PRESENTAZIONE ERETICAMENTE

Postato da Leonida il 30 Lug 2012

EreticaMente è il "mondo delle Idee", per una cultura organica, nazionale e popolare tesa alla formazione dell'Uomo, del Cittadino, del Patriota, senza compromessi e senza ammiccamenti con il Nemico di sempre, di cui non cerchiamo nè comprensione, nè il plauso

Intervista a Giuseppe Barbera dell’Ass. Pietas

Postato da Leonida il 5 Mar 2013

L'Associazione Tradizionale Pietas è una realtà eterogenea composta prevalentemente da comunità connesse tra loro nell'interesse delle tradizioni greco-romane in Italia. L'approccio alla Tradizione avviene in maniera asettica, evitando forme di fanatismo o visioni faziose che possano alterare la reale comprensione della Tradizione in se stessa. La nostra entità è culturale e non religiosa poiché consideriamo, allo stesso modo degli antichi romani, la Pietas come un corpo di valori nel percorso della filosofia intesa come via di ricerca della sapienza a discapito dell'approccio religioso, reputata come una forma di misticismo che rallenta il cammino della comprensione.

Pagliacci lugubri e sanguinari di Fabio Calabrese

Postato da Leonida il 21 Gen 2013

Dal 1991, dal crollo dell'Unione Sovietica gli Stati Uniti sono rimasti l'unica superpotenza esistente su questo pianeta, non solo, ma è evidente che gli Stati Uniti da allora stanno cercando di espandere il loro dominio a livello mondiale, imponendo dappertutto una democrazia che non è in realtà altro che una forma mascherata di colonialismo. Io credo sia essenziale capire in che mani sia questo sfortunato pianeta e l'altrettanto sfortunata umanità che lo popola, chi sono questi yankee prossimi a essere i padroni di questo mondo , e che in ogni caso si comportano come se lo fossero, mentre l'Italia e l'Europa sconfitte nella seconda guerra mondiale si trovano da settant'anni a vivere in quello che di fatto è un regime di soggezione coloniale.

Il Fuoco Ardente della Memoria

Postato da Leonida il 17 Feb 2013

Nella ricorrenza dell’eccidio inquisitorio di Giordano Bruno non staremo qui, in queste sintetiche riflessioni, a perder tempo nell’inutile disputa tra credenti, laicisti e difensori del libero pensiero, bensì vorremo richiamare l’attenzione sul fulcro della Sapienza che il Nolano volle rappresentare con la sua vita e le sue opere, null’altro essendo realmente di nostro interesse.

Platone e l'Amore di Mario M. Merlino

Postato da Leonida il 06 Feb 2013

Platone c’insegna che con Amore non si scherza. Se ci afferra, dispettoso fanciullo, demone nell’accezione antica, cioè tra la divinità e l’uomo, non ci molla ci travolge ci stravolge. Ecco perché l’oggetto del nostro amore è sempre bello, mentre colui che ama è sempre brutto. Cesare Pavese: ‘E’ buio il mattino che passa senza la luce dei tuoi occhi’… Banchettano gli dei, se la spassano come comuni esseri mortali, e Poros (l’Espediente, il Possesso), avendo assai bevuto, si sdraia sul prato per farsi un sonnellino e digerire, magari tra un rutto e l’altro, cibo e vino.

Abbracciato a un cavallo di Joe Fallisi

Postato da Leonida il 29 Gen 2013

"Morale" ed "etica" rimandando a termini (latini e greci) che indicano i costumi, differenti da popolo a popolo e transeunti; insieme, la sovrastruttura ideologica – esattamente nel senso marxiano – che su di essi viene codificata. Di qui la critica, fin troppo semplice, che di questi concetti è stata fatta (per esempio da Nietzsche). Essi, in realtà, sono inadeguati o del tutto parziali a giudicare il senso della questione. E, en passant, ribadisco come la dichiarazione stessa di appartenenza al genere Homo sapiens e degli eventuali tabù correlati sia TUTTA CULTURALE, cioè accidentale, empirica, non sostanziale

La missione di Roma in “The Eagle”

Pubblicato da Admin il sabato, gennaio 05, 2013

Articolo a cura di Tommaso Oltrabella dell’Associazione Culturale Zenit

<<  Nel 140 d.C., vent’anni dopo l’inspiegabile scomparsa dell’intera Nona Legione nei monti della Scozia, il giovane centurione Marcus Aquila giunge da Roma per risolvere il mistero e risollevare la reputazione del padre, comandante della Legione. >>. Questo è l’incipit di The Eagle, film di produzione anglofona, tratto dal libro The Eagle of the Ninth (conosciuto in Italia come “L’Aquila della IX Legione” oppure “La Legione Scomparsa”) di Rosemary Sutcliff, autrice inglese nata negli anni ’20 e vissuta fino al 1992. Dal preambolo made in UK, conscio dell’avversione britannica verso tutto ciò che è diverso, nella fattispecie Romano, mi aspettavo d’avere di fronte una scontata, ripetitiva e noiosa accusa verso l’Impero e le sue presunte mire conquistatrici, in un susseguirsi di luoghi comuni e mistificazioni. Non è stato così, anzi il film, se vogliamo, prende le distanze da tutto ciò che è barbaro, quindi primitivo ed autoctono. Incredibilmente lo spirito inglese, chiuso e indomito, “barbaro” in chiave moderna, rifugge le sue origini per abbracciare la missione di Roma e le Virtù intimamente legate ad essa, riconoscendo l’assoluta superiorità del mos maiorum.… Rimbecillimento da football, troppe birre o ispirazione divina? Chi lo sa, intanto perdonate gli spoiler.

Il centurione Marco Flavio Aquila parte da Roma per assumere il comando di un castrum / accampamento.  La giovane età ed il nome che porta non lo aiuteranno ad ottenere facili simpatie, sarà la sua AUTORICTAS unita alla DISCIPLINA dei subordinati a tributargli HONOR e l’affetto tipico dei soldati romani verso il loro capo. Aquila ed i suoi vincano feroci assalti ma il comandante riporta, a seguito di un atto eroico (SACRIFICIUM), una grave ferita che lo obbliga a terminare la carriera militare e lo allontana, momentaneamente, dalla riabilitazione del nome del padre. In questo periodo della sua vita, pieno di inquietudine e SOPPORTATIO, Aquila salva la vita ad Esca, un gladiatore che si rifiuta di combattere nell’arena. Questo episodio è molto significativo. Esca è un britanno catturato in battaglia e figlio di un capo tribù. Secondo la mentalità moderna anti-romana il destino del ragazzo dovrebbe essere già deciso: ucciso perché nemico. Invece non va a finire così. Aquila viene pervaso da varie Virtù romane, tra le quali la IUSTITIA, riconoscendo nel barbaro qualità incompatibili alla sua condizione di auctoratus / gladiatore. Così facendo avvia Esca ad una presa di coscienza “iniziatica” che lo porterà a trasformarsi da barbaro (caos) a  cives (ordine). Aquila pertanto incarna la Via Romana al Divino, Eroica e Solare, ed il principio igneo, comune a  tutte le tradizioni guerriere Indoeuropee; Esca è il mondo imperante, tellurico, l’uomo indifferenziato destinato ad essere rettificato nell’Età esiodea del Ferro dall’azione ordinatrice di Roma, Città Celeste realizzata con la tutela del nume Mars / Marte, riconducibile all’elemento Ferro in Alchimia. Esca, affrancato dall’offerta rituale di sangue, rettificatrice a modo suo, si lega volontariamente al proprio liberatore divenendone lo schiavo, aderendo al mistero di Roma quando dimostra ABNEGATIO e RASSEGNATIO. L’umido (Esca) sta per essere purificato dal Fuoco (Aquila). Esca ed Aquila dopo aver stretto un vincolante legame cameratesco, seppur rimanendo uno inferiore all’altro, partiranno per un viaggio (il simbolismo del Percorso Iniziatico è qui evidente) che avrà come obbiettivo quello di recuperare l’insegna della scomparsa IX Legione, a suo tempo guidata dal padre di Aquila. Ciò avvenne a nord della Britannia, oltre il Vallo fatto poi costruire dall’Imperatore Adriano per delimitare la terra conosciuta. E’ qui che comincia l’avventura.
I due hanno modo di compenetrarsi, scambiarsi i ruoli (pratica in uso nell’Urbe ritualizzata durante i Saturnalia), scontrarsi, confrontare i canali d’accesso ai rispettivi Dèi e valutarne i relativi effetti sull’Essere Umano. Avviene un vero e proprio “processo alchemico”.
Due episodi su tutti :
-  Se il romano rischia la vita per l’onore del padre, il capo clan barbaro non si fa scrupolo ad uccidere il proprio figlio scoperto il suo tradimento o piuttosto la FIDES nei confronti di Esca ovvero la volontà di abbandonare la condizione indifferenziata per accedere a quella ordinata.
-  Aquila, ritirato nell’ascesi, invoca Mitra (non ci scordiamo che la storia è ambientata nel II° secolo dell’età volgare), divinità sì orientale ma collegata a Marte nel rango iniziatico del miles / soldato, con tutto ciò che ne consegue. I barbari invece si danno a pratiche druidiche, notturne e lunari, vissute in estasi con al centro la figura del sacerdote.
Qui si capisce il perché dello scontro tra romani e britanni: sono umanizzazione di principi opposti. I popoli celti, insieme ai monoteisti della Palestina, sono i più grandi oppositori della missione di Roma perché, non appartenenti al ceppo iperboreo, a differenza loro, hanno la gerarchia della società rovesciata, con il sacerdote sopra il Re / guerriero. La classe sacerdotale romana è rappresentata dal Pontifex , custode della Sapienza (energia potenziale) pertanto principio passivo incarnato, subordinato a quello attivo dei Flamini incaricati di eseguire i Riti, mettere in Atto la Potenza (energia potenziale trasformata in energia cinetica). Il servizio militare stesso ha un carattere religioso, infatti è una sacrata militia. Tornando a The Eagle, Aquila ed Esca riescano ad impossessarsi dell’insegna militare della IX Legione caduta in mano agli “uomini foca”, tribù selvaggia i cui guerrieri si ricoprono il corpo di terra (mondo tellurico). L’aquila è “animale considerato esso stesso come ‘solare’ dalla antichità. Secondo la tradizione, sotto forma di ‘aquila’ si sarebbe involata dalla pira l’anima imperiale di Augusto” (1) , mentre l’insegna militare è “oggetto di una autentica venerazione religiosa, si può agevolmente riconoscere l’idea romana che l’Ordine supremo di Giove, il cui simbolo è l’Aquila, insegna che sempre precede la legione, si realizza mediante la Guerra, cioè Marte, simboleggiato dai vari signifer quasi terribili Luperci di ogni centuria.” (2)
Detto ciò non è difficile capire il messaggio insito nel dialogo chiave :
Esca : <Per questo sei qui? Per trovare tuo padre?>
Aquila : <No, siamo qui per trovare l’Aquila.>
E. : <Come può un pezzo di metallo contare tanto per voi?>
A. : <L’Aquila non è un pezzo di metallo. L’Aquila è Roma. E’ il simbolo del nostro onore, ogni vittoria ogni singola impresa. Dovunque sia l’Aquila possiamo dire: Roma ha fatto questo.>
Il barbaro Esca, titanico nel suo iniziale respingimento alla rettificazione, trasmuta quando, sciolto definitivamente il vincolo della schiavitù, manifesta SEVERITAS e combatte al fianco del suo ex-padrone, da uomo libero ormai pure lui Principio Fuoco, da romano contro gli “uomini foca” e la sua passata condizione biologica a favore di quella nuova energetica/spirituale. Il Percorso Iniziatico si conclude quando i due consegnano l’Aquila al Senato che insignisce Esca dello status di civis romanus  e ristabilisce l’onore del padre di Marco Flavio, caduto in battaglia, da Eroe.
IN MEMORIAM
(1) J. Evola, Simboli della Tradizione Occidentale, p.62, nota n.9
(2) G. Casalino, Il Nome Segreto di Roma, p.91-92




Share/Bookmark

3 Commenti su "La missione di Roma in “The Eagle” "

  1. Anonimo ha detto...

    "Qui si capisce il perché dello scontro tra romani e britanni: sono umanizzazione di principi opposti. I popoli celti, insieme ai monoteisti della Palestina, sono i più grandi oppositori della missione di Roma perché, non appartenenti al ceppo iperboreo, a differenza loro, hanno la gerarchia della società rovesciata, con il sacerdote sopra il Re / guerriero. La classe sacerdotale romana è rappresentata dal Pontifex , custode della Sapienza (energia potenziale) pertanto principio passivo incarnato, subordinato a quello attivo dei Flamini incaricati di eseguire i Riti, mettere in Atto la Potenza".

    Direi un pò troppo inclementi verso la popolazione celtica e qualche imperfezione sullo schema delle funzioni romano.
    I Celti erano a tutti gli effetti Indoeuropei e come annunciava il grande Dumezil tale civiltà ricalcava perfettamente il tradizionale schema tripartito comune a tutti gli indoeuropei, in più lo stesso Guenon riteneva che la religione celtica fosse particolarmente vicina alla Tradizione primordiale, in effetti ciò che insegnavano i Druidi per esempio sul concetto di "aldilà" corrisponde fedelmente a quanto professato sia tra i "Veda" che nel mondo germanico. Lo stesso Cesare fu in grado di effettuare una comparazione tra le divinità romane e celtiche (Lug/Mercurio - Brigit/Minerva) e gli stessi studi odierni in ambito indoeuropeo permettono di scoprire un gran numero di parentele tra la mitologia celtica e quella greca.
    Ritornando al fondamentale schema tripartito si ricorda che la prima funzione era rappresentata dall'archetipo regale/sacerdotale (soggetto inoltre ad un ulteriore scissione in due tendenze complementari ma opposte) e che la seconda invece era rappresentata da quella guerriera (Romolo e Numa erano due prime funzioni complementari ed opposte, con Tullio ostilio si entra nella seconda e con Anco Marzio nella terza funzione).
    I "Flamini" erano sacerdoti (Bramini) legati al culto magico/sacrale come anche erano i "Salii" legati al rito magico/guerriero, tali erano necessari a dare "Forma", in qualità quindi di prima funzione, alla reggenza della comunità romana.

    Di sicuro, per finire, tra i Celti ed i Greci soprattutto come anche tra i Germani ed i Romani in misura inferiore ci furono "infiltrazioni" di spinte anti-indoeuropee provenienti dalla religione delle popolazioni autoctone assoggettate o in secondo momento subentrate ma lo "spirito" iperboreo comunque ebbe sempre il controllo ed il predominio della base culturale necessaria alla conferma dei propri valori e visione del mondo e , semmai, fu capace di arricchirsi assimilando parte delle usanze non appartenenti alla propria cultura (per esempio: Romani/etruschi).
    Ad majora.
    Wolfram.

     

  2. Admin ha detto...

    Grazie Wolfram, molto interessante il tuo intervento.

     

  3. Tommaso Oltrabella ha detto...

    Salve Wolfram,
    ho associato i celti ai giudei per il fatto che nell'epoca storica del film, Roma in Britannia lottava contro un popolo guidato dalla casta sacerdotale, proprio come avveniva in Palestina. I celti sono una razza guerriera ma in quella fase (decadente) non rispondevano più alle caratteristiche richieste per appartenere al ceppo iperboreo: il druidismo era oppositore del Cosmos Romano ed è stata rinnegata la manifestazione Eroica Iperborea (Pax Augusta et Romana) alla quale essi mai si legarono. In parte la loro influenza oppositrice, al Nord, ricalca (in maniera minore, va detto) quella orientale giudaica e cripto-giudaica.
    Ti ringrazio per il commento e colgo l'occasione per rinnovare la stima allo staff di Ereticamente e ringraziarli dello spazio concessomi.
    VALE

    Tommaso Oltrabella

     

Posta un commento


a cura di Ereticamente


A) Nella seconda parte del Suo splendido “EX ORIENTE LUX, MA SARA’ VERO?” Lei definisce il Cristianesimo “Colonizzazione spirituale”. Vuole spiegarcelo meglio?
In effetti, non è molto complesso o arduo da capire: l'Europa è stata colonizzata, invasa dal cristianesimo che le è stato imposto perlopiù con la violenza: hanno cominciato gli imperatori “romani” rinnegati, Costantino e Teodosio, hanno proseguito Carlo Magno e i cavalieri Teutonici, poi ancora i crociati francesi che distrussero la Provenza per annientare il movimento cataro. I “sermoni” con cui l'Europa è stata convertita al cristianesimo sono consistiti principalmente in stragi, saccheggi, deportazioni.


continua a leggere...






    NEL VENTO

    JOE FALLISI

    ANCHE SE CON SAIO FRANCESCANO

    ■■■ "Nel tentativo di dare una risposta, almeno parziale, alle domande appena poste è necessario comprendere uno dei passaggi fondamentali della storia ebraica, ovvero il mancato riconoscimento del Messia, messo in croce sotto Ponzio Pilato. Le cause della non accoglienza di Cristo, in parte, ne hanno preceduto la venuta: già nell’Antico Testamento il popolo d’Israele, sebbene eletto, viene chiamato da Dio stesso 'popolo di dura cervice." Già questa premessa dimostra, caso mai, che "di dura cervice" (e sconfinata falsa coscienza-malafede) sono innanzi tutto i cattoprelati eredi dei LORO fVatelli maggioVi: il "Gesù Cristo" dei "Vangeli" non è mai esistito(1).
    Devo questa volta spezzare una lancia in favore degli ebrei. Per dovere d'onestà intellettuale, per chiarezza. Dal mio punto di vista la critica del giudaismo-talmudismo ne comporta necessariamente un'altra, altrettanto profonda, del cristianesimo ufficiale, in specie cattolico (senza dimenticare mostri come Lutero e Calvino).




    KULTURKAMPF

    MAURICE BARDÈCHE

    FASCISTI SI NASCE. SPARTA E I SUDISTI.

    ■■■ Ricevuto da Maurice Bardèche, al tempo della pubblicazione di Qu’est-ce que le Fascisme, un sodàle del ‘Gruppo di Ar’ domandò a lui quale fosse la ragione dell’ossessione antifascista da parte degli intellettuali (les clercs) europei. E Bardèche gli diede una risposta che si può riassumere in questi termini: ‘I chierici europei hanno, letteralmente, tradito, consegnato ai vincitori l’Europa, la cui fisionomia storica era quella rintracciata e riconosciuta dai fascismi, per contrastarne la decadenza.
    Da moderni sofisti, essi sanno bene che il tradimento della loro funzione -di cani a protezione delle mandrie europee- è stato fondamentale: lo sanno, lo ricordano (sopra tutto coloro che in un primo tempo ai fascismi si erano accostati) e non possono che eccitare in sé, attraverso la stimolazione nelle mandrie di sentimenti antifascisti, il ricordo del proprio tradimento’.

    Continua a leggere...»




    L’INATTUALE

    di LUCA VALENTINI

    ■■■ La consapevolezza, quella di una dimensione intellegibile, di un’Unità primaria che non possa essere in alcun modo analizzata né considerata con i riferimenti profani dell’umana esistenza, cioè utilizzando i parametri del tempo e dello spazio o del volume, ha sempre assunto con sé l’idea simbolica di una caduta, di un cedimento, di uno smembramento, ma con una conseguente rinascita, un’eroica affermazione di potenza, di volontà dominatrice che riconduce il molteplice alla primordialità Unità.
    Tali realtà hanno avuto come aristocratica manifestazione il mondo al quanto criptico, volutamente e significatamente occulto, dei Misteri Antichi, che, attraverso le loro tante e diversificate forme – da quelli orfici a quelli egizi, ai più celebrati di Eleusi, fino a quelli solari, imperiali e di stato di Mithra – e attraverso i diversi autori che ce ne hanno tramandato le mitologie di fondo e le vive esperienze seppur limitate dallo status iniziatico e riservato degli stessi, hanno esplicitato una comune origine trascendente, un comune riferimento archetipico, quindi un simile fine magico-realizzativo.

    Continua a leggere...»




    COGITAMENTI

    FABRIZIO BELLONI

    LA MORTE DI ANDREOTTI

    ■■■ Quando la televisione ha dato la notizia, questa mattina, ho avuto due polluzioni. Il fegato ha gridato: uno di meno! Il cervello è stato come sempre più assennato, ed ha cominciato a paragonare il Giulio con lo spettacolo odierno. La comparazione è tutta a vantaggio di Andreotti. I media nei prossimi giorni ci scaricheranno tonnellate di commenti, di analisi, di retorica osannante e, qualche volta, denigrante. Giulio Andreotti se lo merita:in un mondo di mezze calzette, nel bene e nel male si erge almeno come un professionista della politica. Non lo ritengo uno statista (l’ultimo in Italia lo abbiamo –forse- ammazzato tanti anni fa), ma di sicuro uno dei pochi professionisti politici di questo bello e dannato Paese.
    Ebbe una ottima scuola: imboscato in Vaticano durante la guerra, insieme a De Gasperi ( Degasperi, meglio) fu allievo di preti e cardinaloni. Hai detto niente! Si dice che mentre l’Alcide parlava con dio, il Giulio preferiva parlare con i parroci ed i vescovi. Oggi sembra strano, ma nel dopo guerra il Vaticano era fortemente anticomunista. Ed Andreotti incarnò la punta di diamante anti PCI. Poi cambiò e aggregò i comunisti e facilitò il compromesso storico. Di certo era intelligente, astuto, furbo, cinico, senza scrupoli.




    POESIA E GUERRA

    JUAN PABLO VITALI

    Fratello Boero

    ■■■ La poesia e la guerra sono nate insieme. Quando l'uomo brancola nella morte, sente inevitabilmente il bisogno di vincolarsi a qualcosa di più alto di lui, superandola. I popoli indoeuropei ci hanno lasciato ampie prove di tale intento.
    Non so se pensavamo Esattamente la stessa cosa. Possibilmente no. Ma da giorni mi gira e rigira Per la testa questo poema Fratello Boero. Gli altri non sanno Quello che fu portare il pianoforte Fino alla casa vicino al fiume E come nelle terre solitarie E spietate, suonasse Mozart Per la prima volta. Noi sì lo sappiamo.




    Bastoni e barricate
    _________________

    ::: MARIO M. MERLINO

    ■■■ Pochi mesi addietro mi trovavo a cena d’amici con altri ospiti. Fra costoro un giornalista de Il Sole 24 Ore di cui non rammemoro il cognome, sebbene sia considerato un analista di valore. Inevitabile che il conversare abbia seguito la piega verso l’attuale crisi economica e finanziaria di carattere mondiale. Qualcuno, memore di letture scolastiche marxiane e forse nostalgico della propria giovinezza trascorsa negli anni della contestazione, faceva riferimento alle ricorrenti cicliche crisi del sistema capitalista. Altri al ‘giovedì nero’ del 1929 quando dagli Stati Uniti si sparse a macchia d’olio una crisi che alimentò, secondo alcuni storici, l’affermarsi del totalitarismo e la convinzione che fosse suonata la campana a morte del capitalismo.
    La convinzione sempre più diffusasi - e mi tornavano a mente le considerazioni dell’amico Giano Accame - come le ‘demoplutocrazie’ fossero rappresentate da governi imbelli e asserviti alle lobbyes ebraiche (perché oggi, no?) e ormai composte da una popolazione svirilizzata e senile. Errore fatale perché nell’eterna guerra del sangue contro l’oro quest’ultimo è pronto a tutto pur di salvare se stesso, riaffermare il proprio predominio e potenziarsi.

    Continua a leggere...»




    RESISTENZA

    Francesco Innella

    Carlo MICHELSTAEDTER: frammenti da una filosofia oscura

    ■■■ Nel saggio su Carlo Michelstaedter, Francesco Innella ci presenta varie fasi della breve vita del Filosofo Goriziano, che tra l’altro ci ha lasciato pregevoli speculazioni filosofiche nella “ Persuasione e la Rettorica”. Innella avvalendosi anche dell’” Epistolario”, edito dalla casa editrice”Adelphi”, ci fa conoscere un Michelstaedter nel chiuso di una stanza. Chiudere un discorso o porre la parola fine su Michelstaedter, è un discorso azzardato, perché poco conosciamo dell’infanzia, scarsi i riscontri della scrittrice Iolanda De Blasi, amica di studi di Firenze: i suoi pochi frammenti lasciati vanno analizzati con certosina pazienza. Va sottolineato tra l’altro, che gli scritti di Michelstaedter - morto a solo 23 anni - hanno ben poco di un filosofo giovane.
    Carlo Michelstaedter , visse in un periodo di grandi cambiamenti, di innovazioni tecnologico –industriali, quindi già verso la fine del tardo romanticismo – anche egli è un orfano della Grande Cultura. Va ricordato che nel 1910 , muore il gigante della letteratura mondiale – Tolstoi – con la cui morte si estingue la vera razza degli scrittori; di poi infatti, è arrivata, n nome dell’onestà intellettuale, la forma aberrante della cultura ( partitica ): io lodo te, tu lodi me.

    Continua a leggere...»



    I più letti di sempre

    Le Nostre News

    Tag Cloud

    23 marzo 25 aprile Acqua Africa Afrikaner Agricoltura Alba Dorata Alce Nero Alder Alemanno Almerigo Grilz America Amore Anarchia Anarcofascismo Andrea Emo Antagonismo Antica Tradizione Anzio Apollo Archeologia Arditismo Area arete Aria Arianna Editrice Aristocrazia Arjuna Armentano Arte Atene Attualità Avanguardia Avventura Bakunin Ballatoi Bambini Banche Barbera Bardeche Battaglia Beat Generation Belloni Berlusconi Bibbia Bizet Blondet Bottai Brasillach Bushido Cacciari Calabrese Campo della Memoria Cancelliere Cappellari Cardarelli Carnevale Carnevali Caronte Cartaginesi Casalino Casapound Cascioli Cattolicesimo Cavalcare la Tigre Cavaliere Celine Cervi Chaos Chiesa Cicap Ciclo Cosmico Cinema City Claudio Mutti Codreanu Colla Colonnelli Comunismo conferenza Consolato Contatti Contestazione Costantino Costituzione cristianesimo Cristologia Cuib Cultura Cyrano di Bergerac D'Annunzio Dante De Filippi Decadenza Del Ponte Delphi Democrazia destra Dio Diodoro Siculo Don Chisciotte donna Donnini Drieu La Rochelle Economia Editoriale Edizioni di AR Effepi Edizioni Egoismo Elezioni Ereticamente Esoterismo Esteri Etica etnonazionalismo Etruschi Eugène Vaulot Euro Europa Evola Ex oriente Lux Fallisi Fantasy Fascismo Federico Fenici Fichte Filippo Manetta Filosofia Finanza Foibe Foro753 Fosse Ardeatine Francia Franzolin Freda Fuller Fuoco Furher Gaudenzi Gen. Lee Genesi Gentile Germania Ghibellinismo Giordano Bruno Giorgio Bocca Giornata del Ricordo Giuliana Giuliano Giustizia Globalizzazione Goebbels Goldman Sachs Gorizia Governo Govoni Grecia Grillo Guardia di Ferro Guelfismo Guernica Guerra Guerra Indipendenza Gulisano Guènon Hegel Heidegger Idealismo Identità Iliade Illuminismo Immigrazione Imperialismo in memoriam Inattuale Indispensabili Indoeuropei Infanzia Interni Intervista Islam Italia J. V. Borghese Jack London Kali Yuga Khazari Kolberg Kremmerz Krishna l'Uno Lagardelle Lamonica Legione Straniera Leo Valeriano Leon Degrelle Leonida Liberopensiero Libreria Libreria Europa Limes Lingua Italiana Liotta Lira Lorenzoni Ludovici Magnani Mariantoni Marino Marotta Marzola Marò Massenzio Massimo Fini Massimo Pittau Merlino MES Mila Bernardini Mishima Mitologia Mondialismo Moneta monoteismi Monte dei Paschi Monti Mosley Mosè Movimento Socialista Msi Mtr Muos Musica Mussolini Narrativa Nato Nazione Nel Vento Neofascismo Neri Nettuno Nichilismo Nietzsche Nord Nuraghi Occidente Oltrabella Omar Khayyam Onore Ordine Nuovo Oro Ostracismo Padovan Paganesimo Palach Palestina Panzarasa Paradiso Parlamento Pasolini PD Pecchioli Pensieri Percivaldi Picasso Piero Operti Pietas Platone Poesia Policy Politica Ponte Milvio Pound Praga Prati Predappio Presentazione Presidente Repubblica Priebke Primo Maggio Professore Psicanalisi Pucciarelli Racconti Rallo Razza Reghini Religione Rexismo Rimbotti Risorgimento Ritter Edizioni. Rodolfo Graziani Roger Bootle Roma Romanticismo Romualdi Rossi Rsi Ruggiero Russia Sangue Sardegna Sardi Scienza Scirè Scuola Sermonti Sessa Sestito Sicilia Signore delle Vette Simeone sinistra Sinistra Fascista Skorzeny Società Socrate Soldato dello Spirito Solipsismo Solstizio Sovranità Spada Spadaro Spengler spoliazione Spread Stato Stile Eroico Storia Stupore Sud Sudafrica Talmud Teatro Terra Terrorismo Tibet Tolkien Tommaso Moro Tovo Tradimento tradizione Tranfo Trilateral Usa Utopia Valentini Valerio Valle Giulia Valori Vanagloria Vassallo Veda Verità Via Rasella Viaggio Video Villa del Casale Vitali Waffen SS Wagner Weltanschauung X Mas Yoga Zarathustra Zenit Zeus