Sintesi per una nuova politica economica e monetaria

Sintesi per una nuova politica economica e monetaria

“Interviene con i suoi presupposti ed effetti con identica profondità tanto nella vita politica come in quella economica, ed essendo una questione importante dell’idea economica incide così profondamente anche nella vita privata di ciascuno, richiedendo a ognuno una decisione il servizio al paese o l’illimitato e l’illecito arricchimento privato, ciò significa risolvere la questione sociale.”

Gottfried Feder

Il principale nemico del cittadino attorno al quale è necessario unirci è l’usura derivante dal debito. Il debito si abbatte nella vita dell’intera comunità distruggendo e logorando ogni singola famiglia ogni individuo spingendo inesorabilmente all’isolamento e incitando al suicidio.

Bisogna uscire dal comodismo, dall’individualismo, dall’indifferenza nella sofferenza della vita altrui, perché qua siamo tutti colpiti dall’usura del debito in maniera indifferente.

Dall’operaio che non può accedere al mutuo per tassi criminali, al piccolo imprenditore che non può accedere ad un prestito o il contadino che deve vivere per pagare i propri debiti.

Il Debito pubblico rappresenta proprio l’assurdità secondo la quale uno stato, o meglio un’intera comunità quella italiana nella fattispecie, debba vivere come schiavo di usurai privati internazionali che razziano i popoli delle loro ricchezze nell’indifferenza totale di spingere una comunità nel baratro sociale della disperazione.

Perché, non credete che il Debito sia una cosa distante che non si abbatte nel quotidiano sulla comunità nazionale ma esso pesa e peserà sempre di più nel tentativo di portare alla disperazione il popolo italiano.

Ogni anno paghiamo cento miliardi di euro agli usurai, ed ogni anno saranno sempre di più visto l’ingrossarsi del debito, questo denaro viene tutto tolto alla spesa pubblica ovvero ai servizi che i cittadini dovrebbero ricevere e che ogni anno vengono ridimensionati e ne taglieranno ancora.

Gli usurai non hanno interesse della vita della loro vittima, esso non deve mangiare e deve lavorare integralmente per il pagamento del suo debito.

Così il debito dello Stato Italiano ha ripercussioni sull’intera comunità e noi invitiamo la comunità ad adunarsi contro gli usurai e i loro complici alle redini di questo stato.

A seguire illustreremo in maniera scientifica come è possibile volgere un cambiamento completo di tipo economico-monetario dall’attuale modello di usurocrazia bancaria.

Nel presente documento vogliamo indicare, in modo tecnico, semplice e mantenendo una metodologia economica di tipo scientifico, cosa l’Italia debba fare per uscire dalla crisi del debito sovrano in cui si è venuta a trovare.

Per prima cosa occorre spiegare l’equazione fondante l’economia di un apparato statale in condizione di parità di bilancio:

Spesa Pubblica – Gettito Fiscale + Interessi del Debito Pubblico = Vendite dei titoli di Stato + Massa monetaria immessa.

L’attuale stato di dominio dell’interesse (usura), come direbbe Pound, fondandosi su questa equazione decide di indebitarsi vendendo titoli di Stato, poi scopriremo che i maggiori attori in questo tipo di operazioni sono le ricche banche d’investimento, attraverso l’aumento del debito pubblico, invece decide di ridurre al minimo l’immissione di massa monetaria tra l’altro soggetta ad usura.

La conseguenza, come tutti sappiamo, è che gli interessi del debito pubblico crescono ed anno dopo anno risulta sempre più difficile pagarli e vendere contemporaneamente titoli di Stato, che perdono di credibilità sul mercato.

Lo spread, del resto, è proprio l’indicatore di rischio che uno Stato non paghi il suo debito. L’inadempienza è proprio l’incubo dei principali creditori, che sono poi le stesse banche d’investimento.

I mercati possono però stare al sicuro, i governi italiani, chiaramente succubi del sistema bancario internazionale, costi quel che costi in termini economici: suicidi, desertificazione industriale, crisi agricola, emigrazione; continueranno a pagare gli interessi sul debito pubblico, pena l’esclusione dal circuito finanziario speculativo.

I governi lo ribadiamo, succubi delle banche, decidono di operare sulla riduzione della spesa pubblica e sull’aumento del gettito fiscale, simili operazioni rimangono assolutamente folli, non sono altro che l’atto servile dello schiavo verso il padrone banchiere, in quanto hanno ricadute negative sull’economia stessa e permettono ai governanti di orientarsi sempre di più verso la linea dell’indebitamento ad perpetuum.

Riteniamo di non sbagliare quando affermiamo che, nonostante i continui tagli alla spesa sociale e gli aumenti di tassazione, il debito permarrà nella sua ascesa, e crescerà ancora in quanto per le vestali del neoliberismo non si sarà mai abbastanza tagliata la spesa pubblica, e sarà sempre preferibile un aumento della pressione fiscale sull’economia reale, rispetto al recupero dei capitali che sistema bancario e aziende multinazionali dirottano verso i “paradisi fiscali”, o su investimenti altamente speculativi.

Ma esiste un modo alternativo per mantenere un pareggio di bilancio, anzi di andare persino in avanzo?

Certo che esiste e gli economisti la chiamano proprio inadempienza, un termine così brutto che sembra quasi presagire il fallimento ed invece rappresenta l’unica via per la salvezza. Basandoci sull’equazione sopra riportata, ci sono ben due azioni da attuare che potrebbero facilmente spingerci alla salvezza.

La prima cosa da fare è sensibilmente impossibilitata dall’euro.

L’euro in un colpo solo ha eliminato due poteri allo Stato italiano, che avrebbero fatto agevolmente fuoriuscire l’Italia dalla crisi dei debiti sovrani: la possibilità di produrre moneta e la possibilità di decidere il tasso di cambio con le altre monete.

Attraverso la produzione di moneta nazionalizzata, non più quindi legata al sistema bancario privato com’è attualmente, sempre collegandoci all’equazione iniziale, potremo rifinanziare lo Stato italiano e persino incrementare la spesa sociale.

Modificando il tasso di cambio con le altre monete, tramite una svalutazione, possiamo recuperare agevolmente competitività ed abbattere il debito convertendolo nella nuova moneta e di conseguenza ridurre gli interessi sul debito.

Il secondo fattore su cui possiamo agire è proprio la possibilità di uno Stato sovrano di sospendere il pagamento degli interessi sul Debito Pubblico. Come si può realizzare?

Nostro dovere è procedere nella conversione in Lire del Debito Pubblico e dei valori di pagamento di tutti i titoli nel mercato.

Fatto ciò bisognerà rifiutare il pagamento del debito acquisito dalle banche d’investimento che hanno svolto attività speculative nel mercato, specialmente se a danno dell’Italia.

Tali banche d’investimento cui sia stata accertata speculazione e danni verso il popolo Italiano saranno bandite a tempo indeterminato dal territorio nazionale.

Eliminata la grossa parte del Debito Pubblico in mano a privati esteri, si potrà procedere per la riacquisizione di tutti i titoli presenti sul mercato in possesso a enti pubblici stranieri e piccoli azionisti italiani mediante pagamento in lire o prodotti.

Una parte del Debito Estero, quella in mano agli enti pubblici stranieri, al fin di mantenere buoni rapporti tra gli stati sarà doveroso pagarlo nella nostra moneta nazionalizzata o direttamente in beni delle nostre aziende recuperando così i titoli di stato in loro possesso.

Sarà possibile per gravi motivi politici escludere alcuni stati da tale operazione di acquisizione del nostro debito in loro possesso.

L’obiettivo nuovo che ci imponiamo è dunque l’azzeramento dei titoli di stato italiani nel mercato e l’azzeramento del totale del Debito Pubblico da raggiungere nel medio termine mantenendo il più alto senso di giustizia sociale e di pace tra gli stati. Il debito che va fondamentalmente rifiutato è quello in mano alle banche d’investimento internazionali che hanno professato l’usura come metodo di controllo delle nazioni con le loro marionette politiche.

Sull’inflazione

Riguardo al pericolo d’inflazione, collegato all’immissione di una così elevata massa monetaria, o della svalutazione per un tasso di cambio, riteniamo che tali riforme economiche, che di seguito descriveremo nel dettaglio, dovranno essere chiaramente accompagnate da una politica di sensibile riduzione delle importazioni, specie nei settori sensibili, così da annullare qualsiasi effetto inflattivo. Inoltre ricordando la formula keynesiana:

Inflazione = ( Massa monetaria * Velocità di circolazione della moneta ) / Quantità dei beni nel mercato; possiamo affermare agevolmente che qualsiasi livello inflattivo può essere abbattuto incrementando la quantità dei beni nel mercato.

Per raggiungere questo obiettivo bisogna puntare sull’incremento della produttività ed in particolare su occupazione ed incremento tecnologico.

Tassazione o Gettito fiscale

Gli attuali governi hanno visto nella tassazione sempre uno dei principali metodi di rifinanziamento, quando è storicamente comprovato che il gettito fiscale non può superare la spesa sociale nelle economie avanzate, e più aumentano le tasse più è difficile per una economia nazionale rilanciarsi, di conseguenza il gettito nel tempo diminuirà e qui a generare tassazioni sempre più alte.

Liberatici del problema del bilancio, tramite massa monetaria, la tassazione deve invece essere mossa da un principio etico, che è quello della ridistribuzione delle ricchezze. La tassazione deve essere semplificata e principalmente diretta a livello individuale, con forti sgravi fiscali sulle piccole attività ed esenzione totale sull’imprenditoria neonata. In oltre dovrà essere messo in vigore un sistema tributario che colpisca con severità fenomeni di evasione fiscale, di qualsiasi entità, ma che sia anche animato da concetti etici di giustizia sociale.

Non è nostra intenzione fare delle “crociate” giacobine contro i “ricchi”, tuttavia, le classi più abbienti all’interno della nazione, dovranno comprendere che il loro contributo nei confronti del bene comune (lo Stato) sarà proporzionato alle loro sostanze, in modo similare a quel che già avviene per le categorie dei lavoratori dipendenti. Tale intento dovrà coinvolgere anche i ceti autonomi ed artigiani, in un quadro di giustizia fiscale; che permetta sia il godimento da parte del singolo dei frutti del proprio lavoro, sia lo sradicamento di pratiche eticamente discutibili. Rimarchiamo poi l’enorme importanza che lo Stato riserverà alla lotta contro l’emigrazione di capitali in ambiti esteri privilegiati. Così come sarà imposta una pesante normativa sulle delocalizzazione di aziende e settori produttivi nazionali, in quanto, tale processo di emigrazione di risorse, materiali e finanziarie, rappresenta un tradimento verso la Patria e verso i connazionali tutti.

Spesa Pubblica

La spesa pubblica è la ricchezza degli Italiani, gli attuali governi che vogliono ridurla a tutti i costi sono come gli strozzini usurai che pur di aver ripagato il debito chiedono il digiuno dell’indebitato, al contrario dobbiamo realizzarne un aumento, costante nel tempo, accompagnato da una sua capacità distribuitiva nell’indicare obiettivi interessati.

La funzione della spesa Pubblica, oltre ad essere diretta per una corretta amministrazione dello Stato nella sua dimensione burocratica (Uffici, Sanità, Esercito ), deve garantire il mantenimento e l’avanzamento dei diritti sociali a tutti i cittadini italiani.

L’altro ruolo è di stimolatore economico, per mezzo di politiche di finanziamento nei settori sia nel settore pubblico, che nell’area economica privata dove: o abbiamo una forte dipendenza dall’estero o siamo poco competitivi con l’estero o rientra tra gli obiettivi del piano economico approvato. Ricapitolando per punti fondamentali e consequenziali la presente soluzione.

Sul problema monetario:

— Nazionalizzazione immediata di Banca d’Italia sottoposta al controllo del Ministero dell’Economia.

— Fuoriuscita dall’Euro e ritorno alla Lira con un valore del 10% svalutato rispetto all’Euro.

— Ritorno alla fluttuazione libera del tasso di cambio sul mercato di valute internazionali Sul problema del Debito sovrano.

— Il governo provvederà all’estinzione totale del debito e degli interessi ad esso connesso.

— Rifiuto del pagamento degli interessi del debito pubblico.

— Sarà ripagato il debito esclusivamente verso i cittadini italiani e gli istituti di settore pubblico interno o esteri esclusivamente nelle nuove lire.

Al fine di evitare possibile inflazione:

— Bisognerà ridurre le importazioni in maniera scalare:

1) Con urgenza assoluta devono essere posti dei dazi verso tutte quelle nazioni che non rispettono i diritti dei lavoratori fino a pareggiare sul costo medio dei nostri prodotti equivalenti.

2) Sul medio periodo abbiamo la necessità di colmare tutti quei settori tecnologici in cui abbiamo una forte dipendenza dall’estero costruendo aziende nazionali.

3) Sul lungo periodo dobbiamo riequilibrare le importazioni energetiche integrandole con quelle sostenibili.

La spesa pubblica deve essere direzionata verso l’occupazione totale delle nostre forze produttrici, il raggiungimento di notevoli obbiettivi avverrà attraverso l’elaborazione distrumenti d’intervento operati dallo Stato: piani di riqualificazione infrastrutturale (ad esempio il rifacimento della rete ferroviaria locale), piani di riqualificazione urbana (con il recupero dei centri storici di tutti i centri abitati, ad uso abitativo e commerciale), ed una riorganizzazione territoriale organica, incentivi alla ricerca, incentivi alle aziende rurali, potenziamento delle aziende nazionalizzate.

Alberto Catalano

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Categorie: Economia

Pubblicato da Ereticamente il 15 settembre 2014

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Giacomo

    Condivido tutto,ma penso che anche per il ceto alto non debba essere esagerata la tassazione e per le piccole e medie imprese deve essere molto bassa come deve essere radicalmente abbassata l’iva altrimenti ad evadere non è l’imprenditore il professionista ed il commerciante,ma il cliente che preferisce risparmiare il 22% sulla fattura

  2. Giorgio Andretta

    Scrivo anche se sono certo che sarò censurato come è già successo in passato.
    Sig. Alberto Catalano, se mi è concesso, quali sono le sue fonti che lo hanno indotto a scrivere un post come quello che ci ospita?
    Ho visitato tutti i continenti contenuti nel nostro pianeta e quando mi sono presentato ai nostri confini statali nessuno mi ha chiesto di saldare il debito prima di andarmene. Cosa alquanto strana perché non possedendo beni immobili o mobili non capisco su cosa potrebbero rivalersi, anche se in caso contrario dovrebbero dimostrare l’insorgenza del mio debito, dato che non ho mai delegato chicchessia a rappresentarmi e quindi sottoscrivere impegni a mio nome.
    Eventualmente il debitore sarà chi ha firmato in calce e coloro che gli hanno prestato qualunque cosa a qualsiasi titolo come minimo sono stati dei sprovveduti, concludendo: chi è causa del proprio mal pianga se stesso. La vedo dura vantare dei crediti nei confronti di Nino Andreatta o dei suoi eredi.
    Tanto le dovevo.

  3. Umberto Aquila

    L’usura proviene dal debito. Anzi, ha scritto: “Il principale nemico del cittadino attorno al quale è necessario unirci è l’usura derivante dal debito.”
    Persino un economista della Bocconi si sbellicherebbe dalle risate.

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