La verità su S’Anna di Stazzema

La verità su S’Anna di Stazzema

La storia della Resistenza comunista italiana è costellata da episodi talmente orrendi che sembrano, visti con gli occhi di oggi, assurdi e incredibili. In realtà tali episodi non furono né casuali né sporadici; i partigiani seguivano una linea ideologica e strategica ben precisa e già collaudata alla nascita dell’Unione Sovietica. Per potere perseguire la logica della resistenza comunista, rappresentata dalla strategia del terrore, servivano uomini che sapevano essere cinici e sanguinari, perché solo chi é permeato da tanta disumanitá puó apprezzare l’ideologia comunista.

La presenza permanente ed attiva dei criminali comuni all’interno della resistenza non deve per nulla stupire. Tra delinquenti della peggior specie e partigiani non c’era nessuna differenza e nessuna divergenza, sia di vedute che di comportamento anzi, la posizione dei partigiani è più grave perché, sia la pianificazione che l’esecuzione dei delitti erano la risultante della più sanguinaria freddezza e del più cinico odio ideologico. Ecco perché i crimini della resistenza sono particolarmente efferati. Che fossero dei criminali comuni o criminali guidati dall’ideologia (questo erano i partigiani), tutti gli autori di delitti furono coperti con ogni mezzo e in modo sistematico, sia dall’apparato del partito comunista italiano che da quello sovietico, sino ad organizzarne, qualora non ci fossero altri mezzi per proteggerli, la loro fuga ed il mantenimento nell’Unione Sovietica di Stalin.Tra gli innumerevoli esempi che consentono di comprendere perfettamente quale era la costante che contraddistinse sempre la strategia delle bande armate comuniste, si puó citare la tragica vicenda che il 12 agosto 1944 coinvolse Sant’Anna di Stazzema, un paesino dell’entroterra Lucchese, localitá nota come paese “vittima di stragi” da parte tedesca e fascista.

In realtá anche in questo caso, nulla togliendo alla crudezza germanica, furono i partigiani a fare inferocire i tedeschi, con il preciso scopo di indurli a compiere una rappresaglia, (che porterà alla fucilazione di quasi tutti gli abitanti del piccolo borgo).

Prima di addentrarci nella lettura che segue, vorrei fare una premessa! è ormai risaputo che il mesto operato dei partigiani non fu mai di nessuna importanza per le sorti del conflitto, come se ciò non bastasse, gli alleati, che pure si servirono di questi mascalzoni, non li ebbero mai in alcuna considerazione, tanto che essi per primi li considerarono sempre dei viscidi criminali.

Dell’amara vicenda di questo piccolo borgo ci sono chiare testimonianze di alcuni sopravvissuti. Tra di essi il signor Duilio Pieri, che nella strage perdette il padre, la moglie, due fratelli, le cognate e quattro nipotini, e che dal 1945 è presidente del locale “Comitato vittime civili di guerra”. I partigiani in questione erano i criminali della brigata 10/bis Garibaldi, i quali seguivano l’ormai collaudata tecnica: per prima cosa effettuarono alcuni agguati contro i tedeschi, che a loro volta risposero con una serrata ricerca dei ribelli nelle campagne circostanti al paesino. In quell’occasione i partigiani si introdussero a forza dentro le case e da lì spararono contro i tedeschi (questa operazione mirava a indurre i tedeschi a pensare che tra la gente del posto vi erano partigiani, o che la gente del posto desse loro protezione, azione che faceva scattare il diritto di rappresaglia).

A loro volta i tedeschi effettuarono una prima rappresaglia nella quale si limitarono a dare alle fiamme le case da dove erano partiti i colpi. Ma i partigiani continueranno nei loro agguati, sempre col medesimo scopo, indurre i tedeschi (in quel caso si trattava di un battaglione della 16° Divisione SS Reichsführer) a compiere altre rappresaglie. Con l’intento di non fare sfollare i civili, per farli uccidere, i partigiani tranquillizzarono la gente del posto assicurando loro che in caso di una nuova rappresaglia li avrebbero difesi. Infatti ben presto i tedeschi, decisi a “bonificare” la zona, affissero l’avviso di sgombero della popolazione per via dell’imminente rappresaglia (con tanto di avviso che avvertiva che chiunque fosse stato trovato nell’abitato sarebbe stato passato per le armi perché considerato fiancheggiatore dei partigiani).

Racconta Amos Moriconi, un ex minatore che in quel periodo faceva il fornaio, che nella strage perdette la moglie, la figlioletta di due anni, la madre, due sorelle, un fratello e il suocero.<<(…) I comunisti però intervennero subito, strappando il manifesto tedesco e affiggendone un altro nel quale facevano obbligo ai civili di non muoversi. Che cosa dovevamo fare? Eravamo presi tra due fuochi. La presenza minacciosa dei partigiani comunisti era molto più concreta di qualsiasi ordinanza tedesca. Così restammo tutti. Gli abitanti di Sant’Anna, gli sfollati che avevano cercato salvezza nel borgo appenninico non potevano certo sospettare, in quei momenti, che i comandi comunisti avevano freddamente deciso di sacrificarli. I partigiani calcolarono infatti cinicamente che le SS avrebbero scambiato gli uomini di Sant’Anna per partigiani comunisti e li avrebbero massacrati, tornando quindi alle loro basi con la certezza di aver “ripulito” la zona.>> Amos Moriconi continua il racconto:<<(…)Ricordo che affrontai uno degli ultimi partigiani che si accingevano a lasciare il paese e gli dissi: “Perché ci abbandonate? Voi sapete bene di averci infilato in una rete e sapete anche che i tedeschi non ci risparmieranno. Avevate promesso di difenderci. Dove ve ne andate adesso?”. Ma quello mi guardò ghignando e si allontanò senza rispondermi>>.

Ben si comprende quindi che la strategia delle bande comuniste era quella di condurre a morte certa i civili.

Racconta ancora, Amos Moriconi. <<La strage incominciò poco dopo le sei del mattino. I tedeschi, circondata la vasta conca dell’anfiteatro dove sorge Sant’Anna, si divisero in squadre, penetrando simultaneamente nelle diverse frazioni che compongono il paese: Argentiera, Le Case, Franchi, Vaccareccia, Coletti, Bambini, Colle, Sennari e Molini.

La popolazione venne colta di sorpresa. L’allarme però corse fulmineo di casa in casa e furono numerosi coloro che riuscirono a mettersi in salvo gettandosi nei boschi che circondano Sant’Anna. Ma, come già era accaduto in occasione di precedenti allarmi del genere, solo gli uomini tra i 18 e i 60 anni cercarono scampo. Fino a quel momento, infatti, l’incubo della rappresaglia aveva sempre risparmiato, almeno nello Stazzemese, i vecchi, le donne e i bambini.

Nessuno in paese, quella mattina, poteva sospettare che i tedeschi fossero decisi a uccidere senza pietà, quali “fiancheggiatori” dei partigiani, tutti gli abitanti di Sant’Anna. Nessuno poteva immaginarlo, ad eccezione però di alcune persone: i capi partigiani comunisti della zona. Questi, infatti, sapevano benissimo che i tedeschi, quando ritenevano di dover eliminare qualsiasi presenza partigiana in un determinato settore, non esitavano a massacrare anche i civili che abitavano nella zona. Lo sapevano anche perché proprio in quelle ultime settimane, e specie nel territorio della provincia di Arezzo, centinaia di innocenti erano stati trucidati nel corso di alcune feroci ritorsioni scatenate dalla attività criminose di formazioni partigiane rosse. Ma i capi comunisti, fedeli alle direttive della “guerra privata” condotta dall’organizzazione rossa, si guardarono bene dal mettere sull’avviso gli abitanti di Sant’Anna: a loro, quegli uomini, quelle donne, quei bambini, facevano più comodo da morti che da vivi, visto e considerato, tra l’altro, che nessuno degli abitanti del paese aveva voluto entrare nelle formazioni partigiane comuniste.>>

Un altro sopravvissuto, Mario Bertelli, in un primo momento pensò che comunisti alla fine sarebbero intervenuti in difesa del paese e della popolazione ma si trattò di una illusione che durò poco. Bertelli racconta <<(…) Dal mio nascondiglio potevo sentire l’eco degli spari e delle raffiche. La distanza mi impediva di udire le grida e le invocazioni d’aiuto. Per un po’ di tempo ritenni così che i tedeschi sparassero più che altro per intimidire la popolazione come era già accaduto altre volte. Poi cominciai a vedere il fumo degli incendi. Bruciavano case un po’ dovunque. Mi resi conto che la situazione si stava facendo tragica. Ero solo, senza armi. Tornare in paese in quelle condizioni non sarebbe servito a nulla: non avrei potuto aiutare i miei familiari e sarei caduto subito nelle mani dei tedeschi. Trascorsi così ore di agonia. Alla fine gli spari diminuirono di intensità e poi cessarono del tutto. Mi avviai allora verso l’abitato. Avrei voluto correre ma ero troppo debole a causa della malattia: il terrore di quanto avrei potuto vedere in paese mi piegava le gambe. Quando giunsi, molte case stavano bruciando. Mi avvicinai alla prima: vidi alcuni cadaveri tra le fiamme. Allora corsi urlando come un pazzo verso la mia casa. Era stata distrutta dalle fiamme, ma tra le macerie infuocate non trovai alcun cadavere. Mi spinsi allora fino alla piazza della chiesa, da dove vedevo levarsi un fumo denso. Ma quando vi arrivai, una scena spaventosa mi inchiodò al suolo senza che avessi più la forza di avanzare di un passo: un mucchio enorme di cadaveri stava bruciando lentamente. Ad un tratto mi sentii afferrare convulsamente e una voce, quella di mio padre, singhiozzò: “Sono là dentro… tutti”. Seppi cosi che nell’orribile cumulo e erano anche mia moglie, mia madre, le mie sorelle Pierina e Aurora e mio nipote. La rappresaglia però non si accanì contro tutte le frazioni che compongono Sant’Anna. Nella frazione Sennari, per esempio, le SS diedero fuoco ad alcune case e radunarono tutta la popolazione in una piazzetta. Sistemarono quindi le mitragliatrici per falciare quei poveretti: giunse però all’ultimo momento un ufficiale che impedì il massacro.

Nella frazione Bambini, i tedeschi non bruciarono case e non uccisero alcuno. Le altre frazioni, invece, furono quasi tutte distrutte e gli abitanti massacrati. Non si è mai capito il perché di questa terribile selezione. Una risposta può essere data dal fatto che le SS conoscevano o perlomeno, credevano di conoscere l’ubicazione delle case nelle quali erano stati ospitati i partigiani o, peggio, dalle quali i partigiani avevano fatto fuoco contro i loro camerati. Infatti durante il rastrellamento, accanto ai tedeschi c’era un ex partigiano comunista di nazionalità polacca, diventato spia delle SS (di norma i partigiani presi prigionieri, per evitare di essere fucilati, tradivano sistematicamente i loro compagni, mandandoli a morte certa, oppure si mettevano al servizio dei tedeschi indicando loro le frazioni da distruggere e le famiglie da massacrare perché nascondevano partigiani).

I tedeschi compirono la loro rappresaglia e se ne andarono, dopodiché i partigiani, che erano rimasti a godersi lo spettacolo nascosti poco distante dal centro abitato, rientrarono in paese per compiere ció che fu sempre la prerogativa di questi sciacalli , il saccheggio delle case e l’espoliazione dei cadaveri, non mancando mai di strappare persino eventuali protesi dentarie in oro.

Racconta Amos Monconi:<<(…) Fu allora che qualcuno mi disse che era necessario seppellire subito i morti. Raccolsi un pò di attrezzi e scavai una grande buca. Poi vi trasportai le salme dei miei congiunti e cercai di comporle prima di seppellirle. Mentre mi stavo dedicando a questa terribile incombenza, vidi i partigiani. Erano due. Uno lo conoscevo bene da tempo: era un milanese che si faceva chiamare “Timoscenko”. Si avvicinarono a me. Notai subito che avevano le tasche piene di portafogli, oggetti d’oro e d’argento. Se ne erano infilati anche dentro la camicia. Li guardai senza parlare. “Timoscenko” allora mi disse: “Devi consegnarci tutti i soldi e gli oggetti di valore che trovi sui morti. Siamo noi che dobbiamo prenderli in consegna”. Mi sentii salire il sangue alla testa; impugnai la piccozza e la alzai di scatto; “Vattene” gli dissi… “Vai via se non vuoi che ti spacchi il cranio”. “Timoscenko” esitò un momento poi, senza replicare, si allontanò”. Sul conto di questo “Timoscenko” e altri partigiani comunisti ne abbiamo sentite raccontare di tutti i colori. Furono visti entrare nelle case dove non era rimasto vivo più nessuno e uscirne dopo aver fatto man bassa. Furono anche visti spartirsi il bottino.

Il racconto di Amos Monconi fu confermato da Teresa Pieri, una delle superstiti la quale, raccontando ciò che vide qualche giorno dopo la strage affermò <<(…)scesi a Valdicastello, in una strada riconobbi due partigiani comunisti che avevo visto tante volte a Sant’Anna. Mi avvicinai e mi accorsi che si stavano dividendo soldi, braccialetti, catenine d’oro. Tutta roba rapinata sui cadaveri dei nostri cari>>.

Vincenzo Ballerino

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Categorie: Controstoria

Pubblicato da Ereticamente il 1 settembre 2015

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Claro

    Possibile che la povera gente trucidata dai nazisti avesse con se tanti oggetti d’oro e d’argento? Siamo sicuri inoltre che non c’è stato qualche reparto fascista repubblichino che ha partecipato al massacro? In ogni caso da questo racconto si può dedurre che i nazisti trucidavano i civili a caso, mentre invece i partigiani uccidevano solo militari nemici e mai civili.

  2. Maksimiljan Kodžak

    @Claro
    Ma sei serio?

    Per favore, qualcuno mostri a Claro la realta’ prima che sia troppo tardi…

  3. Claro

    Caro Maksimiljan Kodzak e cari membri di questo sito, io sono seriamente interessato a conoscere anche la vostra versione della verità, in modo documentato però, in quanto a me molte persone hanno insegnato la versione antifascista della verità. Per esempio è vero oppure è falso che i partigiani, comunisti o meno tali, uccidevano solo militari nemici e mai civili? Potete citarmi casi di civili uccisi dai partigiani che non facessero la spia per i fascisti? Come giudicate casi controversi come l’eccidio di Marzabotto o di S.Anna di Stazzema? Quei massacri di civili avevano una qualche parvenza di legittimità secondo voi? Io non ho intenzione di offendere nessuno, io ho solo intenzione di conoscere la verità dei fatti.

  4. Claro io temo che tu abbia da tempo portato il cervello all’ammasso.Vuoi un nome? Piero Persichetti un adolescente morto assieme a decine e decine di agenti del battaglione di polizia “Bolzano” in via Rasella a Roma.Gli stragisti furono decorati con medaglie al valore militare (sic) ed eletti in parlamento. Leggi, studia,documentati. Ti consiglio la lettura di Giorgio Pisanò e delle sue opere storiografiche.Tutte le rappresaglie tedesche era legittime e previste dai codici militari internazionali e furono attuate da tutti gli eserciti del mondo. I mongoli dell’armata rossa stuprarono due milioni di donne tedesche nel 1945 come bottino di guerra, incitati a farlo quotidianamente da radio Mosca.Certo non tutti gli ostaggi erano colpevoli,soprattutto donne e bambini coinvolti appositamente dai partigiani nelle prevedibili ritorsioni, con lo scopo di scavare odio e divisioni tra italiani e tedeschi e i loro alleati della RSI.Ma ciò vale anche per le vittime di Hiroshima e Nagasaki, non credi?

  5. Claro

    Caro Gherardo Maffei, tu hai nominato un certo Piero Persichetti, chi era costui? Era un civile romano ucciso per errore dai partigiani in via Rasella? Ma non si chiamava Pietro Zuccheretti l’unico civile romano ucciso per errore dalla bomba in via Rasella? Se non sbaglio i soldati del battaglione Bozen uccisi erano 33, mentre i civili uccisi dai nazisti erano 335 e tra essi vi erano circa 70 ebrei. Secondo te era giusto che con la scusa della rappresaglia i nazisti ed i fascisti se la prendessero con gli ebrei? Tu come giudichi le leggi razziali naziste e fasciste? Tu dici che le rappresaglie tedesche erano legittime, ma se non mi sbaglio la legittimità stava nel rapporto da uno a dieci, allora come mai a Marzabotto sono stati uccisi circa 600-700-800 civili? I partigiani bolognesi quanti soldati tedeschi avevano ucciso per giustificare una rappresaglia tedesca così grande? Tu caro Gherardo Maffei hai accennato anche al fatto che pure i sovietici e gli anglo-americani hanno compiuto delle rappresaglie, ma io penso che se le rappresaglie tedesche erano legittime, allora erano legittime anche le rappresaglie sovietiche ed alleate se avvenivano come ritorsione ad una provocazione, purchè il rapporto fosse comunque da uno a dieci come sancito da non ricordo quale legge internazionale.

    • marco

      ma io mi chiedo se cera l’ordine di hitler x ogni tedesco ucciso 10 italiani questi di via rastella sapevano che mettevano a morte parecchie persone
      con quella azione anno vinto la guerra ho anno sepellito 300 pesone innocenti io avrei messo in galera quei partigiani invece di premiarli

  6. Maria Cipriano

    M’intrometto nella discussione, scusate.
    Per quanto riguarda l’oro e l’argento, non si trattava certo di chissà cosa, ma di quei semplici oggetti che nelle nostre campagne era normale possedere: una catenina, un paio d’orecchini, un anello, una medaglietta, il che non toglie nulla alla deprecabilità del furto compiuto dai partigiani, furto a cui lo stesso Giorgio Pisanò stentava a credere, come lui stesso riferisce nel suo libro “Sangue chiama sangue.”.
    Per quel che riguarda gli eccidi nazisti e in specie quello di S.Anna, io ho scritto a suo tempo un articolo (“una strage misteriosa: S.Anna di Stazzema”) che forse al primo commentatore potrà interessare, visto che anch’io, come lui, sono cresciuta nelle versione antifascista dei fatti e spesso partecipavo ai “festeggiamenti” del 25 aprile, prima di accorgermi che c’è poco o nulla da festeggiare.
    Non sono comunque d’accordo con chi demonizza la Resistenza in blocco né con chi assolve i tedeschi dai loro eccidi, e penso che Mussolini mi darebbe ragione, visto che la autorità della RSI protestavano invano contro questo modo barbaro di procedere. Che poi altri l’abbiano fatto o abbiano fatto di peggio, questo significa poco.
    Circa la partecipazione di reparti regolari della RSI, il capitolo degli eccidi nazifascisti come comunemente sono chiamati, va analizzato prendendoli uno per uno perchè, contrariamente a quel che si pensa, sono uno diverso dall’altro per motivazioni, antefatti, esecuzioni e conclusioni. Non bisogna poi confondere i reparti regolari della RSI con i reparti “fai da te”, svincolati dal Governo repubblicano, e con i collaborazionisti stabili o occasionali dei tedeschi, i quali per danaro o altre ragioni in genere piuttosto basse, “aiutavano” i tedeschi nelle loro spedizioni punitive, magari mascherandosi per non farsi riconoscere dalla gente del posto, e potevano essere chiunque, anche i più insospettabili.
    Circa la questione se i partigiani abbiano ammazzato civili, ebbene purtroppo sì: la famiglia Conz di Belluno, tanto per fare un nome, colpevole di aver criticato le loro violenze. Una semplice critica, un sospetto, un’antipatia, un rifiuto, poteva costare cara, soprattutto laddove i partigiani si sentivano più forti e numerosi.
    Per il resto, io preferisco seguire la via indicata dal pluridecorato generale Amilcare Farina, comandante della divisione San Marco (uno dei reparti militari più importanti della RSI), che costruì, con l’aiuto di Graziani, il cimitero di Altare in provincia di Savona, tuttora visitabile e ben tenuto da questa repubblica, luogo d’insolita pace e riflessione dove volle seppellire sotto il Tricolore, nel pieno infuriare della guerra civile, tutti i caduti di ogni parte, tedeschi e americani, fascisti e partigiani. Perchè le guerre spesso arrivano a un punto tale di barbarie che non si capisce più dov’è la ragione e dov’è il torto, dov’è la Patria e dove invece sono il caos e l’abiezione morale.

    Maria Cipriano

  7. Claro

    Cara Maria Cipriano, se ho ben capito tu saresti di orientamento fascista ma antinazista se non sbaglio. Ma allora è vero oppure è falso che le rappresaglie sui civili erano legittime col rapporto da uno a dieci in caso di attentato da parte della controparte? E questo valeva per entrambe le parti in conflitto? Quando tu dici che non sei d’accordo con chi demonizza la resistenza in blocco, intendi forse dire che tu demonizzi solo i partigiani comunisti e non i partigiani moderati?

  8. Maria Cipriano

    Io sarei una storica non professionista, e in questa veste ho imparato che se la Storia si potesse semplicemente dividere come una quantità matematica non sarebbe più la Storia.
    In quanto all’ondivago fronte dei partigiani moderati non comunisti, ve n’erano di altrettanto violenti, magari nascosti dietro la bella facciata. Tra i comunisti poteva esserci qualcuno con del fegato, come Renato Seghedoni, comunista della brigata Garibaldi che stracciò la tessera del pci in faccia ai compagni, stanco dei crimini compiuti, minacciando di andare dai Carabinieri: venne prelevato e mitragliato.
    La Resistenza è piena di storie contraddittorie, proprio come la vita.
    Pirandello diceva: non sappiamo bene chi siamo. E’ vero. Ma il “chi siamo” veramente viene fuori, prima o poi, all’occasione giusta, nel momento della prova decisiva. Anche per questo non mi pongo certo il problema della legittimità formale di fronte al massacro di donne, di vecchi e di bambini, in particolare se miei connazionali.
    Maria Cipriano

  9. Claro, chiedo venia per il cognome in effetti era esatto quello da te citato; la mia non più verde età ne è la ragione. Tu poni dei quesiti in parte condivisibili. Replicherò allora anch’io con altri. Mi spieghi la ragione per cui l’ ultimo prigioniero di guerra del secondo conflitto mondiale, Erich Priebke è stato volutamente lasciato morire centenario in cattività,dagli italiani che ne erano alleati, per aver compiuto il proprio dovere di militare, mentre gli attentatori sono stati insigniti di medaglie ed eletti in parlamento? Costoro sono fuggiti dopo aver collocato una bomba,consapevoli della prevista e voluta rappresaglia, ottenendo il risultato desiderato e studiato a tavolino. La risposta è già nella domanda:erano schierati dalla parte dei gangsters invasori statunitensi.La storia la fanno i vincitori, se una persona è onesta intellettualmente lascia la versione ufficiale, si documenta,legge,studia,giungendo alla verità e non può che rigettare la versione dei fatti secondo la vulgata imposta, anche con leggi liberticide. Lo storico inglese David Irving per aver scritto un libro revisionista è finito in galera, perseguitato,emarginato,Vi è imperante in occidente una nuova Sacra Inquisizione,di chiaro stampo medioevale, che manda al rogo non solo libri, ma anche chi gli scrive, sono le streghe moderne, colpevoli di aver fornicato con il demonio il”male assoluto” vale a dire il nazifascismo. Mai sentito parlare del “reductio ad hitlerum”?

  10. Claro

    Caro Gherardo Maffei, il guaio di Erich Priebke è che per il diritto di guerra internazionale il suo dovere militare consisteva nello sparare sui nemici in battaglia, non sui civili ebrei o meno che fossero. Priebke, tra l’altro, non ha mai mostrato segni di pentimento per ciò che aveva fatto. Per quanto riguarda il revisionismo olocaustico io ti farei questa domanda: perchè esiste il negazionismo solo nei riguardi dei crimini di Hitler mentre non esiste il negazionismo nei riguardi dello stalinismo? In pratica ti chiedo questo: come puoi tu essere sicuro del fatto che Stalin abbia fatto sterminare milioni di persone nei GULAG e nello stesso tempo ritenere che sia falso lo sterminio nazista? Cioè perchè il negazionismo di destra nega solo i crimini di Hitler? Forse che i crimini di Stalin sono più documentati dei crimini nazisti?

  11. Mary

    E poi ci ce li ha portati i gangster americani in Europa? Un pazzo criminale di nome Hitler. Chi gli aveva chiesto di fare le leggi razziali? Perché Mussolini ha voluto aderire a questa barbarie? Con tali premesse, che fine potevano fare gli europei se non massacrarsi in una grande macelleria?

  12. Claro esiste solo il revisionismo dell’olocausto, che ti manda in galera, che ti impedisce di pubblicare i tuoi libri, che ti impedisce ogni conferenza pubblica, ogni dibattito.Gli storici “sterminazionisti” temono e rifiutano a priori, ogni civile confronto. Perché se sono sicuri delle loro tesi lo fanno? La risposta è semplice: temono la verità! Puoi mettere in discussione ogni dogma storico, ogni dogma teologico, ma non ti azzardare a mettere in dubbio la mitica cifra dei gassati, stabilita dal Tribunale della Sacra Inquisizione moderna di Norimberga.Carcere,gogna mediatica, censura, ecco che cosa accade. Ad esempio a Norimberga stabilirono che i ventimila ufficiali polacchi uccisi e sepolti nelle fosse di Katyn, lo furono per mano tedesca,mentre in realtà furono vittime dei sovietici.Per i babbei è negazionismo. Il docente americano Norman Fielkstein, figlio di una coppia di ebrei reduci, da Auschwitz, ha pubblicato un libro dal titolo eloquente: “L’industria dell’olocausto”; tale libro è disponibile pure in italiano, ti esorto alla sua lettura.La nota lobby sionista statunitense, lo ha fatto radiare dalla cattedra universitaria e nulla viene tralasciato per diffamare il coraggioso docente ebreo, reo di aver scritto un libro. Ma non erano i nazisti che bruciavano i libri?
    In risposta alla Mary che ripete come un pappagallo il solito ritornello sulla pazzia di Hitler, dirò solo che il Cancelliere tedesco, fu per i tedeschi ciò che Napoleone Bonaparte fu per i francesi.Ancora qualche decennio,poi giustamente occuperà il posto che la storia assegna ai grandi Condottieri, come Giulio Cesare, Carlo Magno,, Federico di Prussia. Amen!

  13. Mary

    Sì, Napoleone Bonaparte: un insettino che ha fatto morire centinaia di migliaia di persone per le sue manie di conquista, ha distrutto gli ordini monastici e riempito Parigi di refurtiva sottratta agli stati italiani.
    Hitler: un pazzo che ha sterminato innocenti, annientato la Germania, spianato la strada al bolscevismo e al capitalismo.
    Amen.

  14. Primula Nera

    Claro,prima di ogni cosa devo contestare il tuo intervento iniziale,dove dici che i partigiani uccidevano “solo militari nemici e mai civili”,anche perchè questo dato è ormai contestato da qualsiasi storico serio,anche progressista,seppur magari con giustificazionismi vari.Innumerevoli sono state le esecuzioni di civili,sospettati di essere fascisti o spie del nemico(ma anche i tedeschi uccidevano con la stessa motivazione,quindi non fare il furbo…);persino uno scrittore comunista e antifascista come Cesare Pavese in una sua opera”La luna e i falò”del 1950,rappresentò bene bene quel periodo con la tragica figura della bella Santina,uccisa e bruciata dai partigiani proprio perchè sospettata di collaborazionismo:insomma erano fatti ben conosciuti da sempre.Tra l’altro le esecuzioni sommarie sono continuate anche ben oltre la fine della guerra(mai sentito parlare del “triangolo rosso”?).
    Detto questo,personalmente ripugno qualsiasi uccisione di gente disarmata,quale che sia la parte a commetterla,perchè tali atti violano qualsiasi regola cavalleresca e aristocratica.Ragion per cui,la condanna per le “gesta”partigiane,la accompagno con quella per le stragi commesse dai tedeschi in Italia e a questa non sfugge neanche quella vergognosa di Sant’Anna di Stazzema,e lo dico con dolore visto che simpatizzo per le forze dell’Asse;ciò però non deve impedire di vedere gli eventi con la giusta obiettività.
    Voglio aggiungere una cosa su Priebke,del quale non giustifico gli atti alle Ardeatine,ma ritengo non fosse per lui possibile disobbedire agli ordini in quel momento storico,a meno che non si fosse preteso da lui che si facesse fucilare pur di non commettere tali uccisioni;di certo una buona dose di accanimento verso l’ufficiale tedesco vi è stata,mentre non ha pagato dazio nessuno di coloro che commisero crimini(e sono veramente tanti…)dalla parte vincitrice.
    Sulle persecuzioni agli ebrei,non vi è nessuna giustificazione,anche perchè parliamo di gente che per la maggior parte era intimamente e culturalmente più tedesca o, in senso lato ,europea che,appunto,ebrea.E,probabilmente non era neanche realmente ebrea,perlomeno etnicamente(non dal punto di vista religioso)dal momento che tanti ebrei dell’est sono in realtà chazari (o addirittura popoli indoeuropei )convertiti .
    Molto miope è stato identificare queste persone come usurai o potenziali rivoluzionari,perchè molti di essi erano conservatori e ostili a certe derive del mondo moderno(come riguardo il predominio del mondo finanziario).Cito sempre,a tal riguardo, tre importanti scrittori di origini ebraiche come: Hofmannsthal,reazionario e filo aristocratico,implacabile avversario delle liberaldemocrazie,ed uno dei padri della “Rivoluzione conservatrice” ;Joseph Roth,che dopo un inizio socialista,divenne un acceso monarchico e nostalgico dell’impero austro-ungarico;Leo Perutz,monarchico e filo germanico fino al midollo,al punto da voler continuare a parlare l’amata lingua tedesca,persino nel suo esilio a Tel Aviv,dove tale lingua era considerata quella dei nemici.Insomma,figure ben lontane dal rappresentare pericolosi sovversivi “rossi”.
    E suona ancora più beffardo il fatto che su tanti protagonisti del regime nazista(che comunque in altri campi ha fatto anche cose positive,non è che fosse il regno di Satana…)vi sia il concreto sospetto di origini ebraiche,ad esempio Hitler stesso(ma anche l’amante Eva Braun),Heydrich,Hess,l’ideologo Rosenberg,etc.Così come colpisce la notizia che vi fossero ben 150.00.soldati di origine ebrea nell’esercito di Hitler.
    Come a dire che certo razzismo demenziale,fatto con il misurino del sangue,finisce poi per ritorcersi sugli stessi che lo hanno avallato…
    Sulla questione Olocausto,colpisce in negativo l’impossibilità di parlarne,pena la galera ,la gogna mediatica o altro.Ma anche di questo non vanno incolpati gli ebrei nel loro insieme,ma i poteri repressivi delle democrazie occidentali.In un appello contro l’introduzione di una simile legge in Italia,vi sono state firme anche di docenti ebrei,le cui famiglie hanno subito le persecuzioni,ma che(in maniera ammirevole)non reputano giusto si metta il bavaglio sul dibattito storiografico(anche sulle posizioni che essi aborrono).
    Hitler”pazzo criminale”,mi sembra un giudizio riduttivo,anche se di certo ha commesso atti crudeli e inaccettabili(e non solo contro gli ebrei);ma rimangono anche aspetti positivi,come il modo in cui ha risollevato una nazione ormai annichilita dalla fame e dalla crisi economica,leggi all’avanguardia sulla tutela della salute,dell’ambiente,e sulla salvagurdia degli animali.Forse senza tanta insensata crudeltà,di cui innegabilmente il Terzo Reich era improntato,si sarebbe potuto davvero aprire una terza via estranea tanto al comunismo che alle liberaldemocrazie,e controvertire così il corso della storia…Peccato.
    Che fra qualche decennio Hitler verrà rivalutato come un grande della Storia,boh ne dubito,lo stato delle cose attuali andrà avanti ancora per tantissimo tempo,se mai dovesse cambiare il clima culturale ,credo non sarà questo il secolo che lo vedrà,quindi non lo vedremo neanche noi(a meno di essere particolarmente longevi (-:).
    Però Mary,rimane il fatto che se dobbiamo considerare Hitler un criminale,lo stesso si dovrebbe fare anche con coloro che sfuggirono a critiche solo perchè vinsero la guerra,Churchill, Roosvelt,Truman,Eisenhower,Stalin,etc..
    Di tutti i commenti quelli che mi trovano alla fine più concorde sono quelli molto equilibrati di Maria Cipriano.

  15. Mary

    E chi lo nega? Il mondo è pieno di criminali. Bisognerebbe smetterla di dire che se uno condanna Hitler è a favore di Stalin o approva il bombardamento di Dresda e la bomba atomica.
    Quanto alla Resistenza, mi sembra che la versione mummificata dell’ANPI faccia acqua da tutte le parti, ma questo non nobilita chi ci consegnò a una guerra atroce e suicidaria.

  16. marco

    Sono anni che studio varie vicende sul la guerra e vi posso dire che i libri di dove tutti abbiamo studiato sono da buttare la verità è tuuta diversa.
    I tedeschi è vero che avevano i campi di concentramento ma in confronto ai morti causati da una parte inglesi e americani dal’altra parte satalin sono poca cosa .L’asse bombardò tutte le ciità tesche ormai senza difesa rendendelo tutte un mucchio di macerie nella sola dresda in una notte si si parla 200 ai 700 mila morti nel totale dei bombardamenti si parla di milioni . Alla fine della guerra l’asse aveva 4 milioni e mezzo di prigionieri di guerra fra soldati e civili ne tornarono a caso poco + di un milione x non parlare dei prigionieri fatti in battaglia fucilati sul posto e anche qui parliamo vicino al milone.
    D’altra parte stalin con i suoi gulag che mai si saprà quante milioni di persone morirono e poi tutte le stragi perpetrate dai russi nei territori ammessi in primis la polonia.Ma in quel periodo quanti hitler cèrano

  17. Guido

    La censura post guerra è ancora più serrata di quella antecedente. Parafrasando Ennio Flaiano 40 milioni di fascisti divennero 40 milioni di antifascisti.
    La retorica democratica, democratica solo nel nome è viscida e ipocrita, si è costruito il valore di un paese su un falso storico che dura da 70 anni.

  18. Guido

    Hitler ha chiesto per 49 volte la pace . . . La pulizia etnica piû grande della storia dell’umanità è stata perpetrata nei confronti del popolo tedesco . . . . Circa 20 volte quella palestinese o 60 volte quella nei confronti degli istro dalmati. . . . La storia ufficiale è una menzogna protetta ermeticamente dal servilismo dei cosmopoliti mezzi di comunicazione di massa che impongono una ferrea censura per coprire i loro sordi interessi.

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