Non ci sono innocenti a cura di Andrea C.

Non ci sono innocenti a cura di Andrea C.

Gli stolti, i diffidenti, gli impauriti cronici, i custodi della sacra verità e della giustizia storica ci metteranno poco a liquidare “Non ci sono innocenti” di Anna K. Valerio e Silvia Valerio (Edizioni di Ar) come un romanzo da bruciare, da gettare nel cesso della paccottiglia fascista, revascista, reazionaria, nazista. Un romanzo furi tempo massimo, l’inutile elogio a un uomo che bisognerebbe assolutamente dimenticare o magari uccidere come Franco Freda. La stessa reazione che ricevo sulla mia pelle quando cerco inutilmente di parlare  e scrivere di Céline, di un autore rinchiuso nella prigione del “Viaggio al termine della notte”. Improbabili attori lo portano pure in scena, cancellando dalla faccia della terra l’autore, le sue idee, il suo vissuto, le sue battaglie. Stesso discorso potrebbe valere per Drieu, Brasillach, Junger e molti altri.

Libri, uomini, idee, libertà individuale che fanno paura in un tempo accomodante come questo composto da una pletora di intellettuali e scrittori servi del contratto, del numero di copie da vendere, della marchetta da regalare o ricevere, della parte giusta nella quale sdraiarsi in perenne balia dei cambiamenti politici/economici, della comparsata in televisione o in radio, del pensiero giusto da esprimere in attesa di benedizione divina, della ribellione patinata, del fingersi fuori dal coro ma stando ben seduti in ogni salatto. “Non ci sono innocenti” invece brucia come bruciano le sue autrici.libro_noncisonoinnocenti

Potrei stare qui a raccontarvi di come quest’opera racconti di quella fine anni ’60 che portarono alla nascita della libreria Ezzelino a Padova, del gruppo di Freda e Ventura, dei fascisti stanchi di essere confinati, degli scontri in piazza, delle bombe, dell’occupazione delle università, del terrorisimo. Potrei raccontarvi di quanta Storia c’è in questo romanzo. Di come il romanzo si interrompa poco prima proprio dell’attentato di Piazza Fontana. Quante verità o quante falsità. Ma della Storia che raccontano i vincitori è qualcosa di cui me ne frega assai poco.

Questo è un libro scosso da una furia vitale così rara in questo mondo che si appassiona di reality show e master chef, di schiene voltate o ingobbite sotto il peso delle fatiche, delle compromissioni, della mancanza di libertà.  Scuote anche uno come il sottoscritto che arriva da una storia diversa da quelle dei protagonisti e delle autrici. “Non ci sono innocenti” gronda di voglia di riscossa sensibile e umano, del tentativo di ribaltare un mondo, di vendicarsi guardando al cielo e respirando la terra. È un romanzo di riflessioni e scontri, di filosofia, di opere e letterarie di cui i protagonisti non possono farne a meno, di libri da stampare, di libri proibiti, di libri da amare e da leggere si muovono ad un livello carnale, che scivolano/precipitano/graffiano dentro al cuore, nella mente, nello stomaco.

“Non ci sono innocenti” è notte di incontri notturni e passioni viscerali. Dal sapore quasi picaresco per le avventure e i colpi di scena che ne contraddistinguono la narrazione. Sostenuto da uno stile preciso, puntuale, con dialoghi memorabili e su cui talvolta ho sentito respirare l’alito di Don DeLillo. Ogni parola finita sulla pagina  pesa come un macigno di bellezza nella nebbia. Nebbia di coscienze. Perchè non ci sono innocenti a questo Non siamo innocenti.

Un libro che ti resta addosso pagina dopo pagina. Arriva il momento che quando lo chiudi il tempo sembra ridestarsi e la stanza illuminarsi di una luce nuova, sentendosi meno soli nel proprio cammino di solitudine.

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Categorie: Speciale Freda

Pubblicato da Ereticamente il 21 maggio 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Alessandro Cavallini

    Assolutamente da consigliare, uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi anni.

  2. Elogiodelleccedenza

    Grazie per la recensione. Prenderò il libro e lo leggerò quanto prima. Conosco bene, letterariamente, Anna K Valerio (nessuno la confonda con Anna Valerio di Nottetempo e la rivista mondadoriana Nuovi Argomenti) da circa un decennio e credo, lo dico senza licenziosità o inutile apologia, che sia una (ma una delle cinque) persone più intelligenti, colte, acute, possenti, vibranti che abbia mai potuto incontrare per letture e spazi possibili. Mi era ignota, invece, la sorella, se non da più breve tempo intravista, ma anche per mie indolenze, deficienze internetiche.
    Leggerò.
    Ovviamente mi attendo la ricostruzione e l’invenzione (in senso latino) di un mondo di fatti e di potenze; di Stati pertanto e di Forme, oltreché di Azioni.
    Se è vero, che nella realtà più Reale del reale ci sono Idee e non Concetti (citazione frediana).

    • Anna K. Valerio

      Carissimo,
      gli altri quattro, presentami gli altri quattro, ché c’è una sfida alle stelle che non può attendere! Scherzo… Il pudore mi impone di chinare la testa di fronte ai tuoi formidabili aggettivi. E così ti faccio (‘more nipponico’, ma con tutto l’impeto, il fuoco di sentimento di noi occidentali!), il mio inchino di gratitudine…
      Anna

  3. Andrea C.

    grazie per tutto quello che mi è stato concesso su questo sito e grazie a chi mi ha letto.
    mi limito a dire che tutto ciò che è stato scritto sia nella recensione che nell’intervista è figlio della scoperta, dell’incontro, dello scontro e della rivelazione.

    • Anna K. Valerio

      Andrea, a te cosa posso dire? Che la conclusione del tuo pezzo è di una tale lirica bellezza (paradossale com’è – e la bellezza più alta è proprio quella che si dà lo slancio attraverso i paradossi) da essermisi stampata in mente accanto alle parole dei ‘miei’ poeti. E mi fermo – sempre per pudore – alle sole virtù della conclusione…

  4. Andrea C.

    Grazie a te Anna.
    Ill cammino di solitudine, fra solitudini, nella condivisione, seppur paradossale, è ciò che mi permette di continuare a vivere.

  5. Luca D.C.

    Lo sto leggendo. Melius, me ne sto cibando. Un fascio di luce nelle tenebre. Bellissimo.

  6. Una parola di elogio merita anche la sorella minore Silvia; non riesco a scordare l’aggressione che dovette subire da due soubrette televisive in occasione di due partecipazioni alle loro trasmissioni; la prima il guitto Chiambretti,praticamente le strappò di mano il libro da lei scritto, gettandolo sul pavimento.Fossi stata in lei dopo avergli sputato in faccia me ne sarei andata.Fu un errore tornare in scena, dopo simile ignobile agguato, perché non fu una intervista ma un vero linciaggio con supporto del pubblico presente nello studio.La Carmela D’Urso in arte Barbara, non merita nessuno commento; commentare le sue trasmissioni è semplicemente scendere a suo livello. Mi tenga informato delle prossime (spero) partecipazioni alla fiera del libro di Padova; ove ho avuto modo di acquistare alcuni libri delle preziose Edizioni di AR. Post Scriptum. Oso dare un consiglio alla giovane Silvia, anche perché non ho più la sua verde età; non partecipi mai più ai linciaggi mediatici organizzati dei guitti di regime, non sono delle interviste, ma dei veri e propri agguati.In alternativa parteciparvi per farsi conoscere dal pubblico più ampio che mai conoscerebbe tali libri e le Edizioni di AR ,però sapendo a quale serie di provocazioni si va incontro, con animo e spirito di supplizio e rassegnazione.

  7. Andrea C.

    Silvia è un vero talento. Al di là di quale sarà il suo cammino futuro, io attendo la sua prossima opera.

  8. Andrea C.

    E se vi interessa sul mio blog c’è un’intervista a silvia:

    http://wrongand.blogspot.ch/2016/05/due-righe-su-cera-una-volta-un.html

  9. Raffaella b

    Non ho letto il libro, ma volevo salutare andrea

  10. Giancarlo

    Ho letto il libro mesi fa e lo consiglio senz’altro, la figura dell’Autocrate Giulio, Freda, è descritta fuori da esaltazioni retoriche ma centrata anche sui suoi difetti e penso che nessuno meglio della moglie li conosca.

    • Infatti Giancarlo, uno degli aspetti migliori del romanzo è quello di evitare la retorica e di mettere a nudo il carattere dell’Autocrate. Al di là del dato storico, rimandi, eccetera, che sono sicuramente fondamentali, per me rimane soprattutto un superbo romanzo.

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