Il Nichi-lista Vendola e l’ipocrisia delle sinistre

Il Nichi-lista Vendola e l’ipocrisia delle sinistre

Sappiamo tutti benissimo quanto la sinistra ci abbia esasperato, in nome della sua presunta “superiorità morale”, su argomenti come la donna e il suo corpo, i diritti dei più deboli, la condanna del razzismo nazista e delle pratiche di Mengele su inermi vittime, insomma dell’eugenetica (per quanto tutto ciò, ovviamente, sia stato gonfiato per fini propagandistici antifascisti).

E che dire dell’anticapitalismo storico, delle posizioni critiche sulla mercificazione dell’essere umano e dei suoi bisogni che vengono sottomessi al mercato e alla rapacità del grande capitale, della lotta all’imperialismo americano? Tutto ciò crolla miseramente di fronte alla modernità raggiunta dalle sinistre e dai suoi esponenti, italiani nella fattispecie, che nella figura di un imbarazzante personaggio come Nichi Vendola riassumono tutto lo spaventoso degrado di un’area politica fintamente socialista che dai tempi di Berlinguer è ormai completamente asservita all’americanismo, al grande sogno (leggi incubo) di un mondo apolide, imbastardito, qualunquista, insipido, materialista, nichilista e coeso solamente dal consumismo e dal culto del dio denaro. Alla faccia di Marx, Lenin e Gramsci.

Il Nichi… lista Vendola, già personaggio ambiguo per altre faccende come l’Ilva di Taranto e la “baby pensione” in cui dimostra tutto il suo socialismo, è proprio un limpido esempio di cosa sia la sinistra occidentale oggigiorno: un cumulo di spazzatura ipocrita prodotta dall’inciucio tra fumose istanze rosse e liberalismo americano, insomma il progressismo. Il Popolo, i lavoratori, il proletariato, i poveri? Uno sbiadito ricordo perché oggi vanno di moda gli omosessuali, gli Zingari (i famosi “fratelli Rom” del Pugliese), gli immigrati, le donne ridotte a femministe, gli Ebrei e i giovinastri alla Regeni, ossia tutti quei personaggi che sono funzionali all’agenda del mondialismo, cui anche l’euro-sinistra è zelantemente sottomessa. E naturalmente le intemperanze anti-tradizionali che riducono addirittura l’esistenza dei bambini, e prima ancora della vita che sboccia, alla stregua di una lista della spesa o di un abito su misura. Se lo fa la Germania hitleriana apriti cielo, ma se lo fa la modernità occidentale, tutto normale. D’altro canto l’eugenetica era ampiamente praticata sia negli Stati Uniti che nella “mentalmente aperta” Scandinavia, ma nessuno se ne ricorda e si fissa su Mengele e sull’Aktion T4.

Il culmine di questo scempio Vendola l’ha raggiunto con la faccenda dell’adozione di un bambino nato da ovulo americano in un utero affittato di una donna indonesiana, grazie al versamento di copiosi denari e con la fecondazione tramite sperma del compagno del Nichi-lista, un italo-canadese; Vendola è appunto un omosessuale (che vuol giocare a fare la mamma?), il che di per sé vorrebbe dire poco o nulla se solo questa sua omosessualità non fosse strumentalizzata per acquisire diritti (?) che ad una coppia omosessuale la natura, e il buonsenso, non concedono: uno, in camera sua, può fare ciò che vuole con adulti consenzienti ma nel momento in cui si monta la testa pretendendo sposalizi e per giunta l’affido di minori comincia a delirare. Parificare la famiglia tradizionale unita da matrimonio a sterili coppie blandite dal consumismo e dal turbo-capitalismo è pura e semplice follia, una follia distruttiva che viene pure a coinvolgere i bambini, gli innocenti buttati sul mercato come fossero polli, carote, pizze, o giocattoli per adulti rimbecilliti dalla modernità ed incapaci di comprendere che un figlio non è un “diritto civile” sul quale lucrare ma il frutto dell’amore tra due eterosessuali, che è poi quello che manda avanti il mondo da sempre. Provo profonda nausea per tutto ciò, è orrorifica macelleria genetica, che io condanno anche nel caso in cui a beneficiarne fossero coppie eterosessuali; se il pargolo non arriva perché non adottare qualche bambino europeo rimasto orfano o abbandonato? Per non parlare dello sfruttamento di donne, magari povere, che in cambio di denaro si vendono per soddisfare gli edonisti del “primo mondo”, per cui un infante vale quanto un costoso ghiribizzo.

D’altronde la modernità crea nuovi (e fasulli) bisogni tutti incentrati sul più arido materialismo ed è qui che entra in campo la vomitevole ipocrisia di chi da una parte condanna l’eugenetica e Mengele ma dall’altra approva ogni porcata da laboratorio dove gli scienziati giocano a fare il padreterno (aizzati da politiche barbariche finalizzate al caos del relativismo), si batte per la tutela dei diritti delle donne e della preservazione della loro integrità fisica e psichica ma poi è prontissimo ad appoggiare l’utero in affitto e la s-vendita dei più intimi recessi femminei per scopi capitalistici (sfruttando magari chi è povero, come detto poc’anzi), vuole tutelare i più deboli (bambini e appunto donne) ma poi di fatto li reputa merce tranquillamente acquistabile per soddisfare i capricci di ricchi omosessuali. La famigerata “superiorità morale” della sinistra va a farsi benedire miseramente dinnanzi a tutto questo marasma valoriale che non è altro che basso appetito progressista volto alla distruzione totale della Civiltà tradizionale per fare spazio alla desertificazione morale, ma anche materiale, del cosiddetto Occidente.

Quando l’uomo perde di vista i sacrosanti concetti di Identità e Tradizione, di spiritualità e di valori etici, di famiglia e amore inteso come sentimento-motore del vero progresso comunitario e nazionale, ecco che le tenebre del nichilismo più smaccato partoriscono mostruosità antisociali, atte ad assecondare quelle che non sono altro che fantasticherie malate per ricconi, per burattini della finanziocrazia apolide e amorale, spacciate per “diritti civili”. Ma fate attenzione a dire tutto questo in faccia ai gendarmi del politicamente corretto: vi accuserebbero di bigottismo e misantropia, di ritardo mentale, di chiusura e ottusità, di incapacità di comprendere che “il mondo cambia e non lo puoi fermare tu”. Il che è come dire ad un ammalato di tumore o cancro di gettare la spugna e di mettersi il cuore in pace perché tanto creperà.

Qui si vuole davvero indurre al suicidio l’uomo e la sua umanità per fare posto alla sterilità delle bizze del consumo di massa, del capitale, della modernità cinica e senza scrupoli, pronta a mercificare persino gli esseri umani pur di ingraziarsi chi muove i fili della politica mondiale unipolare, all’americana, che non uomini ma burattini proni alle esigenze del mercato globale e del mondialismo brama ardentemente. E vi pare che le attuali sinistre “illuminate” possano forse opporsi a tutto questo? Macché, per certi versi sono le prime a prostituirsi alla barbarie del liberalismo proprio perché volani di quel distorto e deleterio concetto di libertà che gli imbecilli interpretano come “fare quel che più mi pare e piace”, anarco-individualismo, meschinità borghese venduta ai bifolchi arricchiti che vogliono giocare a fare i radical-chic per non sentirsi tagliati fuori dal moderno concetto di “civiltà”. Che a ben vedere è l’inciviltà che nasce dall’arroganza del portafogli gonfio. L’individuo intossicato dalla vulgata lib-dem è completamente incapace di comprendere che la libertà è il benessere della Comunità, altrimenti si avrebbe solo caos, anarchia, soqquadro generale di consolidati valori tradizionali che mandano avanti una società sana. Senza tali valori a trionfare è l’avidità dell’alta finanza che non si fa alcuno scrupolo di ordine morale, verso gli uomini e i popoli che essi formano.

Capite bene dunque che difendere l’Identità e la Tradizione d’Italia e d’Europa è un nostro preciso diritto ma soprattutto dovere morale, non solo nei confronti dei nostri Padri ma anche dei nostri figli, di chi viene o verrà un domani e rischia di trovarsi in un Continente messo a ferro e fuoco dai parassiti interni che aprono la strada a quelli esterni. Costoro mirano a colpirci al cuore, nell’intimità della famiglia naturale e tradizionale,  perché snaturandola viene meno quella cellula base della società che è proprio il focolare domestico rappresentato da padre, madre e prole.

Sono 70 anni che ci stanno straziando con l’antifascismo e i chilolitri di bile riversati su Hitler, ma tutto questo non per chissà quale filantropia bensì per far guardare altrove mentre la sovversione contemporanea fa scempio indisturbata della Civiltà plurimillenaria europea e assume quegli stessi tratti dispotici e liberticidi tanto denunziati nei fascismi.

Del resto, se togliete alle sinistre europee l’ossessione pel periodo che va dal 1919 al 1945 cosa gli rimarrebbe? La prostituzione al liberalismo e all’americanismo, esattamente, con buona pace di Marx.

Ave Italia!

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Categorie: Etnonazionalismo

Pubblicato da Paolo Sizzi il 6 marzo 2016

Paolo Sizzi

Lombardo orobico, Italiano, Europeo, classe 1984. Letterato, sulla Rete dal 2006, da sempre cultore di valori identitari e tradizionali. Senza rinnegare la formazione völkisch evolve il pensiero nell’Italianesimo Sangue e Suolo, coerente con un disegno etnonazionale federalista. Appassionato di antro-genetica, si definisce Nordomediterranide, fusione di elementi ario-italici/celtici con il sostrato ligure. E la Lombardia è proprio questo: una terra ligure e alpina arianizzata da Celti e Italico-Romani, e con un benefico tocco germanico.

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