Ereticamente intervista Pier Luca Pierini

Ereticamente intervista Pier Luca Pierini

a cura di Luca Valentini

  1. Dott. Pierini, lei è il fondatore delle Edizioni Rebis di Viareggio, note per le sue pubblicazioni sull’ermetismo. Vuole spiegarci come è nata quest’avventura e cosa la incentiva moralmente ed internamente nella sua opera meritoria?

–        Grazie innanzitutto per l’opera meritoria. Un’avventura meravigliosa in effetti, che mi rese, inconsapevolmente e per un insieme di circostanze singolari, il più giovane editore d’Italia. Progettata e sbocciata sulla spinta imperiosa di un grande amore per i libri e di un profondo interesse per la magia e l’esoterismo che coltivavo da quand’ero bambino e che ancora oggi, dopo quasi mezzo secolo, ho la fortuna di vivere e portare avanti con identico entusiasmo e immutata passione. E, vorrei aggiungere, tecnicamente parlando, con la stessa cura-Giuliano-Kremmerz-1890-c e impronta artigianale che rivolgevo e rivolgo alla realizzazione di ogni volume. Certo, i tempi erano radicalmente diversi da oggi, difficili da comprendere e persino immaginare se non si sono vissuti, soprattutto in un settore praticamente sconosciuto e ancora lontano dal “revival dell’occulto” che ha caratterizzato simultaneamente l’intero occidente più o meno dalla metà degli anni ’70 fino a tutti i ’90. Nomi come Evola, Guénon, Reghini, lo stesso Kremmerz – che molti credevano un autore straniero – e vocaboli come “ermetismo”, “alchimia” o “esoterismo”, quest’ultimo attualmente addirittura inflazionato, erano totalmente ignoti al grosso pubblico, che tuttalpiù seguiva con interesse e curiosità marginali tematiche più popolari, quali l’astrologia, lo spiritismo, l’ufologia, la parapsicologia e poco più. Dei Tarocchi, escludendo ovviamente qualche sparuto gruppuscolo di cultori confinati entro riserve d’élite, si conoscevano soltanto le arance siciliane, e la Cabala era sinonimo di Smorfia. E se mi permette un microaneddoto personale, io stesso, tra l’altro, dovetti superare non poche resistenze e perplessità da parte di alcuni docenti quando presentai la mia tesi sull’esoterismo nell’arte di Jeronimus Bosch. Pochissime le pubblicazioni disponibili, ancor meno le riviste e le case editrici specializzate, e una sola libreria “esoterica” in tutta Italia, la storica Rotondi di Roma, alla quale si aggiunsero di lì a poco la benemerita Aseq e varie altre. Decisamente migliore la situazione in Francia, in particolare Parigi, città nella quale il vivace fermento e il dinamico spirito di ricerca nato e sviluppatosi sensibilmente dalla metà del XIX secolo in poi, coinvolgendo altri importanti campi della cultura quali l’arte e la letteratura, non si erano mai del tutto spenti. Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Spagna erano ferme al palo, più o meno come noi, anche se specialmente in USA la “rivoluzione” hippy aveva gettato i semi per una visione più ampia della ricerca interiore e l’apertura verso tematiche a sfondo spiritualista, coscienziale e occultistico a lungo obliate, che in seguito fioriranno nei lati migliori della “new age”. Da qui la motivazione e il desiderio iniziali di rendere nuovamente disponibili testi rari o inediti di oggettivo valore della nostra tradizione magica e arcana, dei quali altrimenti si sarebbe perduta ogni traccia, facilitato in questo dalla discreta collezione di libri e manoscritti originali che ero riuscito a reperire non senza difficoltà in antiquariato. Opere e documenti di una certa importanza che dunque si tradussero spontaneamente, quasi fisiologicamente potremmo dire, nelle Edizioni Rebis. Grazie a queste prime fruttuose ricerche e a un archivio arricchitosi progressivamente, siamo stati addirittura dei precursori in svariati settori, anticipando di parecchi anni interessi e tendenze affermatisi solo successivamente. Senza dimenticare naturalmente il prezioso contributo delle persone che mi sono state vicine, di cari amici, editori e librai e il sostegno determinante di studiosi e appassionati che risposero entusiasticamente all’iniziativa. Altro intento parallelo fu e rimane quello di restituire a materie e opere ancora in gran parte alquanto bistrattate e incomprese, quella dignità culturale e bibliografica eclissatasi specialmente dal dopoguerra in poi per quasi tre decenni. Contemporaneamente e per gli stessi motivi, sempre disinteressatamente, iniziai inoltre una proficua collaborazione con altre Case editrici (Atanor e Rocco) e riviste (Gli Arcani, Il Giornale dei Misteri, Conoscenza e l’americana Heart Religion), come articolista, consulente e illustratore.

  1. Spesso riferendosi alle Edizioni Rebis si commette l’errore di giudicarla una casa editrice prettamente “kremmerziana”: può chiarirci l’equivoco?

–        L’“equivoco”, se tale possiamo definirlo, nasce dal fatto che in quel periodo e successivamente per molti altri anni, facevo parte della compagine kremmerziana, per cui non fu difficile, sollecitato anche da amici e bibliofili, inserire nei programmi editoriali la ristampa dmondo-secreto 2i scritti introvabili dell’ermetista di Portici. Prima tra tutte l’anastatica integrale in due volumi dell’introvabile “Mondo Secreto”, un’opera monumentale di 1.300 pagine e un impegno editoriale notevolissimi per l’epoca, realizzata in perfetta sinergia con alcuni amici e “fratelli” della C.e.u.r. e dell’Accademia Pitagora e con il preside del Circolo Virgiliano, il caro e compianto amico Vinci Verginelli. Pur avendo
lasciato l’area kremmerziana nel 1982, prima della scomparsa di Coraggia, senza tuttavia chiudere gli ottimi rapporti di amicizia nati e alimentati in quegli anni, e sempre nell’ottica precedentemente esposta, ho continuato a pubblicare periodicamente le opere più significative del Kremmerz o di autori kremmerziani, oltre a interessanti saggi storiografici e biografie inedite del medesimo. E pure se ormai lontano dalla dimensione kremmerziana, ho risposto altrettanto positivamente, quando richiesto, all’appello di vecchi amici relativo a valide proposte editoriali o a lodevoli iniziative rivolte seriamente alla “riunificazione” delle varie filiazioni scaturite dalla diaspora verificatasi dalla morte di Kremmerz in poi, in seguito acuitasi dopo la scomparsa di Coraggia, Verginelli e De Cristo. L’opera collettiva “La Via Ermetica” del 2011, scritta con intenti propedeutici da persone serie e preparate, ne è un esempio e se in futuro si presenteranno altre opportunità o possibilità di pari spessore non mancherò di valutarle adeguatamente.

  1. Nell’arco della sua vita ha conosciuto importanti personalità come Petriccione, come Coraggia, come Procesi. Che giudizio può darci dell’ermetismo contemporaneo rispetto a quello che Lei ha potuto conoscere qualche decennio fa?

–        Soprattutto negli anni ’70 e ’80 ebbi l’occasione e il privilegio di conoscere numerosi protagonisti ed esponenti tra i più rappresentativi dell’esoterismo e dell’ermetismo contemporanei, non solo italiani. In alcuni casi assai noti, in altri meno, ma non per questo di minore importanza. Più raramente ho incontrato “uomini straordinari”, ma questa, come si dice, è un’altra storia. Un libro non sarebbe sufficiente per tentare di descrivere, sia pure concisamente, le figure che ha citato, oltre a non pochi altri, sui quali potremmo soffermarci a lungo. Ognuno di essi si distingueva per un carisma e una personalità decisamente peculiari e unici, oltre a doti individuali notevoli, al di là degli inevitabili limiti e chiaroscuri connaturati alla natura umana. I miei rapporti con questi e altri personaggi, ancorché non sempre perfettamente sintonizzati su medesimi punti di vista, furono comunque e costantemente improntati al massimo rispetto e alla franca e leale sCoraggiatima reciproci, anche quando le scelte di percorsi diversi ci divisero. L’ermetismo contemporaneo, nel bene e nel male, è a mio avviso sensibilmente mutato e quasi agli antipodi rispetto a quei fertili anni, permeati di tensioni interiori, febbrili contrasti e accesa volontà di cambiamento, per una serie estesissima di motivi la cui possibilità di analisi esula da questo spazio, ma sulla quale, se crede, potremo anche ritornare più specificamente. È difficile da accettare, ma una percentuale non indifferente di ciò che oggi viene contrabbandato per esoterismo è soltanto una forma ormai dilatata e banalizzata di exoterismo, utilizzata e sovente pilotata ad arte per l’intrattenimento mediatico e la disinformazione mirata. In termini semplicistici non sarebbe difficile attribuire parte delle cause dell’attuale deriva al riflusso involutivo e alla “contaminazione” dei tempi che stiamo vivendo, o per altri aspetti al famigerato kali yuga, ma non si tratta soltanto di questo e razionalmente parlando occorrerebbe uno studio organico e verifiche articolate. Certamente ogni epoca ha i propri problemi, e non è che in quel periodo mancassero, tutt’altro: basti pensare al ’68 e ciò che ne seguì, agli “anni di piombo”, i fermenti e le forti contrapposizioni sociali e politiche, i conflitti generazionali, l’influenza di correnti filosofiche dirompenti, le difficoltà estreme che una scelta di vita controcorrente comportava inevitabilmente, e via dicendo. Ma in relazione alle nostre tematiche, quegli anni erano caratterizzati da una sete di conoscenza più radicata e sincera, da maggiore serietà e alto senso della responsabilità, da un impegno operoso e determinato nella ricerca di valori reali, ispirati da veri e propri ideali. C’era inoltre il tempo per pensare, riflettere, studiare, praticare, osservare, approfondire, consolidare i risultati raggiunti o ricominciare con umiltà, con energia, attenzione e consapevolezza più ampi, forgiati sul campo da un’esperienza incessante e concreta. Oggi la pazienza è scomparsa, travolta da stili di vita frenetici e da uno tsunami tecnologico indubbiamente utile quando sotto controllo, ma altamente invasivo e condizionante. E troppo spesso si pretende tutto e subito sull’onda maniacale del “tempo reale” e di una caotica informazione virtuale, alimentando sovente illusioni rischiose e fuorvianti. Per fortuna posso dire che da circa un decennio si è gradualmente evidenziato, da parte di alcuni gruppi di giovani generazioni, un interesse e un impegno di tutto rispetto, sostenuti da un’intensa vitalità, forti motivazioni e ideali limpidi, dei quali mi auguro non siano mai defraudati, che lasciano ragionevolmente ben sperare per il prossimo futuro.

  1. Ritiene che vi siano le potenzialità e le qualità umane per prospettive future che sappiano superare positivamente i limiti, le deviazioni, le fascinazioni del passato e del presente?

–        Mi riallaccio al finale della risposta precedente. Potenzialità e qualità umane credo siano sempre esistite in ogni epoca e forse oggi più di ieri grazie anche, ma non solo, alla quantità e qualità di mezzi a disposizione, se utilizzati intelligentemente. Ciò che manca sono le guide competenti e affidabili, gli autentici “maestri”, divenuti decisamente una rarità, come i veri ermetisti del resto. Persone e organismi che possano costituire un concreto e credibile punto di riferimento e siano realmente in grado di trasmettere validamente e onestamente una conoscenza, non solo teorica, acquisita sulla base di un’attitudine innata e di una tangibile, specchiata esperienza. Se vogliamo parlare correttamente di percorso Iniziatico. Escludendo le classiche eccezioni, infatti, chi eccelle in qualsiasi campo ha sempre potuto usufruire di eccellenti insegnanti. La perfezione non è di questo mondo, si sa, e nessuno la pretende, ma per produrre “oro” devi avere “oro” all’interno di te stesso. E questo percorso, inteso nell’accezione più alta del termine, secondo me richiede, anzi esige, una vera e propria “vocazioprocesi 2ne”, che è ben diversa da un pur esplicito interesse. E molta pratica. Altrimenti, come ammonivano gli Alchimisti, “la materia non si anima”. Se invece intendiamo circoscrivere la ricerca entro un’area puramente intellettuale, limitandoci alla più che rispettabile scelta di un approfondimento culturale, grazie anche alla vastissima letteratura esoterica adesso disponibile, o all’”ermetismo per hobby” o al “fai da te”, è tutto più semplice. Considerando tuttavia, per rendere più chiaro il concetto, che anche immergendosi nella lettura o nello studio di milioni di libri su qualsiasi strumento musicale, se mancano lo stesso strumento e l’istruttore valente e qualificato, non si andrà mai oltre una mera conoscenza speculativa. Cerco di spiegarmi meglio con un esempio: in qualunque contesto, al di là di un interesse serio o di un talento conclamato, se si vuole apprendere e conoscere a fondo una disciplina occorre necessariamente un maestro capace di mettere a fuoco, plasmare, sviluppare e perfezionare le qualità e le sane aspirazioni dell’allievo dotato di chiara inclinazione naturale e buona volontà. In che modo? Sostenendone e rispettandone il potenziale espressivo e aiutandolo a correggere i propri difetti, possibilmente secondo un metodo maieutico e pedagogico, seguendo un’ottica lungimirante e creativa, che gli consenta al momento giusto di spiccare il volo. In caso contrario si corre il pericolo di proiettare e perpetuare imperfezioni e squilibri personali, difetti di fabbrica o menzogne ereditarie. Tenendo sempre ben presente che chi si pone alla guida di un’anima, in particolare se parliamo di giovani, si assume un’altissima responsabilità morale, che implica tassativamente un’onestà intellettuale cristallina, degnamente adeguata a un ruolo e a un compito che nessun medico ha mai prescritto. Quanto ai limiti e ad altre ineluttabili evidenze, alle deviazioni e alle insidiose fascinazioni del passato e del presente, mai estintesi e puntualmente in agguato, credo sia sicuramente utile e necessario un vigoroso antidoto a base di vigili e saldi senso critico ed etico, coscienza refrattaria ai compromessi e una vasta informazione senza paraocchi. Da assumere preferibilmente con buon equilibrio e piedi ben piantati per terra, rifiutando sistematicamente facili ricette, canti di sirene e tranelli mistici o pseudo religiosi, dogmi, maschere ingannevoli, fanatismi e soluzioni preconfezionate. Troppe volte abbiamo infatti assistito a gravissimi episodi di prevaricazione, millantato credito e grottesche manipolazioni della verità finalizzati al mantenimento di un’effimera immagine di miserrimo “potere”, o addirittura di peggio, perpetrati ai danni di sprovveduti “aspiranti ermetisti” e ricercatori in buonafede. E questo non è tollerabile.

  1. Ritornando a Petriccione, forte e complessa personalità, che Lei ha conosciuto bene. Al di là dei giudizi positivi espressi da Claudio Arrigoni su Elixir, come risponde a chi vede in Petriccione l’emblema delle problematicità di certi percorsi magici e realizzativi?

–        La cosa interessante è che, dopo vent’anni dalla sua scomparsa, se ne continua a parlare. E anche questo dovrebbe far riflettere. N
on ho molto da aggiungere a quanto ho già scritto in proposito e ai giudizi, a mio parere ineccepibili, espressi dall’amico Claudio Arrigoni, testimone più che attendibile in quanto suo allievo al liceo classico e discepolo della prima ora. Le annuncio anzi che nel prossimo numero di Elixir avremo al riguardo un ulteriore chiarimento, da parte di quest’ultimo. La risposta comunque è molto semplice: tempo fa in un forum, una ermetista preparata e dotata di buon senso volle replicare al commento alquanto approssimativo di un utente su Petriccione, sostenendo sostanzialmente che sarebbe stato meglio lasciare parlare chi l’aveva ben conosciuto. E questo è il punto. Perché vede, chiunque si esponga, specie su questo terreno, è sempre e in ogni modo soggetto a critiche, giuste o sbagliate che siano, e Petriccione innegabilmente si espose parecchio, certamente più di ogni altro in quegli anni, e con tutta l’irruenza di una personalità combattiva. Ma tentare di ripercorrere il suo più che complesso tragitto iniziatico e umano, seguendo la logica irrazionale dei luoghi comuni, dei sentito dire, di un’aneddotica superficiale e non di rado capziosa o mendace, è assurdo e imprudente. Si corre il rischio di inanellare cantonate invereconde, come accaduto anche di recente a qualche pretenziosa mongolfiera ignorante, sconfinata in spazi che esulano dalle proprie conoscenze e competenze. Lasciando da parte specifiche variabili, in qualunque percorso magico e realizzativo, almeno dalla metà del XIX secolo in poi, se analizzato criticamente, potremmo vedere l’emblema delle problematicità, in quanto tale. E nessuno di noi ha mai negato errori e limiti evidenziatisi in un preciso periodo, obiettivamente difficile e ben definito, di quell’esperienza, peraltro assolutamente da contestualizzare. Sarebbe anzi auspicabile una più approfondita, costruttiva e serena disamina dei punti critici e dei difetti tecnici, operativi e dottrinali che in essa si svilupparono. Cercando tuttavia contemporaneamente, e per quanto mi riguarda sottolineerei soprattutto, di evidenziare e valorizzare anche i lati positivi e apprezzabili che da essa emersero. E le assicuro che non furono pochi. Inoltre, sempre osservando rigoluigi petriccione calielrosamente i fatti e non le chiacchiere o la propaganda, quali “maestri” o cosiddetti “organismi iniziatici” potremmo oggettivamente ritenere esenti da evidenti lacune e anomalie contingenti o strutturali? Spesso luci e ombre si intrecciano in un mosaico composito quanto intricato, e l’analisi storiografica, con tutte le sue varianti e divergenze interpretative, ne è un esempio clamoroso. Pochissimi oltretutto conoscono i drammi interiori che quest’uomo dovette affrontare quando subì a più riprese feroci e inique persecuzioni per la sua fervida, colta e instancabile attività divulgativa svolta a favore della magia e dell’ermetismo. Non intendo minimizzare, sia chiaro, ma bisogna riflettere attentamente prima di azzardare giudizi frettolosi o sommari su personaggi e realtà che non si conoscono adeguatamente, magari estrapolandone unicamente i tratti luminosi o negativi, a seconda della lente attraverso la quale vogliamo osservarli. Senza considerare che specie in questo campo, sempre e comunque gestito da esseri umani corredati del proprio bagaglio di debolezze, i malintesi e le inesattezze si sono sprecati e continuano a incombere pesantemente come mine vaganti. Petriccione, la cui Opera è ancora in gran parte inedita o scon
osciuta, è stato autorevolmente definito da un acuto ermetista super partes “un grande attivatore”, per il suo temperamento volitivo e magnetico, per l’estesissima erudizione, la sorprendente abilità dialettica e la straordinaria capacità di attrarre attorno a sé e galvanizzare nuclei consistenti di potenziali discepoli. Ma era molto di più e personalmente ritengo abbia avuto un ruolo importante e indubbi meriti nell’esoterismo moderno, anche se poi scegliemmo di andare oltre, verso altre strade. Molti di noi, comunque gli rimasero sinceramente amici e fedelmente riconoscenti, fino alla fine. Ed è in nome di questa antica amicizia e del senso di gratitudine che ancora proviamo per lui e per i suoi primi insegnamenti, che lo ricordiamo e difendiamo. Vorrei solo aggiungere che se fosse ancora in vita, i suoi attuali detrattori, compresi i volgari opportunisti e i tronfi ingrati che in ogni compagine purtroppo si distinguono per tendenza spiccata al cinico tornaconto e al vile saltafossismo, non avrebbero avuto modo nemmeno di aprire bocca.

  1. A proposito di Elixir. Le sue Edizioni stampano da diversi anni una rivista, appunto Elixir, che tratta di tematiche di ermetismo e magia, apprezzata in Italia ma anche in varie parti del mondo. Dopo 11 numeri, quale è il suo bilancio?

–        Le sono grato anche per questa domanda, perché riferita a una pubblicazione alla quale tengo particolarmente. Vede, Elixir è nata con un indirizzo e un programma ben precisi: 22 numeri, nei quali compendiare in piena libertà e autonomia il distillato di riflessioni, ricerche, studi, esperienze, opinioni di un gruppo di amici, ermetisti ed esoteristi contemporanei, che pur se saldamente ancorati ai princìpi e all’eredità di una nobile tradizione, tentano di avventurarsi senza pregiudizi verso nuovi terreni interpretativi e possibilità di indagine integrative e alternative, uniti dagli stessi ideali e dal comune denominatore della ricerca onesta della verità. Il bilancio è certamente lusinghiero e in effetti riceviamo apprezzamenti da ogni parte del mondo, il che, oltre a confermare le suddette premesse ci spinge ad andare avanti, fino al ventiduesimo numero, sforzandoci ogni volta di migliorare. E per il dopodomani, non mettiamo limiti alla “provvidenza”.

  1. E’ vero, che prossimamente sarà disponibile un nuovo numero della rivista? I lettori di Ereticamente, che ben conoscono Lei, le Edizioni Rebis ed Elixir, cosa devono aspettarsi d’interessante?

–        Dopo la risposta precedente sarebbe un controsenso risponderle di no. Proprio in questi giorni è in preparazione il numero 12, che a mio parere conterrà numerosi articoli molto interessanti, ma saranno i Lettori, come sempre, a giudicare. La tradizione italica può orgogliosamente vantare una serie considerevole di riviste di alto livello, tra le quali possiamo ricordare il già citato “Mondo Secreto”, “Commentarium”, “O’Thanatos”, “Ur” e “Krur”, “Ignis”, “Atanòr”, “Iniziazione” e per altri aspetti la stessa “Mondo Occulto”, la più longeva (uscì mensilmente e ininterrottamente dal 1921 in poi, per quasi vent’anni, per poi trasformarsi nella pregevole “Studi Iniziatici”), lasciando una traccia indelebile nel nostro patrimonio culturale esoterico. Ecco, molto modestamente, noi cerchiamo di inserirci in quel solco, nella speranza di lasciare al futuro una testimonianza genuina della nostra visione dell’ermetismo magico, del pensiero esoterico e delle arti arcane di ieri e di oggi. Se permette vorrei anzi approfittare dell’occasione per ringraziare ancora una volta pubblicamente tutti i validissimi collaboratori che ogni volta contribuiscono con abnegazione e disinteresse totali alla riuscita di ogni numero, ricordando altresì che tutti gli introiti derivati da Elixir sono devoluti in beneficenza ad associazioni animaliste.

  1. Oltre Elixir, ci sono nuove pubblicazioni in stampa?

–        Troppo gentile, ma vorrei evitare per quanto possibile autopromozioni. Comunque per non deluderla le dirò che abbiamo costantemente “in cantiere” ristampe e novità, nonostante il periodo di crisi indotta che sta attraversando anche l’editoria specializzata. Ultimamente, a parte alcune ristampe di testi esauriti, abbiamo pubblicato una rarissima opera del primo ‘900 sulla jerobotanica, un’altra molto interessante e apprezzata sulla Massoneria Egizia e una collectanea di manoscritti magici del XVIII secolo, che ho curato personalmente. Seguirà a breve una serie di saggi introvabili di un esoterista quasi sconosciuto ma di notevolissimo valore, che abbiamo recuperato dopo anni di faticose ricerche, dopodiché spero di condurre in porto altri progetti ai quali sto lavorando da tempo, ma è ancora un po’ presto per parlarne.

  1. La sua Casa Libraria ha concesso il suo patrocinio alla manifestazione dell’8 Novembre a Roma sulle vie al Sacro della Tradizione Classica, organizzata da Ereticamente e da tutte le associazioni a noi vicine: come giudica tali iniziative? Ritiene anche Lei, come molti, che sia stato un vero successo?

–        Ritengo queste iniziative sempre e senz’altro positive e lodevoli, utilissime per mantenere viva e alimentare la fiamma di un interesse spontaneo e autentico, e, perché no, di sogni coltivati con profonda e ammirevole dedizione. E per quanto riguarda specificamente la manifestazione citata, mi sembra che i numeri parlino da soli e confermino ampiamente il meritato successo. Encomiabili il lavoro, l’impegno e l’entusiasmo, di chi dietro le quinte opera alacremente, lontano da interessi ambigui o mercenari, per realizzare e animare questi progetti.

  1. Infine, che auspicio può fare un Editore impegnato come Lei a chi giornalmente si impegna per la riscoperta e la valorizzazione dell’immensa eredità documentale inerente la Tradizione d’Occidente? La ringraziamo cortesemente per il tempo concesso ad Ereticamente.

–        Ha detto giusto: immensa eredità documentale, sopravvissuta incredibilmente nonostante i secoli di oscurità della mente. L’auspicio migliore che posso formulare è che gli stessi giovani citati nelle risposte precedenti si muovano efficacemente e coraggiosamente, avvalendosi al meglio di tecniche e strumenti oggi disponibili, anche in questa direzione, che è parte integrante e vitale di fondamentale importanza per la nostra storia, la nostra cultura e la nostra tradizione. Inimmaginabili la quantità e la qualità di documenti preziosi ancora nascosti o dimenticati in biblioteche pubbliche e private in Italia e in Europa. Molti sono andati perduti o distrutti, è vero, ma moltissimi sono soltanto in attesa di essere recuperati o riscoperti, e degnamente restituiti al loro splendore e valore originari. Perché se si ignora, si sottovaluta o si trascura la componente documentale del nostro passato, delle nostre radici, si compromette la possibilità di una visione armoniosa, imparziale ed esaustiva del presente e del futuro, anzi non c’è proprio futuro.

Per concludere, sono io che vi ringrazio per l’opportunità che avete voluto gentilmente accordarmi, e saluto molto cordialmente voi e i vostri Lettori.

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Categorie: Ermetismo, Esoterismo, Intervista

Pubblicato da Luca Valentini il 25 dicembre 2014

Luca Valentini

Redazione di EreticaMente.net, cultore di filosofia antica, di dottrina ermetico-alchimica e di misteriosofia arcaica e mediterranea: collaboratore di riviste come Elixir, Vie della Tradizione, Atrium, Fenix Rivista, Il Cervo Bianco, Pietas, Il Primato Nazionale. Dirige le collane Arcana, rarità classiche ed ermetiche, ed Orfeo, narrativa e poetica esoterica, per la Casa Libraria Edit@ di Taranto. Partecipa a seminari di ricerca di livello nazionale ed europeo. Ha pubblicato testi inerenti l’Alchimia, l’Amor Sacro e di poetica ermetica.

Commenti

  1. Napellus

    intervista molto chiara e vera. Grazie

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