Uno sguardo incerto sul futuro: MICHEL HOUELLEBECQ

Uno sguardo incerto sul futuro: MICHEL HOUELLEBECQ

Lettori di fumetti e lettori di libri

Oggi è quasi impossibile prescindere, per un lettore di fumetti anche solo mediamente impegnato e interessato a guardare anche un po’ altrove, dalle opere del francese Michel Houellebecq, pubblicato in Italia presso Bompiani – e lo posso affermare con cognizione di causa, da inguaribile “fumettaro”! Ci si può arrivare in maniera del tutto casuale, seguendo vie impreviste. Per esempio acquistando il mensile Le Scienze – edizione italiana di Scientific American – rinomato per i suoi puntuali articoli sulle ultime scoperte nel campo della fisica quantistica, dell’astrofisica, della radioastronomia, dell’ingegneria genetica, della biologia, dell’informatica, della cibernertica… Tempo fa la rivista pubblicò la recensione del libro di un fisico statunitense, citando di prammatica alcuni passi del testo. L’autore dell’opera, in una sorta di gioco a incastri e di rimandi, in una specie di matrioska a caratteri di stampa, citava a sua volta Houellebecq. O meglio, sosteneva che il letterato nato negli anni Cinquanta alla Reunion fosse uno dei romanzieri che più correttamente, senza facilonerie e dilettantismi, acquisivano nei loro scritti in maniera funzionale alla trama, i risultati raggiunti dalla ricerca nel campo del subatomico, a partire dai primi, ribollenti anni del XX secolo – con Planck, Einstein, Bohr, Heisenberg, Pauli, Dirac, Schroedinger, etc.

Michel Houellebecq

Michel Houellebecq

Ma cotal Houellebecq, celeberrimo autore transalpino di padre bretone, sulla bocca di tutti per aver firmato il pluridecorato e vendutissimo libro Le particelle elementari di fine ‘900, come poteva ricollegarsi addirittura alla fisica nucleare, come ogni buon esponente che si rispetti della narrativa hard science fiction? Non era forse anche lui uno della moltitudine di scribacchini da premi letterari pompati (se non truccati), un pennivendolo gettato dalle case editrici nelle arene dei concorsi a premi a scannarsi coi suoi pari per il podio, spinto dagli editor a modificare e uniformare alle mode le sue fatiche così da attirare sempre più pubblico con storie incentrate su argomenti interessanti per quelle lettrici e quei lettori affetti dalla sindrome del ficcanaso, del guardone, del peeping tom? Non era per caso MH un nome per acquirenti da top ten sconto 15 del supermercato e per massaie in più o menopausa, la cui unica bussola libraria è costituita dall’attrazione morbosa per ciò che fanno gli altri, la stessa molla che spinge l’identica platea a inebetirsi con reality e telenovela – versione elettronica di quelli che fino a pochi lustri fa erano in edicola i libracci rosa fabbricati in serie – paperback da un tanto al chilo, costruiti con il piede sinistro da piccoli artigiani degli intrecci, forse ex maestri elementari dalle velleità autoriali, ghost writer di se stessi, coi loro mille pseudonimi, spesso femminili e sempre improbabili?

Ancora Houellebecq...

Ancora Houellebecq…

Solitamente gli autori mainstream, alla gilda dei quali sembrava poter appartenere pure Houellebecq, si occupano – sebbene con una maggior capacità di costruzione della trama rispetto al pattume di cellulosa e inchiostro che d’estate veniva riproposto nei chioschi rivieraschi, macchiato d’anilina e imbustato a lotti di tre – di amori, di litigi, di tradimenti, di figli, di padri, di madri, di viaggi, di amicizie, di lavoro, di spiagge esotiche, di vestiti, di morte, di sesso. La bassa commedia e l’infima tragedia umana, insomma, va in scena sulle loro pagine – interpretata da personaggi comuni o famosi, comunque su alti livelli di attinenza al reale. Il risultato è sovente di una noia e di una banalità estrema.

Cosa potrebbe indurre a scartabellare chili di candidati al macero immediato solo per sapere con chi fa le corna X, chi è il vero cugino di Y o come ha fatto K a diventare miliardario e playboy? Perché mai qualcuno dovrebbe appassionarsi a novelle che ricalcano in maniera pedissequa il tedio e le miserie della vita quotidiana?

La letteratura "di genere" e lo scrittore protagonista del romanzo: Stephen King

La letteratura “di genere” e lo scrittore protagonista del romanzo: Stephen King

È per questo che normalmente i lettori di fumetti più onnivori e irrequieti, quando sentono forte l’influsso della magia libresca, dirottano sulla cosiddetta letteratura “di genere” (fantascienza, fantasy, horror, thriller, etc.), per non dire “di evasione” (dalla gabbia della tavola?), cercando comunque di rimanere sempre su un discreto piano qualitativo: per esempio King, Simmons, Fforde, Zafòn, Avoledo, Martin, Vargas, Farneti, Prosperi, Grangé, Lindqvist – per rimanere fra i vivi; oppure vanno sui classici del canone occidentale, maestri della penna che non tradiscono mai e che avevano capito (addirittura fin dalla preistoria omerica, dal rinascimento umanista dantesco e dal Seicento di Cervantes e Shakespeare) l’importanza essenziale di aggiungere elementi fantastici, mostruosi, soprannaturali o quantomeno stranianti (il gotico, il romantico…) nei loro racconti: Dickens, Hugo, Dumas, Stevenson, Melville, Manzoni, Wilde e via dicendo – fino ad arrivare ai fondatori della nuova onda – Poe, Wells, Lovecraft…

Un uomo contro tutti

Arduo però definire Houellebecq autore di letteratura “di genere”. Impossibile, d’altronde, arruolarlo – se non per forza, come sui velieri del ‘700, oppure come ammutinato – nell’equipaggio mainstream. Stiamo assistendo, allora, alla nascita di un nuovo classico? Potrebbe essere…

Nell’opera di Houellebecq centrali sono i rapporti interpersonali – invariabilmente difficoltosi, se non assenti – e, soprattutto, l’elemento autobiografico, anche se è quasi impossibile capire dove finisce lo scrittore e dove inizia la creatura letteraria. L’artista – o meglio, una delle sue maschere, una delle sue caricature – è addirittura uno dei protagonisti nell’opera La carta e il territorio. Lo stesso rompicapo d’inganni e di trappole (e di nemmeno tanto sottile narcisismo!) si avverte potente negli scritti di Stephen King – soprattutto quando il personaggio principale è un narratore tormentato (Shining, La metà oscura, Misery, etc.) – o direttamente l’autore (La Torre Nera).

Nel settimo e ultimo romanzo della serie La Torre Nera (The Dark Tower, 2004) uno dei protagonisti è lo stesso autore, Stephen King

Nel settimo e ultimo romanzo della serie La Torre Nera (The Dark Tower, 2004) uno dei protagonisti è lo stesso autore, Stephen King

Il protagonista è sempre maschile. E’ colto, borghese, indipendente. L’uomo in questione ha una discreta o addirittura un’ottima disponibilità economica che gli consente un’ampia libertà d’azione. Il denaro gli può essere arrivato per linea di successione famigliare, ma il capitale è stato comunque accresciuto grazie alla professione esercitata oppure, e più spesso, grazie all’inventiva artistica. Il fotografo e pittore al centro del romanzo La carta e il territorio (2010) accumula in pochi anni una fortuna in decine di milioni di euro dipingendo una serie di quadri, dedicati alle arti e ai mestieri, con uno stile che – leggendo le descrizioni del romanziere – sembra essere un’evoluzione pop, postmoderna e fotorealistica dell’illustrazione a soggetto educativo-dottrinario propria del realismo socialista, con una preferenza per la versione cinese, particolarmente kitsch, dove la “laccatura della realtà” (la лакирование di cui parla G. P. Piretto nel suo puntuale saggio Il radioso avvenire, Einaudi, 2001) era se possibile ancor più accentuata e sfacciata rispetto a quanto avveniva nell’URSS (potrebbe essere utile, al fine di meglio “visualizzare” questa tecnica dalle potenzialità miliardarie, sfogliare il bel catalogo della Taschen dedicato ai manifesti della diffusione dottrinaria maoista, Chinese Propaganda Posters del 2008).

Santificazione della lavoratrice nei manifesti di propaganda politica maoista

Santificazione della lavoratrice nei manifesti di propaganda politica maoista

L’ottusità della burocrazia è presa spesso di mira nelle pagine di Houellebecq. Professioni e incarichi nell’Amministrazione Pubblica – come accade nell’allucinante Estensione del dominio della lotta, popolato da esperti di informatica che devono tenere dei corsi per dipendenti del Ministero dell’Agricoltura – vengono inevitabilmente associati al degrado delle periferie e alla grigia bruttezza della nuova architettura urbana, fatta di scatoloni in vetracciaio, escogitata da progettisti–filosofi per non permettere più al cittadino di distinguere il luogo di lavoro dai locali abitativi; per far nascere un uomo nuovo, un Uomo Lavoratore, univocamente volto alla produzione. Unico spazio di svago, l’ipermercato. La distopia del Metropolis langhiano fa capolino un po’ dovunque. Nello squallore più totale i rapporti interpersonali si disgregano, le amicizie non possono nascere, gli affetti abortiscono immediatamente, la famiglia esplode. Il protagonista perde sempre più velocemente il terreno sotto ai propri piedi. Invecchia, mantenendo intatti i desideri della gioventù. Avvicinandosi alla fine del millennio, e poi superandola, ragazze sempre più discinte e precocemente disinibite ruotano intorno alla sua esistenza – ardentemente e morbosamente desiderate, seppur lontane e irraggiungibili.

Restano solo il cinismo, il giudizio implacabile su se stessi e sugli altri, la solitudine, l’angoscia, la depressione, gli psicofarmaci, l’alcool, la pulsione ormonale senza sfogo, il rifiuto dell’invecchiare, la masturbazione, la morte.

Depressione e arte: Vincent Van Gogh, 1890 (Vieil homme en pleurs)

Depressione e arte: Vincent Van Gogh, 1890 (Vieil homme en pleurs)

Le crisi economiche sempre più frequenti e sempre più gravi dell’economia liberista di stampo americano – innescate dalla bolla del digitale e dall’undici settembre – precipitano ancor di più la situazione. Sullo sfondo del crollo dell’Occidente, delle sue tradizioni e dei suoi ideali si agita lo scontro fra culture differenti, forse troppo, e la difficoltà dell’integrazione.

Alcune posizioni dell’autore sull’Islam gli hanno fruttato querele e visite in tribunale, dove è stato assolto. Assolto perché i giudici a Berlino hanno capito il carattere fondamentalmente satirico e paradossale di molte delle pagine all’apparenza più cattive e implacabili nell’opera dell’autore. Inoltre, nelle cosiddette democrazie occidentali, resiste ancora – seppur con gravi lesioni ed eccezioni – il diritto alla libertà di pensiero, di espressione, di critica…

Rimanendo spesso nei confini sottili della parodia, i contatti con l’altra metà del cielo sono imperniati frequentemente sull’erotismo e sulla pornografia. L’amore è possibile, ma solo attraverso e come naturale conseguenza di un più che soddisfacente congiungimento carnale. Il disfacimento naturale del corpo con il passare degli anni porta al tramonto dell’amore e al cambio di compagna o compagno. Poi l’inesorabile cammino, sempre più accelerato, verso la senescenza e il trapasso – con scelte radicali sul “fine vita” che possono arrivare fino al suicidio o all’eutanasia. Anche questa particolare attenzione che MH dedica alla sfera sessuale e all’universo femminile – con ritratti tranchant di donne isteriche, ficcanaso, chiacchierone,

Lo squallore del turismo sessuale in Thailandia

Lo squallore del turismo sessuale in Thailandia

veterofemministe, perfide, megere, etc. – gli ha scatenato contro la canea del giornalismo politically correct. Il romanzo Piattaforma è stata la pietra dello scandalo, con il suo modo di affrontare senza barriere e senza tabù il tema del turismo sessuale nei paesi esotici (Cuba, Thailandia…), affrontando da angolazioni scomode e inedite spinosi e scottanti argomenti, come quelli della pedofilia, della prostituzione come scelta di vita, del sesso estremo. Il protagonista si muove nel mondo alla ricerca di piaceri erotici a pagamento. Pagine molto forti – occorre dirlo – accolgono il lettore, rendendo questo libro adatto unicamente a un pubblico adulto.

Il perturbante e l’anticipazione scientifica nella narrativa di Michel Houellebecq

Ed è da questa… piattaforma di lancio che partiamo per addentrarci nella “dimensione accanto” della narrativa di MH, da sempre interessato al fantastico, come dimostra anche il suo unico saggio, dedicato al lavoro di H. P. Lovecraft, il Sognatore di Providence: Contro il mondo, contro la vita (Contre le monde, contre la vie, 1991).

Un'edizione francese di Estensione del dominio della lotta (1994)

Un’edizione francese di Estensione del dominio della lotta (1994)

Se nell’opera prima Estensione del dominio della lotta (Extension du domaine de la lutte, 1994) veniva pagato solo un piccolissimo tributo alla letteratura “di genere”, con un breve e abortito progetto di omicidio come rimedio all’insoddisfazione nell’approccio sessuale, in Piattaforma (Plateforme, 2001) si fa largo un’idea molto particolare di utopia. Un’utopia mondana e commerciale, basata sulla creazione di una rete internazionale di villaggi–vacanze per facoltosi, sulla falsariga del Club Med, incentrati sull’erotismo libero e aperti solo ai maggiori di 16 anni. Il turismo sessuale – in una parodia definitiva sulla mercificazione globalizzata del corpo nell’era Internet – diventa così perfettamente legale e non più oggetto di riprovazione e vergogna. Il Sessantotto – nella sua incarnazione più libertaria e libertina – si realizza completamente, anche se con la mediazione del denaro. La chiusura è potente, e può essere oggetto di un doppio livello di lettura. L’attentato terroristico di matrice islamica che nell’apocalittico finale semina morte e distruzione in uno dei nuovi porno–villaggi in nome della sharia, facendo crollare nel fumo e nel sangue quell’idea di moderna liberazione sessuale, è una condanna dei terroristi–punitori o delle vittime–punite?

Un'edizione francese di Piattaforma, 2001

Un’edizione francese di Piattaforma, 2001

La clonazione umana (in certe interviste Houellebecq si mostra convinto della sua inevitabilità) costituisce uno degli assi portanti del volume Le particelle elementari (Les particules élémentaires, 1998), opera incredibilmente cruda e scoperta sulla condizione umana e sulla solitudine di chi non riesce a omologarsi. Uno dei protagonisti è uno scienziato, frustrato dall’assenza di una vita sessuale normale, incapace di decidere sulla propria, in parte inespressa, omosessualità. Il fratello sceglie la via di Venere, ma anche le sue esperienze carnali saranno – a dir poco – fuori dal comune. Il futuro cancellerà l’oppressivo grigiore del XX secolo, dominato dal crollo di ogni criterio estetico. Grazie alle scoperte scientifiche, grazie all’informatica, alla fisica e all’ingegneria genetica, la popolazione terrestre pian piano si rinnoverà, attuando la profezia – o la speranza – di Nietszche, per cui l’Uomo è come una corda tesa fra la Bestia e il Superuomo, una fune sospesa sull’Abisso.

Un'edizione italiana del libro Le particelle elementari, 1999

Un’edizione italiana del libro Le particelle elementari, 1999

Vero e proprio romanzo di fantascienza e di fantapolitica, pesantemente influenzato dalle filosofie classiche utopiste e dalla narrativa contemporanea della distopia, è La possibilità di un’isola (La possibilité d’une île, 2005). Le consuete venature di critica e satira sulla società – occidentale e americanizzata – sono profonde e marcate, tanto che il centro d’equilibrio narrativo, molto più che nelle Particelle, è il mutamento definitivo della società stessa. Una setta di libertini e nudisti, convinti dell’esistenza di una civiltà aliena al ritorno della quale la Terra dovrà prepararsi e fanatici assertori di un’egoistica politica no children, acquista una popolarità spirituale sempre maggiore, raccogliendo in immense banche del DNA il lascito genomico dell’Uomo. Nella distribuzione dei capitoli le vicende dei protagonisti all’interno e all’esterno della congrega negli anni del debutto della nuova religione, destinata a soppiantare i credo storici dopo la violenta morte del suo leader, viaggiano in parallelo con i commenti vergati nel XL secolo da due lontani discendenti/gemelli del personaggio principale al suo diario. Il Mondo si è quasi spopolato, è stato stravolto da sconvolgimenti naturali, che ne hanno mutato profondamente l’aspetto, soprattutto per quanto riguarda l’acqua dei mari e degli oceani. I nuovi padroni del pianeta sono cloni dei primi aderenti al progetto genetico della setta. Anche loro, come la Terra, sono radicalmente modificati: si nutrono come le piante, con la fotosintesi, assumendo solo liquido e sali minerali. Hanno rinunciato al cibo e ai contatti carnali. Vivono isolati gli uni dagli altri, contattandosi solo via rete telematica, in un’organizzazione sociale che sembra quasi rimandare agli Spaziali asimoviani del Ciclo dei Robot. I vecchi umani sono degenerati e regrediti a uno stadio primitivo e ferino; vivono tra i rifiuti e le rovine delle antiche civiltà. Di nuovo l’accenno nicciano, con il ribaltamento della profezia filosofica, e poi una decisa strizzata d’occhio al futuro immaginato da H. G. Wells nel 1895, con La macchina del tempo e la terribile società dell’anno 802.701, divisa fra i mostruosi Morlocchi e gli inutili Eloi. L’Umanità è sì scomparsa, ma si è evoluta e devoluta contemporaneamente, prendendo vie diametralmente opposte. Da una parte la Bestia e dall’altra il Superuomo, in un Abisso di sfacelo e solitudine assoluta.

Un'edizione francese del romanzo La possibilità di un'isola (2005), con un fotogramma del film che ne è stato tratto

Un’edizione francese del romanzo La possibilità di un’isola (2005), con un fotogramma del film che ne è stato tratto

Il futuro si dipana davanti agli occhi del lettore nel penultimo romanzo di Houellebecq in ordine di pubblicazione, il già citato La carta e il territorio (La carte et le territoire, 2010). Il protagonista pittore, con i milioni di euro incamerati grazie all’immenso successo dei suoi quadri, che hanno raggiunto, in una sorta di realtà alternativa del mercato dell’arte globale, quotazioni paragonabili a quelle di Van Gogh, riacquista quella che fu una vecchia proprietà familiare di campagna. Ne amplia il terreno, costruisce una recinzione, la fa attraversare e circondare da una strada. E poi si chiude dentro, per anni, in perfetta solitudine come i nuovi uomini dell’opera La possibilità di un’isola. Intorno a lui il tempo trascorre – come accadeva al protagonista di The Time Machine. La Francia, l’Occidente, la comunità… tutto muta. E questa volta l’ottimismo prevale – un personalissimo ottimismo, non alieno dalla consueta satira pungente! Nel XXI secolo inoltrato il totale trasferimento della produzione industriale in Asia – Cina e India in testa – ha permesso al cittadino europeo di tornare a occuparsi dell’estetica, dell’ambiente, dei cibi tradizionali, del proprio territorio.

Un'edizione francese del libro La carta e il territorio (2010)

Un’edizione francese del libro La carta e il territorio (2010)

L’inquinamento è scomparso, insieme all’arroganza, alla cattiveria, alla paura e agli altri frutti avvelenati dell’11 settembre e delle crisi economiche conseguenti. I flussi di clandestini dal Sud si sono spostati verso le nuove frontiere produttive, ma attraversare l’Oceano Indiano è molto più pericoloso del Mediterraneo: feroci pirati depredano immancabilmente le imbarcazione dei migranti, gettandone a mare gli occupanti.

Un Nuovo Ordine Mondiale.

Volontaria sottomissione

Le coincidenze forse sono davvero significative. Lo stesso giorno dell’attentato al periodico satirico Charlie Hebdo, il 7 gennaio 2015, usciva in lingua originale francese (e la settimana successiva in italiano) il tanto atteso ultimo romanzo di MH, Sottomissione (Soumission), nel quale l’Islam ha un ruolo centrale. Come molte opere precedenti firmate dall’autore anche quest’ultima tenta un analisi delle crisi e delle tensioni attuali proiettandone una risoluzione nel futuro. Il domani, come fosse la conclusione di un romanzo chiamato Storia recente e cronaca, è la soluzione dell’intreccio narrativo costituito da quanto succede oggi – nella società, nella politica, nei costumi… A differenza di quei romanzi che prospettano per l’Europa un avvenire negativo – di conquista violenta o di sempre crescente e arrogante occupazione del potere – sotto il segno della Mezzaluna (come la trilogia dell’Italia islamica di Prosperi, o Flashback di Simmons, oppure Attacco all’Occidente di Farneti), Sottomissione costruisce un ragionamento più articolato – per certi versi sorprendente e inaspettato, conoscendo le passate posizioni personali dell’autore nei confronti dei seguaci di Maometto; ma, come sempre avviene negli scritti di Houellebecq, arduo è distinguere dove si celi davvero il pensiero reale dello scrittore, e dove invece si navighi nel mare del paradosso, della metafora, dell’ironia e della satira… tutti gli elementi caratteristici dell’arte “houellebecqiana” tornano in fatti anche nell’ultima sua fatica! La risposta al perché della volontaria e non forzata scelta islamica della Francia (e di altri Paesi europei) nel domani a noi vicino e familiare narrato dal romanzo, è tutto sommato “sociologica”. In una società sempre meno “virile” e sempre più “femminilizzata”,

L'edizione italiana di Sottomissione (2015)

L’edizione italiana di Sottomissione (2015)

in una società dove ogni spinta ideale è definitivamente defunta, in una società che non ha più nessun rispetto per le sue tradizioni – a partire dalla famiglia e dalla diversità “naturale” dei ruoli fra l’uomo e la donna, in una società completamente accecata dalla dittatura del consumo – il Corano diventa la soluzione regina, una nuova opportunità, una seconda vita completamente slegata dal passato, come sottolinea il finale del libro.Il quasi colpo di stato durante la sessione elettorale, la situazione ebraica, le scelte di campo della destra “identitaria”, lo stravolgimento dell’assetto bipartitico ultradecennale, la scomparsa del crimine urbano… Molto, delle nuove situazioni che si vengono a creare nella Francia “musulmana”, viene volutamente soltanto accennato dall’autore e a volte tenuto sottotraccia.Certa è solo la modalità soft della transizione verso l’Islam. Più che il quadro completo, sono i singoli e sofferti rapporti interpersonali, come abbiamo visto, il punto focale dei romanzi di Houellebecq. Per il protagonista di Sottomissione – un professore universitario che dovrà convertirsi all’Islam per continuare a insegnare alla Sorbona, appena “comprata” dai soldi delle “petromonarchie” – la principale calamita che lo spinge verso il nuovo credo e la “sottomissione” a un’idea più forte e totale, è la stanchezza, la passività dalla quale non riesce più a fuggire… E soprattutto c’è il sesso, che si somma ad altri sogni “proibiti”. La poligamia (e dunque la possibilità di avere una moglie più “ordinaria” per le faccende domestiche e per la cucina e altre consorti giovanissime per le “altre faccende”, ragazze capaci di suscitare nuovo desiderio in un corpo di mezza età, opportunamente scelte da una sapiente mezzana); la donna timida, antica, che si concede senza tanti “se” e senza tanti “ma”; e a lezione le studentesse ordinate, attente, silenziose e velate

Francesco G. Manetti

Bibliografia in italiano di Michel Houellebecq

  • Le particelle elementari, Bompiani (1999)

  • Il senso della lotta, Bompiani (2000)

  • Estensione del dominio della lotta, Bompiani (2001)

  • Lanzarote, Bompiani (2002)

  • Piattaforma, Bompiani (2003)

  • Contro il mondo, contro la vita, Bompiani (2005)

  • La possibilità di un’isola, Bompiani (2005)

  • La ricerca della felicità, Bompiani (2008)

  • Nemici pubblici, Bompiani (2009)

  • La carta e il territorio, Bompiani (2010)

  • Sottomissione, Bompiani (2015)

P.S. Il presente articolo – con minime variazioni – esce anche sul blog Dime Web

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Categorie: Cultura

Pubblicato da Francesco G. Manetti il 28 gennaio 2015

Francesco G. Manetti

Francesco Manetti, nato nel 1965, viene dal Club del Collezionista e da Collezionare, iniziando a pubblicare nel 1988 sulla fanzine fiorentina. Comic Art, L'Eternauta, Bhang!, Fumetto, Exploit Comics, If, Fumo di China, Fumetti d'Italia, Cattivik, Dc Comics Presenta, Horror, Humor, Blue, Star Comìx... sono solo alcune delle riviste alle quali ha collaborato con rubriche, articoli, saggi, etc. dal 1988 in poi. Per la Comic Art di Traini ha tradotto dall'inglese migliaia di pagine e strisce di fumetti americani. Nel 1992 ha creato Dime Press insieme a Burattini, Ceri e Monti. Ha partecipato ai cataloghi di numerose mostre (Lucca, Roma, Prato, Milano, Cattolica, Cremona, etc.) e a libri e monografie, tra cui Collezionare Speciale Barks, Collezionare Speciale Zagor, Stephen King (Arnaud), Miserabili quegli anni (Tarab), Cavalcando con Tex (Little Nemo), Zagor (Glamour) e Alan Ford Index 1-300 (Ferriani), Don Rosa (Comic Art), Tex Horror (Tesauro), Zagor (Glamour), Dick Fulmine (Motta), Giornale dei Misteri Speciale Fumetto (Tedeschi), Don Rosa (Comic Art), Castelli di Carta (AMys), etc. Ha inoltre curato la collana Paperino Carl Barks della Comic Art, serie poi continuata da Epierre. Ha sceneggiato i fumetti "pubblicitari" di Eva & Chris. Ha contribuito al sito internet della Sergio Bonelli Editore con le schede di Tex. Ha organizzato corsi, mostre, dibattiti e conferenze; ha partecipato a trasmissioni radio e televisive. Dopo qualche anno di quasi totale inattività fumettistica, nel 2011-2012 ha curato i redazionali di Alan Ford Story 101-150 della Mondadori e nel 2012 ha iniziato a collaborare al Giornale di Darkwood. Nel novembre 2012 ha aperto il blog Ultimo Istante, dedicato principalmente alle sue passioni non fumettistiche. In rete suoi interventi sui comic possono essere trovati anche sul EreticaMente, a partire dal 2014 con un articolo su Degrelle e Tintin. Dal giugno 2013 si occupa dei redazionali della nuova collana di ristampe Alan Ford TNT Edition della Mondadori; nel dicembre 2013 la Mondadori ha varato la nuova etichetta Mondadori Comics con la serie di ristampe in cartonato Kriminal Omnibus, affidando i redazionali a Manetti. Una versione integrale della bio-bibliografia di Manetti la trovate su Facebook e soprattutto sul suo blog personale Ultimo Istante (http://ultimoistante.blogspot.it) alla pagina Biografia.

Commenti

  1. Primula Nera

    Un altro grande autore che, come Houellebecq, è impossibile definire mainstream, ma non si può neanche ritenere di genere è Brett Easton Ellis.Il suo capolavoro “Glamorama”per qualche strana ragione mi richiama l’universo dello scrittore francese, forse per quel suo innestare elementi paradossali e stranianti, partendo da premesse “realiste”(il mondo di giovani ricchi e viziati americani, vero leitmotiv dei suoi lavori).
    Per quanto riguarda invece questo articolo, mi sembra una recensione dell’opera di Houellebecq molto profonda e utile per orientarsi in un universo complesso come quello di questo autore.
    Apprezzo molto gli scritti di Manetti sul mondo del fumetto (“la letteratura disegnata” , come era stata definita da Pratt), ma accanto a questi, non mi dispiacerebbe qualche altra recensione sull’opera di altri scrittori.

  2. Francesco G. Manetti

    Grazie dell’apprezzamento, Primula Nera! Farò il possibile!

    Francesco G. Manetti

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