso stesso attira come una calamita?

Possiamo anche rispettare quei cristiani che, al di là della loro fede, si battono per difendere la Patria dalla distruzione mondialista ma rimarranno incoerenti e succubi di un papa (se cattolici) e soprattutto di un dio che va messo sopra ogni cosa a scapito della Verità di Sangue, Suolo e Spirito, a tutto vantaggio di pericolose menzogne come l’egualitarismo progressista, il relativismo eradicatore, e la dittatura del pensiero unico antifascista/antirazzista. E badate bene che sia antifascismo che antirazzismo non sono filantropia o chissà quale impegno civile ma propagandistica retorica globalizzatrice atta a fare il gioco dei ricchissimi a tutto detrimento dei poveri e poverissimi, specialmente europei. Saremo anche tutti homo sapiens ma razzialmente, e poi etnicamente, differenziati, e chi lo nega spalleggiando mondialismi e universalismi di vario genere odia gli uomini perché ne odia la naturale biodiversità, calpestata pure da quella cultura che molti vorrebbero preservare addirittura in funzione anti-islamista ma che in realtà è della stessa pasta, sebbene edulcorata, poiché frutto di un globalismo avanti lettera espressione di una fittizia divinità nata dalla menzogna eretta a famiglia religiosa: il monoteismo.

Ave Italia!

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Categorie: Etnonazionalismo

Pubblicato da Paolo Sizzi il 31 luglio 2016

Paolo Sizzi

Lombardo orobico, Italiano, Europeo, classe 1984. Letterato, sulla Rete dal 2006, da sempre cultore di valori identitari e tradizionali. Senza rinnegare la formazione völkisch evolve il pensiero nell’Italianesimo Sangue e Suolo, coerente con un disegno etnonazionale federalista. Appassionato di antro-genetica, si definisce Nordomediterranide, fusione di elementi ario-italici/celtici con il sostrato ligure. E la Lombardia è proprio questo: una terra ligure e alpina arianizzata da Celti e Italico-Romani, e con un benefico tocco germanico.

Commenti

  1. Anche l’Ellenismo e l’HVMANITAS romana sono corpi estranei che danneggiano l’identità europea da parte “pagana”. L’unica religione funzionale a mantenere l’identità etnica europea in generale è di tipo volkisch, e ha nel sangue il suo fondamento.

    • Paolo Sizzi Staff

      La religio che io vorrei è quella civile dal sapore mazziniano, una fusione di elementi patriottici, etnici e culturali amalgamati dalla Ragione e mirati ad esaltare (senza sciovinismi) sia le realtà etno-culturali d’Italia che l’Italia. Una concezione certo federale ma che veda nella Patria italica il pilastro della nostra peninsulare Civiltà. Sicuramente qualcuno mi darebbe del giacobino-massonico sentendo ciò eppure è questo il veicolo che a mio dire dovrebbe unire gli Italiani, certo con qualche sapiente rimando alla gentilità italico-romana (l’ellenismo, come il celtismo, riguarderebbe solo alcune fette del Paese). Credo proprio che il mondialismo oggi si fronteggi non tanto con dei credi quanto con l’etnonazionalismo eretto a nostra guida, sotto il vessillo del Blut und Boden che deve stendere la propria ala protettrice su tutti i patrioti italici, lasciando perdere querelle religiose. Anche se comunque, va ribadito: il cristianesimo e i suoi simili vanno neutralizzati e rispediti da dove vengono e la sola forma di religiosità canonica che potrebbe essere riscoperta, studiata e tollerata dovrebbe essere quella dei Padri.

  2. Raffaele Amato

    non si tratta di massoneria, qui sono evidenti gli effetti della legge Basaglia…

  3. Giancarlo

    Veramente bell’articolo soprattutto dove Sizzi mette a nudo le contraddizioni che sorgono inevitabili tra i “patrioti” cristiani, il cristianesimo è abramismo e Sizzi ha colto perfettamente come questo abramismo possa essere travisato per quanto fatto in passato dalla Chiesa cattolica. Poitiers, Lepanto e Vienna non sono il cristianesimo, il cristianesimo vero, figlio della follia di un messianista giudeo qualunque sia stato il suo nome (il porgere l’altra guancia ed amare i propri nemici è la cosa più inumana che possa esistere), è quello di Bergoglio e della accoglienza a tutti i costi. Il cristianesimo vero è quello della affermazione che “nessuno è padrone a casa propria” (vedere le pubblicazioni parrocchiali al proposito sull’argomento migratorio), è quello del farsi massacrare senza reagire all’Islam, i nostri amici cristiani se ne facciano una ragione, il loro è l’abramismo peggiore, almeno giudaismo e islamismo hanno una ragione “umana” alla base dei loro credi, il cristianesimo è follia anti umana. Riguardo poi alle critiche dell’amico nota1488 su Ellenismo e universalismo romano direi che Sizzi ha già provveduto ad esprimere anche il mio pensiero. La fantomatica “purezza della razza” mi crea una allergia che non riesco a superare.

  4. Alessandro

    Salve! Il fatto è che manca un elemento comune che unifichi tutti i popoli europei e il cristianesimo ha compensato in parte a questa assenza sopratutto prima del grande scisma del 1054. In Italia mancava persino una lingua comune per capirsi l’un l’altro. Nessuno ha mai unificato tutta l’Europa e gli unici che potenzialmente avrebbero potuto farlo sono stati i romani perché allora l’arretratezza dei barbari era tale che era ancora possibile l’unificazione sotto un’entità centralizzata, centralizzatrice e civilizzatrice. Ma le legioni sono state arrestate in Germania e non hanno potuto proseguire verso Est e Nord. Da quando si è estinta la parziale unità realizzata dall’Impero chiunque volesse riunificare l’Europa si è sempre presentato in un modo o in un altro come successore di questo impero ma la sua impresa è sempre stata effimera (Giustiniano, Carlo Magno, Napoleone, Hitler) perché manca un elemento unificante per l’Europa, non basta conquistare un territorio con la forza serve costruire un consenso verso il proprio dominio, un senso di comunità che integri e fondi conquistatori e conquistati. La Cina per esempio dal momento della sua costituizione, che avviene quasi parallelamente alle conquiste romane, si è sempre riunificata nonostante le invasioni di barbari e la vasti gita del territorio oltre che la varietà di lingue, culture e religioni. In Europa questo non è mai successo.
    Cosa può unificare l’Europa allora se le lingue che parliamo appartengono addirittura a famiglie differenti? Se la storia del nostro continente è divisa da sempre e in particolare a parte brevi periodi da circa 1500 anni? Ecco che il cristianesimo poteva fungere da surrogato e infatti non credo sia un caso che gli ultimi imperatori romani si aggrapparono ad essi per cercare di salvare l’impero donandogli unità attraverso una fede comune. Da notare che erano stati gli stessi romano a rinunciare progressivamente ai loro valori, ai loro costumi e alla fede negli dei che gli avevano reso grandi consentendo l’ingresso di culti stranieri, misterici, egizi ecc. Non si erano limitati a riconoscere le corrispondenze tra le diverse divinità indoeuropee (interpretatio romana degli dei celtici, greci, germanici) il che avrebbe forse potuto portare a ricostruire l’unità originaria della religione indoeuropea ma hanno accolto culti e costumi levantini lontani dal sentire romano. E più proseguiva questo processo più Roma decadeva fino al crollo definitivo.
    Il cristianesimo ha preservato l’Europa dalla colonizzazione dell’Islam perché ha fornito la forza e la fede spirituale per resistere a questa ulteriore colonizzazione. Senza contare che il cristianesimo ha integrato parte dell’eredità culturale precedente; cosa sarebbe successo al l’eredità greco-romana se avesse prevalso l’Islam? Di certo questa religione non è nata integrando elementi del mondo classico ma più che altro sostituendosi ad essi: avremmo mai avuto un umanesimo, un rinascimento? La radice dell’Europa con le sue origini primigenie sarebbe stata decisa probabilmente è non solo scalfita. Per sapere in un’Europa islamizzata quanto sarebbe rimasto di “europeo” basta guardare a quanto è rimasto di europeo nel Nord Africa un tempo romanizzato e nell’Anatolia un tempo ellenica almeno sulla costa nelle cui città hanno vissuto i primi filosofi come Talete.

    • Paolo Sizzi Staff

      Credo che tutte le positive qualità storiche che vengono attribuite alla Chiesa siano il frutto dello Spirito europeo: dalla preservazione del patrimonio classico al furore germanico impiegato per respingere l’islam, dallo studio dei chierici all’arte sublime realizzatasi soprattutto nel nostro Paese. Sarà certo mancato un forte collante tra Europei dopo il crollo dell’Impero romano ma l’azione della Chiesa fu eminentemente politica per quanto ammantata di cristianesimo; ad ogni modo non nutro particolari simpatie per Carlo Magno e per certe forme “imperialismo”, dato che smontò il regno longobardo impedendo l’unificazione dell’Italia, proprio in combutta col Papato. La stessa essenza della romanità non si trova nell’Impero ma nella Repubblica e nell’era augustea del primo periodo imperiale, quando l’Italia nostra patria era ancora il perno di tutto.
      Esiste l’Europa come esiste l’Italia ma non sono per indistinte ammucchiate stile Unione Europea e Repubblica Italiana: serve una coesione che viene da un patto, un patto etnofederale tra i vari popoli interessati proprio per evitare che lo stato si sostituisca alla Nazione e cancelli le radici etno-culturali in nome del mondialismo euro-atlantico.
      Comunque non è che l’islam abbia portato, obiettivamente, solo barbarie in Europa: in Ispagna ci fu una certa fioritura culturale, letteraria, filosofica e persino scientifica grazie a diversi eruditi come Averroè e Avicenna. Il merito degli Arabi è stato quello di portare alla riscoperta di importanti aspetti della grecità anche in Europa, ma poi il vero problema dell’islam in particolar modo oggi sta nella stragrande maggioranza di chi professa tale religione che non è certo europea. L’Umanesimo e il Rinascimento che lei ha citato sono in realtà nati proprio come rottura dall’imperante cultura scolastica medievale, e conseguente riscoperta della classicità con tanto di demolizione di leggendarie menzogne realizzate ad arte dalla Chiesa (chiedere a Lorenzo Valla).

  5. MAry

    Fortissimo elemento unificatore è stata la lingua latina: mentre sul territorio europeo prosperavano centinaia di dialetti (ciascuno del proprio ramo), le classi colte, il clero e i notai parlavano e si intendevano nella lingua del grande impero. Questa situazione dura per tutto l’Ottocento (sì, proprio nel secolo borghese) e unifica paesi di lingua romanza a paesi di lingua germanica.
    La grande cultura europea fiorisce poi sulla riscoperta del greco (come qui ben si ricorda) veicolata in particolare dalla Germania, paese di eccelsi classicisti.
    Ora che si fa finta di credere che tutto questo non sia esistito e si tenta di imporre l’inglese persino a scapito delle lingue nazionali, sarebbe ora di tornare a guardare al passato come fucina di idee e cultura per un’Europa di nuovo grande.

  6. Francesco

    Quando si parla di religioni si deve aspirare a quella che rende il Vero culto al vero Dio, non ad un qualcosa che veicoli l’unità di un’etnia e attraverso la quale la stessa possa autocelebrarsi. L’autore scrive solitamente pezzi eccellenti, ma in quest’articolo e nei commenti annessi sta abbastanza delirando; le consiglio vivamente di studiare meglio la dottrina cattolica, che lei dice di conoscere, cosa per la quale nutro forti dubbi; basta solo vedere la confusione che fa tra piano naturale e soprannaturale nel cattolicesimo quando lo addita come disintegratore delle etnie (differenza che le sarà difficile cogliere anche a causa delle sparate in termini di immigrazione del papa odierno)

    • Paolo Sizzi Staff

      E il vero dio, guarda caso, è il suo e se io non gli rendo omaggio deliro, giusto? La consueta umiltà e modestia degli abramitici. Chiunque non concordi con la vostra religione assolutista e straniera è un povero pazzo, giusto? Sì guardi, la conosco molto bene la dottrina cattolica, poiché sono nato e cresciuto in mezzo al cattolicesimo perciò so bene di cosa parlo. Evidentemente non la conosce lei e tutti quelli che giocano fuori tempo massimo a fare i crociati per esorcizzare un credo che, a ben vedere, è debole, molle, femmineo, e vi imbarazza, vi imbarazza tremendamente perché per paura di finire all’inferno vi sentite in colpa se fate i difensori dell’Europa. Io al contrario non ho rinunciato alla coerenza patriottica e pertanto, invece di arrampicarmi sugli specchi come fa qualunque cattolico che piuttosto di amare come dovrebbe odia il prossimo, ho messo da parte tutta la cianfrusaglie clericale per optare così per la genuina via identitaria e tradizionale dell’Europa. Dite pure quel che volete ma Bergoglio è pienamente coerente con il vostro vangelo e con gli scritti di colui che diceva: “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.”
      Relativismo puro, assaggi di mondialismo avanti lettera. E in nome di cosa? Un culto semitico frutto d’importazione levantina. Papa Bergoglio, cari miei, è vero campione evangelico; invece di continuare a fare i guerrieri cristianucci di cartapesta accettate la vostra fede da eunuchi e mettetevi il cuore in pace imparando ad essere oggetti di carità, amore e perdono, anche verso chi disprezzate ma che, secondo i vostri libri magici, dovrebbe avere la vostra fraternità. Altrimenti fate come me: sbarazzatevi della zavorra chiesastica e siate coerenti identitari europei. I culti tradizionali non sono quelli forestieri monoteisti, ma la gentilità e il paganesimo ariani.

  7. Federico

    Totalmente non condivisibile. Credo che il neopaganesimo sia solo una una costruzione intellettualistica per creare una falsa identità.

    • Paolo Sizzi Staff

      Voi avete un’immagine del “neopaganesimo” come new age o wicca, o pattume consimile, ma in realtà quello che voi con disprezzo bollate come “neopaganesimo” è riscoperta e restaurazione di antichi culti liquidati dal vostro credo d’esportazione e imposto con la forza a scapito di chi è venuto prima di voi. Ma la ruota gira e sempre meno persone si fanno ormai incantare da Geova e dai suoi libri magici. Detto questo, ripeto, io non mi ritengo pagano o gentile ma laico nel senso di razionalismo. La religione è questione secondaria e coerentemente con quanto io credo solo la gentilità ben si addice alla dottrina völkisch, poiché allo spirito europeo può aderire solo il culto tradizionale europeo, che non è giudeocristiano o musulmano.

  8. Alessandro

    Rispondo qui: capisco le provocazioni ma l’argomento va affrontato con calma, razionalità e serenità.
    Prima considerazione:lei attribuisce al genio europeo quelle creazioni culturali, va bene ma deve riconoscere che il cristianesimo non ha impedito loro di manifestarsi anzi in certi casi le ha incoraggiate, non ha solo represso. Il dato di fatto è che chi combatteva a Lepanto non sentiva di essere in contraddizione con la propria fede, anzi questa fede gli offriva motivazioni per combattere, molti di questi guerrieri cristiani sono stati proclamati santi dalla Chiesa e fino ad oggi mai “de-santificati”. Quindi forse è la Chiesa di oggi a trovarsi in contraddizione con il proprio passato? Il cristianesimo non è stato solo la fede del misero, del debole ma anche del valoroso cavaliere cristiano, del poeta epico come Dante, Tasso, del coraggioso esploratore, del tenace colonizzatore, non sono figure di uomini pavidi, dovremmo pensare che costoro non erano veri cristiani? Si offenderebbero di certo se qualcuno osasse mettere in dubbio la loro fede.
    Seconda considerazione: il problema della conversione. È un altro dato di fatto che tutti i tentativi di riportare in auge le credenze pagane sono fallite nell’Impero Romano. Qualcuno potrebbe obbiettare che l’Impero multiculturale aveva bisogno di un collante come il cristianesimo che accomunasse etnie groppo diverse, qualcun altro potrebbe tirare in ballo le condizioni socio-economiche, il dominio politico ecc… Tutto vero ma come spiegare le conversioni dei re barbari germanici? Dei re vichinghi scandinavi? A parte i sassoni e i baltici non ci sono esempi di resistenza e fedeltà di interi popoli ai culti pagani. Entro il 15 secolo tutt’a l’Europa era cristiana ed è opportuno chiedersi perché? Cosa videro e trovarono i nostri antenati in questo culto, che cosa li affascinava, li attraeva? La storia della conversione di Vladimiro il Santo di Kiev è indicativa: i suoi messi affermavano di aver percepito il divino non in una sinagoga, non in una moschea ma nella cattedrale cristiana di Santa Sofia.
    Terza considerazione: è vero che Gesù ha predicato in Palestina presso gli ebrei ma il cristianesimo si è sviluppato e formato in Europa, plasmato da europei, e questa storia lunga 2000 anni non si può cancellare. In tutto questo periodo la sedimentazione di questa religione nello spirito europeo è stata molto profonda e ha segnato una netta cesura con il passato precristiano che non credo si possa superare.
    Quarta considerazione: la riscoperta della classicità greca credo che sia dovuta più cha altro alla diaspora bizantina in Italia nei decenni che precedettero la conquista di Costantinopoli (vedi concilio di Firenze) che alla conservazione dell’Islam. Quel filosofo è stato dichiarato eretico se non erro, di sicuro uno scambio culturale c’è stato per carità come con gli ebrei ma ciò non toglie che non sia avvenuta la “fusione” culturale che ha avuto luogo nel cristianesimo anche perché l’Islam si è espanso per lo più con la forza e l’imposizione del dominio di un’élite araba per cui difficilmente chi si convertiva aveva la possibilità di influenzare i caratteri della religione. Che poi in certi casi i dominatori abbiano consentito una certa libertà e prosperità non cancella il fatto che fossero stranieri e come tali percepiti (senza contare le discriminazioni a carico dei sudditi non musulmani). Che dire poi di fenomeni come il ratto di almeno 3 milioni di schiavi europei nella Russia meridionale rivenduti nei mercati del Medio Oriente, della pirateria dilagante per tutte le coste italiane, spagnole addirittura francesi fino alla Gran Bretagna con annessa riduzione in schiavitù di milioni di europei? Della tassa del sangue che i sudditi non musulmani dovevano subire nei Balcani? Tutto questo mi porta a pensare che il bilancio storico dei rapporti con il mondo islamico sia complessivamente negativo.
    Quinta considerazione: le identità solitamente si compongono di più riferimenti culturali e il cristianesimo costituisce una parte dell’identità europea ma non certo l’unica altrimenti si cade nell’integralismo religioso portatore di conflitti settari come vediamo oggi nei paesi del Medio Oriente.

    • Paolo Sizzi Staff

      Razionalità? La razionalità la sto difendendo io, non chi si mette dalla parte delle palandrane pretesche.

      1) Le qualità positive che attribuisce a Chiesa, cristianesimo, cattolicesimo sono tutte frutto dell’estro europeo, merito di Europei che – per le conoscenze dell’epoca – vedevano nella religione cristiana un punto di riferimento che tuttavia rivestiva pesantemente valenza culturale, sociale e politica. Il cristianesimo in altri continenti ha dato ben altri risultati, proprio perché lo spirito europeo è diverso da quello di altri. Le crociate, la cavalleria, la stessa Commedia dantesca sono altamente intrise di gentilità e paganesimo, o che forse Dante abbia solo ed esclusivamente parlato di cristianesimo nel suo poema? Il fatto è che la Chiesa per farsi strada ha assorbito il prima, pervertendolo, erigendo sulle sue rovine i propri templi, avvalendosi poi, inevitabilmente, del genio e delle inclinazioni degli Europei. Non sto certo negando che esista una cristianità nell’identità europea, sto dicendo che rimane comunque qualcosa di estraneo, d’importazione, e che la Chiesa, alla coerenza evangelica, ha per secoli preferito il potere.
      2) Le conversioni di massa sono frutto della spada, dell’oscurantismo, dell’ignoranza, della superstizione, della convenienza, delle politiche di un Carlo Magno, tanto per citarne uno. Siccome, come è stato detto, ai vecchi dei non si credeva più ecco Geova. Del resto anche oggi a Geova si crede sempre meno. La ruota gira…
      3) Il cristianesimo incistatosi a Roma nasce da fuoriusciti palestinesi che han diffuso le proprie dicerie in Europa, filtrandole col pensiero greco-romano per renderle accattivanti; la stessa teologia si basa sulla filosofia greca piegandola ai propri intenti. Adesso manca solo che mi si venga a dire che Gesù era un biondo ariano di origine celtica…
      4) Sull’islam si sta andando troppo in là: ho solo detto che anche loro musulmani antichi, volendo, hanno dei pregi e dei lati positivi che hanno avuto influssi benefici sull’Europa mediterranea e non, ma non sto né difendendo né facendo apologia di islamismo, perciò lo dico subito: non stavo minimamente parlando dei Turchi e degli scempi fatti dalla religione musulmana ad oriente. Sarei folle se assolvessi l’islam per dare secchiate di sterco contro la Chiesa. Sul discorso delle eresie, guardi, non mi interessa: giuochi interni alla religione cattolica dell’epoca. E come lo stesso nome di questo sito indica essere eretici è a volte assolutamente necessario e doveroso.
      5) Esiste un elemento cristiano nell’identità dell’Europa, ma se ne poteva anche fare a meno, avendo avuto la grandezza del mondo classico, riscoperto dall’Umanesimo e dal Rinascimento segnatamente in Italia. D’altro canto, il cristianesimo stesso ha contribuito appieno alla decadenza imperiale e alle magagne seguite al crollo di Roma.

  9. Francesco

    “E il vero dio, guarda caso, è il suo e se io non gli rendo omaggio deliro, giusto? La consueta umiltà e modestia degli abramitici. Chiunque non concordi con la vostra religione assolutista e straniera è un povero pazzo, giusto?”. Dovrebbe farsi una camomilla, se la dice e se la fa. Non ho assolutamente detto che delira perchè non rende culto a Dio, mi sembra di essere stato abbastanza chiaro e non voglio neanche rispiegarglielo, so che lei è intelligente e che non ha capito perchè non ha voluto capire e per accendere una polemica che teneva in canna da tempo. Immaginavo benissimo che lei fosse nato e cresciuto in mezzo al cattolicesimo, come quasi tutti in Italia, ciò non vuol dire che lei ne conosca la dottrina, e ciò mi è confermato anche solo dal fatto che lei cita Bergoglio come campione evangelico, o che mi estrapola un frase delle Sacre Scritture storpiandone il senso per le sue finalità dialettiche, senza tenere conto che le Sacre Scritture vanno lette nella loro integrità, che la loro interpretazione spetta alla Chiesa che cura il deposito della Fede (Bergoglio non lo fa più di tanto, sa?Oppure mi sta dicendo che il Cattolicesimo non è stato cattolico per 2000 anni e solo ora lo è?), che la Dottrina si fonda, oltre che sulle Scritture, su Tradizione, Magistero. Per non parlare poi delle vite di vari Santi, di varie encicliche, soprattutto quelle relative alla dottrina sociale. Ha ragione a parlare di un credo molle, debole, femmineo, da eunuchi, date le sue conoscenze, ma quello non è il Cattolicesimo. “intrinsecamente la religione cristiana, coerente, è per la pace, l’amore, il perdono, le ammucchiate che rasentano il sincretismo così come per l’esaltazione di ciò che è debole e marcio, fragile e castrato, perdente, umiliante”, qui ci dimentichiamo giusto di un paio di martiri e qualcos’altro. Le ripeto, basterebbe che le fosse chiara la distinzione tra piano soprannaturale e naturale per chiuderla con le pippe sul fatto che il Cattolicesimo spinga al meticciamento e alla disgregazione etnica. Inoltre, ripeto ancora, la sua concezione di religio ha tutto tranne che di un legame col divino, direi che a sto punto potrebbe anche farne a meno, le varie finalità che intende perseguire con la religione da lei proposta sono raggiungibili anche attraverso altre vie. Al suo”per paura di finire all’inferno vi sentite in colpa se fate i difensori dell’Europa” rispondo che nella più totale convinzione nemmeno io ho rinunciato alla mia coerenza patriottica, al di là delle sue risate, al di là del fatto che lei veda sintetizzati nel Cattolicesimo tutti i nemici contro cui combatto quotidianamente per l’Italia, per l’Europa, per ciò che consegnerò ai miei figli (se mai ne avrò), o per i figli della mia Patria. Detto questo, spero di leggere qualche altro suo bel pezzo in futuro. Arrivederci

    • Paolo Sizzi Staff

      Guardi Francesco, molto tranquillamente, non è la prima volta che scrivo contro il monoteismo abramitico, a partire da quello che ci riguarda direttamente in quanto Italiani ed eredi di Roma, credo che il provocatore qui, su Ereticamente per di più, non sia io ma piuttosto chi è qui venuto a fare polemiche, pur sapendo che il sito non ha posizioni monoteiste e filo-clericali. In ogni mio scritto si avverte vibrante ostilità verso i culti abramitici e per tutta una serie di ragioni: 1) sono prodotti stranieri d’importazione, per di più levantina; 2) sono stati imposti con la spada, i massacri, le persecuzioni, l’oscurantismo; 3) il loro unico dio, Geova o Allah che dir si voglia, è un’invenzione sulla falsa riga dell’atonismo egizio, finalizzata a mere ragioni di politica e di convenienza (credere in un unico dio assoluto e invisibile che raduni tutte le qualità del pantheon pagano risulta più agevole alla massa amorfa che non ha tempo di porsi problemi metafisici; e si sa poi quanto la Chiesa ci abbia marciato sull’oscurantismo per tenere buono il popolaccio, ma questo succedeva anche nello stesso Egitto); 4) la cultura cristiana ha i suoi pregi storici e culturali ma semplicemente perché ha arruolato sotto le sue bandiere i migliori pensatori soprattutto del Medioevo, figli della Civiltà europea non della Chiesa; 5) la dottrina cristiana ha ben poco a che vedere con la spiritualità europea, essendo un cumulo di disposizioni dal sapore mesopotamico, tutte espressione di un dio unico assoluto che si pasce dell’umiliazione dell’uomo e della sua castrazione e obbedienza; 6) non sono culti tradizionali, poiché questi sono la gentilità interrotta dall’evangelizzazione ma non per questo fasulla, sbagliata, parziale… E ce ne sarebbero altri ancora.
      Io non sono religioso e infatti a mio parere trattasi di questione secondaria quella cultuale ma ho abbastanza umiltà per rispettare quelle forme di spiritualità che sono coerenti e in linea con la genuina natura etno-identitaria e ambientale dell’Europa. Per quanto il cristianesimo si sia qui acclimatato rimane prodotto d’esportazione che ha traviato con le sue storie il nostro Spirito e che è tutto costruito su un insieme di credenze nate nel Levante. Gli aspetti europei del cristianesimo non sono che elementi tratti dai culti precristiani dell’Europa e naturalmente dai contributi filosofici e culturali del mondo classico.
      Non intendo addentrarmi in dispute teologiche e inerenti questioni ultramondane ma resta il fatto che la dottrina cattolica è espressione di una religione straniera, di matrice ebraica, prodotto di uno spirito che non è quello europeo e in cui non credo e non mi riconosco.
      Il vangelo non predica meticciamento e società multirazziale ma amore, perdono, fratellanza universale, tolleranza, amore anche per i propri nemici e sacrificio fino all’annientamento di sé, sì. Giocoforza che contestualizzato nell’oggi non possa che diventare strumento di ecumenismo, di accoglienza, di amore indiscriminato e di aperture a tutti coloro che sono “ultimi”. Il Ratzinger era un grande teologo rispetto al gesuita argentino, ma vorrei ricordare che lungo il suo pontificato ne ha baciate di mani ebraiche e maomettane, ha fatto pellegrinaggi in sinagoghe e moschee e s’è pure messo a recitare il Pater con rabbini ed imam. Lasciamo poi perdere la visita ad Auschwitz…
      Saluti

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