STUPRI AMERICANI IN FRANCIA


STUPRI AMERICANI IN FRANCIA
I soldati che stuprarono la Francia:  sappiamo degli stupri di massa di donne tedesche da parte delle truppe di Stalin. Ora un nuovo libro rivela che le truppe americane commisero migliaia di stupri su donne francesi che stavano “liberando”.
A cura di Guy Walters
Data: 31 Maggio 2013
Fonte: Daily Mail (Mail Online)
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2334204/The-GIs-raped-France-We-know-mass-rape-German-women-Stalins-soldiers-Now-new-book-reveals-American-troops-committed-thousands-rapes-French-women-liberating.html
Il bel soldato Americano era il decimo cliente di Elisabeth quella sera. Lavorando per conto suo all’ultimo piano di uno squallido condominio di Parigi, credeva di averli visti tutti.
Negli ultimi quattro anni c’erano stati i tedeschi ed ora, da quando la città è stata liberata nell’Agosto del 1944, c’erano gli americani. Non faceva una gran differenza.
Elisabeth sollevò tre dita della mano per indicare il prezzo del suo corpo, 300 Franchi.
“ Troppo “, disse il soldato.
Elisabeth sospirò. Aveva già udito queste parole in passato. Spazientita tenne in alto le tre dita, quasi come un insulto.
Non c’era trattativa, trecento dovevano andare bene così.
“ Duecento “ insistette il soldato.
“ No “, disse Elisabeth. “ Trecento o niente “.
Il soldato si avvicinò con l’odio negli occhi. Elisabeth lo guardò di traverso ed iniziò ad avere paura.
“ In tal caso “ – disse il soldato – “ sarà niente “.
Il milite mise la sua grossa mano attorno al collo di Elisabeth ed iniziò a stringere. Lei iniziò a lottare quanto più poteva, menando colpi alla cieca, ma fu tutto inutile.
Dopo un minuto o quasi scivolò senza forze, il suo corpo senza vita cadeva sulle lenzuola macchiate. Poi il soldato si tolse con calma i pantaloni e fece sesso con lei. Per niente.
Dopodiché frugò fra le cose di Elisabeth, rubò il denaro e le cose di valore. Se ne andò girando l’angolo, trovò un’altra prostituta portandola a cena e al cinema.
Per questo soldato è stata una grande serata. Parigi era proprio come dicevano che fosse.
Persino per gli standard bellici questo era un episodio particolarmente feroce. Ma mentre questi barbari omicidi erano estremamente rari, un nuovo libro rivela che gli abusi dei soldati americani sulle donne che erano stati mandati in Europa a liberare, erano molto più comuni di quanto si fosse pensato all’inizio.
E’ naturalmente una cosa orribile che in guerra i soldati stuprino le donne nei territori che conquistano. Molte truppe, ma di certo non tutte, vedono la carne femminile come un bottino giustificato, un qualcosa che meritano dopo aver combattuto i mariti, i padri e i figli delle donne di cui abusano.
Lo stupro è anche un modo col quale una nazione impone il suo dominio su di un’altra.
Lo stupro dice: “possiamo avere le vostre donne e non potete fare niente perché comandiamo noi “.
Molte migliaia di donne e ragazze tedesche, ad esempio, furono violentate dalle truppe russe nella battaglia di Berlino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Fino ad ora, noi degli ex paesi occidentali Alleati tendevamo a considerare lo stupro come un qualcosa perpetrato da altri paesi anziché i nostri.
Grazie a film come “Salvate il Soldato Ryan” o “ Il Giorno Più Lungo”, siamo stati portati a pensare che le truppe Alleate erano al di sopra di tali comportamenti. Tuttavia, un nuovo libro esplosivo pubblicato da una studiosa americana smonta in modo sbalorditivo questo mito.
“ Il mio libro cerca di smontare un vecchio mito sui soldati americani, ritenuti essere creature coraggiose che si sono sempre comportati bene. Ma i soldati americani facevano sesso comunque e ovunque “.
Prof.ssa Mary Louise Roberts
Nel libro “ What Soldiers Do “ (ciò che i soldati fanno), la Prof.ssa Mary Louise Roberts dell’Università del Wisconsin sostiene che i soldati americani commisero stupri migliaia di volte durante la guerra. E, ciò che è ancora più sorprendente, è che molte delle loro vittime erano francesi.
In totale si stima che circa 14.000 donne furono stuprate dai soldati americani nell’Europa Occidentale dal 1942 al 1945. In Francia 152 soldati americani furono processati e di questi, 29 furono impiccati.
Ma le statistiche non rivelano tutta la storia. Ci furono senza dubbio migliaia di stupri in Francia, molte dei quali non vennero denunciati dalle vittime le quali non erano disposte a vivere le ingiuste e tremende stigmatizzazioni che tali violenze portavano con sé il quei giorni.
Ma perché gli americani violentavano i loro alleati? Per il soldato medio, la Francia era tanto un “avventura erotica” quanto una spedizione militare e la guerra fu, in parte, “venduta” ai soldati di leva come un’opportunità per conoscere donne francesi attraenti.
Molti dei padri di quei soldati erano stati in Francia durante la Prima Guerra Mondiale ed erano ritornati con scandalosi racconti sulla presunta licenziosità delle donne francesi. I loro figli, di nuovo laggiù a combattere, consideravano la Francia come un gigantesco bordello, con migliaia di ragazze nubili francesi disposte a essere possedute da virili soldati.
Come giustamente osserva la Prof.ssa Roberts, il soldato medio non aveva alcun attaccamento emotivo al popolo francese o alla causa della sua libertà.
Riviste specializzate per le truppe come “Stars And Stripes” mostravano foto di donne festose durante le parate di liberazione, accompagnate da titoli come “ Ecco ciò per cui stiamo combattendo “.
La rivista pubblicò persino frasi “utili” in francese, come la traduzione di “ non sono sposato “ oppure “ hai degli occhi bellissimi “.
Era quasi come se la rivista dicesse ai soldati: ragazzi, andate e prendete!
E questo fu esattamente ciò che fecero. Per tutta l’estate del 1944, dal momento in cui respinsero i tedeschi durante lo sbarco in Normandia in Giugno, gli americani scatenarono nella Francia del Nord, secondo le parole della Prof.ssa Roberts, “ uno tsunami di voglia maschile “.
La Roberts scrive: “ Le donne della Normandia denunciarono un’ondata di accuse di violenze carnali contro i soldati americani, minacciando di distruggere la fantasia erotica nel cuore dell’operazione. Lo spettro dello stupro trasformò il soldato americano da guerriero-salvatore a intruso violento “.
Fu particolarmente intaccato negativamente il porto di Le Havre. Un cittadino scrisse al sindaco della città, Pierre Voisin, lamentandosi per i “crimini di ogni tipo commessi giorno e notte”. Disse che i soldati americani “attaccavano, rubavano sia nelle strade che nelle nostre case e che era in sostanza un regime di terrore imposto da banditi in divisa”.
Ma il problema più grave era il sesso. I soldati americani copulavano con qualsiasi donna francese potevano avere per le mani, consenziente o meno e ciò che era peggio è che lo facevano in pubblico.
Queste cose succedono alla luce del sole, davanti a bambini e ad altre persone che si trovano sul posto “, disse un civile.
Molti bordelli improvvisati furono allestiti da donne francesi disperate per denaro. In una casa, i soldati erano in fila fin su per le scale.
“ Urinano contro i muri e nei corridoi “ notò con disgusto un testimone, “ e saltano addosso ad ogni donna che vive da quelle parti “.
Ciò che era peggio per i francesi era il fatto che gli americani erano le stesse truppe che avevano devastato le loro città con bombardamenti aerei e bombardamenti di sbarramento di artiglieria.
Molti francesi sentivano, e a ragione, che le loro città erano state distrutte senza alcun bisogno, in una dimostrazione di forza machista americana.
Si stima che nella battaglia di Normandia siano stati uccisi 20.000 civili e nella sola Le Havre 3.000 avevano perso la vita. Funzionari arrabbiati fecero rilevare che mentre venivano estratti dalla macerie migliaia di francesi, di tedeschi morti non sene trovava più di una decina.
Con gli stupri ed i bombardamenti era perciò comprensibile perché molti francesi si chiedevano se dopo tutto  fossero stati effettivamente “liberati”.
Gli americani, ricordava un combattente della resistenza, “ macchiarono la loro reputazione comportandosi come se fossero in un paese conquistato “. Alcuni consideravano questa seconda occupazione peggiore della prima.
“La Francia per gli americani, come per i tedeschi, non è altro che Parigi e le donne”, osservò un altro francese, facendo notare che c’era poca differenza fra il soldato americano medio e quello tedesco.
Le donne francesi che lavoravano come prostitute ricordavano persino i loro clienti tedeschi con un quasi sentimento di affetto. I soldati americani volevano di più del solo sesso. “Con quei bastardi dovevi tenere d’occhio il portafoglio” ricordava una signora. “ E’ triste dirlo ma mi mancavano i miei tedeschi che con le donne erano più gentili. Io non sono l’unica a dirlo. Tutte le altre donne la pensano come me, solo che non sempre lo dicono “.
Alcune prostitute furono persine ammazzate dai soldati americani. Oltre a Elisabeth, a Parigi, un’altra fu accoltellata 29 volte all’addome, mentre una donna chiamata Marie fu uccisa perché si rifiutava di farsi sodomizzare.
Abbondavano i racconti con storie particolarmente orribili, inclusa quella di una ragazza fatta a pezzi e il cui corpo fu poi stuprato.
Agli occhi di molti americani le donne francesi non erano altro che sigarette, qualcosa che ricevi nelle tue razioni e che puoi condividere in giro. Non c’era da stupirsi che le malattie veneree imperversavano, ma le alte sfere americane erano più preoccupate della salute dei “loro ragazzi” per il rischio di infettare le loro fidanzate in patria, che non della salute delle donne francesi.
Gli ospedali erano pieni di donne con malattie veneree e molte di loro venivano mandate da un ospedale all’altro perché non c’era posto per loro.
La Prof.ssa Roberts scrive: “ Una popolazione senza tetto, indesiderata di donne malate scarrozzate di città in città. Queste prostitute compromettono l’eredità dell’occupazione americana in Normandia “.
Ma la peggiore eredità era, ovviamente, lo stupro e ciò che più stupisce è che le autorità americane fecero molto poco.Sebbene venissero distribuiti dei manifesti a titolo educativo dal titolo “ Diamo un’occhiata allo stupro “, esse non fecero niente per attenuare il desiderio dei soldati di aggredire sessualmente coloro che si supponeva  avrebbero dovuto liberare dall’oppressione.
Comunque era necessario fare un po’ di giustizia ma anche questa iniziativa lasciò il tempo che trovò. Dei 152 uomini processati per stupro, 139 erano “negri”.
Pare che l’esercito americano tendesse a trattare i soldati neri come capro espiatorio e a bollarli come “ipersessuali” e quindi più propensi allo stupro.
Le corti marziali erano spesso dei tribunali illegali, con uomini  mandati al patibolo condannati con prove fragilissime e processati da ufficiali con poca o niente esperienza legale.
Alle vittime francesi veniva chiesto di identificare i loro assalitori in mezzo ad interi battaglioni di soldati neri, sebbene gli stupri avvenivano spesso in stanze poco o per niente illuminate.
Inoltre, un’altra sgradevole verità, è che molte donne francesi erano razziste tanto quanto gli ufficiali americani. In  tutte le parti si disseminava la paura che una specie di “terrore nero” si sarebbe scatenato sulle donne in Normandia ed era fin troppo facile addebitare un crimine ad un soldato nero piuttosto che ad un bianco.
Inoltre, alcune donne francesi sostenevano di essere state violentate piuttosto di ammettere di aver fatto sesso consenzienti ed alcune prostitute minacciavano un accusa di stupro in modo da estorcere più denaro ad un soldato americano.
La liberazione del loro paese fu quindi un affare dolce-amaro per i francesi. I crimini perpetrati dagli americani sulle donne intaccarono profondamente gli uomini francesi che si sentivano evirati dagli americani. Questi erano più grossi, più forti, più ricchi e più sani e non avevano trascorso anni ad essere sottomessi e obbligati a servire sotto il tallone dello stivale tedesco.
Come dimostra la Prof.ssa Roberts, sebbene a noi piaccia considerare gli uomini che liberarono l’Europa come membri della “più grande generazione” e che gli Alleati combatterono una “buona guerra”,  la vera storia è molto più complicata e scomoda.
Ancora oggi ci saranno donne anziane sedute sull’altra sponda della Manica che chiudono i loro occhi quando sentono la parola “liberazione”.
What Soldiers Do: Sex and the American GI in World War II in France (Ciò che I soldati fanno: il sesso e I soldati americani nella Seconda Guerra Mondiale in Francia) di Mary Louise Roberts, pubblicato dalla University of Chicago Press, al prezzo di 21 Sterline.
Traduzione a cura di: Gian Franco SPOTTI
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Categorie: Appunti di Storia

Pubblicato da admin il 1 gennaio 2013

Commenti

  1. salvatore cicala

    Decisamente eloquente e rivelatorio libro e articolo,ancora una volta gli Usa dimostrano di avere il meglio del mondo e il peggio al tempo stesso. Ma sopratutto continuano con il loro alone di “beati”anche se aiutarono gli Europei,L’omertà dei media Americani, spesso perpetrata,rassomiglia a quella della Mafia Siciliana..

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