RICONSIDERAZIONI SUL MIRACOLO DI DUNKERQUE


RICONSIDERAZIONI SUL MIRACOLO DI DUNKERQUE
A cura di: Charles Lutton
Tratto da: The Journal of Historical Review, Inverno 1981 (Vol. 2, N° 4), pag. 375-380
Fonte: http://www.ihr.org/jhr/v02/v02p375_Lutton.html
– Dunkirk: The Patriotic Myth (Dunkerque: il mito patriottico), di Nicholas Harmon, New York, Simon & Schuster, 1980, 271 pagine con appendici, mappe, foto, bibliografia commentata, indice. ISBN: 0-671-25389-1

Quarantuno anni fa (questo articolo è del 1981 quindi ci si riferisce al 1940, ndt.), 340.000 truppe francesi e britanniche furono evacuate dall’assedio a cui fu sottoposto in porto di Dunkerque. Allora, l’evento fu definito dal governo inglese e dalla stampa come una specie di vittoria. Lo “Spirito di Dunkerque” divenne un potente strumento per sostenere il morale in patria e raccogliere il sostegno all’estero. Sebbene un certo numero di perspicaci analisti militari arrivarono anni fa ad una interpretazione più sofisticata su Dunkerque, la versione del tempo di guerra di questa vicenda viene ancora ripetuta, e non solo nella letteratura popolare ma anche nei testi universitari (1)
Nicholas Harmon, un giornalista e conduttore televisivo, ha scritto uno studio degno di nota sull’episodio di Dunkerque che va ben oltre i precedenti racconti. Nella preparazione della sua importante revisione, l’autore consultò documenti ministeriali, diari di guerra e altri documenti resi pubblici di recente e che erano stati tenuti segreti per oltre 30 anni in base al Decreto Ufficiale di Segretezza Britannico. Harmon aveva anticipato di voler raccontare di nuovo la nota vicenda in forma moderna. Ma, alla luce dei documenti precedentemente non disponibili, si accorse che “mentre procedevo le semplici verità se ne scivolavano via”.
Passando in rassegna gli avvenimenti a partire dall’invasione tedesca dell’Europa Occidentale il 10 Maggio 1940, fino alla decisione del governo britannico di ritirare le sue truppe dal continente, Harmon scoprì che l’affermazione a lungo mantenuta che la Gran Bretagna fu abbandonata dagli alleati francesi e belgi è un mito. Sebbene gli Alleati erano superiori come numero rispetto agli avversari tedeschi, inclusa la superiorità in quanto a carri armati (2), i generali di Hitler usarono tattiche innovative per sconfiggere i loro nemici più numerosi. Il 22 Maggio 1940 il gabinetto di Churchill decise di ritirare dalla Francia la Forza di Spedizione Britannica. Anthony Eden ordinò formalmente al comandante di questa Forza, Generale Lord Gort, di raggirare i suoi Alleati circa l’intenzione dell’Esercito Britannico di ritirarsi. Churchill contribuì a questo raggiro rassicurando il Premier francese Reynaud che la Gran Bretagna era fermamente impegnata fino alla vittoria. Persino mentre i Britannici si preparavano ad evacuare, tentarono di convincere i belgi a continuare a combattere. I belgi rimasero sul campo di battaglia per altri cinque giorni, il che rallentò l’avanzata del Gruppo B dell’Armata Tedesca su Dunkerque. Come fa notare l’autore, “ lungi dall’essere traditi dai loro Alleati, i comandanti militari britannici in Francia e Belgio esercitarono su di loro un metodico inganno che consentì agli inglesi di andarsene con le spalle coperte “.
La ricerca di Harmon portò alla scoperta che i britannici furono responsabili di crimini sia contro i soldati tedeschi, che contro popolazioni civili Alleate. Alcune truppe britanniche erano dotate di pallottole dumdum, letali ed espressamente bandite dalla Convenzione di Ginevra sulle norme belliche. Londra emise direttive di non fare prigionieri tranne quando fosse necessario avere prigionieri tedeschi da interrogare. Per questa ragione i militi inglesi temevano la cattura perché ritenevano che gli ordini del nemico fossero gli stessi che avevano loro. Il 27 Maggio 1940, 90 prigionieri del Reggimento Norfolk furono uccisi da membri della Divisione delle SS “Totenkopf” ed il 28 Maggio 1940, più di 80 uomini del Reggimento Warwickshire furono fucilati dalle truppe del Reggimento di SS “Adolf Hitler”. Queste azioni furono eseguite come rappresaglia per il massacro di molti uomini della Divisione delle SS “Totenkopf” che si erano arresi ai britannici.
Francesi e belgi aventi a che fare con i loro alleati inglesi se la passavano solo un po’ meglio dei tedeschi. Il saccheggio era la norma e “rubare dai civili divenne presto la politica ufficiale “. Autorità militari britanniche fucilarono, senza processo, civili sospettati di slealtà. In un caso, racconta Harmon, i Granatieri spararono a 17 sospettati di fare da “quinta colonna” a Helchin. Gli autori di questi crimini di gerra pare non siano stati ne puniti ne processati, diversamente di quanto invece lo furono soldati tedeschi per atti simili.
L’evacuazione da Dunkerque, nome in codice “Operazione Dynamo”, iniziò il 26 Maggio 1940. All’inizio si sperava di salvare 45.000 uomini. Alla fine il vero numero era di 338.000. Lord Gort ricevette l’ordine di non informare i suoi alleati francesi e belgi che l’evacuazione stava iniziando. A sud-est di Dunkerque gli inglesi ritirarono le loro unità, lasciando sette divisioni francesi da sole ad affrontare i tedeschi che avanzavano. I francesi combatterono fino ad esaurimento delle munizioni e riuscirono, come i belgi, a impegnare le forze tedesche che altrimenti avrebbero dato l’assalto al perimetro di Dunkerque.
Mentre le truppe inglesi e francesi di ritiravano verso Dunkerque, l’Ammiraglio Sir B.H. Ramsay organizzò un’operazione di recupero via mare verso l’Inghilterra. Dopo una protesta del governo francese, fu emesso un ordine scritto che disponeva che le truppe francesi fossero imbarcate in egual numero assieme a quelle inglesi. In pratica ciò non avvenne. Harmon riferisce che quando i francesi tentarono di salire a bordo delle navi sulla spiaggia, la Marina Inglese organizzò delle squadre di soldati con le baionette innestate per tenerli indietro. In almeno un’occasione un plotone britannico sparò sulle truppe francesi che tentavano di imbarcarsi. Solo dopo che praticamente tutti gli inglesi erano evacuati, ci si impegnò ad evacuare i rimanenti soldati francesi. Ma quando il porto si arrese ai tedeschi il 3 Giugno 1940, più di 40.000 francesi furono catturati.
Forse l’aspetto dell’evacuazione più memorabile fu il ruolo avuto dai civili con loro piccole barche. Harmon spiega che questo è una parte del mito. Il pubblico britannico non venne informato che era in corso un’evacuazione fino alle ore 18.00 del 31 Maggio 1940. Una piccola squadra navale, con base a Sheerness, mise insieme un grosso numero di piccole imbarcazioni civili, ma la maggior parte di esse erano inutili per un compito di evacuazione. Solo negli ultimi due giorni del ritiro dei volontari civili ebbero un ruolo nel portare in salvo dalle spiagge altri 26.500 uomini. Il loro contributo, fa notare l’autore, “ fu nobile e lodevole, ma non fu determinante in termini di persone salvate “.
Harmon riesaminò l’attuale controversia riguardante l’ordine di Hitler del 24 Maggio di fermare per due giorni l’avanzata tedesca in direzione di Dunkerque. Dopo la guerra, alcuni ufficiali tedeschi sostennero di essere rimasti “stupefatti” quando ricevettero l’ordine di fermare i loro carri armati sul fiume Aa, che permise ai francesi di allestire una linea difensiva nella parte occidentale di Dunkerque. A quell’epoca, tuttavia, il Generale delle truppe corrazzate Heinz Guderian visitò le sue unità  nell’avvicinamento a Dunkerque e concluse che il Generale Von Rundstedt aveva ragione nell’ordinare di fermarsi e che un ulteriore attacco corrazzato attraverso le paludi avrebbe comportato un inutile sacrificio di alcune delle sue migliori truppe. Nelle sue memorie e discussioni post-belliche con Sir Basil Liddell Hart, Guderian tentò di incolpare Hitler per aver sospeso l’avanzata. Dai suoi colloqui con Guderian e altri generali tedeschi, Liddell Hart concluse che Hitler permise consapevolmente all’Esercito Britannico di ritirarsi, sperando che questo atto generoso avrebbe facilitato il raggiungimento della pace con la Gran Bretagna (3)
Diversi anni dopo divenne chiaro che ci aspettava in qualche modo l’ordine di fermare l’avanzata delle unità corrazzate tedesche. Il Generale Von Rundstedt emise quell’ordine il 24 Maggio che Hitler semplicemente confermò (4). Le truppe potevano riposare e vennere effettuate riparazioni ai veicoli corrazzati. Quando l’offensiva riprese il 26 Maggio 1940 le priorità tedesche erano mutate e l’obiettivo dell’attacco era Parigi e il cuore del paese dove rimaneva una grossa porzione delle truppe francesi. Dunkerque era considerata come un evento di secondaria importanza. Fu ordinato all’aviazione tedesca di bombardare Dunkerque ma il tempo non era adatto per volare e durante i nove giorni dell’evacuazione la Luftwaffe interferì solo per due giorni e mezzo: il 27 Maggio, il pomeriggio del 29 Maggio e il 1° Giugno 1940 (5)
Mentre l’autore ha scritto una solida rivalutazione di Dunkerque, egli è meno credibile quando devia dall’argomento principale. Ad esempio: all’inizio della sua narrazione Harmon ripete la vecchia favola che il riarmo pre-bellico tedesco “fu il motore della ripresa economica del paese negli anni 30 “. In seguito afferma che “ cospirando con la dittatura tedesca, la dittatura sovietica assorbì la Finlandia “ (sic!). Un buon editore avrebbe dovuto rilevare l’errore.
La ricerca di Nicholas Harmon dimostra che un evento che è stato per lungo tempo commemorato come uno dei più grandi trionfi nella storia britannica, fu, in effetti, una grande sconfitta. L’evacuazione di un terzo di milione di uomini fu un avvenimento unico, ma anche una catastrofe militare. Nel demitizzare Dunkerque ha dato un contributo alla comprensione della Seconda Guerra Mondiale.
NOTE:
1 – nel 1948, il prominente storico e teorico militare britannico, generale J.F.C. Fuller, fece esplodere il mito di Dunkerquenel suo libro: The Second World War: A Strategical and Tactical History (la seconda guerra mondiale, una storia strategica e tattica), Duell, Sloan & Pearce. Anni dopo, il professore dell’Università dell’Illinois David Sumler scrisse: “ al porto di Dunkerque, tutti i tipi di imbarcazioni civili mobilitate dal governo britannico, pescherecci, panfili, rimorchiatori, sfidarono le bombe e le incursioni della Luftwaffe per salvare 200.000 soldati inglesi e 140.000 francesi “. A History of Europe in the Twentieth Century (una storia dell’Europa nel ventesimo secolo), The Dorsey Press, 1973, pag. 234
2 – Una delle leggende più durature della guerra è il credo che gli eserciti tedeschi del 1939-1941 fossero altamente meccanizzati. Nel 1940 i tedeschi dispiegarono solo dieci divisioni corrazzate delle 135 allestite per l’offensiva occidentale. Le forze anglo-francesi non solo possedevano più carri dei tedeschi ma una maggiore percentuale dei loro carri erano modelli medi e pesanti. La maggior parte dei carri usati dai tedeschi nel 1940 erano degli obsoleti Mark Is e IIs leggeri, ai quali vanno aggiunti diverse centinaia di carri leggeri cecoslovacchi.
3 – Questa tesi apparve per la prima volta nel libro di B.H. Liddell Hart del 1948 “The German Generals Talk”, (parlano i generali tedeschi), noto anche col titolo inglese: The Other Side of the Hill (l’altra parte della collina). Il volume è stato recentemente ristampato sotto forma di libro in brossura da William Morrow & Co. Anni dopo egli cambiò opinione sulla vicenda, sottolineando il fatto che “la decisione di Hitler era intrecciata da vari fili”. Raccontò che il Generale Blumentritt, ex Capo di Stato Maggiore di Rundstedt, gli disse che “il fermo dell’avanzata era stato richiesto per ragioni non militari e che era parte di uno schema politico per facilitare il raggiungimento della pace. Se il Corpo di Spedizione Britannico fosse stato catturato a Dunkerque, gli inglesi si sarebbero sentiti feriti nell’onore, una macchia da cancellare. Lasciandoli fuggire Hitler sperava di venire a miti consigli con loro “. B.H. Liddell Hart, History of the Second World War (storia della seconda guerra mondiale), G.P. Putman’s Sons, 1970, pag. 74-75, 77, 80-83
4 – Il Gen. J.F.C. Fuller nella sua concisa e perspicace analisi di queste questioni militari, fece notare che Rundstedt ordinò per primo ai gruppi corrazzati di Hoth e di Kleist di fermarsi temporaneamente la sera del 23 Maggio. “ In quelle circostanze fu una saggia decisione. Le divisioni corrazzate tedesche avevano bisogno di riposare e di fare manutenzione ai mezzi. La verità è che l’intera area era un grosso ostacolo per i carri armati e che Hitler, che aveva una conoscenza delle capacità dei veicoli corrazzati superiore a quella dei suoi generali, riteneva che il loro uso nell’area di Dunkerque sarebbe stato un errore madornale. L’evacuazione fu un singolare successo considerato il numero degli inglesi che si ritirarono. Le cause del successo erano al di fuori del controllo tedesco “. Fuller, A Military History of the Western World, Vol. III: From the Seven Days Battle, 1862, to the Battle of Leyte Gulf, 1944 (una storia militare del mondo occidentale, vol. III: dalla battaglia dei sette giorni, 1862, alla battaglia di Leyte Gulf, 1944), Minerva Press, 1967, pag. 400-404.
NOTA BENE: La Battaglia dei Sette Giorni si riferisce ad una battaglia avvenuta nel 1862 vicino a Richmond in Virginia durante la Guerra di Secessione Americana. La battaglia di Leyte Gulf si riferisce ad uno scontro bellico avvenuto nel 1944 fra americani e giapponesi nelle isole delle Filippine.
Un altro studioso britannico, Alistair Horne, ha scritto: “Questi miti possono essere abbattuti. L’errore dell’ordine di fermarsi non può essere addebitato soltanto a Hitler. Fin dall’inizio della guerra,  i generali tedeschi sono stati occupati per varie ragioni, di cui facevano parte la loro carriera e l’orgoglio professionale, ad incolpare Hitler di ogni errore e crimine bellico. Ma se c’è qualcuno da biasimare in primo luogo, sia sull’evidenza dell’episodio stesso e sul suo svolgimento durante la campagna, quello era Rundstedt. Era un importante comandante in battaglia ma in quanto a stratega si dimostrò essere tanto condizionato dalle esperienze della Prima Guerra Mondiale quanto la controparte francese. Il 24 Maggio fu lo shock di ciò che fecero gli inglesi (nella loro breve offensiva di Arras il 21 Maggio) ad associarsi con le sue inestirpabili paure di ciò che i francesi potevano ancora fare. Fu questo a far decidere Rundstedt e, tramite lui, a convincere Hitler a fermare i panzer “. Horne, To Lose a Battle: France 1940 (perdere una battaglia, Francia 1940) (pb. Ed. pag. 602-603, Penguin Books, 1979)
5 – Cajus Bakler, The Luftwaffe War Diaries (i diari di guerra della Luftwaffe)), pb. Ed. pag. 62-175. Tradotto da Frank Ziegler (Ballantine Books, 1980. Questo libro fu pubblicato per la prima volta in Germania nel 1964. Sebbene lungi dall’essere un opera finale, rimane la miglior storia disponibile dell’aviazione tedesca nella Seconda Guerra Mondiale.

Traduzione a cura di: Gian Franco SPOTTI

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Categorie: Appunti di Storia

Pubblicato da admin il 1 gennaio 2013

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