sostieni ereticamente. contribuisci alla nostra battaglia del ‘liberopensiero’


Racconti di…verità!

Racconti di…verità!


di Mario M. Merlino
Confesso che il mio primo libro di racconti, Atmosfere in nero, mi ha dato delle soddisfazioni e di questo lo devo ringraziare. E di questo ‘grazie’ ne faccio partecipi i lettori di Ereticamente. E’ come se ci si sedesse intorno al camino in un giorno in cui i vetri tremano per le raffiche del vento e sottili strati di ghiaccio si formino ai bordi della finestra. Siccome le giornate si sono rese ormai più che primaverili, immaginiamoci di stare sulla spiaggia di Mondello (e chi voglia intendere, vi riconosca una richiesta esplicita di invito!) all’ombra di una vela a mezzogiorno, mentre spira un’arietta che porta odore di mare, salsedine e promessa di terre lontane.
(Dicono sia in atto un fenomeno di alterazione irreversibile del clima del Mediterraneo, rendendo quest’ultimo simile a luogo tropicale, soggetto a caldo umido e a repentini e violenti acquazzoni. Del resto ho memoria di quando, ragazzo, mi inerpicavo per i sentieri dell’entroterra riminese a fine stagione, tra Carpegna e Pennabilli, in cerca di fossili, tante le conchiglie e una volta un granchio con un pesciolino tra le chele. Insomma un tornare ai primordi, quando, ad esempio, come ci narra il poeta latino Lucrezio, era sufficiente afferrare per i capelli qualche amabile fanciulla e trascinarla in una caverna, offrendole un corbezzolo o, al massimo, un frutto. Tempi da trogloditi, l’ammetto, tempi però, mi si permetta, essere sotto l’ordine naturale delle cose…ahahah…).

Da ragazzo m’ero dilettato, senza successo alcuno e racchiudendoli nel cassetto, a buttar giù qualche esile raccontino e, in età di ondate ormonali, al confine della pornografia. Altrettanto dicasi dall’eremitaggio di Regina Coeli (ondate ormonali comprese e represse). Poco ancora nei successivi anni, febbrilmente coinvolto nel ruolo di docente (d)emerito di storia e filosofia (con relativa prosopopea e arrogante superomismo). Ecco che mi vien fuori il ghiribizzo di cimentarmi nella narrativa, di cui ero stato certo solerte lettore ma considerandola figlia di un dio minore. In questo – e ne faccio testimonianza – sollecitato dalle conversazioni pacate e intelligenti, in tardi pomeriggi e nei pressi di Fontana di Trevi, con Ugo Franzolin, già corrispondente di guerra della XMAS, giornalista de Il Meridiano d’Italia e de Il Secolo, scrittore.
Così raccolgo la bella storia, tragica, ma io l’avverto tutta d’amore di Mila ed Emilio, il cui destino è racchiuso in quel fazzoletto sporco di sangue, di cui il tenente Bernardino Bernardini aveva fatto dono, poco prima d’essere fucilato nello stadio di Lecco con gli altri quindici ufficiali. E la vicenda di Alima, giovane etiope, e di Marco nelle terre aspre dell’Impero alla vigilia e durante la seconda guerra mondiale, con una appendice nell’oggi, in questo presente così squallido e triste nonostante – o soprattutto – le luci variopinte del consumismo. Ancora altre storie tra spezzoni di vite reali, come quella dell’ausiliaria Gina o del comandante Sannucci, e il ‘flusso ebbro’ che scaturiva nelle notti trascorse a corrente alternata.
In primo luogo una sfida con me stesso. Quel dare dignità ad altra forma di linguaggio, superando le pretese della filosofia e le analisi della storia di esser loro, tramite il saggio, le uniche a meritare attenzione. Mettersi in gioco nel reiterato chiedersi: ‘cosa farò da grande?’, perché, sì, mi rendo conto che non posso più dilazionare quanto l’anagrafe pretende. E rendersi conto che ci vuole sudor di gomito, scrivere scancellare e riscrivere, nitore della parola che deve esser tutta ‘tua’ e, al contempo, ‘di tutti e per tutti’. E oggi, andando dall’editore, sapere alfine se, ai primi di giugno, potrò dare voce al seguito con Ai confini del nero, ulteriori cinque racconti.
La storia, le storie di uomini e donne che ci hanno insegnato, dimostrando di possedere un animo grande, che valeva la pena di scegliere per non essere scelti e di scegliere per sempre. Soprattutto essere fra coloro che possiedono quello ‘spirito anticonformista per eccellenza, (quell’essere) antiborghesi sempre, irriverenti per vocazione’, come voleva fossero i giovani fra le due guerre Robert Brasillach. Non poco direi, anzi tanto e, qualche volta confesso, troppo… Sempre nella consapevolezza, gioiosa e raramente amara, d’essere ‘i cattivi dalla parte dei buoni’ (come ho scritto in E venne Valle Giulia), mai ‘dalla parte sbagliata’ e incuranti se i fessi i malevoli e gli opportunisti ci definiscono ‘male assoluto’…
Il 18 maggio sono stato invitato a proporre il libro a Lecco dove venne posta, nello stadio di via Cantarelli, una lapide a ricordo della fucilazione (assassinio premeditato e vigliacco) dei sedici ufficiali della Leonessa e del btg. Perugia, fra cui il padre di Mila. Una lapide riparatrice, sovente picconata da anonimi-conosciuti amanti del buio, che oggi la nuova giunta comunale vuole rimuovere e collocare in altro luogo e riscrivere per dare fondamento di (il)legittimità a quella mattanza.
E, probabilmente, degno compimento di tante presentazioni, di amici o di sconosciuti lettori, di coloro che mi hanno accompagnato in questa mia personale ‘avventura’. A tutti costoro va il mio ‘grazie’, soprattutto – e mi ripeto  e lo ripeto per quelli che hanno condiviso e condividono le nostre idee le nostre battaglie il nostro cammino, magari avendo un momento di fiato grosso, di stanchezza, di esitazione – a chi ha ispirato questo libro, facendo sì che le parole fossero ossa carne e sangue al servizio e ‘per l’Onore!’.
Print Friendly
Categorie: Antagonismo, Merlino, Narrativa, Racconti, Storia, Verità

Pubblicato da Mario Michele Merlino il 8 maggio 2013

Mario Michele Merlino

Nato a Roma 2 giorni prima dell'entrata degli alleati, quindi 'obbligato' per fedeltà ad appartenere ad altra Repubblica. Prima con la spranga sui denti (altrui) poi con la penna irriverente sbruffone parolaio, cioè 'geniale'... con poche idee e tante emozioni in attesa di sapere cosa farà da grande...

Lascia un commento

  • Milano - 1 aprile 2017

  • roma - 9 aprile 2017

  • polemos vol. 3

  • poesia iniziatica

    Cantiche alla Musa – recensione a cura di Stefano Mayorca

    di Ereticamente

    La Déa, il contatto con l’isiaca matrice femminea, frutto di ancestrali memorie, sopita nelle profondità dell’Essere, mai estinta  ma viva nell[...]

  • il soledì

    Il democratico dispotismo dei regimi occidentali

    di Paolo Sizzi

    Ogni volta che in Europa accade un fatto di sangue terroristico, cagionato dalle cosiddette “risorse” bipedi provenienti dalle remote terr[...]

  • civiltà romana

    EreticaMente intervista il prof. Maurizio Bettini – a cura di Luca Valentini

    di Luca Valentini

    Maurizio Bettini, classicista e scrittore, insegna Filologia Classica nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena, dove ha f[...]

  • donne della tradizione

    Le donne fatali nella Grecia arcaica – Fabrizio Bandini

    di Ereticamente

    La Grecia arcaica ci offre numerosi esempi di donne fatali, di femmine archetipali, potenti ed oscure. D’altronde il Mediterraneo, era antica terr[...]

  • a dominique venner

  • Ultimi commenti
  • post Popolari

    archivio ereticamente

    Statistiche

    Tag

    Newsletter

  • a. dugin

    Uscire dal XX secolo. Un’idea nuova per il Terzo Millennio.  Per una Quarta teoria politica. – Roberto Pecchioli (5^ ed ultima parte)

    di Il Picchio

    “Chi ha rinunciato alla sua terra, ha rinunciato anche al suo Dio” (Fedor Dostoevskij- L’idiota) Capitolo IX Andare oltre Centro e periferia Il [...]

  • populismo

    Elogio ragionato del populismo, 2^ parte – Roberto Pecchioli

    di Ereticamente

    Il rasoio di Occam populista Quello che sembra sfuggire alle analisi di sociologi e politologi, e che è a monte dell’insorgenza populista c’è il[...]

  • storia

    Il balletto dei trattati – Michele Rallo

    di Michele Rallo

    1915-18: il doppio gioco inglese trascina l’Italia nella Prima guerra mondiale Abbiamo già avuto modo di accennare ai motivi che, nel 1915, spins[...]

  • eretico

    2016: un anno che ha cambiato la storia del mondo – Michele Rallo

    di Ereticamente

    E così è finito anche questo particolarissimo 2016. Quando sarà studiato sui libri di storia, probabilmente sarà indicato come l’anno che ha seg[...]

  • poesia

    Metro, Metodo, Modello – Vittorio Varano

    di EreticaMente

    Non tutto è poesia e non tutti sono poeti. Poesia è scrittura secondo una regola. Perciò, poesia è solo quella classica; quella contemporanea è p[...]