Platonismo e Fisica dei Quanti: una convergenza ermetica – Giandomenico Casalino

Platonismo e Fisica dei Quanti: una convergenza ermetica – Giandomenico Casalino

La fisica quantistica e la sua meccanica, in una parola, la “visione del mondo” a cui fanno accedere è simile in guisa sorprendente al significato profondo di tutta la tradizione filosofico-sapienziale pla­tonica. La “conoscenza” galileo-newtoniana di natura empirica e/o empiristica, che nasce dai sensi, si ferma al “compatto”, al “solido”, al “materiale”, afferma, come tutta la cultura moderna, che solo esso è reale e quindi vero, e che solo ciò che si può dedurre e riprodurre, argomentare e provare su di esso ed attorno ad esso, mediante l’esperi­mento, che possiamo definire una sorta di “incidente proba­torio” della fisica classica, è  il campo esclusivo della conoscenza, poiché è l’unica “cosa” che si può conoscere, essendo l’unica realtà. L’approccio epistemologico della fi­sica dei quanti e delle particelle subatomiche, essendo il me­desimo di quello su cui poggia il Timeo di Platone, è ovviamente del tutto differente, in quanto ribalta integralmente, revocando in dubbio il soggettivismo sensista moderno, tale punto di vista. Esso afferma che tutto ciò non è altro che “opinione”, nel senso che è conoscenza ingannevole, in quanto, fermandosi alla superficie “dura” e “compatta” di quello che, con i sensi, giudichiamo e definiamo “materia“, non giunge a conoscere la essenziale e autentica na­tura, profonda, della realtà; natura profonda nel senso di vera, che non è solidificazione temporanea di “qualcosa” d’immutabile ma è “qualcosa” d’immutabile che è la stessa natura nella sua essenza, come realtà intima. Quindi, an­dando oltre la “compattezza” e la “materialità”, a cui si ferma lo spirito volgare e superficiale, atteggiamento spirituale tipico dell’uomo moderno, si giunge alla Phýsis che nella sua veste-involucro è Energia (in quanto E = mc2; e se l’energia è uguale alla massa -“compattezza” – “materialità”, al­lora la massa -“compattezza” è solo energia), ma, al di là dell’involucro, ciò che “tiene” l’involucro, ciò che rende pro­gettuale il fotone, che è particella-vettore di luce-energia, è il Progetto – il teleologico, il Pensiero, l’Intelligenza nella loro ampiezza Cosmica – che ha per finalità la Forma-Idea­ ente (tanto nel micro quanto nel macro). Pertanto,  secondo la teoria dei campi gravitazionali, concetto questo identico a quello della chòra platonica (Heisenberg, infatti, vi giunse per intuizione quando, da giovane liceale, leggeva appassionatamente il Timeo di Platone…) la vera natura delle cose (noi e il mondo) non è ciò che appare ai sensi e che si “cono­scecon i sensi, bensì ciò che non si “conosce” con i sensi ma solo con il Pensiero che, essendo la medesima essenza delle cose (con insegna Hegel, sviluppando la Tradizione Platonica), individua, esso solo, gli effetti di esso solo cioè della Intelligenza e quindi vede il Progetto. Possiamo dire che l’Idea-Forma-Ente è (la convergenza-effet­tivita dell’)Intelligenza; noi possiamo vedere esclusivamente con la Mente-Pensiero solo (gli effetti del) il Pensiero, che sono le Idee-enti, ma non possiamo vedere e conoscere la Causa di questi effetti poichè essa è l’Uno-Bene e cioè il Grande Progetto che consente all’ente di es­sere esso stesso progetto; cioèCasa 2 l’Ente in tanto è in quanto realizza l’Idea-Progetto, ma, a sua volta, l’idea-progetto è frutto, è conseguenza cioè è figlia di Ciò che la rende visibile e conoscibile, poiché reale ed esistente, e questo Qualcosa non lo si può né nominare, né vedere con gli occhi fisici né conoscere direttamente, ma è visibile e quindi co­noscibile solo con gli occhi della Mente poiché esso è il Pen­siero, l’Intelligenza Cosmica in quanto Uno cioè Unità Logica delle parti, dei “momenti” del Progetto. Ecco cosa vuol dire Platone quando esprime il concetto di «epèkeina tes usìas», “che significa oltre l’ente”,  ed è l’Uno-Bene (che è  infatti oltre l’ente-essere), Lui fa nascere ed essere ciò che costituisce l’Unità compatta (non di materia che non esiste) di Forma-Idea e realizza attraverso di essa, Se stesso, nel senso che l’Uno-Intelligenza-Progetto è nella Idea, anzi è l’Idea, ma ne è al di sopra, poiché, causando la sua vita, è ad essa superiore. Non si può vederlo, né no­minarlo, né dire quello che è né quello che non è (Plotino). Pertanto “l’informazione”, il Pensiero, che è la natura vera ed essenziale del Mondo (secondo la fisica dei quanti… e la filosofia platonica nonché il Sapere di Hegel) è la Causa del mondo; esso è Invisibile agli occhi fisici, solo gli occhi del Pensiero dell’uomo (che è suo simile, cioè “parte” di Esso, aspetto di Esso) che è della stessa natura del Pensiero cosmico, possono dedurre – ecco la filosofia di Hegel, il suo concetto di mediazione e la sua identità di Logica (Pensiero) e Onto­logia (Mondo) -, con il percorso circolare, che esso è il Pensiero in quanto Struttura Originaria, Organismo, Progetto,  Spirito e Vita e che è lo stesso di quello che governa, come Vera Natura, noi umani.

Il medesimo “principio di indeterminazione”, scoperto da Heisenberg nel 1927, non fa che palesare e confermare indiscutibilmente tutto ciò! Infatti, secondo tale rivoluzionaria scoperta, che demolisce alla radice la grossolana ed ingenua visione della fisica classica galileo-newtoniana, fondata essa stessa sul dualismo cartesiano, il soggetto conoscente ed indagatore nell’osservare la particella subatomica, la fa essere e muovere (e l’essere, in senso “ontologico”, qui è effettuale al suo movimento nonché al tipo dello stesso…) in guisa conseguenziale alla sua stessa osservazione: cioè il soggetto e l’oggetto interagiscono in guisa tanto contestuale, unitaria e riflessiva,  un sull’altro e l’altro sull’uno, quasi specchio uno dell’altro, che gli stessi non sono che Uno; ciò vuol dire, in termini epistemologici ed in tema di Visione del Mondo, che il soggetto che osserva e conosce non può che acquisire una determinata conoscenza dell’oggetto che è necessariamente e istantaneamente, proprio nel momento della visione dello stesso, effettuale nonché della stessa natura del medesimo soggetto, non solo ma il soggetto stesso, con il vedere e con il conoscere, anzi a causa di ciò, determina letteralmente l’essere e l’esistere nonché il muoversi medesimi della stessa particella, la quale apparirà e sarà all’occhio ed alla Mente del soggetto, proprio come egli l’ha determinata ed egli medesimo avrà e sarà Conoscenza di tale “oggetto” (non essendo infatti un oggetto…!) assolutamente simili ad esso medesimo, cosicché di essi (soggetto ed oggetto) si può dire ciò che proprio il Platonismo nonché il Sapere di Hegel hanno insegnato: “il simile è conosciuto solo dal simile!”; principio che equivale a dire: “si conosce ciò che si è e si è ciò che si conosce!”. E se si rammenta che questi principii, che sono Verità dello Spirito e della Natura, unitariamente concepiti, sono i medesimi posti a base della stessa Tradizione Ermetica (basti pensare alla cosiddetta “proiezione” della natura spirituale Aurea che letteralmente costruisce l’Oro…!) appare tutto più chiaro ed esplicito.

Pertanto è conseguenziale concludere che noi siamo Idea-Forma-Ente che è la presenza visibile del Progetto-Pensiero in quanto tale Pensiero è presente in noi come impronta della sua paternità (Plotino) e siamo quindi la stessa na­tura profonda dell’Universo tutto: Pensiero, Intelligenza…, Energia che è programmata dall’interno, dall’Intelligenza ad essa Immanente. Ed il Circolo è chiuso, perfetto, come l’Uroboros!

 

 

Bibliografia essenziale

 

PLATONE, Fedone.

PLATONE, Teeteto.

PLATONE, Parmenide

PLATONE, Timeo.

  1. HEISENBERG:: Fisica e oltre, Torino 1984, pp. 15, 17, 145, sulla convergenza tra la visione della fisica delle particelle e il Timeo di Platone.
  2. GUITTON, Dio e la scienza, Milano 1981.

G.G.F HEGEL, Scienza della Logica, Bari 2004.

  1. GEMBILLO, Werner Heisenberg: la filosofia di un fisico, Napoli 1987.
  2. PAULI, Psiche e natura, Milano 2004.
  3. A. SABBADINI, Pellegrinaggi verso il vuoto, Torino 2015.
  4. BOHM, Universo, mente, materia, Como 1996.
  5. NAGEL, Mente e cosmo, Milano 2015.
  6. EVOLA, La tradizione ermetica, Roma 1998.

G.A. MAGEE, Hegel e la tradizione ermetica, Roma 2013.

  1. CASALINO, La conoscenza suprema, Genova 2012.
  2. CASALINO, Sul fondamento. Genova 2014.
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Categorie: Ermetismo

Pubblicato da Giandomenico Casalino il 23 dicembre 2015

Giandomenico Casalino

«… La Totalità autofondante, che è l’Intero ed è il Vero e cioè l’Assoluto, è il concetto-realtà di “ciò che è causa di sé stesso” e della effettuale convergenza di natura, essenza e verità tra Filosofia platonica, Tradizione Ermetica e Sapere di Hegel, poiché esse, anche se con linguaggi differenti, a causa dei diversi contesti storico-culturali in cui si manifestano, dicono il Medesimo… il Sapere è Uno e la Tradizione che è Sapere, Gnosi, può anche apparire in tanti volti e differenti immagini o discorsi, ma colui che è condotto dalla virtus del Cuore, inteso come centro vivente dell’Essere e quindi nous in senso arcaico, ne vedrà l’unica natura, riconoscendo sé stesso in essa come in uno specchio:
” … infatti gli interpreti dei Misteri dicono che «i portatori di ferule so-
no molti ma pochi i posseduti dal Dio» e costoro, io penso, non sono
altri che quelli che praticano la Filosofia nel vero senso del termine…”
(Platone, Fedone, 69 c-d)…».

Commenti

  1. argo

    L’ennesimo “grazie” a Giandomenico per l’opera di “explicazione”, veramente apprezzata.

    “…fiera non adocchiava, che del folto bosco
    gli fuggisse nel fondo, e la cui traccia
    perdesse mai.”

  2. Gianni

    Ho letto e con particolare interesse ho riletto l’interessante esposizione posta da Giandomenico Casalino.
    Lavoro esposto con opportuni e significativi richiami.
    Sarebbe stimolante un confronto su alcune considerazioni che divergono nelle nostre rispettive conclusioni.
    Un cordiale saluto

  3. Giandomenico Casalino

    Gentile sig. Gianni, la ringrazio per l’attenzione prestata al mio scritto e, ove voglia esporre qualche osservazione sullo stesso, le risponderei con piacere.
    Cordiali saluti

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