L’Olocausto di Dresda e lo squilibrio della colpa – Riccardo Percivaldi

L’Olocausto di Dresda  e lo squilibrio della colpa – Riccardo Percivaldi

 

«I democratici, che affermano di aver liberato il popolo tedesco da Hitler, non hanno portato nientaltro che terrore e distruzione. A Dresda, uccisero diverse centinaia di migliaia di persone in una sola notte dinferno e distrussero innumerevoli tesori darte. Le donne che stavano partorendo i propri figli, nelle sale parto degli ospedali in fiamme, si buttarono fuori dalle finestre, ma nel giro di pochi minuti, queste madri con i loro bambini, ancora appesi al cordone ombelicale, furono anchessi ridotti in cenere. Migliaia di persone che le bombe incendiarie avevano trasformato in torce umane si buttarono negli stagni, ma il fosforo continuava a bruciare anche nellacqua. Anche gli animali dello Zoo, gli elefanti, i leoni e gli altri, cercavano disperatamente lacqua, come gli umani. Ma tutti loro, il neonato, la madre, il vecchio, il soldato ferito e lanimale innocente dello Zoo e della stalla, morirono in modo orribile in nome della liberazione».

Thomas Brookes

 

«Volando abbastanza alto da evitare lartiglieria antiaerea, il pilota del bombardiere notturno che liberava il suo carico non ascoltò mai le grida della madre, né vide mai la carne bruciata del bambino. Questo fu il vero Olocausto, una parola che significa morte prodotta dal fuoco».

Nicholas Kollerstrom

 

In ogni tempo la storia di determinati conflitti, scritta da parte di coloro che hanno imposto con la spada il proprio dominio sui vinti, ne riporta esclusivamente una versione unilaterale e distorta, spesso in contraddizione con la realtà dei fatti, che risponde solo alla necessità di consegnare ai posteri un’immagine positiva del Potere che grazie a quella vittoria ha conseguito il suo trionfo, cancellando, per ragioni di opportunità e propaganda, tutto ciò che non si accorda con i suoi progetti di controllo e di dominio dei popoli soggiogati, i quali spesso, oltre alla sconfitta subita, perdono anche la memoria del proprio passato, quando questa non venga addirittura sostituita con una narrazione completamente falsificata dalla propaganda dei vincitori, una volta divenuta cultura ufficiale, al preciso scopo di avvilire, colpevolizzare e spegnere ogni desiderio di rivincita di coloro che da uomini liberi sono passati alla condizione di sudditi, educati per generazioni a considerare liberatori i propri carnefici ed eterni nemici.

Accade così che uno dei peggiori crimini di guerra della storia, quale fu in effetti il bombardamento di Dresda, venga dipinto dalla cultura ufficiale e accademica come “un inevitabile prezzo da pagare per la liberazione dell’Europa e del mondo dalla barbarie nazista”. I tedeschi, si dice, diedero inizio alla guerra aerea, precipitarono il mondo nell’abisso del secondo conflitto mondiale e perpetrarono crimini infinitamente maggiori. In fondo “se lo sono meritati”. A Dresda, è vero, morirono tante persone ma lo si fece – concludono i custodi dell’ortodossia democratica – “per il bene dell’umanità”.

I fatti raccontano tutt’altra storia. I bombardamenti terroristici contro la popolazione civile cominciarono in realtà su iniziativa di Winston Churchill per provocare i tedeschi e indurli così a colpire per ritorsione le città inglesi. Per il cinico Primo Ministro britannico questo era l’unico sistema per infiammare il suo popolo di un feroce sentimento germanofobo e convincere la recalcitrante opinione pubblica del suo Paese, maggiormente propensa ad una politica di conciliazione con la Germania, a combattere una guerra che nessuno voleva.

L’idea di fondo era che bisognava provocare Hitler fino al punto che questi, per fermare il massacro dei suoi connazionali, fosse obbligato a trasformarsi in aggressore e a quel punto la propaganda di guerra britannica, capovolgendo i fatti, avrebbe fatto sembrare gli attacchi tedeschi come dei bombardamenti indiscriminati mentre quelli inglesi come delle giuste ritorsioni, innescando una spirale di violenza che avrebbe dato il pretesto a Churchill di mettere a ferro e fuoco l’Europa.

Un documento ufficiale della RAF suggeriva: «Se la Royal Air Force assalisse la Ruhr, distruggendo gli impianti petroliferi con le sue bombe più precise e le proprietà cittadine con quelle cadute fuori bersaglio, la richiesta di rappresaglie contro lInghilterra potrebbe rivelarsi troppo forte per la resistenza dei generali tedeschi. In realtà, lo stesso Hitler probabilmente guiderebbe la rivolta».

J.M. Spaight, primo Assistente Segretario al Ministero dell’Aeronautica durante la guerra, ammise nel suo libro del 1944 Bombing Vindicated che: «Poiché eravamo dubbiosi sull’effetto psicologico della distorsione della verità, che eravamo noi ad aver iniziato l’offensiva dei bombardamenti strategici, rifuggimmo dal dare alla nostra grande decisione dell’11 Maggio 1940 la pubblicità che meritava. Questo fu sicuramente un errore. Perché era stata una splendida decisione». [1]

Sin dall’inizio della guerra la Luftwaffe, al contrario, si era astenuta da qualunque attacco sull’Inghilterra. Nonostante ciò il 10 maggio 1940, appena divenuto Primo Ministro, Churchill ordinò di dare inizio ai bombardamenti aerei, chiarendo l’8 luglio: «Una cosa ci permetterà di ricacciare e piegare il nemico: una guerra aerea illimitata che distruggerà tutto».

La distruzione della Germania e dell’Europa era un chiodo fisso nella mente del Primo Ministro, che già nel 1936 aveva dichiarato arrogantemente al generale americano Wood: «La Germania sta diventando troppo forte, deve essere distrutta!»

Lo storico F. Veale afferma che il raid dell’11 maggio: «Sebbene in sé stesso poco importante, fu un evento epocale, poiché fu la prima rottura deliberata della legge fondamentale della guerra civilizzata secondo cui le ostilità devono essere condotte solo contro le forze armate del nemico», dato che «lesclusione dei non combattenti dalla sfera delle ostilità è la distinzione fondamentale tra la guerra civilizzata e quella barbarica».

Ma Churchill, che non si faceva condizionare da simili scrupoli, il 16 luglio incitò apertamente al massacro sbraitando: «e ora mettete a fuoco lEuropa!». La ritorsione tedesca tuttavia non arrivava. Anzi Hitler, dopo aver rifiutato sdegnosamente il consiglio di Raeder, Jodl e Jeschonnek di ordinare il bombardamento a tappeto di Londra, continuava a offrire all’Inghilterra la pace.[2]

Il 20 luglio 1940 l’ambasciatore inglese a Washington chiese all’ambasciatore tedesco, di sua iniziativa ed in modo informale, quali fossero le condizioni della Germania. L’offerta era la seguente: «La Germania ritirerà le sue truppe dalla Francia, dallOlanda, dal Belgio, dalla Polonia e dalla Cecoslovacchia. Chiedo all’Inghilterra solo di avere carta bianca sui paesi dell’Est e, naturalmente, l’annessione delle antiche regioni tedesche». Condizioni molto modeste, che qualsiasi statista in buona fede avrebbe accettato. [3]

Ma Churchill, che agiva per conto dell’alta finanza ebraica i cui interessi capitalistici poco si accordavano con le politiche autarchiche e socialiste della nuova Germania – tese ad anteporre l’interesse del popolo su quello degli usurai – dopo esserne venuto a conoscenza, ordinò immediatamente una serie di attacchi terroristici contro Berlino. Questo era l’unico modo per scongiurare il pericolo di una pace duratura sul continente, che avrebbe segnato il definitivo affrancamento dell’intera Europa dalla criminalità organizzata di Londra e Wall Street. [4]

Infatti Churchill, nel suo discorso alla Guildhall nel luglio 1943, confesserà: «Siamo entrati in guerra di nostra spontanea volontà, senza che venissimo direttamente attaccati», vantandosi in una lettera a Stalin il 1 gennaio 1944: «Non abbiamo mai pensato alla pace, nemmeno in quellanno quando eravamo completamente isolati ed avremmo potuto fare la pace senza troppe conseguenze per l’Impero Britannico».

E tuttavia solo dopo 15 giorni di bombardamenti terroristici Hitler decise di ordinare la ritorsione sulla città di Coventry. Tale raid fu comunque condotto secondo le leggi di guerra e contro legittimi obiettivi tattici. Nel complesso, durante tutta la campagna di bombardamenti aerei, il rapporto tra vittime inglesi e tedesche fu di 1 a 10. [5]

Il dottor Wesserle, che aveva assistito al bombardamento tedesco su Praga, riconobbe che «non ci può essere paragone tra la brutalità delloffensiva aerea anglo-americana e la pochezza degli sforzi tedeschi e italiani». Analoga disparità emerge dalle istruzioni che le rispettive aeronautiche rilasciavano ai loro piloti. Le cavalleresche prescrizioni della Luftwaffe precisavano che «in linea di principio non è ammesso l’attacco alle città a scopo di terrorismo contro la popolazione. Qualora però si verifichino attacchi terroristici nemici contro città aperte, prive di protezione e difesa, attacchi di rappresaglia possono costituire l’unico mezzo per distogliere il nemico da questa tattica brutale di guerra aerea. La scelta del momento verrà determinata innanzi tutto dallo svolgersi dell’attacco terroristico nemico. In ogni caso l’attacco dovrà mostrare chiaramente il proprio carattere di rappresaglia».

I principi della RAF, al contrario, addestravano i piloti a compiere dei massacri indiscriminati e dopo un susseguirsi di direttive che indicavano con sempre maggior chiarezza che l’obiettivo da colpire era la popolazione civile, finalmente il 14 febbraio 1942, infrangendo ogni norma di diritto bellico, il Gabinetto di Guerra di Churchill istigò i capi militari: «Bersaglio degli attacchi del Bomber Command contro la Germania non dovranno essere le industrie o altri obiettivi militari, bensì il morale della popolazione civile, soprattutto dei lavoratori dellindustria».

Lo stesso giorno il Maresciallo dell’Aria Charles Portal, capo di Stato Maggiore della RAF, incitò più esplicitamente al genocidio, ordinando: «In riferimento alle nuove regole sui bombardamenti: io credo sia chiaro che i punti di mira devono essere le aree edificate e non, ad esempio, i dock o le fabbriche aeronautiche, nel caso siano menzionati. Questo deve essere evidente, se non è stato ancora compreso».

A conferma della criminale strategia britannica il Capo del Bomber Command, Maresciallo dell’Aria Arthur Harris (soprannominato dai suoi stessi equipaggio the Butcher, il Macellaio), famoso per vantarsi con la bava alla bocca «uccido migliaia di persone ogni notte», confessò nelle sue memorie pubblicate nel 1948 che: «Il nostro vero obiettivo fu sempre il cuore delle città».

Da questo momento inizia dunque la metodica distruzione di millenni di storia e di civiltà europea. Gli angloamericani cominciarono a radere al suolo città come Lubecca, Colonia, Dresda, in totale violazione della Convenzione dell’Aja concernente le leggi e gli usi della guerra per terra.

L’Olocausto di Dresda fu il crimine più mostruoso della Seconda guerra mondiale. Esso superò per barbarie e ferocia perfino il bombardamento atomico del Giappone [6]. Ancora oggi molti si interrogano sulle sue reali finalità. Dal momento che la città non ospitava né industrie pesanti né obiettivi strategici, esso sfugge ad ogni logica militare. Al contrario, la città in quel periodo era divenuta meta di migliaia di rifugiati in fuga dalla barbarie bolscevica. I vertici militari alleati erano perfettamente consapevoli di ciò e tuttavia ordinarono la distruzione di Dresda. Perché?

L’esercito americano si difese con il pretesto che la città era un importante nodo di comunicazione e che i bombardamenti a tappeto dovevano servire a distruggere l’infrastruttura che sosteneva lo sforzo bellico del nemico. Ma poiché le bombe ad alto esplosivo e gli ordini incendiari sganciati dalla RAF presero di mira solo le aree residenziali, questa giustificazione è assurda. Basti pensare che la ferrovia, appena scalfita, ritornerà a funzionare entro pochi giorni.

Ugualmente falsa è l’ipotesi che l’attacco servisse a minare il morale della popolazione per costringerla alla resa. Questa giustificazione poteva essere vera all’inizio della guerra aerea, ma già nel 1943 i vertici militari erano perfettamente consapevoli della loro inutilità, grazie ai rapporti costantemente negativi dell’US Strategic Bombing Survey. Come ci illustra Giuseppe Federico Gergo:

 

«Le persone morte per le incursioni della RAF furono vittime di una strategia che, oltre a non avere reali finalità militari, assai presto si sospettò non fosse neppure in grado di deprimere il morale della popolazione nemica, come è dimostrato dal atto che già alla fine del 1940 lo stato maggiore britannico dubitava che questo obiettivo si sarebbe mai raggiunto. Nonostante ciò i bombardamenti non furono interrotti dopo che si era dichiarato che non erano più indispensabili, ma anzi furono continuati e intensificati quando i pretesti per la loro continuazione da tempo erano venuti meno, in questo modo trasformando l’uccisione di massa di civili in una comune arma routinaria, che per di più si dimostrava assai lontana dall’essere di reale utilità per vincere il conflitto».

 

Il vero motivo della distruzione di Dresda è molto più inquietante di quello che si potrebbe immaginare. Qui siamo di fronte a un premeditato e sistematico sterminio di civili, che nella mente diabolica dei suoi pianificatori aveva come unico scopo quello di produrre il maggior numero di vittime, soprattutto donne e bambini

Nel 1990 David Irving portò alla luce una scioccante dichiarazione di Winston Churchill, in cui il “paladino della democrazia” ordinava a sangue freddo: «Non voglio nessun suggerimento su come distruggere obbiettivi militarmente importanti vicino a Dresda. Voglio suggerimenti su come possiamo arrostire i 600.000 profughi che si sono rifugiati da Breslau a Dresda[7]

 

Il criminale di guerra Winston Churchill

Il criminale di guerra Winston Churchill

Lo scopo principale del bombardamento era dunque uccidere i civili (non danneggiare l’industria, non piegare il morale della popolazione per indurla alla resa). Basti pensare dopo la tempesta di fuoco, quando ormai della città non rimaneva più nulla partì un terzo attacco di squadriglie aeree che scendevano a bassa quota per mitragliare gli ultimi superstiti che cercavano disperatamente di mettersi in salvo [7b].

Questo fatto è di estrema importanza poiché ci fa capire il vero movente criminale che dettò la partecipazione alla seconda guerra mondiale da parte dell’Inghilterra e degli Stati Uniti, falsamente dipinti dalla propaganda come “liberatori”. Churchill era spaventato poiché la fine della guerra sembrava imminente e se i tedeschi si fossero arresi troppo presto le vittime sarebbero state inferiori al desiderato. Secondo lui bisognava far durare la guerra più a lungo possibile per sterminare il maggior numero di civili.

Poco prima alla Conferenza di Yalta, parlando della pulizia etnica che avrebbe accompagnato le espulsioni dei tedeschi dai territori dell’Est confessò a Stalin «che cerano molte persone in Gran Bretagna che erano imbarazzate al pensiero della deportazione ma affermò che, lui personalmente, non aveva alcun scrupolo. Sei o sette milioni di Tedeschi erano già stati ammazzati e un altro milione o milione e mezzo sarebbe stato probabilmente sterminato prima della fine della guerra. Queste idee per il futuro non erano affatto discorsi a vanvera di propaganda, ma erano le opinioni vere e proprie del Primo Ministro Britannico. Alla 4^ sessione della Conferenza di Yalta, il 7 Febbraio 1945, Churchill rafforzò il suo concento anti-umanitario dichiarando “che non rientrava nei propositi di cessare l’eliminazione dei Tedeschi”. Una settimana più tardi avvenne il genocidio di Dresda da parte dei bombardieri inglesi e americani».[8]

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Possiamo dunque gettare nella pattumiera tutte le tesi-pretesto sulla “necessità morale” di impedire l’olocausto e annientare la “volontà nazista” di conquista del mondo, con cui si è cercato fino ad oggi di giustificare i crimini dei vincitori. La verità, invece, è che gli angloamericani non combattevano contro Hitler o contro il “nazismo”, e neppure soltanto contro i tedeschi e i loro alleati. Essi combattevano una guerra di sterminio contro l’Europa intera per distruggere la sua civiltà e i popoli che l’avevano creata.

Come ha giustamente riassunto John Kleeves: «Lideale per gli Stati Uniti [e gli inglesi ndr] sarebbe stato che tutti i paesi europei fossero giunti alla conclusione delle ostilità completamente distrutti, sia quelli alleati che avversari, sia vinti che vincitori, e possibilmente anche quelli neutrali».

Se il tempo glielo avesse permesso con tutta probabilità gli angloamericani avrebbero incenerito tutta l’Europa con decine o centina di bombardamenti atomici, chimici e batteriologici fino a trasformarla in una landa desolata e senza più nessuna forma di vita. I vertici alleati avevano già pianificato:

 

«Il lancio di bombe a gas su trenta targets cities, prima fra tutte Monaco, Augusta, Norimberga, Stoccarda, Karlsruhe, Berlino, Colonia, Dusseldorf, Lipsia e Dresda, considerato praticabile da Churchill in un discorso ai capi di Stato Maggiore il 6 luglio 1944 e in un memorandum agli stessi il 26 luglio; all’epoca, l’Inghilterra dispone di 26.000 tonnellate di bombe con gas mostarda e 6000 con fosgene, mentre viene previsto anche l’impiego dell’aggressivo gas chimico “Lhost” contro sessanta città. L’operazione di guerra chimica, della durata di quindici giorni, avrebbe comportato 5.600.000 tedeschi “direttamente colpiti” e in massima parte soccombenti, e 12 milioni di intossicati, essendo sprovvisto di maschere antigas il 65% della popolazione […]

«Invero, già nell’estate del 1940 l’uso dei gas contro le truppe nemiche era stato previsto da Churchill nell’evenienza di uno sbarco tedesco in Inghilterra. Ed egualmente, cessato ogni possibile ritorsione da parte nipponica, l’uso dei gas era stato previsto dagli americani nel Pacifico […] Quanto ad un altro aspetto della guerra, quella batteriologica, nel febbraio 1944 erano stati ordinati negli USA 250.000 ordigni da quattro libbre, le bombe “N” o “Braddock”, contenenti bacilli del carbonchio, con la previsione di usarli in un solo gigantesco attacco di 2700 velivoli col risultato di almeno tre milioni di morti e città ridotte a territori inabitabili anche per decenni». [9]

 

Questo sarebbe stato dunque il futuro che i “liberatori” avevano in serbo per l’Europa, non solo per la Germania e non solo per i “nazisti”, ed è stato solo il caso ad avergli impedito di portare a termine i loro diabolici piani.

 

***

 

Lo sterminio del nemico e di un’intera civiltà, per noi altrimenti inconcepibile, è il risultato della particolare forma mentis degli angloamericani, plasmata su una visione del mondo di stampo veterotestamentario, che attraverso il Puritanesimo e il Calvinismo (di chiara derivazione ebraica) ha costituito per secoli la base della loro identità nazionale e della loro coscienza politica.

Le atrocità degli inglesi contro i boeri, gli irlandesi e gli indiani e quelle degli americani contro i pellerossa e tutti i popoli “democratizzati” dal ‘45 ad oggi dimostrano che i crimini di guerra per i popoli anglosassoni non sono un’eccezione ma la norma. Nel corso della loro storia essi hanno dimostrato di essere posseduti da una mentalità sadica e vendicativa che gode dello spargimento di sangue fine a se stesso.

Questa particolare attitudine alla crudeltà discende direttamente dalla tradizione religiosa puritano-calvinista che fa credere agli angloamericani, così come agli ebrei, di essere il popolo eletto da Dio. Un dio geloso che esprime la sua predilezione per un popolo arricchendolo e permettendogli di sfruttare il resto dell’umanità. La nazione che rifiuta di farsi fruttare da loro deve per forza subire la vendetta di Dio, e il modo migliore di vendicarsi è appunto sterminando quel popolo.

A noi tutto ciò può sembrare assurdo e inverosimile, ma non si spiegano in altra maniera ad esempio le parole di un deputato ai Comuni nel maggio 1942, che dopo aver chiesto di fare di tutto per bombardare i quartieri operai in Germania, sbraitò con la schiuma alla bocca: «Io sono un uomo di Cromwell, credo al massacro nel nome di Dio!» [11]

L’esigenza dello sterminio del nemico discende direttamente da questa commistione tra fanatismo religioso e avidità di ricchezza che fa si che gli angloamericani concepiscano la guerra non tra eserciti in armi, dotati di uguali diritti e doveri, ma contro le popolazioni civili, come conflitto mortale fra popoli buoni ed “eletti” e popoli malvagi e “dannati”. Anche oggi i politici alla Casa Bianca agiscono guidati dal medesimo fanatismo.

In questo senso gli angloamericani sono stati gli inventori della guerra totale. Già nella guerra anglo-boera gli inglesi furono accusati di condurre una guerra di sterminio contro la popolazione civile, soprattutto donne e bambini [12]. Ugualmente nella prima guerra mondiale, a causa del blocco alimentare, gli inglesi provocarono più di un milione di vittime tra i civili tedeschi, con una moralità infantile elevatissima [13]. Gli americani, a loro, volta, si sono sempre distinti per una morbosa predilezione nell’uso del fuoco per bruciare vive le loro vittime. Dall’incendio dei villaggi dei pellerossa ai bombardamenti al Napalm contro i vietnamiti e al fosforo bianco contro gli iracheni non esiste soluzione di continuità. John Kleeves, in una sua celebre opera, dimostra che per gli americani gli obiettivi dei bombardamenti strategici non sono militari ma psicologici e pseudo-religiosi. In particolare in essi si esprime il desiderio di vendetta e l’esigenza inconscia di compiere sacrifici umani:

 

«Questa esigenza fu soddisfatta dai bombardamenti incendiari delle grandi città tedesche, Dresda, Amburgo, Colonia, Berlino e così via, luoghi che furono trasformati in enormi bracieri di fuoco i cui abitanti venivano immolati al Dio del Vecchio Testamento. E’ chiaro che in un angolo della mente dei pianificatori dei bombardamenti era al lavoro il Vecchio Testamento. Ad uno dei più distruttivi – quello eseguito su Amburgo dal 24 luglio al 2 agosto del 1943, che fece come minimo centomila vittime, per la maggioranza arse vive -fu dato il nome in codice di “Operation Gomorrah”. Gomorra è una delle due città – l’altra è Sodoma – che nel Vecchio Testamento Dio distrusse con una pioggia di fuoco […]

 

E’ interessante la scelta della fotografia: sullo sfondo di un cumulo di nere macerie ci sono in primo piano i cadaveri carbonizzati di quelli che erano stati due giovanissimi uomini, forse due adolescenti; essi giacciono uno accanto all’altro, sulla schiena, entrambi con le ginocchia piegate e gli avambracci in posizione verticale come protesi al cielo in un gesto di supplica,o di autodedizione. Sono due vittime sacrificali. Ecco perché l’autore scelse tale fotografia fra le tante a disposizione: gli ricordava un sacrificio umano, gli suggeriva il vero, intimo significato del fatto. Tale pensiero dei sacrifici umani si agitava certamente anche nell’inconscio di Sir Arthur Harris, l’uomo che progettò il bombardamento con quei mezzi (bombe incendiarie)e gli diede il nome di “Operation Gomorrah”». [14]

Dresda9

 

***

 

La decisione di ricorrere ai bombardamenti strategici era stata presa dai vertici militari angloamericani molto prima della guerra. Essi infatti avevano già da tempo avviato la produzione di bombardieri pesanti come il B17, il B15 e l’Avro Lancaster. Al contrario, gli aerei della Luftwaffe, come lo Stuka, erano leggeri, maneggevoli, e costruiti per effettuare bombardamenti a bassa quota e di alta precisione, progettati per il supporto alle truppe di terra e non per la strategia genocida.

Di fatto gli inglesi avevano deciso per i bombardamenti strategici già nel 1918, quando pianificarono di radere al suolo Berlino con una flotta di bombardieri Handlev-Page. Ma la mente criminale del genocidio, colui che pianificò in maniera fredda e scientifica lo sterminio dei civili, fu l’ebreo Frederick Lindemann, definito da sir Charles Snow in Science and Gouvernement edito nel 1961, un essere «pervaso da un impulso sadico profondamente radicato [] che lo condusse a far annientare i quartieri civili delle città tedesche, portando a morte migliaia di donne e bambini». Lo scrittore Alex Natan noterà: «Col tempo la totale distruzione della Germania divenne per lui una vera ossessione».

Proprio per queste sue caratteristiche psicopatologiche esso, oltre che intimo consigliere, era anche grande amico di Churchill che, in “The Second World War”, così lo ricorda: «Lindemann era già un mio vecchio amico [] divenne il mio principale consigliere per quanto riguardava gli aspetti scientifici della guerra moderna».

Questi loschi individui, assieme ai loro colleghi americani, Morgenthau e Roosevelt (quest’ultimo il 19 agosto 1944, sulla base del disgustoso opuscolo German Must Perish [15] scritto dall’ebreo Theodore N. Kaufmann, aveva dichiarato: «Dobbiamo o castrare il popolo tedesco o trattarlo in maniera tale che non possa più generare uomini che vogliano seguitare nel vecchio spirito»), misero a punto la soluzione finale del problema tedesco, che oltre a sterminare milioni di persone doveva servire anche a spazzare via l’identità dei popoli europei. Lo scopo era di distruggere tutti i tesori che testimoniavano la grandezza dell’antica civiltà dell’Europa, poiché i valori tradizionali europei venivano considerati dagli angloamericani come inconciliabili con quelli della società dei consumi e dell’american way of life. Occorreva perciò fare tabula rasa e ricostruire dalle fondamenta un nuovo mondo e una nuova umanità rieducata, più incline a farsi dominare e sfruttare dalle oligarchie capitalistiche di Londra e Wall Street.

A questo proposito, dopo aver sterminato una parte considerevole della popolazione europea e aver distrutto le più belle città dell’Europa, occorreva occupare interamente il continente e procedere ad un opera di lavaggio del cervello su vasta scala con cui inculcare i valori dell’americanismo: avidità di denaro, egoismo, individualismo sfrenato, materialismo, edonismo, droga, pornografia, degrado morale, cultura pop, esaltazione del negro e imbastardimento razziale. La volontà alleata di distruggere in maniera metodica i tesori e le testimonianze della civiltà europea viene ben sottolineata dalla trasmissione radiofonica tedesca Sprechabenddienst n.22, settembre 1944 dal titolo “L’americanizzazione sarebbe la fine dell’Europa”:

 

«Non a caso i bombardieri americani cercano di distruggere con particolare sadismo i grandi monumenti culturali dell’Europa. Queste opere non si possono comprare, ma nascono solo in comunità sane. E quindi, poiché non potrebbero mai nascere negli USA, anche gli altri paesi dovrebbero perdere e non più riaverle. A questo provvederebbe, brutale, un’America vittoriosa. Poiché il nemico ce le invidia, perderemmo inevitabilmente tutte le piccole e le grandi opere di civiltà che abbiamo ereditato e sviluppato dalle generazioni passate. Per questo gli ebrei ritorneranno in tutti i settori e la danza mortale che nel 1933 abbiamo bandito dalla Germania riprenderebbe con maggior vigore: dileggio di tutto quanto ci è sacro: la madre, l’eroe, Dio, esaltazione del negro, decadenza della donna a girl, sporcizia e porcheria per bambini e per adulti, degenerazione in tutti i settori di cultura e di vita».

 

Ma una nazione che fa ricorso al bombardamento terroristico si scredita moralmente di fronte al mondo. Da qui deriva perciò la necessità di giustificare i propri crimini accusando l’avversario di crimini peggiori e di convincere l’opinione pubblica che il fine giustifica i mezzi. A questo scopo doveva servire la farsa di Norimberga, il cui statuto venne scritto dagli Alleati nell’intervallo tra un’incursione terroristica e l’altra, mentre essi riducevano in cenere migliaia di donne e bambini innocenti. Assolutamente ineccepibile l’analisi di Maurice Bardèche:

 

«Per scusare i crimini commessi nella [loro] condotta di guerra, [per gli Alleati] era assolutamente necessario scoprirne di ancora più gravi dall’altra parte. Bisognava assolutamente che i bombardieri inglesi e americani apparissero come la spada del Signore. Gli Alleati non avevano scelta. Se non avessero affermato solennemente, se non avessero dimostrato – non importa in che modo – che essi erano stati i salvatori dell’umanità, sarebbero stati solo degli assassini».

 

Bisognava perciò criminalizzare il Terzo Reich e trasformare la propaganda di guerra in verità storica, poiché come sosteneva nel 1948 Walter Lippmann, uno dei personaggi più influenti dell’entourage rooseveltiano: «Solo quando la propaganda di guerra dei vincitori avrà trovato accoglienza nei libri di storia dei vinti e sarà creduta dalle generazioni successive, si potrà considerare pienamente compiuta la rieducazione».

In questo modo, grazie alla sentenza di Norimberga e alla propaganda sull’olocausto, oggi la maggioranza delle persone è portata con l’inganno a giustificare moralmente i crimini di guerra alleati, poiché hanno sviluppato la convinzione inconscia secondo cui era moralmente giusto massacrare milioni di civili tedeschi e i loro alleati, come punizione per i crimini “nazisti”.

In altri termini ci hanno fatto vedere la storia con gli occhi dei nostri nemici. È proprio questa idea di giustizia, intesa come vendetta dei buoni contro i cattivi, in grado di presentare come legittima ogni atrocità, se perpetrata da coloro che si sono autoproclamati “eletti da Dio”, che determina quello squilibrio della colpa in forza del quale è possibile che oggi ai popoli europei sia imposto di commemorare le vittime di un popolo straniero – quello ebraico – mentre il ricordo dei loro stessi connazionali sterminati dagli invasori è stato fatto cadere intenzionalmente nell’oblio, quando non addirittura disprezzato.

È un’idea, questa, che fa implicitamente proprio l’assunto talmudico che la vita di alcuni popoli, gli ebrei e gli angloamericani, valga più di quella del resto dell’umanità e che pertanto considera crimini autentici e meritevoli di essere condannati solo alcuni e non altri. È da questo squilibrio che trae legittimazione ogni intervento delle Potenze che oggi costituiscono il braccio armato del mondialismo, nonché l’odierna sudditanza del continente europeo all’egemonia americana.

Dresda10

 

Il paradigma di Norimberga è il presupposto in virtù del quale ai macellai di Washington e ai loro alleati è tutto permesso in nome della “democratizzazione” del pianeta: bombardamenti al fosforo, guerre preventive, torture e stermini di civili. Per questa ragione è assolutamente necessario distruggere il fondamento su cui esso si basa, ossia il pretesto della necessità morale degli angloamericani di liberare il mondo dallo spauracchio di turno, sia esso il “nazismo”, il “comunismo” o il “terrorismo”.

 

***

 

Per nascondere i crimini degli Alleati la municipalità di Dresda, al servizio del governo di occupazione statunitense, ha vergognosamente ridotto il numero delle vittime dei bombardamenti a tappeto. I negazionisti dell’olocausto tedesco sostengono che a Dresda morirono solo 35.000 persone . Cifra che in realtà rappresenta solo la piccola percentuale che dopo la tempesta di fuoco è stato possibile identificare con certezza, dato che la maggior parte dei corpi era completamente carbonizzata o orribilmente mutilata [16].

Questi falsari della storia, che sono gli stessi che al contrario aumentano a dismisura le vittime quando si tratta dell’olocausto ebraico, perseguono solo un fine politico, quello cioè di occultare e distorcere i fatti per impedire la nascita di un risentimento che potrebbe rivelarsi politicamente dannoso per Washington.

Come giustamente fa notare John Kleeves:

 

«Il danno politico causato da Stati Uniti e Gran Bretagna dai bombardamenti della seconda guerra mondiale continua nel tempo. Potrebbe sembrare che tutto sia stato dimenticato: Giappone, Germania e Italia paiono ottimi amici di Stati Uniti e Gran Bretagna. Ma limitiamoci ai sentimenti dei tre paesi nei riguardi degli Stati Uniti: sono davvero così amici degli Stati Uniti? No davvero. In questi paesi il risentimento antiamericano, dovuto al ricordo della seconda guerra mondiale, è represso dai rispettivi governi,ma in forma latente esiste e in circostanze adatte potrebbe tornare alla luce. In ogni giapponese, sotto una crosta di rispetto e buona disposizione, permane un immancabile nucleo duro di risentimento nei confronti degli Stati Uniti, il loro macellaio della seconda guerra mondiale. Più o meno è lo stesso per quanto riguarda i tedeschi, e più o meno può essere lo stesso negli italiani, e tale risentimento latente nei tre paesi potrebbe rivelarsi nefasto per gli Stati Uniti. In futuro potrebbe anche darsi infatti che gli Stati Uniti abbiano bisogno di loro per la propria autentica sopravvivenza, e che costoro abbiano la possibilità di decidere. Potrebbe allora anche darsi che decidano di ignorare un tale appello, o addirittura che contribuiscano allo scavo della loro fossa. Sono possibilità più concrete di quanto non s’immagini».

 

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NOTE:

 

[1] L’INGHILTERRA INIZIATRICE DEI BOMBARDAMENTI SULLE CITTA’ di Nicholas Kollerstrom. Spaight sottolineò inoltre che Hitler sarebbe stato disponibile in qualunque momento a fermare la carneficina se gli inglesi fossero stati d’accordo: “Hitler sicuramente non voleva che il bombardamento reciproco continuasse. I rapporti ufficiali tedeschi approvavano in continuazione il concetto di rappresaglia nelle azioni della Luftwaffe … voi smettete di bombardarci e noi smettiamo di bombardarvi”.

 

[2] ADOLF HITLER: UN CANDIDATO MANCATO AL PREMIO NOBEL: http://olodogma.com/wordpress/2013/03/20/0166-adolf-hitler-un-candidato-mancato-al-premio-nobel/ – Discorso di Hitler 19 luglio 1940: https://www.youtube.com/watch?v=EHcJJcvEHe0

 

[3] “INTERVISTA” ALLO STORICO INGLESE DAVID IRVING, Chi ha dato l’inizio agli attacchi aerei sulle capitali? Vedi anche l’ottimo documentario: https://www.youtube.com/watch?v=5m6z7Iax31k

 

[4] The Greatest Story Never Told: Winston Churchill and the Crash of 1929 https://churchillcrash1929.wordpress.com/

Per un profilo su Churchill vedi anche:

WINSTON SPENCER CHURCHILL: UN OMAGGIO Di Harry Elmer Barnes: http://andreacarancini.blogspot.com/2008/04/churchill-visto-da-un-grando-storico.html – Churchill e Roosevelt: due mostri del 20° secolo: http://andreacarancini.blogspot.com/2008/07/churchill-e-roosevelt-due-mostri-del-20.html – The War Criminal Churchill di Alfred Rosenberg: http://research.calvin.edu/german-propaganda-archive/schul05.htm

 

[5] L’INGHILTERRA – INIZIATRICE DEI BOMBARDAMENTI SULLE CITTA’Di Nicholas Kollerstrom (2007)

 

[6] Lo scrittore Kurt Vonnegut, che fu testimone del bombardamento di Dresda, in quanto presente nella città come prigioniero di guerra, e che lo descrisse nel libro Mattatoio n°5, affermò in un’intervista concessa a The Independent (Londra, 20.12.2001, p. 19): “Sì, da parte dei nostri [gli inglesi], direi. Voi, ragazzi, l’avete ridotta in cenere, trasformata in una sola colonna di fuoco. Sono morte più persone lì, nella tempesta di fuoco, in quell’unica grande fiamma, che a Hiroshima e a Nagasaki messe assieme”

 

[7] “INTERVISTA” ALLO STORICO INGLESE DAVID IRVING, Chi ha dato l’inizio agli attacchi aerei sulle capitali? [7b] Testimonianza oculare dei mitragliamenti sui civili: http://www.timewitnesses.org/english/~angela2.html

 

[8] I PIANI ALLEATI PER L’ANNIENTAMENTO DEL POPOLO TEDESCO, Pubblicato sul Vierteljahreshefte fuer freie Geschichtsforschung (quaderni trimestrali per la libera ricerca storica) 5(1) (2001), pag. 55-65.

 

[9] Gianantonio Valli, La fine dell’Europa

 

[10] John Kleeves, Un paese pericoloso

 

[11] Il deputato era Sir Archibald Sinclair, Segretario per l’Air.

 

[12] In un discorso del 25 Luglio 1900, Lloyd George disse: “una guerra di annessione, comunque, contro un popolo fiero deve essere una guerra di sterminio ed è ciò che sembra stiamo commettendo, bruciando proprietà e buttando fuori dalle loro case donne e bambini”. Fonte: Bentley Brinkerhoff Gilbert, David Lloyd George: A Political Life (Ohio State University Press, 1987), pag. 183, 191.

 

[13] Vedi il nostro articolo: “La vera storia della Prima guerra mondiale. L’alta finanza all’assalto dell’Europa”.

 

[14] John Kleeves, Sacrifici Umani

 

[15] Consultabile all’indirizzo: http://www.ihr.org/books/kaufman/perish.shtml

 

[16] UN OLOCAUSTO VERO: DRESDA, 13 FEBBRAIO 1945 di Thomas Brookes (2008):

Più di 12.000 edifici nel centro della città vennero ridotti in polvere durante l’infernale tempesta di fuoco. Considerando che, oltre ai 600.000 abitanti di Dresda, altre 600.000 persone (profughi provenienti da Breslau) avevano trovato rifugio in questa città sovraffollata, si può tranquillamente presumere che ognuno di questi 12.000 edifici conteneva non meno di 50 persone. Ma di questi edifici non è rimasto praticamente nulla, e le persone che vi erano alloggiate vennero ridotte in cenere da un calore di 1.600 gradi Celsius.

I negazionisti dell’Olocausto Tedesco affermano spudoratamente che a Dresda morirono solo 35.000 persone. Considerato che venne distrutta una superficie di chilometri 7×4, vale a dire di 28 chilometri quadrati, la suddetta cifra “politicamente corretta” significherebbe che sarebbero morte meno di 1.5 persone ogni mille metri quadrati! Nel Febbraio del 2005, una commissione di storici “seri” ridusse ulteriormente tale cifra, affermando che a Dresda erano stati uccisi solo 24.000 tedeschi. Ma chiunque conosca il carattere del sistema politico tedesco sa che questi “storici seri” non sono nient’altro che volgari falsari della storia, pagati per impedire l’emergere della verità con menzogne sempre più sfacciate.

La cifra delle 35.000 vittime rappresenta solo la piccola parte delle vittime che poterono essere identificate con certezza. Erhard Mundra, membro del “comitato Bauzen” (un’associazione di ex prigionieri politici della Repubblica Democratica Tedesca) scrisse sul quotidiano Die Welt (in data: 12.2.1995, a p. 8) che “secondo l’ex funzionario del distretto militare di Dresda, nonché tenente colonnello in pensione del Bundeswehr, D. Matthes, 35.000 vittime furono identificate con certezza, e altre 50.000 vennero parzialmente identificate, mentre ulteriori 168.000 non poterono essere identificate”. Non c’è bisogno di dire che gli sventurati bambini, donne e anziani che vennero ridotti in cenere dalla tempesta di fuoco non poterono parimenti essere identificati.

Nel 1955, l’ex Cancelliere della Germania Ovest Konrad Adenauer dichiarò: “Il 13 Febbraio del 1945 l’attacco alla città di Dresda, che era sovraffollata di profughi, provocò circa 250.000 vittime” (Deutschland heute, edito dall’ufficio stampa e informazioni del governo federale, Wiesbaden, 1955, p. 154).

Nel 1992, la municipalità di Dresda diede la seguente risposta ad un cittadino che aveva chiesto il tasso di mortalità: “Secondo le informazioni attendibili della polizia di Dresda, fino al 20 Marzo [del 1945] vennero trovati 202.040 morti, la maggior parte dei quali donne e bambini. Solo circa il 30% di loro potè essere identificato. Se teniamo conto dei dispersi, sembra realistica una cifra tra le 250.000 e le 300.000 vitttime” (lettera di Hitzscherlich, datata 31.7.1992).

 

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Categorie: Controstoria, Dresda, Seconda Guerra Mondiale

Pubblicato da Ereticamente il 13 febbraio 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Joe Fallisi

    Magnifico articolo. Complimenti sinceri a Riccardo Percivaldi.

  2. Michele Simola

    Gli alleati sicuramente più feroci degli Italo-Tedeschi, pur avendo commesso crimini rivoltanti come Amburgo, Dresda, Katyn, gli eccidi degli Italo-Tedeschi in Africa e in Sicilia, Hiroshima, Nagasaki, non sono mai stati condotti di fronte ad un tribunale internazionale. Così hanno continuato a commette crimini anche nelle guerre successive. Con la loro sete di vendetta contro chi si ribella ai loro piani di sfruttamento, hanno messo in atto le loro violente vendette dando luogo a sacrifici umani come quelli di Saddam Hussein e Geddafi, offerti in sacrificio al dio ebraico, l’unica conseguenza di tali gesti e’ stata quella di provocare una ulteriore instabilità in quelle aree, instabilità che fovorisce i loro piani di colonizzazione attuati dal 1945 tramite la nato ad essi asservita e ONU, inutile organizzazione il cui unico scopo e quello di contollare la politica mondiale e possibilmente indirizzarla in senso filoamericano.
    La rieducazione dell’Europa dopo la II WW, Europa nella quale avevano perso tutti, anche coloro che risultavano vincitori ( l’Inghilterra perse l’impero, tutti gli altri paesi uscirono distrutti e in ginocchio),comincio’ da subito, i vincitori hanno cercato di instillare in tutte le genti un senso di colpa per il cosiddetto olocausto.
    Anche in Giappone i vincitori dopo averlo piegato con l’uso dell’atomica, indissero un processo in stile Norimberga dove comminarono oltre mille condanne alla pena capitale, con le quali azzerarono l’establishment militare nipponico. La realtà e’ che tutti i crimini addebitati ai nazifascisti furono commessi in gran parte da essi, e questi servirono a far si che l’opinione pubblica di ogni nazione si focalizzasse l’interesse sui crimini degli sconfitti che si sa hanno sempre torto!

  3. Claro

    Scusate tanto ma io mi chiedo: come fa il signor Riccardo Percivaldi che scrive qui sopra, ad essere tanto sicuro della presunta cifra enorme dei morti del bombardamento di Dresda e nello stesso tempo dubitare del fatto che nei lager nazisti siano stati uccisi 6 milioni di ebrei, senza contare le altre tipologie di vittime? Inoltre che colpa avevano gli ebrei qualunque, di tutta Europa, di ogni età e ceto sociale, di quello che commettevano i finanzieri ebrei o meno della finanza internazionale? Tra l’altro qui sopra vedo anche scritto che ” bisogna distruggere il pretesto su cui si basano gli americani ed i loro alleati per fare la guerra contro lo spauracchio di turno, sia esso il nazismo o il comunismo o il terrorismo islamico “. Ma non è strano che il signor Percivaldi, che a quanto pare è neofascista, se la prenda con gli americani perchè hanno combattuto contro il comunismo ai tempi della guerra fredda? Forse che voi neofascisti non siete ferocemente anticomunisti più degli americani stessi? E perchè mai allora le democrazie occidentali non avrebbero il diritto di combattere contro le dittature tipo nazismo, fascismo, comunismo ed integralismo islamico? E ripeto: come fate ad essere sicuri del numero di morti del bombardamento di Dresda e nello stesso tempo sostenere che il genocidio nazista non sarebbe mai avvenuto? Forse che l’entità della cifra dei morti del bombardamento alleato su Dresda è meglio documentata della cifra dei 6 milioni di ebrei morti nei lager nazisti? E poi chi è che ha iniziato la guerra per primo? Non sono stati i nazisti ad aggredire per primi l’Europa invadendo l’Austria, la Cecoslovacchia, la Polonia, la Danimarca, la Norvegia, l’Olanda, il Belgio ecc. ecc.?

  4. Maksimiljan

    @ Claro

    “Scusate tanto ma io mi chiedo: come fa il signor Riccardo Percivaldi che scrive qui sopra, ad essere tanto sicuro della presunta cifra enorme dei morti del bombardamento di Dresda e nello stesso tempo dubitare del fatto che nei lager nazisti siano stati uccisi 6 milioni di ebrei, senza contare le altre tipologie di vittime?”

    Non so quanto il sig. Parcivaldi dubiti della cifra dei 6 millioni (presente anche ben prima della 1° Guerra Mondiale), pero’ riguarda un pensiero di logica matematica e termodinamica. La polverizzazione in un tempo determinato e limitato (meno di 4 anni: dalla “soluzione finale” del ’41 fino al inizio ’45) di cotanti esseri umani senza l’ausilio di armi belliche, richiede capacita sterminatrici assolutamente fuori portata in ambito organizzativo e tecnico di quel tempo (e pure del nostro).

    Fino ad adesso, comunque, non hanno ancora trovato nessuna prova ne’ delle camere a gas, ne’ di un gasato e tantomento di una qualsivoglia documentazione a riguardo. Come hanno fatto e’ un “mistero” tecnico, che nemmeno i giudici del processo Faurisson riescono a spiegarsi. Poco male dicono: Non e’ importante sapere come tecnicamente abbiano fatto, ma a noi basta sapere che e’ successo. Logica puramente giudiziaria, si potrebbe dire (mi immagino cotanta logica in un processo di omocidio).

    Per Dresda la questione e’ un’altra. Le documentazioni ci sono ed in abbondanza… anzi, sono gli stessi Alleati a confermare l’accaudto.
    Per quanto rigurda il numero e difficile dirlo, ma dato che la citta era un centro abitato con surplus di immigrati, allora la starge si potrebbe quantificare in una maniera almeno parziale, ma certamente non definitiva. Comunque i cadaveri nelle foto sono carbonizzati (quindi effetto dell’incendio provocato dalle bombe al napalm e fosforo), mentre mai una vittima dei campi era stata trovata gasata, ma “solo” per malattia e deperimento.

    “Ma non è strano che il signor Percivaldi, che a quanto pare è neofascista, se la prenda con gli americani perchè hanno combattuto contro il comunismo ai tempi della guerra fredda? Forse che voi neofascisti non siete ferocemente anticomunisti più degli americani stessi?”

    Noi “neofascisti” siamo anche piu’ antimericani dei comunisti stessi 🙂

    “E perchè mai allora le democrazie occidentali non avrebbero il diritto di combattere contro le dittature tipo nazismo, fascismo, comunismo ed integralismo islamico?”

    E si e’ combattono l'”estremismo islamico”. Si vede chiaramente… Infatti anche durante le guerre nei balcani, bombardavano la Serbia cristiana e spaleggiavono le milizie ismlamiche salafite e wahabite. Ma tu guarda… lo stanno facendo di nuovo con i sunniti arabi (Arabia Saudita e emirati arabi).

    IL comunismo era un loro alleato quando serviva… oggi il comunismo stesso e’ assimilato al loro progetto mondialista. Si e’ solo rinnovato.
    Infatti gli unici che gli hanno mosso guerra sono proprio i “fascismi” e sopratutto il Reich nazionalsocialista.

    “Forse che l’entità della cifra dei morti del bombardamento alleato su Dresda è meglio documentata della cifra dei 6 milioni di ebrei morti nei lager nazisti?”

    Si lo e’… Citta’ rasa al suolo e bruciata. Nei campi nessuna traccia dei gasati o fosse comuni.

    “E poi chi è che ha iniziato la guerra per primo? Non sono stati i nazisti ad aggredire per primi l’Europa invadendo l’Austria, la Cecoslovacchia, la Polonia, la Danimarca, la Norvegia, l’Olanda, il Belgio ecc. ecc.?”

    Ancora con questa storia.

    Ma che c’entra poi l’Austria? Invasa? Con folle festanti nelle piazze?

    Difficile poi affermare che la Germania fosse la prima che invase l’Europa (l’Europa? L’Europa fu “invasa” di un sol botto?), dato che la guerra le fu DICHIARATA e non l’incotrario.

    Poi ovvio, se sei in guerra con la Francia, devi sconfiggere la Francia…o come l’Inghilterra. Lo fai sia in maniera militare che strategica. Questo comporta anche invasioni militari di altri stati.

  5. Claro

    Caro Maksimiljan, a quanto pare tu dici che non ci sono prove che nei lager nazisti gli ebrei siano stati deliberatamente sterminati con le camere a gas, tu sostieni a quanto pare che gli ebrei e gli altri internati sono morti di malattia o di fame, ma il fatto che ebrei ed oppositori antinazisti siano morti di fame o di malattia non dimostra forse che i nazisti erano disumani per il fatto che non nutrivano o non curavano i prigionieri a sufficienza? E perchè mai secondo te i nazisti si sarebbero sentiti in diritto di far morire di fame i prigionieri senza nutrirli e facendoli vivere nella sporcizia in modo che si ammalassero di tifo e morissero? Che diritto avevano i nazisti di far arrestare onesti cittadini ebrei o oppositori politici che non avevano infranto nessuna legge e tenerli in condizioni tali da farli morire di denutrizione o di tifo? Inoltre tu dici di essere sia anticomunista che antiamericano, ma allora secondo te chi aveva ragione al tempo della guerra in Vietnam? Avevano ragione i Marines americani o i Vietcong comunisti? E secondo te la CIA aveva ragione o torto ad appoggiare il golpe del generale cileno Pinochet contro il presidente Allende che era socialista e filocomunista?

  6. Maksimiljan Kodžak

    @ Claro

    Ma vuoi studiare un po’ di storia una buona volta 🙂

    “ma il fatto che ebrei ed oppositori antinazisti siano morti di fame o di malattia non dimostra forse che i nazisti erano disumani per il fatto che non nutrivano o non curavano i prigionieri a sufficienza? E perchè mai secondo te i nazisti si sarebbero sentiti in diritto di far morire di fame i prigionieri senza nutrirli e facendoli vivere nella sporcizia in modo che si ammalassero di tifo e morissero? Che diritto avevano i nazisti di far arrestare onesti cittadini ebrei o oppositori politici che non avevano infranto nessuna legge e tenerli in condizioni tali da farli morire di denutrizione o di tifo?”

    Ma chi l’ha detto che li lasciavano morire di fame! Erano le condizioni generali dei campi, dato che i rifornimenti erano sempre piu’ scarsi , per colpa dei bombardamenti sempre piu’ massicci delle citta’ tedesche e sopratutto delle infrastrutture industriali. Nemmeno i tedeschi avevano piu’ di che mangiare, figuriamoci i campi, dispiegati in piu’ nazioni.

    Curioso poi che il gas Zyklon B serviva proprio alla disinfestazione da tifo! Una cura preventiva fatta passare per operazione omicida.

    Gli ebrei nella nazione tedesca erano considerati niente di meno che popolazioni facente parte di una nazione nemica (come i Giapponesi negli USA). I campi erano progettati per il loro trasferimento ad Est. Alla fine non ando’ cosi’.
    Innocenti o copevoli in periodo di guerra non c’entra niente, dato che ogni opposizione e’ da considerarsi tradimento. Sopratutto in Germania che il conflitto era una questione di sopravivenza. Altro che conquista.

    “Inoltre tu dici di essere sia anticomunista che antiamericano, ma allora secondo te chi aveva ragione al tempo della guerra in Vietnam? Avevano ragione i Marines americani o i Vietcong comunisti? E secondo te la CIA aveva ragione o torto ad appoggiare il golpe del generale cileno Pinochet contro il presidente Allende che era socialista e filocomunista?”

    Ma chissenefrega del Vietnam. Guerra geostrategica post-coloniale, altro che comunismo vs america. Gli USA concordarono per il manteminento del traffico di droga del sud-est asiatico e lasciarono libero sfogo a regimi comunistoidi sotto protettorato cinese. I Cinesi poi divennero grandi partner commericali degli USA.

    Ma che c’entra anche Pinochet! Uno che aveva il neo-liberista ebreo Friedman come consigliere economico. Privatizzo’ ogni cosa, svendendo anche l’aria alle coprorazione USA.
    Volevi forse dire che Pinochet, dato che era anti-comunista, era in qualche modo fascista? No, anzi era un ultra-liberista, sotto l’egida dei Chicago boys.

    Allende piu’ che socialista era massone. Massone di scuola francese e giacobina. Statalista non congruo ai piani strategici degli USA. L’URSS lascio’ andare… tanto si dividevano i pezzettini di ogni continente.

  7. giannetto

    Oltre che foto della desolante distruzione di Dresda, pubblicate per favore qualche remind fotografico della tabula rasa di Hiroshima e Nagasaki, a testimonianza della gentilezza (diciamo così veterotestamentaria) degli yankees. Anche lì si trattò di una gentilezza benvenuta in nome della “democrazia”, in nome dell’… anti-barbarie. … Shock del tutto digeribile a confronto delle immaginette che mostrano i loculi bui dove presumibilmente son stati gasati sei milioni di ebrei!

  8. emilio

    mettete a confronto hitler e churcill. chi dei 2 rassomiglia di più ad un porco? (con tutto rispetto per i maiali veri)

  9. A proposito di terror bombing della RAF, dopo aver già incassato ben 54 attacchi aerei di ogni genere (documentabili) la minuscola città venete ai Treviso, che all’ inizio della guerra aveva si e no 45.000 abitanti, la sera di martedì 13 marzo 1945 – a partire dalle ore 19.55 – subì una feroce incursione da parte del 205° Group britannico di stanza nelle Puglie, con il concorso di bombardieri pesanti Wellington e Liberators, preceduti da un’ orda di Pathfinders che irrorarono di luce la città (testimoni raccontano che a 10 km di distanza in linea d’ aria nelle aie delle case coloniche – sotto oscuramento – si poteva leggere il giornale) con i “bengala” che scendevano lentamente appesi a mini-paracadute e gli artifici illuminanti “alberi di natale” policromi. I pochi abitanti rimasti (molti erano sfollati in periferia e nelle campagne circostanti in seguito alle precedenti disastrose incursioni) pur avendo già provato ogni tipo di insidie dall’ alto, ne rimasero terrorizzati. Ad una grandinata di spezzoni incendiari si unirono le bombe modulari “cookie” o spiana-isolati che dir si voglia, su una cittadinia che entro-mura misurava 1 x 1,5 km e già demolita al 50%. Risultati ottenuti? Opere d’ arte, cattedrali, scuole, edifici pubblici e case di civile abitazione (le poche rimaste) buttate giù o seriamente lesionate. Che posso dire ancora? Le ultime bombe d’ aereo caddero su Treviso il 29 aprile 1945, con gli Alleati alle porte! A buon intenditor…
    Un saluto e un ringraziamento personale per il prezioso articolo
    Bruno Fanton
    Paese, Prov. di Treviso

  10. Bombardamenti e mitragliamenti su Treviso (a corredo della @mail precedente):
    sabato 18 marzo 1944
    venerdì (Santo) 7 aprile 1944
    domenica 14 maggio 1944
    giovedì 3 agosto 1944
    mercoledì 23 agosto 1944
    sabato 9 settembre 1944
    domenica 10 settembre 1944
    venerdì 22 settembre 1944 (2x)
    sabato 23 settembre 1944
    mercoledì 27 settembre 1944
    sabato 30 settembre 1944 (2x)
    martedì 10 ottobre 1944 (2x)
    mercoledì 11 ottobre 1944
    giovedì 12 ottobre 1944 (2x)
    sabato 21 ottobre 1944
    lunedì 23 ottobre 1944
    martedì 24 ottobre 1944
    mercoledì 25 ottobre 1944
    domenica 29 ottobre 1944
    lunedì 30 ottobre 1944
    martedì 31 ottobre 1944
    domenica 5 novembre 1944
    lunedì 6 novembre 1944
    domenica 12 novembre 1944
    giovedì 16 novembre 1944
    venerdì 8 dicembre 1944
    lunedì 11 dicembre 1944
    giovedì 14 dicembre 1944
    e passiamo ora alla “settimana di Natale”:
    giovedì 21 dicembre 1944 (2x)
    venerdì 22 dicembre 1944 (4 ondate successive)
    sabato 23 dicembre 1944
    lunedì (Natale) 25 dicembre 1944 (6 ondate successive)
    mercoledì 27 dicembre 1944 (5 ondate successive)
    venerdì 29 dicembre 1944 domenica 31 dicembre 1944.
    Passiamo ora al 1945:
    11 gennaio 1945, giovedì (2x)
    15 gennaio 1945 – lunedì – (5x)
    mercoledì 31 gennaio 1945
    giovedì 1 febbraio 1945
    mercoledì 7 febbraio 1945
    martedì 20 febbraio 1945
    venerdì 23 febbraio 1945
    martedì 6 marzo 1945
    domenica 11 marzo 1945
    martedì 13 marzo 1945 (già citata)
    giovedì 15 marzo 1945
    sabato 31 marzo 1945
    martedì 10 aprile 1945
    giovedì 26 aprile 1945
    domenica 29 aprile 1945 (già citata)
    Praticamente gli unici bombardieri che non si affacciarono ai civili trevigiani furono i B-25 Mitchell della North-American, ma verosimilmente si sarà trattato di un puro caso.

    Buon proseguimento
    Bruno Fanton

  11. Resoconto finale: l’ opera dei “liberatori” su Treviso.
    Treviso, uno dei capoluoghi di Provincia del Veneto (61.129 ab. nel comune al 31 dicembre 1947) come territorio comunale ha subìto, dal ’44 al ’45, fra i maggiori danni da incursioni aeree anglo-americane. Alla fine della guerra si lamentava un 87% di edifici fra completamente distrutti, seriamente danneggiati e lievemente. In cifre (cito in parte l’ Enciclopedia Italiana Treccani) andarono completamente distrutti 700 fabbricati, gravemente danneggiati 1100, leggermente danneggiati 1962; e pertanto solamente 800 circa (su un totale di 4600) rimasero esenti da danni.
    Gravi danni hanno subìto la loggia duecentesca detta dei Cavalieri (già ricomposta con gli antichi elementi), e il palazzo dei Trecento, colpito in pieno e che attualmente si sta restaurando, (1947) consolidandone e ricomponendone le grandi muraglie. Anche il duomo ha avuto danni notevoli e nella cappella dell’Annunziata, affrescata da Giovanni Antonio da Pordenone, è andata distrutta la cupola; l’edificio tuttavia è già stato reintegrato nelle parti architettoniche colpite; lo stesso può dirsi per la bella chiesa gotica quattrocentesca di S. Maria Maggiore che, abbattuta in gran tratto della facciata, della navata maggiore e della navatella di sinistra, è già stata ricomposta e reintegrata con gli elementi originarî. Gravissimi danni hanno sofferto anche le chiese di S. Martino (di cui è sopravissuto il solo campinile) e di S. Teonisto. Minori sono quelli del complesso monumentale della chiesa e del convento di S. Caterina, ove fra l’altro, in seguito ai lavori resisi necessarî, sono tornati in luce alcuni notevoli affreschi del XIV e del XV secolo. Sono stati colpiti anche il tempio di S. Nicolò e il seminario, ove sono stati in parte abbattuti i due chiostri mentre nella sala capitolare è stato danneggiato l’affresco romanico con la Crocifissione. Hanno riportato danni notevoli anche numerose caratteristiche costruzioni civili dei secoli XIV, XV e XVI, tra le altre quella ove hanno sede il Museo e la Pinacoteca, ma anche per molti di questi edifici s’è subito provveduto ad un restauro che è valso ad impedire che la città perdesse il suo carattere artistico. (Treviso, città dipinta, la piccola Parigi, la Venezia di terraferma, ecc.).- Per diversi anni nel dopoguerra campeggiarono sui mozziconi di muro di alcune case semidiroccate (anche durante l’ occupazione britannica durata sino al ’47) le scritte “Opera degli Anglo-assassini” e “Cesserà l’ odio quanto il dolore”.
    B. F. 14.2.’17 ore 17.07

  12. GIANCARLO

    La differenza tra i (presunti) 6 milioni di ebrei, e le decine (presunte) di milioni di vittime civili degli anglo americani? La prima è un dogma debitamente riproposto ogni anno e relativi imprigionamenti per chi non ci crede, la seconda non frega nulla a nessuno. Capito caro Claro?

  13. Daniele Simonazzi

    Leggete “bagatelle” PDF di Celine e vi sara’ chiaro tutto,l’unico vero nemico che si gode a vedere gli altri popoli distruggersi tra di loro e’ l’EBREO ,per 1960 anni I papi lo hanno detto ,non vedete tutte le banche sono ebree tutta holliwood case cinamatografiche registi ebrei guardate I Nomi e in Italia debenedetti ebreo mentana ebreo mimun ebreo Ferrara ebreo augias ebreo mieli ebreo ecc ecc.una persona 2000 anni fa aveva detto agli ebrei” voi avete per padre il diavolo” ,piu’ chiaro di cosi’

    • Primula Nera

      Credo però sia giusto ricordare(e lo dico senza alcun intento polemico) che tra gli ebrei vi sono state(e vi sono)anche persone degnissime(a parte che,ad esempio, anche un Mieli a me non dispiace…). E’ giusto rimarcare che ebrei erano anche personalità come Hoffmannsthal scrittore monarchico, uno dei precursori della Rivoluzione Conservatrice;oppure Kantorowicz (autore dello splendido “I due corpi del re”),pluridecorato nella prima guerra mondiale,attivo nei freikorps nel combattere la minaccia spartachista .
      Nei nostri giorni un popolare studioso ebreo francese Eric Zemmour ha messo in guardia i popoli europei dal pericolo di una immigrazione incontrollata in un testo come “Il suicidio francese”; per lui è seguito un duro ostracismo dai media di regime…Ma di esempi se ne potrebbero fare tanti altri.
      Perciò è giusto criticare il potere di determinate lobbies ma, ovviamente, sui singoli individui non si può dare un giudizio a prescindere in base alle origini.Non è che siano tutti liberal progressisti.Credo che lei la pensi come me,ma era giusto specificarlo….

  14. Daniele Simonazzi

    Vi e’ un sito “aaargh Italia ” dal quale si possono scaricare libri normalmente censurati .uno dei migliori “LA scuola dei cadaveri” di Celine .Purtroppo il buon gesu’ ci aveva visto Giusto riguardo agli ebrei.siamo noi che dormiamo come un gregge di pecore

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